I
precari della scuola sono scesi in piazza contro i tagli previsti dal
Ministero dell'Istruzione. In tutta Italia nelle ultime ore
si sono svolte manifestazioni di protesta: da Milano a Palermo sono
varie le forme di contestazione che si sono svolte e, in alcuni casi si
stanno ancora svolgendo nei giorni in cui dovrebbero essere assegnate
le destinazioni per l'anno scolastico 2009/2010 per tutti quei precari
che ancora non sanno dove lavoreranno quest'anno. Secondo la
Uil quest'anno ci sono 110.000 posti per i docenti e 60.000 per il
personale Ata ma 16.500 insegnanti e 7.000 ausiliari resteranno senza
un lavoro. A Milano alcuni precari si sono incatenati davanti
all'Ufficio Scolastico Provinciale, per protestare contro i tagli,
dichiarando che andranno avanti fino al "ritiro dei tagli". La protesta
è stata lanciata dalla sezione milanese del "Coordinamento
lavoratori della scuola 3 ottobre".
Al Liceo Newton di Roma, dove vengono assegnate le cattedre di
educazione fisica delle scuole medie e superiori, alcuni
precari, esclusi dalle graduatorie, hanno protestato in mutande, a
simboleggiare la situazione in cui si trovano. Gli insegnanti
hanno esposto un cartello con la scritta: "Dopo anni di precariato
ancora in mutande". Mario Rusconi, dirigente
scolastico del liceo e vice presidente dell'Associazione nazionale
presidi, ha così commentato l'iniziativa: "Ormai in Italia,
per essere ascoltati, si è costretti a fare gesti clamorosi
come quello di oggi, in pieno stile Full Monty. Il
problema dei precari esiste ci sono uomini e donne che
arrivano a cinquant'anni con molti anni di precariato alle spalle e un
posto rischiano di non vederlo mai". Secondo i dati resi noti
dalla Flc Cgil a Roma ci saranno 3.211 insegnanti e
1.328 Ata in meno, con 2.800 pensionamenti e 1.350 nuove
assunzione di ruolo. Per il 7 settembre è previsto
un "assedio pacifico di protesta" davanti all'Ufficio
scolastico provinciale, mentre l'8 settembre
i presidi delle scuole autonome del Lazio "si riuniranno
per fare il punto sulla situazione in termini di tagli e fondi
disponibili". E già si parla di uno sciopero dei
Cobas per la seconda metà di ottobre. Per Domenico
Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, "si preannuncia un inizio
di anno scolastico pieno di tensioni a causa della
irresponsabilità del governo".
Sempre a Roma le insegnanti delle scuole primarie hanno intenzione di
organizzare una protesta tra oggi e domani davanti alla scuola
Settembrini, dove ci saranno le nomine per gli asili. Ieri pomeriggio
ci sono stati proteste anche davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale
di via Pianciani, come ha raccontato un'insegnante che si trovava
lì: "I capi sezione e i responsabili della graduatoria sono
in ferie e domani ci sono le nomine. Ci sono
poche porte aperte e, in quelle stanze chiuse, sono conservati alcuni
dei nostri fascicoli personali a cui non possiamo accedere. Siamo
in fila davanti a questa porta perché abbiamo capito che
forse qui avremo qualche risposta anche se abbiamo saputo che
all´interno c´è anche chi non si occupa
normalmente di nomine". Ed ecco il racconto di un'altra insegnante: "Quali
sono i problemi? Sempre gli stessi, ma quest´anno sono
aggravati dai tanti tagli. Hanno sbagliato i punteggi in
graduatoria, hanno fatto nomine per cattedre fantasma e al contrario
non hanno fatto nomine per cattedre che invece ci sono ma non nei loro
elenchi".
Proteste anche in Campania per gli 8.000 posti in meno:
alcuni insegnanti hanno manifestato davanti all'Ufficio
scolastico regionale e ci sono stati momenti di tensione tra la polizia
ed i manifestanti, che volevano bloccare l'ingresso degli insegnanti di
ruolo ed entrare negli uffici per bloccare i lavori, come ha raccontato
un docente: "Non mi fanno entrare nemmeno per chiedere qual
è la mia destinazione. Sono un insegnate di ruolo e
devo solo sapere in quale scuola devo andare". A Benevento da
4 giorni alcune insegnanti si trovano sul tetto del Provveditorato
ed hanno dichiarato che "non hanno alcuna intenzione di scendere
finché non avranno indietro l’incarico e lo
stipendio", perché "se finora non ci
hanno ascoltato dal basso, forse ci ascolteranno
dall'alto”.
A Torino si è svolta una protesta da parte di genitori e
sindacalisti davanti all'Ufficio regionale del Ministero
dell'Istruzione, per il "problema delle risorse assegnate
alle scuole" che "colpisce soprattutto i giovani studenti portatori di
handicap". Il numero degli studenti con handicap che hanno
bisogno di sostegno è aumentato rispetto allo scorso anno
scolastico, ma non sono aumentate le risorse messe a disposizione dal
Ministero. Secondo i dati, ci sarebbero almeno 800 studenti, che
avrebbero bisogno di un sostegno a scuola, che dovranno affrontare
l'anno scolastico da soli. Secondo la segreteria provinciale Flc Cgil "i
posti realmente necessari sarebbero 2.627 e le 319
assunzioni rappresentano un misero 12% delle necessità:
a nostro parere c'è ben poco da essere soddisfatti".
E le proteste continuano in tutta Italia. L'Unione degli
Studenti ha espresso "solidarietà agli insegnanti precari che
in questi giorni sono in presidio davanti gli Uffici Scolastici
Regionali per chiedere il ritiro dei tagli alla scuola". L'UdS
già dallo scorso hanno ha denunciato "questa politica
di tagli del governo che distrugge la scuola pubblica, le vite di tanti
lavoratori e peggiora notevolmente la qualità
della didattica nelle nostre scuole" e si augura "che i prossimi mesi
autunnali possano vedere delle mobilitazioni comuni tra studenti e
lavoratori della scuola per contrastare l'idea di scuola del Governo e
costruire una concreta alternativa".
Intanto il ministro Mariastella Gelmini, durante una
conferenza stampa, ha parlato di sussidi di disoccupazione per i
precari che non hanno un posto: "Abbiamo proposto una norma
di legge che verrà inserita in un
decreto legge ad hoc o nel cosiddetto decreto Ronchi sui
supplenti
annuali. Attraverso una convenzione che coinvolge Welfare, Istruzione e
Inps a questi lavoratori verrà garantita
un'indennità di disoccupazione e una via preferenziale per
l'accesso alle supplenze brevi".
Governo a casa!
Assolutamnte indecoroso..così può definirsi questa situazione, e non per le persone che in preda alla disperazione sono "costrette" a compiere gesti insoliti SOLO PER ESSERE ASCOLTATI, ma per coloro che costringono tali persone a comportarsi in questo modo. Tagliate i vostri stipendi e non le risorse per la scuola.VERGOGNA!!!altro ke autunno caldo..si prospetta un autunno infuocato..SCIOPERIAMO TTT!!