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I precari della scuola protestano contro i tagli

Insegnanti e personale Ata di tutta Italia stanno protestando in questi giorni contro i tagli decisi dal Ministero dell'Istruzione per il nuovo anno scolastico che inizierà nelle prossime settimane

di Barbara Leone 2 settembre 2009

manifestazioneI precari della scuola sono scesi in piazza contro i tagli previsti dal Ministero dell'Istruzione. In tutta Italia nelle ultime ore si sono svolte manifestazioni di protesta: da Milano a Palermo sono varie le forme di contestazione che si sono svolte e, in alcuni casi si stanno ancora svolgendo nei giorni in cui dovrebbero essere assegnate le destinazioni per l'anno scolastico 2009/2010 per tutti quei precari che ancora non sanno dove lavoreranno quest'anno. Secondo la Uil quest'anno ci sono 110.000 posti per i docenti e 60.000 per il personale Ata ma 16.500 insegnanti e 7.000 ausiliari resteranno senza un lavoro. A Milano alcuni precari si sono incatenati davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale, per protestare contro i tagli, dichiarando che andranno avanti fino al "ritiro dei tagli". La protesta è stata lanciata dalla sezione milanese del "Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre"

Al Liceo Newton di Roma, dove vengono assegnate le cattedre di educazione fisica delle scuole medie e superiori, alcuni precari, esclusi dalle graduatorie, hanno protestato in mutande, a simboleggiare la situazione in cui si trovano. Gli insegnanti hanno esposto un cartello con la scritta: "Dopo anni di precariato ancora in mutande". Mario Rusconi, dirigente scolastico del liceo e vice presidente dell'Associazione nazionale presidi, ha così commentato l'iniziativa: "Ormai in Italia, per essere ascoltati, si è costretti a fare gesti clamorosi come quello di oggi, in pieno stile Full Monty. Il problema dei precari esiste ci sono uomini e donne che arrivano a cinquant'anni con molti anni di precariato alle spalle e un posto rischiano di non vederlo mai". Secondo i dati resi noti dalla Flc Cgil a Roma ci saranno 3.211 insegnanti e 1.328 Ata in meno, con 2.800 pensionamenti e 1.350 nuove assunzione di ruolo. Per il 7 settembre è previsto un "assedio pacifico di protesta" davanti all'Ufficio scolastico provinciale, mentre l'8 settembre i presidi delle scuole autonome del Lazio "si riuniranno per fare il punto sulla situazione in termini di tagli e fondi disponibili". E già si parla di uno sciopero dei Cobas per la seconda metà di ottobre. Per Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, "si preannuncia un inizio di anno scolastico pieno di tensioni a causa della irresponsabilità del governo".

Sempre a Roma le insegnanti delle scuole primarie hanno intenzione di organizzare una protesta tra oggi e domani davanti alla scuola Settembrini, dove ci saranno le nomine per gli asili. Ieri pomeriggio ci sono stati proteste anche davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale di via Pianciani, come ha raccontato un'insegnante che si trovava lì: "I capi sezione e i responsabili della graduatoria sono in ferie e domani ci sono le nomine. Ci sono poche porte aperte e, in quelle stanze chiuse, sono conservati alcuni dei nostri fascicoli personali a cui non possiamo accedere. Siamo in fila davanti a questa porta perché abbiamo capito che forse qui avremo qualche risposta anche se abbiamo saputo che all´interno c´è anche chi non si occupa normalmente di nomine". Ed ecco il racconto di un'altra insegnante: "Quali sono i problemi? Sempre gli stessi, ma quest´anno sono aggravati dai tanti tagli. Hanno sbagliato i punteggi in graduatoria, hanno fatto nomine per cattedre fantasma e al contrario non hanno fatto nomine per cattedre che invece ci sono ma non nei loro elenchi".

Proteste anche in Campania per gli 8.000 posti in meno: alcuni insegnanti hanno manifestato davanti all'Ufficio scolastico regionale e ci sono stati momenti di tensione tra la polizia ed i manifestanti, che volevano bloccare l'ingresso degli insegnanti di ruolo ed entrare negli uffici per bloccare i lavori, come ha raccontato un docente: "Non mi fanno entrare nemmeno per chiedere qual è la mia destinazione. Sono un insegnate di ruolo e devo solo sapere in quale scuola devo andare". A Benevento da 4 giorni alcune insegnanti si trovano sul tetto del Provveditorato ed hanno dichiarato che "non hanno alcuna intenzione di scendere finché non avranno indietro l’incarico e lo stipendio", perché "se finora non ci hanno ascoltato dal basso, forse ci ascolteranno dall'alto”.

A Torino si è svolta una protesta da parte di genitori e sindacalisti davanti all'Ufficio regionale del Ministero dell'Istruzione, per il "problema delle risorse assegnate alle scuole" che "colpisce soprattutto i giovani studenti portatori di handicap". Il numero degli studenti con handicap che hanno bisogno di sostegno è aumentato rispetto allo scorso anno scolastico, ma non sono aumentate le risorse messe a disposizione dal Ministero. Secondo i dati, ci sarebbero almeno 800 studenti, che avrebbero bisogno di un sostegno a scuola, che dovranno affrontare l'anno scolastico da soli. Secondo la segreteria provinciale Flc Cgil "i posti realmente necessari sarebbero 2.627 e le 319 assunzioni rappresentano un misero 12% delle necessità: a nostro parere c'è ben poco da essere soddisfatti".

E le proteste continuano in tutta Italia. L'Unione degli Studenti ha espresso "solidarietà agli insegnanti precari che in questi giorni sono in presidio davanti gli Uffici Scolastici Regionali per chiedere il ritiro dei tagli alla scuola". L'UdS già dallo scorso hanno ha denunciato "questa politica di tagli del governo che distrugge la scuola pubblica, le vite di tanti lavoratori e peggiora notevolmente la qualità della didattica nelle nostre scuole" e si augura "che i prossimi mesi autunnali possano vedere delle mobilitazioni comuni tra studenti e lavoratori della scuola per contrastare l'idea di scuola del Governo e costruire una concreta alternativa".

Intanto il ministro Mariastella Gelmini, durante una conferenza stampa, ha parlato di sussidi di disoccupazione per i precari che non hanno un posto: "Abbiamo proposto una norma di legge che verrà inserita in un decreto legge ad hoc o nel cosiddetto decreto Ronchi sui supplenti annuali. Attraverso una convenzione che coinvolge Welfare, Istruzione e Inps a questi lavoratori verrà garantita un'indennità di disoccupazione e una via preferenziale per l'accesso alle supplenze brevi".

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Commenti

tdr91 mercoledì, 2 settembre 2009

Governo a casa!

Assolutamnte indecoroso..così può definirsi questa situazione, e non per le persone che in preda alla disperazione sono "costrette" a compiere gesti insoliti SOLO PER ESSERE ASCOLTATI, ma per coloro che costringono tali persone a comportarsi in questo modo. Tagliate i vostri stipendi e non le risorse per la scuola.VERGOGNA!!!altro ke autunno caldo..si prospetta un autunno infuocato..SCIOPERIAMO TTT!!

n° 1
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