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Via libera definitivo alla riforma dei licei

La riforma dei licei ha ricevuto il via libera definitivo da parte del Consiglio dei Ministri e partirà dal 2010. Critiche le associazioni studentesche che annunciano mobilitazioni

a cura di Marta

redatto giovedì 04.02.2010
Addio alla vecchia scuola. Oggi è stato ufficialmente approvata la riforma Gelmini dei licei che, dopo la riforma Gentile del 1923, rimette mano al sistema scolastico italiano.

Obiettivo della riforma, dichiara il Ministero, è coniugare tradizione e innovazione e razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie ma per le associazioni studentesche la riforma ha come unico obiettivo quello del risparmio. "E' una carnevalata e smaschereremo il Governo" ha dichiarato la Rete degli Studenti Medi che lancia per il 20 febbraio una nuova giornata di mobilitazione nazionale.

gelmini_6Vediamo cosa cambia: Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare, i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotti a 6 licei.

Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:

Il Liceo artistico articolato in prima lettura in tre indirizzi, sarà articolato in 6 indirizzi distinti, anche per facilitare la confluenza degli attuali istituti d’arte e garantire la continuità ad alcuni percorsi di eccellenza: arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia.

Liceo classico. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio. E’ stata potenziata anche l’area scientifica e matematica.

Liceo scientifico. E' aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche. La nuova opzione delle “scienze applicate” raccoglie l’eredità della sperimentazione “scientifico-tecnologica”.

Liceo linguistico. Prevedrà, sin dal primo anno, l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dal terzo anno un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dal quarto un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.

Liceo musicale e coreutico. Una delle novità della riforma, sarà articolato nelle due sezioni: musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivate in convenzione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.

Liceo delle scienze umane. Altra novità della riforma sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.

Altre novità introdotte dalla riforma sono l'incremento orario dell’asse matematico-scientifico, potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni con un monte ore di almeno 99 ore annuali ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.
Inoltre presenza delle discipline giuridiche ed economiche nel liceo delle scienze umane e nell’opzione economico-sociale, insegnamento nel quinto anno di una disciplina non linguistica in lingua straniera.

Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane. Negli altri licei è previsto come opzione. Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità;

Tutti i licei prevedranno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno con le seguenti eccezioni: nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore, per rafforzare la lingua straniera; nell’artistico fino a 35 ore e nel musicale e coreutico fino a 32, poiché in questi due percorsi sono previste materie pratiche ed esercitazioni. Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico-tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.

La nuova organizzazione dei licei prevede:
Maggiore autonomia scolastica, possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco. Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali attraverso un contingente di insegnanti messo a disposizione degli Uffici scolastici regionali o anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.

Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università attraverso la possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stages o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).

RIFORMA ISTRUZIONE TECNICA
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione. Ecco i punti principali dei due regolamenti:

Riordino degli istituti tecnici
Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800, suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 39.283, frequentate da 863.169 alunni. Il riordino punta a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.

Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 Settori: economico e tecnologico.
Avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive al contrario delle attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti). Nel Settore economico sono stati definiti 2 indirizzi: amministrativo, finanza e marketing, turismo.

Nel Settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria, agroalimentare e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio.

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio.
Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all'interno dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l'economia del Paese come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche ecc..

Ore dedicate alle 2 aree:
- AREA ISTRUZIONE GENERALE
- AREA INDIRIZZO

Primo biennio: 660 ore E 396 ore
Secondo biennio e quinto anno: 495 ore E 561 ore

Struttura del percorso didattico. Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:

- un primo biennio, dedicato all'acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi;
- un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
- il quinto anno si conclude con l'Esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.

Più inglese
Sono state incrementate le ore di studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.

Insegnamento di scienze integrate
E' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della terra e biologia", di "Fisica" e di "Chimica", per potenziare la cultura scientifica.

Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni. Le norme introdotte hanno l’obiettivo di creare un rapporto più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.

NUOVI ISTITUTI PROFESSIONALI
I nuovi istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato.

Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi:

Settore dei servizi:
- Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale;
- Servizi socio-sanitari;
- Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;
- Servizi commerciali.

Settore industria e artigianato:
- Produzioni artigianali e industriali
- Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica.

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive al contrario delle attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).

Più flessibilità dell'offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota già prevista del 20% di autonomia, ammonteranno al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.

La struttura del percorso quinquennale

Area istruzione generale e Area Indirizzo
Primo biennio: 660 ore e 396 ore
Secondo biennio e quinto anno: 495 ore e 561 ore. Il percorso è articolato in: 2 bienni e 1 quinto anno

Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Voto


Commenti dal 1 al 3
(3)

anna giovedì, 11 febbraio 2010

finalmente!

Della nuova riforma il punto per me fondamentale è questo"Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università attraverso la possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stages o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie", spero che questo avvenga il più presto possibile, finalmente QUALCUNO HA CAPITO che questo metodo potrà aiutare i giovani nel mondo del lavoro: TEORIA e PRATICA!

n° 3
mariangela antonelli mercoledì, 10 febbraio 2010

Più che una riforma una controriforma

Sono un'insegnante di inglese presso un liceo scientifico, voglio sottolineare che nei licei scientifici l'inglese è stato diminuito, come del resto tutte le materie, tranne matematica, fisica e in parte scienze. Laddove si dice di aver potenziato l'inglese in realtà si è istituzionalizzato ciò che da più di 20 anni esisteva sottoforma di sperimentazione( vedi liceo classico). In realtà si è provveduto a razionalizzare,tagliando , sia l'offerta formativa, che i posti di lavoro, ma non si è cambiato nulla. Questa "riforma" è addirittura peggiore di quella Moratti che almeno aveva una sua logica e non era basata sul recupero di denaro a spese della cultura e della formazione delle nuove generazioni.

n° 2
Daniele Manni domenica, 7 febbraio 2010

Grazie Marta!

Grazie di aver pubblicato la mia lettera aperta alla Gelmini! Oggi, che abbiamo avuto la conferma di avercela fatta a "conservare" l'indirizzo programmatori nei tecnici economici, non posso che riconoscere il grande contributo tuo e degli altri tuoi colleghi che hanno così gentilmente pubblicato il mio sfogo. GRAZIE!

n° 1
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