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I prof si schierano contro le gite scolastiche

Gli studenti in gita si scatenano: alcol, droga, sesso. Ed aumentano gli insegnanti che si rifiutano di accompagnarli nei viaggi d'istruzione. Tu come ti comporti in gita?

di Barbara Leone 22 febbraio 2010
giovani_alcolLa gita d'istruzione all'estero o in un'altra città d'Italia è uno dei momenti scolastici preferiti che molti studenti attendono con trepidazione durante l'anno. In genere la gita viene vista come un momento di libertà, durante la quale potersi divertire e dar libero sfogo alle proprie pulsioni. Ma se gli studenti non vedono l'ora di trascorrere qualche giorno lontano da casa, senza il controllo dei genitori, lo stesso non vale per i professori che accompagnano gli studenti e che devono "vegliare" su di loro. Così sta aumentando sempre di più il numero degli insegnanti che non vogliono andare in gita scolastica, per non prendersi una responsabilità spesso considerata troppo grande.

Il caso è stato sollevato da alcuni istituti di Milano, in cui molti professori hanno deciso di dire basta alle gite. Ma se non ci sono insegnanti disponibili ad accompagnare gli studenti in gita, allora queste non possono aver luogo. Un insegnante di un liceo di Milano ha deciso di non accompagnare più i suoi studenti nei viaggi d'istruzione dopo una serie di situazioni complicate, che si sono verificate durante le gite: "la più memorabile è stata quella ad Amsterdam. Una studentessa tornò incinta. E quando non c’è di mezzo il sesso, ci sono altri problemi: in gita girano droga, alcol, i ragazzi sono ingestibili. L’errore più grande? Chiuderli in camera. Si calarono dal balcone" ha dichiarato la prof di un liceo milanese al Corriere della Sera.

Ed è proprio di questi giorni la notizia di una tragedia avvenuta durante la gita dell'ultimo anno. Maria Cristina Schiani, una studentessa di 18 anni iscritta al Liceo Classico Niccolò Macchiavelli (ex Gaio Lucilio) di Roma, mentre era in gita a Londra con la classe, è caduta dal sesto piano dell'albergo ed è morta. Secondo gli agenti di Scotland Yard, che sono intervenuti, la ragazza si sarebbe buttata volontariamente dalla finestra. Ed ora tutti si chiedono il motivo di questo gesto: pare infatti che la ragazza non avesse problemi a scuola e fosse una ragazza tranquilla. Alcuni vicini di casa, che la conoscevano, intervistati dai quotidiani in questi giorni, hanno dichiarato di non credere al suicidio e di pensare, piuttosto, che si sia trattato di un incidente, magari di "qualche spintone di troppo", perché durante le gite i ragazzi fanno delle "bravate". La madre della giovane pensa invece la ragazza si sia sentita male ed abbia perso l'equilibrio. Un giallo su cui gli investigatori londinesi stanno ancora lavorando, ma che ha già segnato la vita dei compagni di scuola della ragazza.

Accompagnare gli studenti nei viaggi d'istruzione è diverso rispetto a dover fare lezione in classe. Bisogna controllare che non succeda nulla ed assicurarsi che tutti i ragazzi siano al sicuro. Ma non sempre ci si riesce. Per questo diversi insegnanti ritengono che non ne valga la pena: troppi rischi e troppe implicazioni (penali e civili). Meglio continuare a fare lezione soltanto a scuola. Così negli ultimi 10 anni il numero degli insegnanti disponibili ad accompagnare gli studenti in gita si è dimezzato.

Michele D’Elia, preside del Liceo Scientifico Vittorio Veneto di Milano ha dato al Corriere una spiegazione di questo cambiamento: "È ovvio che le cifre si siano ridotte: per portare in gita i ragazzi prendiamo un euro all’ora, non ci viene riconosciuto il lavoro notturno e in più la gente pensa che siamo in vacanza. Ma si sbaglia: ci vogliono nervi d’acciaio per portare in giro una classe". Secondo Giacomo Merlo, docente dell'Istituto Professionale Albe Steiner, "È difficile evitare tutto questo. Viviamo in una società abituata allo sballo. Il controllo è possibile fino a un certo punto". Per Carola Feltrinelli, preside dell'Istituto Moreschi, "i ragazzi non sono educati ad affrontare questa esperienza. Per questo i docenti che li accompagnano sono sempre meno".

Carlo Columbo, preside dell'Istituto Porta, ritiene che ci sia "uno zoccolo duro che crede ancora al valore educativo della gita e lo fa con spirito missionario". Ma sono troppi gli insegnanti che non vogliono prendersi questo impegno. Molti si giustificano con problemi personali, figli troppo piccoli o genitori troppo anziani da controllare. Ma secondo Giorgio Castellari del Liceo Vittorini "i motivi di famiglia sono spesso una scusa: la verità è che non vogliono rischiare". D'altronde chi vorrebbe prendersi la responsabilità di accompagnare e controllare un gruppo di adolescenti che non vede l'ora di stare in libertà per fumare, ubriacarsi, fare sesso o organizzare feste nelle camere d'albergo senza alcun limite?

C'è una soluzione a tutto ciò? Secondo Rodolfo Rossi, preside dell'Istituto Giorgi, si dovrebbero organizzare "soggiorni in famiglia (i ragazzi sono più controllati), scelta ragionata dell’albergo (evitare quelli enormi pieni di ragazzi italiani che assaltano le stanze di compagne consenzienti) e, per i più piccoli, agriturismo". Ma basterà questo a calmare i giovani?

E tu che cosa fai o hai fatto durante una gita scolastica? Raccontaci la tua esperienza.

Fonte: Corriere della Sera

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13
Commenti

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peppe sabato, 20 febbraio 2010

mha..

in 3 gite(una di 2 giorni e 2 di 6) il massimo toccato da tutti i ragazzi in gita è stata qualche canna e una sfilza di ragazzi brilli, di cui un paio hanno vomitato. qualche coppietta che spariva per un ora e poi ricompariva(che succede anche nella vita di tutti i giorni), qualche passaggio da una stanza all'altra via balcone(balconi uniti separati solo da una ringhiera alta fino al ginocchio). e niente di cosi scandaloso... ps, organizzano una gita ad amsterdam(possibilmente un quinto, quindi tutti maggiorenni, quindi liberi di acquistare erba legalmente) e pretendono pure che tornino tutti perfettamente integri????

n° 7
Gio2509 sabato, 20 febbraio 2010

gli studeti non sono tutti uguali!

Io frequento la quarta di un istituto tecnico, e fin'ora non abbiamo mai fatto un uscita che sia durata più di un giorno. Preciso però che non abbiamo note di classe, non siamo ingestibili, e l'unica pecca potrebbe essere la media dei voti (che per alcuni rasenta il 9, per altri il 4). Dunque perchè non portarci in gita?! Sono stufa di sentire queste generalizzazioni: gli studenti sono tutti maiali, sono degli scapestrati, sono ingestibili, e chi più ne ha più ne metta!
Credo inoltre che i primi a doversi divertire con testa debbano essere gli studenti, che sì, possono essere controllati fino a un certo punto dai profe, ma la vita è nostra!
Posso capire i professori che di fronte a certi avvenimenti si rifiutino (a volte con banali scuse) di portarci in gita, ma capite anche noi, alla fine è pur sempre un esperienza da fare(se vogliamo nel bene e nel male).

n° 6
marti818 giovedì, 18 febbraio 2010

Un po' hanno ragione,,,

Io in parte sono d'accordo con i prof...ad esempio tra un mese vado a Berlino con la mia classe e non abbiamo avuto difficoltà a trovare gli accompagnatori xkè siamo una classe tranquilla...capisco però i prof che si rifiutano di portare in gita certe classi..se una classe è ingestibile già in aula cm si può pensare di portarla in gita? Secondo la mia esperienza andare in gita è divertente anche senza ubriacarsi, drogarsi e fare sesso con i compagni...ho ricordi bellissimi delle mie gite ma nessuno si è mai ubriacato o drogato...ci siamo sempre trovati nelle stanze ma solo per stare in compagnia ese uno vuole sballarsi o sfogare le sue voglie lo può fare quando è sotto la responsabilità di mamma e papà non quando la responsabilità delle sue c***ate se la deve assumere un insegnante che viene pagato una miseria e passa giorni d'inferno sperando che non succeda niente

n° 5
marco1114 mercoledì, 17 febbraio 2010

Gite bordello

Capisco perfettamente i professori, di sicuro non hanno mai detto niente alle famiglie o ai ragazzi per dei comportamenti scorretti, ma queste cose non passano inosservate. Quelli che dicono che, siccome non gli hanno detto niente, è andato tutto liscio, si sbagliano, i professori se ne accorgono lo stesso, ma queste cose se le tengono per loro, così, alla gita successiva, non danno la disponibilità, o, se vengono, ti rendono la vita impossibile, e non ti lasciano uscire dalla camera neanche se vai a trovare gli altri per stare in compagnia, senza alcool o droga.
Spesso le gite sono dei luoghi comuni in cui si beve, si fuma e si fa casino. Noi, ad esempio, siamo ancora moderati, ma se venisse fuori qualche casino saremmo finiti, basterebbe una bottiglia beccata dai prof che salta tutto, ormai sono stufi di rincorrere dei ragazzi di 18 anni che girano devastati per i corridoi dell'albergo, che appena li vedono si sentono dire "Buongiorno prof", come per dire "non sono ubriaco", ma con un tono e un alito che dicono tutto. Poi si dileguano dietro al primo angolino correndo come degli assassini. Ragazzi bisogna stare più attenti e non farsi fregare come dei polli, i prof non sono delle teste di cazzo!!!

n° 4
Ichabod martedì, 16 febbraio 2010

mi son sempre chiesta una cosa...

ma perchè togliere a tutti l'opportunità di fare una bella gita per colpa dei soliti 2 o 3 deficenti che non sanno controllarsi? insomma diamine esistono o no le note disciplinari? i prof quando un ragazzo si comporta in modo in disciplinato in classe mette la nota (o hanno paura pure di fare questo adesso?) e dunque perchè non mettere la regola che alla terza nota disciplinare al ragazzo sarà proibito di partecipare alla gita? oppure se durante un'uscita il ragazzo s'è diciamo "scatenato" un pò troppo bene vorrà dire che non parteciperà alle prossime e in + una cazzo di punizione! tutti i pomeriggi ad aiutare i bidelli a pulire i cessi!
insomma non è giusto punire tutti per qualcuno. perchè è così! è sempre così! l'ho visto in tutti gli anni di scuola (tra medie e liceo) che ho fatto io e i miei amici che hanno avuto esperienze simili! dal canto mio in gita mi sono sempre divertita senza il bisogno di drogarmi o restare incinta e così buona parte dei miei compagni di classe se non fosse stato per quei 3o4 rincoglioniti che puntualmente dovevano fare qualche cazzata. fosse per me tornerei alle punizioni fisiche altro che! vergate sulle chiappe a chi non si comporta in modo decente! vedi poi come gli passa la voglia!

n° 3
bastardobuono martedì, 16 febbraio 2010

R: mi son sempre chiesta una cosa...

beh qualcuno esagera un po' con le punizioni però hanno anche ragione i prof. Io non vado in gita dal 1 superiore e sono al 3 superiore, sono stato anche bocciato 1 anno quindi sono 3 anni che non vado in git, quest annos e ne sta parlando ma ancora nulla di sicuro, vi basta pensare che un mio compagno ha rotto qualceh pezzo del bagno e hanno dovuto chiamare l'idraulico e si è preso una misera sospensione di 2-3 giorni con obbligo di frequenza questo è lo stesso compagno che in 1 superiore ha cancellato, di fronte ad una classe, una nota sul registro ed è rimasto impunito! Con una coglione che fa questo ed altro come si può pretendere di andare in gita? Io se vado ci vado tranquillamente senza ubriacarmi perchè non mi serve divertirmi sse poi non ricordo di essermi divertito.

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