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Confusione e proteste sulle graduatorie dei precari

Dopo il congelamento delle graduatorie fino al 2012 deciso dal governo, la situazione dei precari della scuola appare molto confusa e sono in molti a chiedere spiegazioni per difendere i diritti dei docenti

di Barbara Leone 16 febbraio 2011
Nei giorni scorsi la Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma che poneva in fondo alle graduatorie i docenti precari che nel 2009 avevano chiesto il trasferimento in altre province. Le graduatorie dei precari erano state infatti suddivise in due parti: le graduatorie di merito e le code. Nel 2009 era stato bloccato il trasferimento da una provincia all'altra, permettendo ai docenti precari di scegliere altre 3 province, oltre quella di appartenenza, dove sarebbero stati aggiunti alle graduatorie in coda. Il rischio era quindi che un docente con un maggiore punteggio non potesse ottenere un posto in una provincia diversa proprio perché inserito nella cosiddetta "coda".

La Corte Costituzionale ha quindi deciso di abrogare questa norma, reintroducendo l'inserimento "a pettine", in base ai punteggi maturati dai precari. Il Ministero dell'Istruzione ha subito comunicato che avrebbe adottato "i provvedimenti necessari per garantire l’ordinario funzionamento della scuola e per offrire le maggiori occasioni di impiego ai docenti per evitare che il ripristino della normativa previgente comporti un congelamento delle occasioni di lavoro alle sole graduatorie provinciali di appartenenza e l’insorgere di nuovo precariato".

precari_assuntiSuccessivamente è stato poi approvato in Senato un emendamento al decreto Milleproroghe che, di fatto, congela le graduatorie provinciali fino al 2012: "Il termine delle graduatorie provinciali è prorogato al 31 agosto 2012 al fine di consentire la definizione della nuova disciplina legislativa sul reclutamento. A decorrere dall’anno scolastico 2011-12 l’inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica". Per non contrastare la sentenza della Corte Costituzionale è stata inoltre aggiunta la clausola che stabilisce che "il congelamento delle liste vale fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di illegittimità costituzionale".

Ma intorno alla questione c'è ancora molta confusione e sia dal mondo politico che da quello sindacale sono molte le proteste e le richieste di chiarimenti. Questa la posizione ufficiale del Pd: "Non ci possono essere blocchi. Il congelamento delle liste provinciali è incostituzionale".

Mariangela Bastico, ex viceministro dell’Istruzione, ha spiegato il suo punto di vista al quotidiano La Repubblica: "Ancora una volta il governo, con un emendamento al Milleproroghe, interviene sul reclutamento dei docenti con una norma contraddittoria, irragionevole e quindi incostituzionale. Da un lato infatti stabilisce il blocco delle graduatorie fino al 2012, dall'altro dà doverosamente attuazione alla sentenza della Corte costituzionale: dice insieme che le graduatorie sono bloccate e che si devono rifare. Questa norma provocherà un insostenibile caos nel prossimo anno scolastico, suscitando numerosi ricorsi da parte dei tanti docenti che vedono lesi i propri diritti. Con questa scelta il ministro intende prolungare una situazione di illegittimità e incertezza, con un danno gravissimo per la qualità della scuola pubblica, guadagnando tempo. Scelta irresponsabile, alla quale il Partito democratico contrappone l’unica via d’uscita: approvare l'emendamento Pd per un piano straordinario di stabilizzazione di 61.000 docenti e 38.000 e 300 Ata per il prossimo anno scolastico, corrispondenti ai posti attualmente vacanti e ai pensionamenti".

La Cisl scuola invece richiama all'ordine, chiedendo di "evitare risse e guerre tra poveri". Per Francesco Scrima "la pronuncia della Consulta deve ovviamente trovare applicazione: il come non è facile da immaginare, a causa di un dispositivo che azzera totalmente, e non solo in parte, la norma di legge contestata, determinando un quadro giuridico molto complesso. Per questo un rinvio dell’aggiornamento non appare privo di motivazioni plausibili".

L’Anief chiede l’immediato inserimento a pettine per i precari in graduatoria, come spiega Marcello Pacifico, presidente dell'associazione: "L’Anief diffida il ministero dall’adottare provvedimenti illegittimi, che violano la Costituzione e la normativa vigente. E’ evidente che la normativa previgente prevede l’aggiornamento biennale delle graduatorie e il diritto al cambio di provincia all’atto dell’aggiornamento. Consigliamo prudenza e saggezza: basta soltanto applicare la normativa, eseguire le decisioni dei giudici e, forse, ripassare anche un poco quella Costituzione che si insegna con tanto amore nelle nostre scuole". Per ora non resta che aspettare maggiori chiarimenti da parte del Ministero dell'Istruzione.

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