Lo
scorso mese di luglio il consiglio provinciale della città
di Vicenza aveva votato una mozione per evitare che i posti
disponibili per il ruolo di dirigenti scolastici fossero affidati ad
insegnanti del Sud Italia, oggi arriva la notizia
che alcuni dirigenti scolastici del Sud Italia, in attesa di un posto,
hanno rinunciato ad un lavoro nelle regioni padane. Piuttosto
che trasferirsi ed andare a lavorare al Nord, diversi presidi
meridionali hanno rinunciato ad un posto sicuro. Sempre nello
scorso mese di luglio il Ministero dell'Istruzione ha annunciato che
per questo anno scolastico sarebbero stati assunti 647 nuovi
dirigenti scolastici in tutta Italia, segnalando le
opportunità nelle varie regioni.
Successivamente sono stati comunicati anche i posti della "fase
interregionale", quella cioè che permette ad un preside
risultato idoneo in graduatoria di poter chiedere un posto in un'altra
regione, diversa da quella di residenza, se nella sua regione
non ci sono più posti disponibili. Grazie a questa
opportunità lo scorso anno molti posti disponibili nelle
regioni del Nord sono stati occupati da dirigenti scolastici del Sud,
che erano rimasti senza un posto nella propria regione.
Ma quest'anno le cose sono andate diversamente ed i presidi del Sud
hanno preferito rinunciare al trasferimento. In Lombardia ci
sono ancora 67 posti disponibili e le graduatorie lombarde
sono finite. In Veneto le presidenze disponibili erano 37, ma
soltanto 9 sono state occupate. In Piemonte ed in Liguria si
registra la stessa storia: troppi posti per i pochi dirigenti
scolastici ancora in graduatoria e nessuno che ha chiesto il
trasferimento da un'altra regione. Mentre in Campania,
Sicilia e Puglia 240 dirigenti scolastici
idonei sono rimasti senza una sede, ma, anche potendo
ottenere un posto al Nord, hanno preferito non chiedere di andare a
dirigere una delle 150 scuole ancora libere del Nord
Italia.
hanno fatto non bene, ma benissimo questi presidi ! che " ringraziassero " la Lega quelli del Nord.
Il nord merita essere lasciato nell'ignoranza: dovrebbe essere riconoscente per i posti di rilievo occupati dai meridionali e non denigrarli.cosa succederebbe se tutti i meridionali del sud al nord abbandonassero i posti di lavoro?
bravi presidi del sud, che tutti vi prendano come esempio per la dignita'mostrata.i presidi hanno gia' un posto di lavoro quindi possono permettersi di protestare ma cio' non minimizza, affatto,la loro messa in opera di gruppo.
basta con l'isolamento voluto dai superiori per evitare di fare gruppo e, quindi, di dovere essere ascoltati!
Hanno fatto proprio bene a non andare.
Io mi meraviglio di tutte quelle persone di origine meridionale che votano ai rappresentanti di questo Governo, calpestando ancora di più la loro dignità. Tutte le parole offensive di coloro che disprezzano i meridionali non le sentono?
Grazie ai presidi, adesso voglio vedere chi ci metteranno nelle scuole, Borghezio?
Un dirigente che accetta l'incarico al nord merita tutto il nostro rispetto, perché all'età media di 50 anni (ma anche di più) ricomincia da capo e con grandi disagi. Chi invece decide di rimanere nella terra d'origine merita altrettanto rispetto, perché all'età di 50 (e anche più) non è detto che possa partire o che abbia la volontà di ricominciare. Bisogna anche tenere presente che nel Sud Italia la quasi totalità dei prof hanno fatto una gavetta che li ha portati anche molto lontani da casa. Ammiro e apprezzo questo sito degli studenti per la sensibilità e l'acutezza mostrate.
(un idoneo rimasto in Sicilia).
Fanno bene:cosi voglio vedere chi "istruisce" il popolo del nord.
IL 75 per cento degli insegnanti del nord è di origine o proviene dal sud.
Forse per le signore del nord fare l'insegnante è un lavoro non adatto al loro ceto sociale.
Bene, ora si attachino al tram. Hanno fatto bene i dirigenti a rifiutare...che si adeguono anche loro alla mancanza di personale qualificato...