L'episodio
risale ad un paio di anni fa, ma ora è tornato
alla ribalta della cronaca perchè il protagonista
è stato rinviato a giudizio. Poco più di due anni
fa, mentre i Carabinieri stavano tenendo una lezione sulla
legalità agli studenti del
liceo scientifico Cafiero di Barletta, per spiegare
gli effetti nocivi delle sostanze
stupefacenti sulla salute, il preside
dell'Istituto, Ruggiero Dicuonzo, è intervenuto,
sostenendo che "non è provato scientificamente che le droghe
leggere abbiano effetti nocivi". Per questa dichiarazione il
preside ieri è stato ufficialmente rinviato a giudizio e dal
24 giugno sarà giudicato dal tribunale di Trani, con
l'accusa di "istigazione all’uso di stupefacenti
nei confronti di
minori o comunque persone affidategli per ragioni di istruzione ed
educazione".
Il rinvio a giudizio è stato disposto da Grazia
Caserta, gup del
tribunale di Trani, in base alle indagini, condotte sul caso
dal pm Giuseppe
Maralfa. Durante l'assemblea scolastica, che si è svolta nel
gennaio 2007, Michele Zampelli, Capitano della
compagnia dei Carabinieri di Barletta, stava spiegando ai
ragazzi gli effetti delle sostanze stupefacenti, i canali di
approvvigionamento ed il riciclaggio del denaro proveniente dai
traffici illeciti di droga. Il preside dell'Istituto sarebbe quindi
intervenuto dichiarando di non essere d'accordo sulla
pericolosità delle sostanze stupefacenti leggere. Inoltre
il professore avrebbe detto di aver provato personalmente le droghe
leggere e avrebbe raccontato di un suo amico in India, che da
anni fa uso di queste sostanze e sta bene. Per questo motivo il preside
si sarebbe dichiarato contrario al divieto di coltivare la
cannabis per uso personale.
Ma queste dichiarazioni hanno portato ad una denuncia da parte del
Capitano dei Carabinieri nei confronti dell'uomo. Il professore ha
smentito davanti alla Polizia di aver dichiarato di aver usato sostanze
stupefacenti, ma è stato smentito a sua volta dalle
dichiarazioni di alcuni studenti presenti alla lezione. Il docente
dovrà ora presentarsi davanti al Tribunale per le sue
dichiarazioni davanti ad una platea di minori. Gli avvocati
della difesa sostengono che le dichiarazioni del preside non possono
comunque essere intese come istigazione al consumo di stupefacenti.
Il preside, oltre a doversi difendere in Tribunale, potrà
rischiare anche provvedimenti disciplinari, dato che la sua condotta
sarà segnalata anche al Ministero dell'Istruzione.
grande preside
cazzo che preside in forma, vorrei averlo io!!!
ancora a parlà di droghe leggere....
ancora a parlà di droghe leggere...ragazzi fossero questi i problemi...Non vi siete accorti del consumo di EROINA (e derivati) che c'è tra i giovanissimi???le canne...certo, se si continua con questa politica antiproibizionista il fenomeno continuerà ad esserci(è matematico,più una cosa è vietata più attira ).non vi siete chiesti perchè non la legalizzano?visto che la gente la consuma anche se è illegale, perchè non si permettere di avere una piantina propria,così che i ragazzini non devono andà per strada e trovarsi in situazioni pericolose??questo graverebbe sui bilanci della mafia, quindi il governo si adopera in tutti i modi perchè questo non avvenga, salvaguardando il commercio dei suoi amici mafiosi.quindi invece di denunciare il fenomeno delle "canne tra i giovani" che è vecchio come il cucco e non è mai morto nessuno, parlate delle droghe "pesanti" casomai o della politica che sta dietro a tutto.
grandeeeee
è un grande qst preside....nn ce altro da dire.....