Mentre continua l'iter legislativo del decreto del Ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla scuola pubblica, alcuni
istituti e licei dell'Emilia-Romagna stanno portando avanti la protesta.
Ecco le testimonianze arrivate in redazione.
"Il liceo scientifico E.Fermi di Bologna ha iniziato
l'occupazione lunedì 14 ottobre e l'ha conclusa il
sabato 19 ottobre alle ore 23,50. Durante
l'occupazione è stato redatto un documento di
richieste da inoltrare al ministero e la richiesta di aprire
un tavolo di confronto con le parti che devono essere
coinvolte nella realizzazione di una riforma e che il governo ha
completamente trascurato.
Gli studenti in questo frangente si sono dimostrati
molto responsabili, per il modo in cui hanno gestito l'occupazione:
tutti i giorni i ragazzi hanno sottoscritto la
partecipazione all'occupazione, firmando all' ingresso e
all'uscita, e di contro la scuola ha telefonato a
tutte le famiglie dei minori per avvisare che i ragazzi erano a scuola
e partecipavano alle attività di occupazione. Ai ragazzi
esterni alla scuola sono stati presi i documenti ad ogni
ingresso
Il comitato di occupazione ha monitorato costantemente la
partecipazione dei ragazzi, dichiarando che qualora si fosse
approfittato dell'occupazione della scuola per dedicarsi ad altre
attività e non si fosse raggiunto un numero di
partecipanti congruo e costante l'occupazione sarebbe stata
terminata immediatamente, senza produrre alcun risultato.
Queste azioni, forse apparentemente eccessive, sono state
scelte dai ragazzi del comitato di occupazione per non dare
l'impressione che la protesta si riducesse al solito "episodio
folkloristico di inizio d'anno" come sono stati
apostrofati i primi segnali di rivolta studentesca.
Questo ha avvalso loro la collaborazione del corpo docente,
del comitato genitori, e per alcuni aspetti anche della dirigenza,
oltre che una vasta e consapevole partecipazione dei ragazzi.
E' stato richiesto anche un coordinamento con la Presidenza della
Regione Emila Romagna di cui il presidente Vasco Errani è
anche presidente della conferenza della Regioni. Lo stesso Vasco Errani
ha preso pubblicamente posizione contro il
governo per le modalità di attuazione del decreto, dandogli
carattere d'urgenza, e ignorando completamente le Regioni che
invece in materia di scuola hanno competenza. Le ragioni della protesta
sono già state assunte ora bisogna passare ad azioni
concrete che costringano il governo e il ministro a rivedere le
posizioni prese. Il coordinamento a questo punto è
essenziale"
INForma, Servizi per la Formazione - Bologna.
A Ravenna da lunedì 20 ottobre
sono occupati il Liceo Classico "Dante Alighieri", Il Liceo
Scientifico
"Oriani", il Liceo Artistico "Nervi", L'istituto d'arte per
il mosaico
"Severini", l'Istituto tecnico per Geometri "Morigia", l'Istituto
Tecnico e Commerciale "Ginanni".
La sera del 23 ottobre circa 1.500 persone, tra studenti, genitori e
docenti, si sono radunati in piazza Nettuno a Bologna
ed hanno trasformato la piazza in un'aula a cielo aperto, con banchi e
lavagna.
Modena
Anche modena ha partecipato attivamente alla protesta praticamente tt le scuole hanno partecipato alle manifestazioni organizzate dai rappresentanti d' istituto ed una scuola è stata ocupata. non smettiamo di far sentire la nstra voce...nn possono far finta d nulla per sempre!!!
fermi the best
modestamente noi del fermi siamo avanti!!! uniti nella lotta per difendere la cultura!