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Diamogli una lezione: gli studenti si mobilitano

L'Unione degli Studenti lancia un appello per la mobilitazione studentesca nazionale in tutte le città d'Italia che si svolgerà il prossimo 9 ottobre e diffonde le richieste da rivolgere al governo per cambiare la scuola e la formazione in Italia

di Barbara Leone 14 settembre 2009

megafonoDiamogli una lezione: con questo slogan l'Unione degli Studenti annuncia la mobilitazione studentesca nazionale in tutte le città d'Italia che si svolgerà il prossimo 9 ottobre. Come dichiarato da Stefano Vitale, rappresentante dell'UdS, "Di fronte ai tagli che ora iniziano a far sentire il loro reale peso su chi vive quotidianamente la scuola, gli studenti non resteranno a guardare, ma da subito saranno in prima linea per dare una “lezione” a questo governo che vuole distruggere la cultura”. Si preannuncia un ottobre caldo nelle piazze italiane per le proteste degli studenti. Oltre alla manifestazione del 9 ottobre, è in programma anche una grande assemblea studentesca di studenti delle scuole, universitari, dottorandi e ricercatori, che si svolgerà il 10 e l'11 ottobre a Roma.

L'Unione degli Studenti lancia quindi un appello a tutti gli studenti, invitandoli a partecipare alla mobilitazione del 9 ottobre. Nello specifico, l'associazione studentesca ha preparato 15 richieste da presentare al governo, per cambiare la situazione attuale della scuola e della formazione. Per l'UdS, infatti, "la scuola vive in un processo di privatizzazione e mercificazione che considera i saperi semplicemente come strumenti di profitto all’intero del mercato capitalista e neo-liberista". Da sempre gli studenti hanno dovuto affrontare "l’incapacità dei Governi a considerare la scuola e la formazione come risorse su cui basare una prospettiva di uguaglianza e giustizia sociale, nonché misura in cui costruire una società di diritti e non di compromessi e barbarie".

L'Unione degli Studenti invita quindi a scendere in piazza il 9 ottobre per lottare "per una società dei diritti e non dei privilegi, in cui conoscenza e lavoro siano i motori sociali del cambiamento, della trasformazione e dell’emancipazione sociale; per far sì che "il figlio dell’operaio diventi dottore e che l’operaio non venga licenziato"; perché crede "nella possibilità di tutelare i beni comuni attraverso la mobilitazione, la vertenzialità diffusa, il conflitto, la socialità, l’aggregazione"; per "contrastare i progetti scellerati della Gelmini e del Governo e tutelare la democrazia e il diritto all’istruzione per tutti". L'appello si rivolge non solo agli studenti di tutta Italia, ma anche "alle organizzazioni di rappresentanza sociale, ai precari della formazione, alle lavoratrici e ai lavoratori e a tutta la cittadinanza".

Ecco le 15 richieste rivolte dall'Unione degli Studenti al governo italiano per cambiare la scuola e la formazione:
- ritiro dei tagli all’istruzione e reintroduzione sul posto di lavoro con formula immediata di tutte le precarie e i precari della docenza e del personale tecnico amministrativo;
- rimessa in discussione radicale del provvedimento di riordino degli indirizzi e sul quadro orario settimanale. Ritiro del taglio al quadro orario inerente alle attività laboratoriali nei tecnici, professionali e filiera artistica. Abolizione della quota di disponibilità degli indirizzi e dei corsi sperimentali da parte delle scuole in forma autonoma;
- portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i saperi fino al 10 % del Prodotto Interno Lordo (contro il misero 3,9% attuale) andando a tagliare la costruzione dei 131 cacciabombardieri f-14 del sistema d’arma Joint Strike Fighter (JSF), che il Governo italiano ha autorizzato a costruire per un valore di 14 miliardi di euro e dal taglio del piano di sviluppo infrastrutturale pari a 5 miliardi di euro in favore della dittatura libica di Gheddafi;
- riconversione totale dei circuiti telematici della rete scolastica dal sistema Microsoft al sistema operativo Linux, con conseguente impiego delle quote di risparmio nella messa in ammodernamento delle strutture tecnologiche e nel loro impiego a fini didattici all’interno dei percorsi curricolari;
- legge quadro nazionale per il diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni di competenza regionale;

- istituzione del “reddito di formazione”, forma di welfare vincolato al percorso formativo da concedere universalmente agli studenti medi ed in generale a tutta
la filiera dei soggetti in formazione al fine dell’emancipazione da un’idea di welfare legato al contesto familiare. Esso deve essere costituito da contribuzione
e accesso libero ad un sistema integrato di servizi mensa, alloggio, mobilità
. Abolizione della legge 30 che istituisce forme di precarietà devastanti e che
impedisce, una volta concluso il ciclo formativo, di accedere ad un lavoro stabile e appagante;
- piano di finanziamento straordinario al fine di coprire l’assistenza totale per il recupero debiti, attraverso sportelli settimanali che possano avviare percorsi individuali di risanamento delle lacune didattiche;
- istituzioni di Commissioni Paritetiche docenti-studenti in tutte le scuole secondarie di 2° grado che possano definire i percorsi curricolari e dare avvio ad un sistema di didattica partecipata e non schiacciata sulla discrezione dell’insegnante e sulla logica della lezione frontale;
- riforma della valutazione con conseguente ritiro dell’ultimo regolamento varato dal Ministero: abolizione del voto in decimi e istituzione di un sistema di
valutazione a giudizio come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei; abolizione voto di condotta; sistema di corsi di aggiornamento permanenti per il corpo docente e introduzione di un sistema di valutazione finale dell’insegnamento al fine di garantire la trasparenza massima nell’atto del giudizio agli scrutini finali;
- ritiro del PdL Aprea e apertura di un dibattito pubblico sul ruolo e la funzione degli Organi Collegiali e sulla governance scolastica che possa dare avvio ad un
provvedimento di Riforma complessiva;

- cambiamento della materia di religione cattolica  in “Storia delle religioni e dei culti”, il cui reclutamento del personale docente sia di totale competenza dello Stato e senza alcun peso specifico negli scrutini finali;
- ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” e delle forze militari presenti nelle città con finalità di ordine pubblico e chiediamo il ritiro delle ordinanze che
impediscono la mobilità dei cortei
;
- libero accesso alle informazioni: copertura wi-fi nel 100% del territorio nazionale; Carta Studenti, usufruibile fino all’ultimo livello della formazione, che sancisca la gratuità a musei, cinema, monumenti, teatri e mostre artistiche nazionali; abolizione del pagamento SIAE per gli spettacoli musicali e teatrali; abolizione della quota dei partiti dal CDA della RAI TV, legge sul conflitto di interessi che sancisca in particolar modo l’impossibilità di accesso a istituzioni pubbliche per chi detiene proprietà personali o familiari inerenti al sistema radio-televisivo-stampato; ritiro del provvedimento sulle intercettazioni;
- non vogliamo mica la luna;
- vogliamo l’universo.

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Commenti

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albero lunedì, 28 settembre 2009

sciopero

volevo sapere se anche domani 29/9/2009 è sciopero nazionale...aspetto risposte grazie

n° 18
Valerio domenica, 27 settembre 2009

Deludente

@Carlo, ma che diamine c'entra il fascismo con la capacità o incapacità dei professori nell'insegnare o_O!?

Qua si sta delirando...

n° 17
?! lunedì, 28 settembre 2009

R: Deludente

> @Carlo, ma che diamine c'entra il fascismo con la capacità o incapacità dei professori nell'insegnare !? Qua si sta delirando...
Carlo CHI scusa?!

sara venerdì, 25 settembre 2009

informazione=partecipazione

per evitare la manipolazione da parte degli schieramenti politici è necessario STUDIARE e INFORMARSI; solo così si può sperare di avere partecipazione consapevole e sentita da parte degli studenti alla protesta. i punti elencati sopra sono per lo più comprensibili, ma credete davvero che per avere una scuola migliore occorra il cambiamento dai piani alti? se aspettiamo che al governo salga qualcuno che sia competente al punto di equilibrare le richieste e le necessità di tutti gli operatori della scuola, possiamo anche metterci l'anima in pace e attendere in eterno. dobbiamo rendere vivibile e migliore LA NOSTRA scuola, organizzando piccole cellule di informazione vera per creare sensibilità, conoscenza, consapevolezza e coscienza critica. è un diritto manifestare dissenso nei confronti di quello che non riteniamo giusto, ma bisogna andare oltre: non cerchiamo il grande cambiamento del sistema, che è fuori dalle nostre possibilità e non avverrà mai; cerchiamo piuttosto di essere noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere nel sistema.

n° 16
Teo mercoledì, 23 settembre 2009

manifestazione

ok!! le 15 richieste verranno elencate nell'assemblea di domani. In oltre garantisco la presenza del mio istituto alla manifestazione del 9.

n° 15
pieropersego mercoledì, 23 settembre 2009

RISP ALLO SCIOPERO è ad i commenti

Ritengo,comunque che o tutti devono accedere alle scuole privare come quelle pubbliche, oppure finiamola di finanziare il vaticano gratis è facciamo funzionare come si deve la scuola pubblic aprima in europa magari Siamo i soliti italiani che fannno finta di dire che tutto va bene solo xke hanno paura di andare contro chissa chi........vergogna

n° 14
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