Nel Lazio le forme di protesta sono numerose e non solo nella
città di Roma: autogestioni, occupazioni, lezioni in piazza,
manifestazioni e sit-in.
Ecco tutte le testimonianze arrivate in redazione.
"Salve, sono una studentessa di V del liceo E. Amaldi di Roma.
Anche nella mia scuola sono in corso assemblee straordinarie circa la
nuova riforma (sconcertante) approvata contro la scuola. Il giorno 30
ottobre scenderemo tutti in piazza a manifestare contro
questa riforma fatta da una donna che si è scordata cosa
significhi studiare ed avere uno stipendio normale di circa 1200000
euro mensili. Il giorno sabato 25 è in programma
un sit in di fronte i cancelli della nostra scuola. Saluti, e
a presto perchè se l'andamento resterà tale ci
sentirete molto spesso..La scuola è un nostro
diritto!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
"La scuola Giovanni da Verazzano di Roma
(Cinecittà) sta per assere occupata, mentre Giorgio De
Chirico, scuola che sta affianco è stata già
occupata".
A Roma dal 15 ottobre è stato occupato
il Mamiani,
liceo classico di Viale delle Milizie. Sempre nella capitale
è iniziata l'occupazione al Liceo
Ettore Maiorana di Spinaceto e all'Augusto
di via Appia mentre nello storico liceo Tasso si
è riunito il collettivo per votare l'occupazione. Qui le
posizioni degli studenti sono diverse e vanno quindi valutati tempi e
modi della protesta. Assemblee anche al De Chirico e all'Orazio. In
agitazione anche le scuole di provincia: ad Anzio,
in provincia di Roma, mobilitazioni al Marco Polo e
all'Innocenzo XII mentre a Frascati e
Monterotondo alcune scuole hanno sfilato in un corteo di
protesta. Secondo l'Unione degli Studenti nei Castelli Romani si stanno
svolgendo assemblee straordinarie in tutte le scuole e si stima che
oltre 4000 studenti della zona siano entrati in mobilitazione. Sono in
programma azioni dimostrative per domani e un corteo a Frascati per
giovedì 23.
"Dal 20 ottobre i licei Orazio, Nomentano,
Giordano Bruno hanno sfilato, occupando l'intera strada
centrale del quartiere Talenti, al grido di "Gelmini noi non
siamo burattini" e motti simili. Il 21 ottobre altre scuole si
sono unite al corteo che prolungandosi per un lungo tratto di strada
è partito da Largo Pugliese e si è concluso
davanti al liceo Aristofane che non ha voluto unirsi alla
manifestazione. Domani (23 ottobre, n.d.r.) con molta
probabilità i licei Nomentano succursale
ed Orazio succursale, uniti, si dirigeranno verso l'assessorato per
protestare contro l'accorpamento tra questi due licei e la conseguente
trasformazione di questi in un unico istituto professionale, cosa
inaccettabile date le ore e le materie studiate con impegno ormai da
anni. Seguiranno molti altri giorni di protesta ad oltranza
perchè la gente al potere deve capire che "Siamo noi il
futuro" e che questo dipende soltanto dall'educazione e dall'istruzione
che ci verrà data".
Il Liceo Scientifico Malpighi di Roma è
stato occupato. Tra gli occupanti anche alcuni studenti appartenenti
a Lotta Studentesca, il movimento giovanile vicino a Forza
Nuova, che vogliono protestare contro il decreto Gelmini "che
sta assestando il colpo ferale al sistema scolastico italiano".
Il 23 ottobre, circa trecento studenti dei licei
di Roma hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi,
urlando slogan contro il Governo e chiedendo il ritiro del
decreto Gelmini. Inoltre si sono svolti cortei a Primavalle e
a San Giovanni.
"Salve sono una studentessa del Francesco d'Assisi di Roma.
Noi contro la Gelmini abbiamo organizzato un sit-in sabato, oltre allo
sciopero di venerdi 17 ottobre dove la nostra scuola è
rimasta chiusa anche ai docenti. Domani (24 ottobre, n.d.r.) ci
sarà un 'assemblea straordinaria indetta degli studenti dove
si discuterà della riforma e delle conseguenze che questa
porterà alla scuola. Per il grande sciopero del 30 ottobre
stiamo organizzando una mobilitazione di massa, che prevede anche le
magliette contro il ministro e a difesa della scuola pubblica".
"Ciao, sono una studentessa del Liceo Scientifico "L.B.
Alberti" di Marina di Minturno,un piccolo paese del basso
Lazio in provincia di Latina. Nella nostra scuola non abbiamo fatto
assolutamente nulla, c'è disinformazione, c'è
un'alienazione incredibile rispetto a ciò che accade nelle
grandi città come Roma, Napoli o Milano. Non si
conosce la riforma, spesso non si sa che cosa ci sta succedendo
intorno, anche se sembra la cosa più evidente del mondo.
Leggendo tutte le testimonianze di questi ragazzi che stanno occupando,
stanno manifestano nelle piazze dei loro paesi, stanno facendo lezione
al di fuori delle scuole, stanno facendo autogestione, ecco io mi sono
sentita estranea a tutto questo, non perchè non creda nella
lotta e nel diritto di manifestare e scioperare, ma perchè
qui non ci sono i giusti presupposti per occupare una scuola o
autogestirla, non c'è una propria coscienza che non viene
neanche stimolata dal preside, che addirittura ha chiamato tutti i
genitori degli studenti che il 10 ottobre sono andati a Roma a
manifestare contro il decreto Gelmini, o dai
professori. Domani (24 ottobre) faremo un'assemblea discutendo
appunto del decreto, spero che abbia un suo effetto tra gli animi e
soprattutto tra le menti! E' difficile cambiare la società,
e la rivoluzione vera deve aver luogo prima di tutto nelle nostre menti"
Il 24 ottobre le scuole romane si sono riversate in
piazza, dal
Circo Massimo è partito un corteo che inizialmente era
diretto a
Montecitorio e poi ha deviato verso Piazza Navona,
perchè non ha ottenuto l'autorizzazione a raggiungere
Montecitorio. Molte le scuole presenti: Augusto,
Russel, Pitagora, Marco
Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace,
Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico,
Albertelli, Ruiz, Orazio. Ed altre si sono aggiunte via
via. Circa 10.000 studenti sono arrivati davanti al Senato in
maniera
pacifica e sono stati aiutati dalle forze dell'ordine a gestire il
corteo senza creare problemi. Secondo i dati dell'Unione degli Studenti
sono più
di 15.000
mila gli studenti medi che hanno partecipato al corteo
per
chiedere il ritiro immediato del decreto 137 e della legge
133.
Martedì 28 ottobre oltre 5000 studenti si sono
radunati a
piazza della Repubblica per protestare contro l'approvazione del
decreto137 e la legge 133. Il corteo si è poi diretto verso
il Senato dove gli studenti si sono fermati per un
sit-in di protesta. Secondo i dati resi noti dall'Unione degli
Studenti, 10.000 studenti hanno manifestato sotto al Senato
fino a
sera, quando un violento nubifragio si è abbattuto sulla
città di
Roma.
L'Unione degli Studenti ha reso noto che due studenti del
Liceo Tasso di Roma sono stati aggrediti da due militanti dell'estrema
destra. Secondo Roberto Iovino "è
l'ennesima
dimostrazione del clima di violenza della destra, mirata ad alzare la
tensione. La violenza è l'arma dell'ignoranza
contro la nostra intellingenza". L'UdS vuole inoltre
ribadire la natura assolutamente antifascista e
pacifista dell'onda studentesca che sta travolgendo le città
di tutto il paese.
"Il Liceo Scientifico Francesco d'Assisi di Roma
è stato dichiarato occupato in data 28/10/2008.
L'occupazione portata avanti da noi studenti è stata una
forma estremamente pacifica. La nostra intenzione non
è, come si vuole far credere, quella di sospendere le
lezioni, togliendo tempo allo studi, bensì quella di
partecipare in modo unitario alla protesta organizzata dalla maggior
parte dei licei d'Italia. Durante il primo giorno
d'occupazione è stato consentito agli studenti non occupanti
di svolgere corsi di didattica alternativa con la collaborazione di
alcuni professori e di utilizzare palestre e luoghi scolastici per la
stesura di cartelloni e striscioni, dimostrando l'apertura ad integrare
la protesta con qualunque tipo di iniziativa volta al raggiungimento
del fine comune: contrastare questa scandalosa riforma. Nel suo
concepimento, la nostra protesta avrebbe dovuto interessare un lasso di
tempo compreso tra il momento d'inizio dell'occupazione e le ore 22.00.
Di nostra iniziativa abbiamo deciso di estendere la permanenza
nell'Istituto a tutta la notte, con eventuale prolungamento per il
giorno seguente. Alle ore 8.00 del mattino del giorno 29/10/2008 la
nostra protesta è stata interrotta a causa dell'intervento
delle forze dell'ordine, voluto dalla Preside, in quanto ci
è stato intimato, pena lo sgombero, di consentire l'ingresso
nella scuola ai docenti e al personale A.T.A. al fine di consentire il
normale svolgimento dell'attività lavorativa. L'ingresso del
personale ha ostacolato per tutta la mattinata la nostra protesta;
inoltre i docenti, che tanto si dicono schierati accanto a noi contro
questa riforma, hanno dimostrato di curarsi esclusivamente dei propri
interessi. Noi studenti del Francesco d'Assisi siamo tutt'oggi
indignati e delusi in seguito alle pesanti accuse che ci sono state
mosse contro: siamo stati definiti "fascisti", siamo stati insultati
quando la nostra protesta non voleva assolutamente essere
schierata con alcun partito; siamo stati accusati di voler solamente
arrecare danni alle strutture scolastiche, di fumare, di
compiere atti indecenti, dopo aver al contrario passato tutta la durata
della permanenza notturna nella scuola a controllare e bloccare ogni
possibile entrata,onde evitare l'ingresso di esterni l cui unico scopo
fosse quello di esercitare violenza. Così facilmente viene
travisato il significato di striscioni e manifesti: l'uso della "K", al
posto della "C", comune fra i ragazzi, viene addirittura identificato
come simbolo di appartenenza a fazioni di estrema destra. Ribadiamo
allora l'apartiticità dell'occupazione, che tra l'altro
coinvolge studenti appartenenti a schieramenti politici differenti, che
lasciano da parte i loro ideali in nome della causa comune. Non
vogliamo assolutamente che la nostra serietà, il nostro
impegno e la nostra correttezza siano messi in discussione. Noi
studenti abbiamo intenzione di proseguire la battaglia contro qualsiasi
riforma che miri alla svalutazione dell'istruzione pubblica e che tenda
all'appiattimento delle coscienze e alla formazione del pensiero unico".
Il Liceo Augusto di Roma, da lunedì 3
novembre è stato occupato, ma è in corso
un'occupazione particolare, in quanto in uno dei due palazzi
dell'istituto (con l'entrata in via Adria) si svolge l'occupazione, con
dibattiti e corsi alternativi, mentre nell'altro palazzo (con l'entrata
in via Gela) si studia e si fa lezione con i professori normalmente.
Dal 4 novembre, l'Istituto Nautico Colonna, dopo una
settimana di occupazione, è in autogestione. Una decisione
presa per garantire a tutti coloro che vorranno di seguire la normale
giornata didattica.
Al Righi di Roma è in corso una forma di
autogestioni, durante la quale si alternano ore di didattica
alternativa ad ore di lezioni normali.
Al Mamiani di Roma, per non influire sul normale
orario si lezioni, vengono organizzati corsi pomeridiani su argomenti
di attualità con studenti universitari e docenti delle
scuole elementari.
Il 4 novembre ad Ostia gli studenti del Labriola,
dell'Enriquez, del Democrito, dell'Anco Marzio, del Ruiz e del
Toscanelli hanno sfilato contro il decreto Gelmini con una
bara di legno nero e argento, con la scritta "istruzione pubblica", per
rappresentare "la morte della scuola".
"Sono
una studentessa del liceo classico linguistico "James
Joyce" d'Ariccia, Castelli Romani, e sono a favore delle
proteste contro la "riforma" Gelmini, che in questo ultimo periodo
stanno investendo il nostro paese. Le motivazione del mio disaccordo
riguardo questa "riforma" vanno dai provvedimenti presi per le scuole
elementari, alle università e la ricerca. Ma delle superiori
si parla mai?! Le nostre scuole non si sa che fine faranno. Su al
governo dicono che manifestiamo a fare noi ragazzi delle
superiori, perchè questa riforma non ci riguarda
più di tanto, e che quindi non c'è da
preoccuparsi. E come faccio a non preoccuparmi?! Alla nostra
scuola, oltre al reinserimento del voto in condotta, come valutazione
che farà da media con tutti le altre materie, e i vari tagli
dei fondi, ci sarà anche la riduzione delle ore.
Apparentemente sembra vantaggioso e utile questa riduzione delle ore,
ma non lo è. Perché?! Secondo voi quale ore
andranno a eliminare?!, quelle ritenute meno importanti, di cui si
può anche fare a meno, magari ridimensionando un
po’ tutto l’orario delle varie materie:
cioè quindi si andranno a toccare quelle che alla fine
caratterizzano la scuola interessata, quella scuola che abbiamo scelto
proprio per quelle qualità specifiche. Le scuole
andranno così a perdere il loro valore e prestigio:
le specializzazioni che
contraddistinguevano
prima quell’
istituto o liceo, non ci saranno più. A rimetterci come
sempre siamo noi alunni, che alla fine del diploma avremo solo un pezzo
d carta uguale a tanti altri. Noi vogliamo una preparazione adeguata
alle nostre esigenze! La cultura e lo studio hanno un grande valore
molto importante, e come si fa tra l’altro anche a
privatizzare la scuola superiore?! Che futuro ci aspetta?! Che futuro
aspetta all’Italia?! Come studente e donna del futuro ho
infatti partecipato attivamente, interessandomi e informandomi il
meglio possibile di tutta questa questione, alle varie iniziative
contro il decreto Gelmini. Anche la mia scuola si è resa
attiva e partecipe, soprattutto noi alunni. Ad esempio, martedì
mattina 21 ottobre abbiamo organizzato sul momento un occupazione
dentro i cancelli di scuola nostra, alla quale hanno
partecipato anche bidelli e professori che sono intervenuti con alcuni
discorsi molto interessanti. Un grazie si deve al nostro
preside per l’averci permesso di convocare un assemblea
straordinaria mercoledì 28 novembre nella palestra di scuola.
L'assemblea è stata"obbligatoria”,
perchè tutti devono sapere di cosa si discute visto che
è importantissimo. Grazie la partecipazione di un
giornalista dell' "Unità", Fabio Lupino, da noi invitato, ci
è stato argomentato e spiegato in modo chiaro e abbastanza
esauriente, e cosa più importante, senza prendere parte, il
decreto Gelmini. Ci sono stati anche dei dibattiti e si è
preparato dei manifesti da portare
alla
manifestazione del 30.10.2008.
Sempre attivi, la nostra scuola ha anche partecipato ad un sit-in
venerdì mattina, 25 ottobre, in piazza Genzano
insieme alle altre scuole superiori di Genzano e di Albano. Presente
era anche giovedì mattina, 23 ottobre, alla manifestazione,
a Frascati, di tutte le scuole, promossa dal Collettivo Studenti
Romani. Nonostante che però ora che il decreto
è stato approvato al Senato, continuiamo la protesta,
non è vero che a questo punto non si può
più fare nulla! Non ci siamo fermati, infatti, sempre
appoggiata dal Collettivo Studenti Romani, il 3 novembre ci
è stata in programma una fiaccolata/protesta contro decreto
Gelmini e DDl Aprea in Piazza Repubblica ad Ariccia. Ci sono stati tre
cortei, uno proveniente da Piazza Mazzini di Albano, un altro ancora da
Piazza Fiasconi a Genzano , e infine uno dal nostro liceo James Joyce
di Ariccia . In Piazza della Repubblica si è sostenuta un
assemblea, a cui hanno partecipato studenti, insegnati e genitori, con
interventi di rappresentanti del mondo della scuola e del sindaco
d’Ariccia. Non è ancora finita!".
A
Roma venerdì 7 novembre sono partiti 3
cortei di
studenti che si sono
riuniti a Piazza Venezia. Oltre agli studenti delle
università, sono
scesi in piazza anche gli studenti delle scuole. A Piazza delle
Repubblica si sono presentati anche alcuni giovani ragazzi con
svastiche e croci celtiche, che sono stati subito allontanati dalla
manifestazione.
"A Rocca di Papa, si è tenuto
un dibattito sulla scuola a seguito della conversione in legge del
decreto Gelmini, venerdì 31 ottobre dalle 18 alle 24 presso
il centro convegni "Mondo Migliore" in Via dei Laghi, con la presenza
di numerosi rappresentanti delle Amministrazioni, cercando di
rispondere ai quesiti che porterà l'attuazione pratica della
nuova riforma. I giovani del Partito democratico hanno indetto una manifestazione
studentesca per la mattina di sabato 15 novembre a Velletri. L'appuntamento
degli studenti che manifesteranno è stato fissato per la
mattina di sabato alle ore 8.30 in piazza Garibaldi, dalla quale il
corteo partirà per arrivare fino in piazza Caduti Sul
Lavoro, dove si terranno gli interventi degli organizzatori. Non
è ancora finita!".
"C'è
stata un'iniziativa ad Ariccia delle scuole dei Castelli
Romani, tre fiaccolate per la scuola pubblica. Centinaia di
persone a piazza della Repubblica per discutere e confrontarsi.
Studenti, docenti e genitori sono scesi di nuovo in piazza contro il
decreto Gelmini. La manifestazione ha visto tre distinti cortei che
sono partiti da Ariccia, Genzano ed Albano e si sono incontrati di
fronte palazzo Chigi. Con striscioni e slogan, alle 17:30 di
lunedì 3 novembre tre distinti cortei sono partiti alla
volta di piazza della Repubblica in difesa della scuola pubblica. Il
primo si è mosso da piazza Mazzini ad Albano. Il secondo da
piazza Frasconi a Genzano e il terzo dal liceo classico Joyce di
Ariccia".
"Scuola pubblica: cosa accadrà con la riforma
Gelmini?. Questo il titolo dell'assemblea pubblica che si
è svolta sabato 25 alle 9:30 a Pomezia
presse il cinema di via Orazio. Presente al dibattito il presidente del
consiglio di circolo Luciano Ventura e Simonetta Salacone dirigente
scolastico della "Iqbal Masih" di Roma, una delle prime scuole in
Italia a mobilitarsi contro il progetto di riforma voluto dal Governo.
Hanno portato le loro riflessioni e la loro esperienza sulla battaglia
che stanno portando avanti per la difesa dell'istruzione. L'evento
è stato organizzato dal Comitato in difesa della scuola
pubblica di Pomezia-Ardea, nato dagli insegnanti e dai genitori delle
due città pontine per cercare di sensibilizzare l'opinione
pubblica sul tema della scuola pubblica".
"In
centinaia hanno partecipato alla manifestazione di protesta contro la
riforma Gelmini che si è svolta venerdì 24
ottobre a Velletri. Tra slogan, striscioni e
cartelloni il corteo si è snodato lungo le strette vie del
centro veliterno, partito alle 16:30 da piazza Mazzini e si
è concluso a piazza Cairoli con alcuni interventi di docenti
e ragazzi delle scuole che hanno espresso il loro secco "No" alla legge
di riforma che "distrugge la scuola pubblica" e "il futuro dei
bambini". Alla protesta hanno preso parte insegnati e studenti di tutte
le scuole della zona, dalla materna alle superiori, ma anche tanti
genitori che hanno voluto portare il loro sostegno ad una lotta che
ritengono giusta, perché è nella educazione e
nella cultura che passa il futuro dell'Italia e dei bambini, quindi
solo difendendo la scuola pubblica dai tagli previsti dalla legge del
governo Berlusconi si potrà ottenere ciò".
Anche l' ITIS Emilio Sereni
Dal 09 dicembre anche l'ITIS di Via Prenestina è occupato!!!
Russell
Anche il Russell è occupato!!!!!!!
Re: Russell
> Anche il Russell è occupato!!!!!!!
ERA occupato.
Avevamo 1accordo cn la Polizia ke fino a domenica potevamo occupare invece ci hanno solo preso in giro. Il nostro Preside è una testa di c***o. Stamattina abbiamo disoccupato.
CHE AMAREZZA!
Re: Russell
> Anche il Russell è occupato!!!!!!!
confalonieri
ciao io sono del teresa confalonieri quartiere san giovanni noi per dieci giorni abbiamo fatto sit in sotto scuola facendo assemblee, poi siamo andati a 3 cortei il primo insieme ad altre scuole al circo massimo, il secondo davanti al senato dove il blocco studentesco schifoso ha picchiato tutti senza vergogna, poi il terzo corteo iniziato a piazza della repubblica! oggi abbiamo iniziato autogestione... siamo in tanti a protestare ma nessuno purtroppo ci ascolterà! un saluto da giulia e da ttt il confalonieri
Anche l'Orazio
Dal 4 Novembre anche il liceo classico Orazio è occupato
Anche il fermi c'è!!
L'itis fermi è in autogestione...!!!!!!