Il 1° ottobre sono scesi in piazza in migliaia per protestare
contro il decreto che dopo anni di lavoro, formazione e ricerca li
rispedirebbe tutti a casa. Sono
i precari dell' Istituto
Superiore di Sanità, dell'Istituto nazionale di ricerca per
l'alimentazione e la nutrizione, tecnici di laboratorio, biologi,
medici, amministrativi, autori di progetti, di brevetti scientifici e
articoli sulle riviste internazionali, molti impegnati in prima linea
da più di 20 anni con contratti precari a cui ora
verrà dato un taglio. Tutti a casa: ci sono
ventenni, trentenni ma anche cinquantenni con mutuo e famiglia a carico
per i quali sarà difficile riciclarsi nel mondo del lavoro.
Questa mattina invece genitori,
bambini e docenti precari hanno partecipato al No Gelmini Day
manifestando pacificamente davanti alla scalinata del ministero
dell'Istruzione. ''Il futuro dei bambini non fa
rima con Gelmini'', ''viva le maestre'', ''Maestro unico, no grazie''
sono gli slogan più gettonati. Un bambino con in mano un joy
stick, contesta la riduzione
del tempo pieno e al collo porta un cartello che
recita: ''bambino modello Gelmini: dalle 13
alle 20 davanti alla Play Station''. La mobilitazione ha chiamato a
raccolta tante scuole romane ma anche delegazioni provenienti da altre
regioni (Campania, Basilicata, Veneto, Sardegna).
I gruppi spontanei di genitori (come ad esempio il
Guds,
genitori uniti per difendere la scuola), sono sorti in tutta Italia in
queste settimane per contrastare i provvedimenti varati dalla Gelmini.
Presenti anche i precari delle Scuola di specializzazione
all'insegnamento, che sollevano il problema dell'occupazione.
Dura la replica del ministro
a margine di un convegno alla Luiss sulla valutazione dei
sistemi scolastici: "Ci sono due Italie, una è per
una scuola di qualità, per
insegnanti che vogliono essere pagati meglio ed è quella
della maggioranza
degli italiani. Poi ci sono piccole frange che hanno deciso di non
guardare i
problemi, e preferiscono protestare. Io li lascio fare".
Ma
ad accoglierla a viale Trastevere la Gelmini ha
trovato anche la troupe di Striscia la notizia che le
ha suggerito di
fare, "oltre al maestro unico anche il bidello unico".
Per il prossimo sabato 4 ottobre si preannuncia un nuovo sit
in davanti al ministero proposto dalla Rete
degli Studenti Medi. Alle 9.00 in Piazza Bernardino
da Feltre saranno presenti studenti da tutta Italia per contestare le
politiche del Governo che, secondo la Rete, sarebbero fatte
esclusivamente di tagli alla scuola pubblica e proclami mediatici. In
questa occasione sarà distribuito il
kit
“antiballismo”. Dalle ore 11
l'associazione studentesca lancerà l’esibizione
delle “Grembiuline” che realizzeranno lo show
“Sotto il grembiule niente”…
Due italie? Tsk
<i>Ci sono due Italie, una è per una scuola di qualità, per insegnanti che vogliono essere pagati meglio ed è quella della maggioranza degli italiani. Poi ci sono piccole frange che hanno deciso di non guardare i problemi, e preferiscono protestare. Io li lascio fare</i>
E quale è la differenza? Se avesse detto: <i>Ci sono due Italie, una è per una scuola di qualità, per insegnanti che vogliono essere pagati meglio ed è quella della maggioranza degli italiani. Poi ci sono piccole frange che hanno deciso di non guardare i problemi, e preferiscono <u>governare</u>. Io li lascio fare</i> Sì che avrebbe avuto ragione -.-''
Ma non l'ha fatto.