Un insegnante delle scuole medie ci ha scritto per esprimere
il suo
punto di vista sulle condizioni disperate in cui versa la scuola di
oggi. Questa è la sua lettera: e voi cosa ne
pensate? Siete
d'accordo con le critiche del professore oppure avete un'opinione
diversa?
"Docente di Musica presso la Scuola Secondaria di I° Grado da
oltre
trent’anni, mi vedo costretto a denunciare il fatto
che l’istituzione
presso la quale lavoro, oggi é divenuta un
autentico
disastro provocato da lassismo, “buonismo”,
permissivismo,
relativismo ecc. I professori responsabili della mia
età,
che sono stati discenti negli anni 70 e 80 e che conoscono, quindi, i
reali motivi che hanno generato il disfacimento della scuola e della
società attuale, non tollerando più questo stato
di cose,
penso aspirino ferventemente ad un radicale e immediato cambiamento di
rotta. La posta in gioco é altissima perché l’andazzo
attuale causerà infine l’inutilità
della scuola
stessa in quanto non ci sarà più nulla da imparare,
con conseguenze facilmente immaginabili nella vita sociale; e i primi
effetti sono sotto i nostri occhi da tempo.
Il
modo di operare dei docenti, e l’ovvio relativo rendimento
scolastico degli alunni, risulta evidente dall’esempio che
riporto, che non si discosta molto dalle altre composizioni del genere.
Nella relazione di fine anno di un alunno, per altri
versi meraviglioso, sulla storia della musica studiata
ho letto: "Il canto gregoriano capitò che si usavano nelle
messe
e per le cerimonie. Trovatoi e droveri si cominciarono a
prodorzi
della musica colta. Nel canto della liturgia si uva il congo
intorno all’anno mille. Si cominciarono a formarsi
l’arz
nova e la rinascita della città e della corporatutra e le
feste
l’arz nova in Francia la musica finita l’arz nova
si va una
canzo abballa". Questo è quanto scrive, nei primi giorni di
Maggio 2009, questo bambino frequentante il primo anno dalla Scuola
Secondaria di I° grado. A chiunque sorge spontanea una domanda:
com’é
possibile che dopo sei anni di scuola (5 di elementari e 1 di media) un
discente, nato in Italia da genitori italiani, possa scrivere in questo
modo? E’ chiaro che la colpa non é del
bambino, che,
comunque… é stato promosso in II^ media! Tra due
anni
avrà a che fare con le scuole superiori e quando
sarà
ovviamente “segato” (secondo il loro gergo) la
scuola
porrà la propria ciliegina sulla torta
dell’ipocrisia. Alle maestre e ai docenti
irresponsabili che hanno prodotto tanto sfascio cosa
accadrà? Nulla,
e nella testa di questo ragazzo e dei suoi familiari? Probabilmente
penseranno: "La Scuola Media si, che era scuola!". E i docenti
incoscienti? "Ma che importa, una volta che sono usciti non ci
riguardano più".
Perché si é arrivati ad una situazione tanto
assurda? Perché
se un alunno migliora da 1 a 3 va promosso, perché
più di
tanto non poteva fare, e poi, i problemi delle famiglie dove li metti?
Può divenire la scuola un dolce “ammortizzatore
sociale”? Tutto ciò é assolutamente
pazzesco,
demagogico, inconcepibile, e intrinsecamente malefico se si pensa che dal
punto di vista educativo, sociale, economico (in prospettiva) e morale,
in genere, nulla é più deleterio di una
promozione non
meritata. Da situazioni di questo tipo reiterate da decenni,
si
é imparato sempre più a non studiare, ad oziare,
a
pretendere diritti assurdi, dal momento che un alunno su cinque, oggi,
chiamato per una verifica, con aria di sufficienza esclama ridendo:
"Professo’, ma che veng’a fa’,
‘n zò
gnente!".
.
Come si é arrivarti ad ammettere agli esami di III
media
oltre il 50 % degli alunni di una classe, impreparati a sostenerli? D’accordo,
nell’Abruzzo in cui vivo, anche il terremoto ha fatto la sua
parte (il mese di Aprile é quasi interamente saltato), ma
questi
ragazzi, che nella maggior parte non sono mai stati fermati prima,
presentano delle lacune pregresse paurose. E non
vengono fermati nemmeno in occasione degli ormai inutili
“esami farsa” (altro che di Stato), in quanto chi
ci arriva
viene, quasi certamente, promosso. Allevati per anni con
questa mentalità e con questi esempi, domani, sui luoghi di
lavoro come si comporteranno?
Da che mondo è mondo il topo ha sempre ballato in assenza
del gatto... e allora perché,
in trent’anni di servizio, non ho mai visto neppure un
integerrimo ispettore controllare il lavoro di presidi, docenti e
alunni, e adottare nei confronti di questi, all’occorrenza,
severi provvedimenti? Ma a chi giova tale stato? A molti
presidi, perché una scuola che promuove facilmente
è una scuola conveniente,
e la dea utenza va sempre coccolata, specialmente se,
all’occorrenza, la posizione di questi é sfruttata
ai fini
di una propria notorietà o se le sezioni della scuola
rischiano
di diminuire. A molti professori, perché di fronte
ad una bocciatura bisogna avere tutte le carte in ordine,
farsi carico di molte responsabilità ed affrontare anche
eventuali ricorsi: "ma chi te lo fa fa’!". A molti genitori,
perché in fondo é il pezzo di carta che
conta; che te ne fai più della cultura? E
poi guai a vederli preoccupati, i figli: automaticamente il prof.
diventa un macellaio. Agli alunni, perché studiare poco
é
sempre stata la loro meta (e forse questa é
l’unica cosa
normale). Oggi, la maggior parte di questi, abituati ad avere
sempre la pappa pronta, abbondante ed immediata, “butta la
spugna” di fronte alla più piccola
difficoltà andando immediatamente in crisi se gli
si impone di cavarsela da soli.
Non
è poi da tacere che, con la pessima preparazione culturale
dei
ragazzi, è andata di pari passo la loro mancata formazione
sociale e morale. Dopo aver avuto notizie di ragazzi
“normali” di famiglie “normali”
che per noia
danno fuoco a una persona seduta su una panchina e a tante
altre giornaliere raccapriccianti “prodezze”, ci
vuole molto a rendersi conto che abbiamo toccato il fondo? Perché,
quando c’era più severità, la
criminalità
minorile non esisteva o, se c’era, era la centesima parte di
quella attuale e si aveva rispetto per tutto e tutti? Arroganza
e
atti di aggressione ai docenti, vandalismi, bestemmie ed altro che
caratterizzano i ragazzi a scuola, avvenivano nel tempo passato?
I
nonni potrebbero istruirci in proposito. Quanto citato deve far
riflettere, poiché il dritto della medaglia, che riguarda
convinzioni molto discutibili sulla formazione e libertà dei
ragazzi, ha il suo rovescio, un disastroso rovescio che, squalificando
tutto e tutti, autorizza a disfarsi della medaglia stessa. Ormai
si arriva alla maggiore età completamente disorientati e
psicologicamente fragili.
A questo punto, ovviamente, consideriamo i genitori.
Altra
dolorosissima piaga. La maggioranza di loro, oggi, sono quelli che,
avendo avuto vita facile nella scuola degli anni settanta e ottanta,
hanno imparato bene la lezione. Oggi, affetti da iperprotezionismo
cronicamente acuto, sono sempre pronti ad inventare qualsiasi
balla pur di giustificare le magagne dei propri figli,
e le cose andranno sempre peggio fin quando ci si ostinerà a
sostenere le tesi che vogliono i figli cresciuti bene solo se
superprotetti, coccolati, rimpinzati e straviziati. Non ammettendo che sono
proprio le preoccupazioni e gli insuccessi che maturano, altro che
spensieratezza ad oltranza.
Si é arrivati a un punto tale che genitori sconsiderati,
superando ogni limite, autorizzano i propri figli di scuola media ad
autogiustificare le proprie mancanze. Di fronte a simili
situazioni, ad un docente cosa resta da fare?
Quando la scuola, a ragione, si poteva anche scrivere con la lettera
maiuscola, essendo credibile, e si lavorava in un certo modo, si
celavano i brutti voti ai genitori per paura di severi rimproveri.
Oggi, nella grottesca scuola di Pulcinella, la dea utenza
spadroneggia al punto tale da “influire” sul lavoro
degli insegnanti
anziché assecondarlo. E qui vanno rimproverati i docenti,
che ai
genitori si sono “aperti” decisamente troppo. Che
cosa ci
stanno a fare costoro nei consigli di classe se, dopo un primo
apparente entusiasmante rodaggio, ben presto si sono trasformati in una
sorta di stanca garanzia, giacché il contatto fra la
componente
rappresentante i genitori e la restante parte di questi
avviene
tuttora di rado, con distacco e sopportazione? In pratica, essi
attualmente sono solo un inutile intralcio burocratico. E i
presidi... perché non si indignano più?
Perché non guardano, o perché non vogliono
vedere?
Se la scuola oltre ad informare svolge anche il delicatissimo
compito di
formare il futuro cittadino non dovrebbe offrire un ambiente oltremodo
curato?
E invece il giardino é sistematico ricettacolo di
“aeroplani”, bottiglie,
cancellini, lattine, pezzi di libri e quaderni, penne, matite, gomme,
giornali, sacchetti di patatine, mozziconi di sigarette etc.
etc. Come si può pretendere di avere le nostre
città
pulite (ma lo pretendiamo?) se proprio dalla scuola arriva il cattivo
esempio? Ma
che volete, queste sono stupidaggini. Importante, invece,
è sottoporre ai bambini di 11 anni il questionario
sul
gradimento dell’utenza circa i servizi offerti dalla scuola...
Secondo me, i marziani sono già arrivati.
Data la situazione attuale, viene ovvia la seguente conclusione: questo
inconfutabile e incalzante dramma è ormai sotto gli occhi di
tutti, perché i governi che si sono succeduti si
sono ostinati caparbiamente a conservare alcune leggi, basate
su convinzioni errate elaborate da psicologi, sociologi, psicopedagoghi
ecc., che hanno fatto sì che la scuola diventasse
approdo di irresponsabili sotto ogni punto di vista? Tali
leggi hanno nociuto alla scuola come il comunismo ha fatto nei paesi
dell’est europeo: quando arriverà il
giorno della caduta del “muro della scuola”?".
Bravo
Sono un docente di scuola superiore e non posso che concordare integralmente col collega. Apprezzo soprattutto che l'analisi del degrado scolastico non sia un'analisi politica ma prettamente sociale. In pratica se la scuola è ridotta a una simile nefandezza non è colpa di Gelmini- Fioroni- Berlinguer-Moratti ma tale colpa deve essere ricercata in un degrado socioculturale di noi stessi in quanto popolo. Non sono i ministri a dirci di promuovere un discente con 7 insufficienze o a convincerci che "i cinque non sono vere insuffienze", la colpa è in primo luogo dei presidi che intimidoscono i docenti, i docenti che mancano di coraggio, i genitori che sono iperprotettivi, gli psicologi (che sarebbe bene non entrassreo in un plesso scolastico nemmeno dalla porta di sevizio) e, aggiungerei, dei giudici che in caso di ricorso danno sempre ragione ai ricorrenti.
BRAVO
Scuola
Bravo
la scuola è in rovina
La scuola non è in rovina solo in italia
Deluso dagli insegnanti, non dalla scuola.
Sono uno studente del quinto anno di Liceo. Se devo far riferimento a quella che è stata la mia esperienza scolastica posso dire che la maggiore delusione sono gli insegnanti.
In quattro anni sono stati cambiati i docenti di inglese e di lettere quasi 10 volte. Ma non è questo il problema. La questione è che, tra i tanti insegnanti, di persone preparate ne ho incontrate 4: meno della metà.
Il risultato? Regole grammaticali diverse ogni anno (nel senso che ogni insegnante contraddiceva ciò che era stato sotenuto dal docente precedente), libri di grammatica inglese del terzo anno completamente immacolati, quelli del secondo anno usati per meno di un terzo, ritardo sul programma di latino di quasi un anno, una prof che correggeva errori che vedeva solo lei e che di fronte all'evidenza non voleva ammettere di essersi sbagliata, altra docente che fa test in cui chiede per 2-3 volte la stessa cosa e si lamenta se qualcuno scrive: "Vedi risposta 4".
PS. Leggo nella lettera: "Non ammettendo che sono proprio le preoccupazioni e gli insuccessi che maturano, altro che spensieratezza ad oltranza." che dovrebbe essere "Non ammettendo che sono proprio le preoccupazioni e gli insuccessi che FANNO maturare". Propongo un sondaggio tra i miei ex-insegnanti per vedere che percentuali escono.
Deluso dagli insegnanti, non dalla scuola.
Sono uno studente del quinto anno di Liceo. Se devo far riferimento a quella che è stata la mia esperienza scolastica posso dire che la maggiore delusione sono gli insegnanti.
In quattro anni sono stati cambiati i docenti di inglese e di lettere quasi 10 volte. Ma non è questo il problema. La questione è che, tra i tanti insegnanti, di persone preparate ne ho incontrate 4: meno della metà.
Il risultato? Regole grammaticali diverse ogni anno (nel senso che ogni insegnante contraddiceva ciò che era stato sotenuto dal docente precedente), libri di grammatica inglese del terzo anno completamente immacolati, quelli del secondo anno usati per meno di un terzo, ritardo sul programma di latino di quasi un anno, una prof che correggeva errori che vedeva solo lei e che di fronte all'evidenza non voleva ammettere di essersi sbagliata, altra docente che fa test in cui chiede per 2-3 volte la stessa cosa e si lamenta se qualcuno scrive: "Vedi risposta 4".
PS. Leggo nella lettera: "Non ammettendo che sono proprio le preoccupazioni e gli insuccessi che maturano, altro che spensieratezza ad oltranza." che dovrebbe essere "Non ammettendo che sono proprio le preoccupazioni e gli insuccessi che FANNO maturare". Propongo un sondaggio tra i miei ex-insegnanti per vedere che percentuali escono.