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Cattivi studenti o cattivi maestri?

Una recente ricerca, condotta all'Università di Padova, sotto la supervisione della prof.ssa Daniela Lucangeli, sulle valutazioni dei docenti della scuola di base, ha documentato un profondo cambiamento nel modo di descrivere la realtà scolastica in soli 10 anni

di Lorenzo Ait 6 agosto 2008
"Mi occupo di Mindfucking (tecniche di manipolazione della mente) e dicome la società ci influenzi a vari livelli; questa settimana ho chiesto al mio amico Danilo Carboni, professionista dello sviluppo personale, di condividere con voi alcuni aspetti di “linguistica” applicata all’insegnamento che trovo molto interessanti:

Una recente ricerca, condotta all’Università di Padova, sotto la supervisione della prof.ssa Daniela Lucangeli, sulle valutazioni dei docenti della scuola di base, ha documentato un profondo cambiamento nel modo di descrivere la realtà scolastica in soli 10 anni.

Nel 1997 “si distrae, non sta attento” sono stati sostituiti nel 2007 da “ha un disturbo dell’attenzione” e poi…studenti in classe

1997 “legge stentatamente” - 2007 “è dislessico”
1997 “non sta mai fermo” - 2007 “è iperattivo”
1997 “non ha voglia” - 2007 “è demotivato”
1997 “non mi ascolta, mi sfida” - 2007 “è bullismo”
1997 “ha la testa fra le nuvole” - 2007 “ha un disturbo dell’attenzione”

… e altro ancora.

Se è vero che la linguistica trasforma la percezione che si ha rispetto alle persone e agli eventi nella propria mappa del mondo, un cambiamento di lessico di questo tipo determina un cambiamento profondo nell’approccio all’insegnamento. Come si comporterà un insegnante che crede che il proprio alunno faccia fatica a leggere rispetto ad un altro che crede invece che sia un ragazzo dislessico?
Nel primo caso, riferendosi ad un problema di comportamento (fare fatica - verbo fare), potrebbe scegliere di adoperare nuove strategie di insegnamento e modelli comunicativi diversi per facilitare l’abilità al leggere. Nel secondo caso l’insegnante, avendo una convinzione riferita all’identità dell’alunno (è dislessico - verbo essere), penserà di poter fare ben poco per il ragazzo, salvo inserirlo in una classe di sostegno o un gruppo di recupero.
Così come nel caso di una difficoltà di concentrazione “ha la testa fra le nuvole” circoscritto ancora nell’ambito pedagogico/didattico, è ben diversa da un disturbo - “disturbo dell’attenzione” - divenuto una relazione clinica tra un adulto sano ed un ragazzo malato.
Le difficoltà incontrate nell’educazione delle nuove generazioni e l’incapacità di molti docenti di saperle gestire innesca la messa in atto, spesso del tutto inconscia, di varie strategie di fuga dalle proprie responsabilità.

A dimostrazione di tale deresponsabilizzazione di tutto il sistema scolastico italiano ci sono i nuovi ed impressionanti dati nazionali forniti dalla scuola sulla difficoltà di apprendimento degli adolescenti che variano dal 25% al 58%! Eppure la ricerca informa che i disturbi dell’apprendimento su base neurofisiologica, cioè dipendenti da deficit neurofunzionali, riguardano appena il 5% dei ragazzi. Questo vuol dire che il 95% dei ragazzi, sul piano strettamente cognitivo può farcela.

La difficoltà di apprendimento dunque sembra essere più una difficoltà di insegnamento! Malattie e disturbi dell’apprendimento sono anche malattie e disturbi dell’insegnamento.
Probabilmente ciò di cui hanno bisogno i ragazzi è di un ambiente emotivo e motivazionale favorevole. E’ risaputo ormai che l’emisfero cerebrale sinistro è sfruttabile al massimo delle proprie potenzialità solo a condizione che anche l’emisfero destro, preposto alle funzioni emotive, entri in gioco. Perchè questo accada il docente deve essere in grado di sapere come stimolare in ogni momento i propri alunni, indipentemente dalla materia insegnata, affinchè questi possano dare un significato convincente e costruttivo al loro processo di apprendimento."

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4
Commenti

Nannez giovedì, 7 agosto 2008

Gia non è sempre colpa degli alunni!

Sono daccordissimo!Tutte le volte quando si parala della scuola italiana si sente dire che è il fanalino di coda dell'europa e ovviamente si da la colpa a noi ragazzi!E quindi invece di cercare soluzioni come la sostituzione di insegnanti incompetenti o svogliati oppure rendere la scuola un'po piu interessante,piu "coinvolgente" e organizzata il governo cosa fa?Ci rende le cose piu difficili introducendo l'ammissione all'esame,la commissione mista,il recupero obbiligatorio dei debiti(su quest ultima cmq sono daccordo come anche l'introduzione del voto in condotta e tutte le altre cose che verranno introdotte dall'attuale ministro dell'istruzione) ecc. Conculdendo credo che per migliorare la nostra scuola non basta solo rendere le cose piu difficili a noi studenti facendoci vivere nel terrore di essere boccioati(anche perchè cosi molta gente butta dentro ancora prima di cominciare) ma bisogna stimolare in qualche modo gli studenti "meno capaci" o svogliati facendogli capire che la scuola serve e soprattutto "scacciare" gli insegnanti incapaci e senza voglia di lavorare!!!Perchè lo sanno tutti che è facile scaricare la colpa sugli altri!(intendo sugli studenti)

n° 2
Giulia mercoledì, 6 agosto 2008

La scuola va "ripulita"

In effetti la scuola italiana va "ripulita" da tutti quei docenti incompetenti radicati soprattutto nei licei...non ci lamentiamo se poi la preparazione degli studenti italiani è scarsa e ci troviamo tra gli ultimi posti nelle classifiche mondiali,riguardo il grado di cultura...la colpa è soprattutto degli insegnanti!

n° 1
nicola mercoledì, 6 agosto 2008

Re: La scuola va

Hai perfettamente ragione.. .E sopratutto una maggiore coerenza degli insegnanti verso gli studenti .. .

cogitoergosum1969 giovedì, 7 agosto 2008

Re: La scuola va

La scuola va ripulita da tutti coloro che vogliono andarci solo per scaldare la sedia, siano essi docenti siano essi studenti!!

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