Impegnativa, ma di bassa qualità. E'
questo il giudizio che l'Ocse - Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo- ha dato della scuola italiana nel documento
"
Education at glance"
in cui si valuta l'efficacia della politica formativa di un paese. Gli
studenti italiani-evidenzia il documento- passano tante ore a scuola ma
i risultati non sono all'altezza del tempo trascorso sui
banchi. I docenti sono sottopagati e poco stimolati e
l'investimento nel settore che si fa rispetto al PIL è sotto
la media europea. Insomma, l'
Ocse ci dice che in Italia per la
scuola si spende poco e male e quel poco che si investe non
da' comunque buoni risultati. Eppure, sostiene l'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo, una buona preparazione sarà la
leva necessaria per uscire dalla crisi economica.
Pochi risultati. Tra i 7 e i 14 anni si passano
sui banchi oltre 8mila ore a fronte di una media Ocse di
6.862. Ma, nei test
internazionali, gli studenti italiani sono agli ultimi posti.
La formazione in Italia manca di flessibilità. Alle medie,
ad esempio, le materie si suddividono tra lettere, matematica e
scienze. Il tempo dedicato alle lingue è invece superiore
rispetto alla media dei paesi Ocse: 16% in Italia a fronte del 13%
degli altri paesi, ma i risultati da noi non si vedono.
E'
alta anche la percentuale di abbandoni. Nel Belpaese sono
il 20% a fronte del 19% della media Ocse. L'
Italia
investe in formazione il 4,9% del PIL, a fronte del 6,2% degli altri
paesi Ocse e siamo anche il paese in cui l'istruzione
terziaria -ad esempio l'università- è tra le
più care, con un costo annuale di 1.100 dollari a studente.
Spendiamo
più della media Ocse nell'istruzione secondaria:
100 mila dollari a studente a fronte dei 93.775 dei paesi Ocse.
Altro dato negativo è il basso grado di attrazione
che le università italiane esercitano sugli studenti
stranieri a causa della scarsa presenza di corsi in lingua
inglese. Dei 3 milioni di ragazzi che ogni anno nel mondo scelgono di
studiare all'estero, arrivano da noi solo l'1,9% di essi. I
paesi più gettonati sono Stati Uniti (19,7%), seguono U.K.
(11,6%), Germania (8,6%), Francia (8,2%), Australia (7%), Canada e
Giappone (intorno al 4%), Spagna e Russia con il
2%.
Grazie alla formula del 3+2 sono però aumentati i
laureati, ma cresce anche il numero degli abbandoni, che arrivano al 55%.
Notevole anche la disparità tra laureati uomo e donna nel "
valore
del titolo accademico": per l'uomo è pari a circa
173mila dollari nell’arco della vita
lavorativa (siamo secondi solo agli Stati Uniti), mentre per la
donna di 25mila, a fronte di una media Ocse di 82mila e 51mila.
19 settembre, tutti in piazza contro lo squadrismo
Newsletter
9 settembre 2009
Libertà di stampa
Tutti in piazza contro lo squadrismo mediatico di Angelo d'Orsi
Oggi, come nel 1922, c'è ancora chi invita al dialogo, mentre le basi di un nuovo regime vengono poste a colpi di manganello mediatico. Dobbiamo ribellarci.
Per cominciare, tutti a Roma il 19 settembre per difendere l'informazione libera.
GIULIETTI Manifestiamo anche per Report
PELLIZZETTI Il machismo berlusconiano e “quelli con le gonne”
TRAVAGLIO L’informazione dell’olio di ricino
BARBACETTO L’offensiva d’autunno di Papi Silvio
COLOMBO I giorni della vendetta
RAVERA E ora denunciaci tutte
ROBECCHI Silvio chiede all’Unità 1000 volte più della D’Addario
ORLANDO Il 19 in piazza contro il bavaglio
Misteri d'Italia
26 settembre, "Agende rosse" in piazza anche a Roma di Salvatore Borsellino
A Piazza Repubblica la continuazione ideale della manifestazione del 20 luglio a Palermo in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla verità sulle stragi del '92 e del '93.
TRAVAGLIO Le Procure complottano? Magari
La precarietà accademica, ovvero il gioco del silenzio di Ilaria Agostini
Perchè i docenti precari italiani, forza numericamente rilevante, subiscono senza fiatare i colpi impietosi inferti loro da un sistema lavorativo che, qualche decennio fa, avrebbe procurato notti insonni ai datori di lavoro?
PARDI Lettera aperta ai professori
Il “compagno Fini” e la destra laica che non c’è di Michele Martelli
La destra berlusconiana che regna oggi in Italia può entrare in conflitto con la Chiesa, come la "guerra mediatica" sul caso Boffo dimostra, ma non per difendere la laicità, bensì solo per migliorare a proprio vantaggio il do ut des.
La mafia, il potere e la cultura di Roberto Scarpinato
"Mafia finta in tv e al cinema. Così si rischia di favorire i boss". Sul mensile "Duellanti" l’atto d’accusa dei pm Ingroia, Marino e Scarpinato (di cui pubblichiamo l'intervento integrale): "Troppe risorse a fiction depistanti che non centrano il vero bersaglio".
La pace, gli ultimi, la fame: le battaglie di una donna vera
Vauro ricorda Teresa Sarti, presidente di Emergency, scomparsa all'età di 63 anni. Nel 1994, insieme al marito Gino Strada, aveva fondato l'associazione per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo.
Sanatoria per le colf, inferno della clandestinità per i lavoratori agricoli di Antonello Mangano
Perché deve essere regolarizzato chi lavora nelle case e condannato alla maledizione della clandestinità chi si spacca la schiena nei campi di pomodoro?
APPELLO No alle leggi razziali
Grillini: Escalation omofobica, è emergenza nazionale
Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay: "Dall'espressione culturale di un pregiudizio anti omosessuale siamo passati a una vera e propria aggressione politica. L'approvazione di una legge contro l'omofobia non è più rinviabile".
www.micromega.net
3 più 2
Il 3+2 nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto incrementare il numero di laureati e conseguentemente accelerare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Tuttavia si sono dimenticati un piccolo dettaglio: gli ordini professionali e i profili di inserimento. Inutile inserire una laurea triennale a giurisprudenza se poi l'ordine degli Avvocati non prevede uno specifico Albo con specifiche mansioni per questi laureati. Così come è inutile creare dei profili professionali intermedi di laurea se a questi profili didattici non corrispondono profili professionali REALI.
A mio giudizio la riforma del 3+2 ha funzionato solo per alcuni percorsi universitari, mentre per altri è stata un completo fallimento.