Diamogli
una lezione: con questo slogan l'Unione
degli Studenti annuncia la mobilitazione studentesca nazionale
in tutte le città d'Italia che si svolgerà il
prossimo 9 ottobre. Come dichiarato da Stefano Vitale, rappresentante
dell'UdS, "Di fronte ai tagli che ora iniziano a far sentire il loro
reale peso su chi vive quotidianamente la scuola, gli
studenti non resteranno a guardare, ma da subito saranno in prima linea
per dare una “lezione” a questo governo che vuole
distruggere la cultura”. Si preannuncia un ottobre caldo
nelle piazze italiane per le proteste degli studenti. Oltre alla
manifestazione del 9 ottobre, è in programma anche una
grande assemblea studentesca di studenti delle scuole,
universitari, dottorandi e ricercatori, che si
svolgerà il 10 e l'11 ottobre a Roma.
L'Unione degli Studenti lancia quindi un appello a tutti gli
studenti, invitandoli a partecipare alla mobilitazione del 9 ottobre. Nello
specifico, l'associazione studentesca ha preparato 15 richieste da
presentare al governo, per cambiare la situazione attuale della scuola
e della formazione. Per l'UdS, infatti, "la scuola vive in un processo
di privatizzazione e mercificazione che considera i saperi
semplicemente come strumenti di profitto all’intero del
mercato capitalista e neo-liberista". Da sempre gli studenti hanno
dovuto affrontare "l’incapacità dei Governi a considerare
la scuola e la formazione come risorse su cui basare una prospettiva di
uguaglianza e giustizia sociale, nonché misura in
cui costruire una società di diritti e non di compromessi e
barbarie".
L'Unione degli Studenti invita quindi a scendere in piazza il 9 ottobre
per lottare "per una società dei diritti e non dei
privilegi, in cui conoscenza e lavoro siano i motori sociali
del cambiamento, della trasformazione e
dell’emancipazione sociale; per far sì che "il
figlio dell’operaio diventi dottore e che l’operaio
non venga licenziato"; perché crede "nella
possibilità di tutelare i beni comuni attraverso la
mobilitazione, la vertenzialità diffusa, il
conflitto, la socialità, l’aggregazione"; per
"contrastare i progetti scellerati della Gelmini e del Governo e
tutelare la democrazia e il diritto all’istruzione per
tutti". L'appello si rivolge non solo agli studenti di tutta
Italia, ma anche "alle organizzazioni di rappresentanza sociale, ai
precari della formazione, alle lavoratrici e ai lavoratori e a
tutta la cittadinanza".
Ecco le 15 richieste rivolte dall'Unione degli Studenti al
governo italiano per cambiare la scuola e la formazione:
- ritiro dei tagli all’istruzione e reintroduzione sul posto
di lavoro con formula immediata di tutte le precarie e i precari della
docenza e del personale tecnico amministrativo;
- rimessa in discussione radicale del provvedimento di riordino degli
indirizzi e sul quadro orario settimanale. Ritiro del taglio
al quadro orario inerente alle attività laboratoriali nei
tecnici, professionali e filiera artistica. Abolizione della quota di
disponibilità degli indirizzi e dei corsi sperimentali da
parte delle scuole in forma autonoma;
- portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i
saperi fino al 10 % del Prodotto Interno Lordo (contro il
misero 3,9% attuale) andando a tagliare la costruzione dei
131 cacciabombardieri f-14 del sistema d’arma Joint Strike
Fighter (JSF), che il Governo italiano ha autorizzato a costruire per
un valore di 14 miliardi di euro e dal taglio del piano di sviluppo
infrastrutturale pari a 5 miliardi di euro in favore della dittatura
libica di Gheddafi;
- riconversione totale dei circuiti telematici della rete scolastica
dal sistema Microsoft al sistema operativo Linux, con conseguente
impiego delle quote di risparmio nella messa in ammodernamento delle
strutture tecnologiche e nel loro impiego a fini didattici
all’interno dei percorsi curricolari;
- legge quadro nazionale per il diritto allo studio
che definisca i livelli essenziali delle prestazioni di competenza
regionale;
- istituzione del “reddito di formazione”,
forma di welfare vincolato al percorso formativo da concedere
universalmente agli studenti medi ed in generale a tutta
la filiera dei soggetti in formazione al fine
dell’emancipazione da un’idea di welfare legato al
contesto familiare. Esso deve essere costituito da contribuzione
e accesso libero ad un sistema integrato di servizi mensa, alloggio,
mobilità. Abolizione della legge 30 che istituisce
forme di precarietà devastanti e che
impedisce, una volta concluso il ciclo formativo, di accedere ad un
lavoro stabile e appagante;
- piano di finanziamento straordinario al fine di coprire
l’assistenza totale per il recupero debiti,
attraverso sportelli settimanali che possano avviare percorsi
individuali di risanamento delle lacune didattiche;
- istituzioni di Commissioni Paritetiche docenti-studenti in
tutte le scuole secondarie di 2° grado che possano
definire i percorsi curricolari e dare avvio ad un sistema di didattica
partecipata e non schiacciata sulla discrezione
dell’insegnante e sulla logica della lezione frontale;
- riforma della valutazione con conseguente ritiro
dell’ultimo regolamento varato dal Ministero: abolizione del
voto in decimi e istituzione di un sistema di
valutazione a giudizio come avviene nella quasi totalità dei
Paesi Europei; abolizione voto di condotta; sistema
di corsi di aggiornamento permanenti per il corpo docente e
introduzione di un sistema di valutazione finale
dell’insegnamento al fine di garantire la trasparenza massima
nell’atto del giudizio agli scrutini finali;
- ritiro del PdL Aprea e apertura di un dibattito
pubblico sul ruolo e la funzione degli Organi Collegiali e sulla
governance scolastica che possa dare avvio ad un
provvedimento di Riforma complessiva;
- cambiamento della materia di religione cattolica
in “Storia delle religioni e dei culti”,
il cui reclutamento del personale docente sia di totale competenza
dello Stato e senza alcun peso specifico negli scrutini finali;
- ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” e
delle forze militari presenti nelle città con
finalità di ordine pubblico e chiediamo il ritiro
delle ordinanze che
impediscono la mobilità dei cortei;
- libero accesso alle informazioni: copertura wi-fi
nel 100% del territorio nazionale; Carta Studenti, usufruibile fino
all’ultimo livello della formazione, che sancisca la
gratuità a musei, cinema, monumenti, teatri e mostre
artistiche nazionali; abolizione del pagamento SIAE per gli spettacoli
musicali e teatrali; abolizione della quota dei partiti dal CDA della
RAI TV, legge sul conflitto di interessi che sancisca in particolar
modo l’impossibilità di accesso a istituzioni
pubbliche per chi detiene proprietà personali o familiari
inerenti al sistema radio-televisivo-stampato; ritiro del provvedimento
sulle intercettazioni;
- non vogliamo mica la luna;
- vogliamo l’universo.
sciopero
volevo sapere se anche domani 29/9/2009 è sciopero nazionale...aspetto risposte grazie
Deludente
@Carlo, ma che diamine c'entra il fascismo con la capacità o incapacità dei professori nell'insegnare o_O!?
Qua si sta delirando...
R: Deludente
> @Carlo, ma che diamine c'entra il fascismo con la capacità o incapacità dei professori nell'insegnare !? Qua si sta delirando...
Carlo CHI scusa?!
informazione=partecipazione
per evitare la manipolazione da parte degli schieramenti politici è necessario STUDIARE e INFORMARSI; solo così si può sperare di avere partecipazione consapevole e sentita da parte degli studenti alla protesta. i punti elencati sopra sono per lo più comprensibili, ma credete davvero che per avere una scuola migliore occorra il cambiamento dai piani alti? se aspettiamo che al governo salga qualcuno che sia competente al punto di equilibrare le richieste e le necessità di tutti gli operatori della scuola, possiamo anche metterci l'anima in pace e attendere in eterno. dobbiamo rendere vivibile e migliore LA NOSTRA scuola, organizzando piccole cellule di informazione vera per creare sensibilità, conoscenza, consapevolezza e coscienza critica. è un diritto manifestare dissenso nei confronti di quello che non riteniamo giusto, ma bisogna andare oltre: non cerchiamo il grande cambiamento del sistema, che è fuori dalle nostre possibilità e non avverrà mai; cerchiamo piuttosto di essere noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere nel sistema.
manifestazione
ok!! le 15 richieste verranno elencate nell'assemblea di domani. In oltre garantisco la presenza del mio istituto alla manifestazione del 9.
RISP ALLO SCIOPERO è ad i commenti
Ritengo,comunque che o tutti devono accedere alle scuole privare come quelle pubbliche, oppure finiamola di finanziare il vaticano gratis è facciamo funzionare come si deve la scuola pubblic aprima in europa magari Siamo i soliti italiani che fannno finta di dire che tutto va bene solo xke hanno paura di andare contro chissa chi........vergogna