Voci di corridoio dicono che
Maria Stella Gelmini abbia già fatto i bagagli dal suo ufficio di Viale Trastevere; tre anni e mezzo contrassegnati da
polemiche, contestazioni e proteste: forse in Italia non c'è mai stato un Ministro dell'Istruzione più contestato della Gelmini.
Ma che eredità lascia al mondo della scuola ora che il suo compito è finito? Vediamo nel dettaglio:
1.
il maestro unico alle scuole elementari: la figura di un solo
insegnante nelle scuole del primo ciclo
era stata abolita nel 1990, nel corso del quale si era passati ad avere
3 maestri ogni due classi, ognuno dei quali si occupava di un ambito disc

iplinare. Con la riforma adottata dalla Gelmini,
dall'anno scolastico 2009/10 il maestro unico è stato ripristinato;
2.
il voto in condotta: abolito nel 1977 per quel che
riguarda le scuole elementari e medie, il voto in condotta continua però ad essere importante ai fini della promozione
negli istituti superiori fino al 2000. Nel 2008 Maria Stella Gelmini
ripristina il voto in condotta, considerandolo parte integrante all'interno della valutazione finale dell'alunno.
3.
i decimi: la valutazione in decimi per le scuole elementari viene rimessa in atto nel 2008 con la Riforma Gelmin
i4.
riduzione del turnover: uno dei punti più contestati della Riforma Gelmini è stato proprio questo, ed esso riguarda la riforma delle Università. L'ex Ministro dell'Istruzione col
decreto legge 180/2008 ha innalzato il turnover dal 20% al 50% per tutti quegli atenei che non risultino onerosi. In pratica, questi ultimi con la Riforma Gelmini sono andati incontro all'
impossibilità di bandire concorsi e assunzioni (
consulta tutti i concorsi aperti!) per nuovo personale docente, con la conseguenza che moltissimi
insegnamenti sono rimasti scoperti.
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