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La scuola italiana bocciata dall'Ocse ma la Gelmini dice: "Avanti con le riforme". E' polemica

L'Organizzazione che riunisce i 35 Paesi più sviluppati al mondo fornisce nella sua indagine dati quantitativi, non analizza quindi il livello degli studenti o le materie di studio. Ma il responso è netto: troppo poche le spese pubbliche stanziate per l'istruzione, troppo bassi gli stipendi degli insegnanti. La Gelmini: "Bene così, avanti con le riforme". Critiche dalla Rete degli Studenti

di andrea maggiolo 8 settembre 2010
L'Ocse bacchetta la scuola italiana: pochi soldi per l'istruzione pubblica, poche ore di lezione, troppo bassi gli stipendi dei prof.

L'Organizzazione che riunisce i 35 Paesi più sviluppati al mondo fornisce nella sua indagine dati quantitativi, non analizza quindi il livello degli studenti o le materie di studio. Ma il responso è netto: troppo pochi i fondi pubblici stanziati per l'istruzione, troppo bassi gli stipendi degli insegnanti rispetto alla media dei paesi più sviluppati del mondo.

L'Italia è quasi fanalino di coda: è penultima nella quota di Pil dedicata al settore, con il 4,5% di spesa contro il 6,2% della media Ocse. In Italia inoltre gli scolari tra i 7 e i 14 anni passano a scuola circa 8.200 ore, contro una media dei Paesi Ocse di 6.777.

Gelmini: "Avanti così con le riforme"
Il ministro dell'Istruzione Gelmini commenta così i dati dell'Ocse.
"I risultati dell'indagine Ocse confermano le nostre valutazioni sul sistema scolastico e la necessità di proseguire sulla strada delle riforme. La ricerca dimostra che la qualità dell'istruzione non è affatto legata al numero di ore passate tra i banchi. Secondo l'Ocse - dice la Gelmini - infatti l'Italia raggiunge il record di ore di lezione ma il rendimento scolastico degli studenti resta basso."

La retribuzione degli insegnanti deve essere meritocratica secondo il ministro. "Per migliorare la qualità dell'istruzione inoltre è indispensabile che la retribuzione dei docenti sia basata sul merito e non esclusivamente gelmini_5sull'anzianità di servizio, come rilevato dall'Ocse. Non è accettabile che un insegnante raggiunga il massimo dello stipendio solo dopo i 35 anni di lavoro."

La Gelmini preferisce descrivere la sua politica come un'ottimizzazione delle risorse. "In un contesto internazionale che richiede rigore nei conti pubblici, l'indagine conferma che è necessario ottimizzare le risorse per l'istruzione. Esattamente ciò che il governo italiano sta facendo. Come rileva la ricerca infatti, l'efficacia dei sistemi scolastici nel futuro sarà misurata solo in base ai risultati effettivamente conseguiti e non sulla quantità di soldi spesi inizialmente dai singoli Paesi. Comunque, la spesa per studente in Italia è nella media dei paesi Ocse: 7.948 dollari all'anno. Avanti tutta dunque con le riforme, per offrire finalmente ai nostri ragazzi una scuola di qualità - dice il ministro - che prepari veramente al mondo del lavoro".


Rete degli Studenti: "Dal governo soltanto slogan e tagli"

Gli studenti non apprezzano affatto l'interpretazione che il ministro Gelmini ha dato dell'indagine Ocse: "I dati Ocse sono molto chiari: per uscire dalla crisi bisogna investire sull'istruzione, concetto che ribadiamo da anni e che oggi trova delle conferme in dati concreti che non possono essere ribaltati dalla Gelmini, nonostante ovviamente ci stia provando."

"La campagna mediatica che questo governo sta portando aventi viene oggi smantellata in ogni sua sfaccettatura: non è vero che in periodo di crisi non si può far altro che tagliare sull'istruzione, non è vero - dice la Rete - che sbagliamo a chiedere più risorse, non è vero che anche negli altri paesi europei i governi stanno prendendo questi provvedimenti."

I tagli ci sono, e sono evidenti.
"Tagliare 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, come se fosse un'azienda in dissesto economico, vuol dire tagliare ogni speranza di ripresa dalla crisi per il nostro paese, nonché tagliare ogni aspettativa di futuro a noi studenti. Chiediamo una scuola di qualità, ma di qualità vera, che ci permetta di essere al passo con i nostri coetanei europei e con un mondo del lavoro sempre più precario e globalizzato."

L'autunno si preannuncia caldo. "Quello che ci ritroviamo invece, sono tanti slogan, un uso sconsiderato delle parole merito e qualità, che poi nella realtà delle nostre scuole si traduce in mancanza di fondi, metodi di insegnamento e percorsi formativi fermi a 50 anni fa, abbandono scolastico alle stelle. La realtà - dicono gli studenti - è che la finta riforma Gelmini va dalla parte sbagliata, e che finché saremo il fanalino di coda in quanto a spesa per l'istruzione in rapporto al Pil, addirittura dietro a Brasile ed Estonia, c'è poco da festeggiare"

Per Francesca Puglisi del Pd "una scuola nella quale non si investe è una scuola morta", e Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil) critica il governo: "Spacciano per riforme la demolizione del sistema pubblico d'istruzione, in controtendenza rispetto a ciò che accade nel resto del mondo".

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Commenti

Erika Di Martino mercoledì, 8 settembre 2010

...e i ragazzi cosa dicono??

Ecco cosa pensano della scuola i ragazzi delle medie superiori intervistati sul sistema scolastico da "Comunicazione per bene" ass. non profit.
http://www.controscuola.it/inchiesta-tra-gli-studenti/

n° 1
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