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Carfagna: vietare il burqa nelle scuole italiane

Mara Carfagna, Ministro per le Pari opportunità, ha intenzione di proporre al Ministro dell'Interno e al Ministro dell'Istruzione di vietare l'uso di burqa e niqab nelle scuole per lanciare un segnale importante

di Barbara Leone 12 ottobre 2009
niqabMara Carfagna, Ministro per le Pari opportunità, ha intenzione di proporre al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e al Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di vietare l'uso di burqa e niqab nelle scuole. Il ministro Carfagna ha infatti spiegato: "Sono assolutamente favorevole a una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab, simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione. Non in quanto simboli religiosi, bensì per le storie che nascondono, storie di donne cui vengono negati diritti fondamentali come l'istruzione o la possibilità di lavorare, storie di violenza e di sopraffazione. Vietare burqa e niqab nelle scuole, luogo primario di integrazione ed emancipazione, può essere un segnale importante".

Per la Carfagna, "la situazione delle donne immigrate in Italia è allarmante", a causa di "tradizioni, culture e modi di trattare le donne che spesso sono incompatibili con quelli italiani. Occorre far capire alle donne che vengono nel nostro Paese che da noi le donne godono di pari diritti e di pari dignità rispetto agli uomini, e che non c'è spazio per culture, tradizioni o religioni che vogliono confinare la donna in uno stato di soggezione e di inferiorità. La tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà. Il tempo sta per scadere, è in atto un tentativo di sopraffare secoli di civiltà, di instaurare un regime che nega i diritti". E lanciare un messaggio simile attraverso le scuole può essere, secondo il ministro, un buon punto di partenza.

Dopo le dichiarazioni della Carfagna, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha appoggiato immediatamente la proposta: "Nel nostro Paese è obbligatoria l'identificabilità di tutti i soggetti quindi credo che questo principio vada applicato e la scuola non deve essere da meno degli altri ambienti pubblici. E' chiaro che bisogna essere riconoscibili in tutti i luoghi pubblici compresa la scuola. Ne parleremo con i ministri Carfagna e Maroni, ma è evidente che va difeso il principio dell'obbligo di identificabilità".

Per la Rete degli Studenti Medi "la Gelmini dovrebbe preoccuparsi di attuare vere politiche di integrazione: nelle scuole non ci sono mediatori culturali, non ci sono fondi e insegnanti per l’insegnamento dell’italiano, né per il mantenimento della lingua madre. È uno scandalo che si parli di quote come metodo risolutivo contro le classi ghetto quando non si fa nulla per favorire l’integrazione degli studenti migranti, ed è inaccettabile che si usino i toni della chiusura culturale e identitaria per affrontare un tema sul quale si gioca la sostenibilità dello sviluppo del nostro Paese".

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Commenti

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Vittorio venerdì, 16 ottobre 2009

Burqa a scuola?

Il velo che copre i capelli l'ho visto ancora, ma di studentesse con il volto coperto a scuola non ne ho mai viste. Ci sono già leggi che vietano di circolare a viso coperto nei luoghi pubblici non vedo cosa occorra inventarsi di specifico per la scuola. La classica soluzione in cerca di un problema sollevata per qualche voto in più da parte dei più ignoranti.

n° 17
Sara giovedì, 15 ottobre 2009

se lo mettano a casa loro

sono favorevole che il burqa ,o qualsiasi altra cosa, non renda riconoscibile il volto non debba essere indossata . In Italia ci sono delle leggi a cui TUTTI dobbiamo assoluto rispetto. E per come la vedo io , l'integrazione funziona solo se chi è ospite si adegua alle nostre leggi Ci mancherebbe altro , che oltre ad aspitarli , alla fine vengono e impongono le loro regole .... nei loro paesi chi è cristiano non ha tutte queste liberta (che invece sono concesse da noi) andiamoci sa vedere come sono trattati i cristiani nei loro paesi.... e il rispetto che loro portano alla nostra cultura(praticamente NESSUNO!!!!)
Ho conosciuto molti islamici , e mi dispiace dirlo ma alcuni di loro (parecchi ) non hanno la ben che minima voglia di integrarsi

n° 16
samuele giovedì, 15 ottobre 2009

giusto

mettere il burqa significa nn farsi riconoscere...quindi nn conforme alla legge italiana...siamo in un'epoca sbagliata...come possiamo kapire se sotto il burqa ci sia un terrorista o un agnellino?

n° 15
Visitatrice venerdì, 18 dicembre 2009

R: giusto

> mettere il burqa significa nn farsi riconoscere...quindi nn conforme alla legge italiana...siamo in un'epoca sbagliata...come possiamo kapire se sotto il burqa ci sia un terrorista o un agnellino? Bravo Samuele! ;)

Visitatore venerdì, 18 dicembre 2009

R: R: giusto

> > mettere il burqa significa nn farsi riconoscere...quindi nn conforme alla legge italiana...siamo in un'epoca sbagliata...come possiamo kapire se sotto il burqa ci sia un terrorista o un agnellino? Bravo Samuele!
Cattivo Samuele! :-(

harrier giovedì, 15 ottobre 2009

L'Italia è una Repubblica (fondata sul lavoro)

Proprio così, l'Italia è una REPUBBLICA! questo significa che deve (pardon, "dovrebbe") garantire libertà di espressione a tutti. Questo comprende anche il modo di vestirsi. Chiunque, uomo, donna, arabo, cristiano, ateo o praticante woodo, deve potersi conciare come gli pare e piace. C'è chi può considerare il burqa un simbolo di oppressione. Queste persone sono libere di non indossarlo, ma c'è anche chi lo considera necessario per motivi religiosi, oppure qualcuno a cui può anche piacere. Queste persone DEVONO essere libere di indossare il burqa... CHE SCHIAVA DI ROMA IDDIO LA CREO'... VIVA L'ITALIA, LE MOLESTIE E L'OPPRESSIONE SONO IL PREZZO DA PAGARE PER VIVERE NELLA TERRA DEI LIBERI!

n° 14
Samuele martedì, 15 dicembre 2009

Risposta ad Harrier!!..HAHAHAHAHAHA X-D

...Allora Harrier!!..ora rispondo pure a te ma prima ho un messaggio per le donne mussulmane..Bravissime ""donne"" Mussulmane!!!..fatevi sottomettere dalla vostra cultura e religione , costruita palesemente per l'uomo dall'alba dei tempi , come dopotutto avete fatto sempre e a mio parere personale , continuerete a fare ancora per molto tempo in futuro!!..Svegliatevi e ribellatevi che è meglio , non vedete che i vostri uomini vi vogliono coperte perchè nessuno veda la vostra bellezza??!!..Harrier io nn so se tu sei mussulmano oppure no!!..ma le donne che si vogliono COPRIRE il viso lo possono fare senza nessun problema MA NEL LORO PAESEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!..State a casa vostra mussulmani e stranieri in generale se nn vi va bene il nostro paese..credo di essere stato abbastanza esplicativo!!..ciao ciao X-D

GIUSI giovedì, 15 ottobre 2009

R: L'Italia è una Repubblica (fondata sul lavoro)

Hai ragione su tutto ma una "piccola" precisazione è dovuta.Non limitiamoci al gesto di coprire o meno per motivazioni religiose. Pensiamo al fatto che la legge italiana vieta il viso coperto. Le donne non mussulmane nei paesi a maggioranza mussulmana per rispetto nei confronti delle leggi locali usano il burqa. Perchè lo stesso non avviene anche in Italia. Ci lamentiamo dell'illegalità nelle ns strade ma poi ci nascondiamo dietro un dito. Contestiamo solo per il gusto farlo chiunque cerchi di far applicare la legge.

jessyka1985 giovedì, 15 ottobre 2009

rispettate le nostre leggi

sono d'accordissimo con te e che non ci si dica che siamo razzisti!!!noi abbiamo solo delle leggi e loro sono nel nostro Paese e li devono rispettare,oltretutto con questo potrebbero finire le povere donne ad essere costrette a portare il burka.C'è chi dice che sia una loro volontà..mah a me sembra strano e se anche alcune volessero ,rimane il fatto che si trovano in Italia e il volto coperto non può esistere!!!o rispettate le nostre leggi o ve ne tornate a casa!siamo stufi di questo buonismo!!!

n° 13
ibra giovedì, 15 ottobre 2009

R: rispettate le nostre leggi

Per non andar lontano io ho due sorelle di cui una porta il burqa mentre l-altra nn se lo porta. Io magari parlo per me e per la gente che conosco ma ti dico che il nessun ha il diritto nè di picchiare o obbligare una donna perchè non porta il burca.
LA NOSTRA RELIGIONE COME LO è SICURAMENTE LA VOSTRA DICE CHE L'UNICO A PUNIRE è DIO.

GIUSI giovedì, 15 ottobre 2009

R: R: rispettate le nostre leggi

Grazie Ibra per aver precisato che non è una questione di religione che impone ma di persone che interpretano in modo errato la stessa.

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