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In oltre 100 città in Italia e all'estero un milione di persone hanno sfilato a difesa della scuola pubblica e della Costituzione. Cortei pacifici, allegri e colorati con tantissimi slogan, persone di tutte le età, alcuni con scritto in faccia "
di sana e robusta Costituzione", altri con cappelli di cartone ed orecchie d'asino, tanti ancora con
adesivi attaccati ai cappotti con scritto "l'ignoranza ha le orecchie lunghe e i capelli tinti".
Dalla scalinata del Pincio pendevano diversi cartelli tra cui "
La scuola pubblica è più libera" ma anche slogan contro il nucleare.
La manifestazione romana, partita da P.zza della Repubblica alle 14.00 e confluita a Piazza del Popolo,
è stata la più corposa. Il corteo è avanzato per le strade della città seguendo un tricolore lungo 60 metri.
In mattinata si sono svolte altre manifestazioni come quella di Napoli, conclusa folkloristicamente con un tuffo in mare a

Posillipo.
Promotrice di molte iniziative su tutto il territorio nazionale a favore della dignità e dei diritti dell'Italia è stata l'Associazione Articolo 21. L'iniziativa é nata con lo scopo di "
difendere i princìpi fondanti della Carta Costituzionale"
e l'istruzione pubblica. Come ha dichiarato
Giuseppe Giulietti, capo del Comitato promotore della manifestazione, sul sito
A difesa della Costituzione: "
La scuola pubblica si difende difendendo la Costituzione. Il 12 marzo con la Costituzione difendiamo anche la scuola pubblica. L’assalto di Berlusconi alla scuola pubblica è un altro colpo alla Costituzione e al principio di uguaglianza. Dario Franceschini ha proposto una grande giornata unitaria senza bandiere di partito e non vi è dubbio che la giornata unitaria del 12 marzo “A difesa della Costituzione” potrà e dovrà mettere al centro
dell’attenzione la difesa della scuola pubblica che è parte essenziale della Carta".
Nell'
appello che è stato diffuso in questi giorni per pubblicizzare l'iniziativa si legge, in riferimento alle recenti
parole di Silvio Berlusconi: "
Consideriamo ormai inaccettabile subire l'onta di parole simili senza reagire. E' giunta l'ora di dire basta! Siamo genitori, mamme e papà di bambini e ragazzi che frequentano la scuola e l'università pubblica. Siamo docenti e studenti. Siamo collaboratori e dirigenti scolastici, assistenti tecnici e amministrativi, bibliotecari, bidelle e bidelli. Siamo precari. Siamo la moltitudine che abita la scuola. Siamo un Paese intero che vuole giustizia e democrazia, cultura e dignità. Siamo coloro che reclamano un diritto, ogni giorno di più offeso. Noi siamo il diritto allo studio. Noi siamo la scuola pubblica".
LE PIAZZE DEL 12 MARZO-
Adria (RO): Piazza Cavour (davanti al Teatro Comunale), ore 17:00, lettura degli articoli della Costituzione e brevi interventi di genitori, insegnanti e studenti;
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Alba (CN): Piazza Duomo, ore 15:30, manifestazione con lettura commentata degli articoli della Costituzione;
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Alessandria: Piazzetta della Lega, ore 16:00, letture degli articoli della Costituzione e distribuzione del testo, a cura di La

Fabbrica di Nichi e Il Circolo SEL;
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Aosta: appuntamento alle ore 15:00 presso il monumento dedicato ai "Morts pour la liberté" (davanti al "Manzetti") e presidio fino alle ore 18:00 nella piazzetta di Porta Praetoria;
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Ascoli Piceno: Palazzo della Prefettura, piazza Simonetti, orario da definire;
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Bari: Corso Vittorio Emanuele II, incrocio via Andrea da Bari, presso la statua equestre, dalle ore 17:00 alle ore 19:00;
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Bologna: Piazza XX settembre, ore 15:00, "Per la Scuola della Costituzione", manifestazione indetta da Assemblea Genitori Insegnanti di Bologna e Provincia con Rete Laica Bologna, Libertà e Giustizia Bologna e il Comitato bolognese Scuola e Costituzione;
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Brescia: Piazza Rovetta, ore 15:00, manifestazione con ANPI, ARCI, Libertà e Giustizia, CGIL, Unione Universitari e Movimento delle Agende Rosse;
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Cagliari: Piazza Repubblica, ore 10:30, manifestazione con bandiere tricolore e copie della Costituzione, interventi dal palco insieme a studenti medi e universitari;
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Castelbolognese (RA): Piazza Bernardi, volantinaggio a cura dell’ANPI;
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Catania: Via Etnea, Villa Bellini, ore 14:00, manifestazione con Italia dei Valori;
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Catanzaro: Piazza Prefettura, ore 16:00, sit-in con ANPI Catanzaro;
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Chivasso (TO): Via Torino, dalle ore 15:30 alle 18:00, lettura della Costituzione con il Circolo Paolo Otelli;
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Cinisello Balsamo (MI): Piazza Antonio Gramsci, manifestazione dalle ore 10:00;
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Edinburgo: 32 Melville Street, Consolato Generale d’Italia a Edimburgo, manifestazione dalle ore 15.00 alle 17:00;
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Firenze: Piazza Annigoni, ore 14:00, “L’Italia non è un bordello”;
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Firenze: Via Pio Fedi, 46/48, dall’11 al 13 marzo, conferenza ”ANPAS difende (e diffonde) la Costituzione”;
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Lecce: Corteo con partenza da Piazza d’Italia (Monumento ai Caduti), orario da definire;
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Londra: Richmond Terrace (opposite Downing Street), ore 14:00;
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Lucca: Presidio del Comitato A difesa della Costituzione, via Beccaria, dalle ore 16:00 alle 19:00;
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Milano: Largo Cairoli, dalle ore 15:00 alle 19:00, manifestazione con Qui Milano Libera;
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Modena: in centro (luogo da definire), ore 15:00, manifestazione organizzata dal Coordinamento Precari della Flc Cgil;
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Mogliano Veneto (TV): Piazza dei Caduti, ore 10:00, manifestazione con l’ANPI;
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Nuoro: Piazza Mazzini, ore 10:30;
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Padova: Piazza Antenore, ore 15:00, interventi e corteo fino alle Piazze. Inoltre, dalle ore 10:00 alle 13:00, banchetto in Piazza delle Erbe per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della Costituzione e della difesa della scuola pubblica;
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Palermo: Luogo da definire, ore 14:00;
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Pavia: Piazza della Vittoria, dalle ore 15:00 alle 18:00;
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Perugia: Piazza della Repubblica, ore 16:00;
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Pinerolo (TO): Piazza Facta, dalle ore 10:00 alle 12:00, presidio a difesa della Costituzione e della scuola pubblica organizzato dall’Associazione pinerolese per la conoscenza, la difesa, l’attuazione della Costituzione;
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Pisa: Luogo e orario da definire per iniziativa della Rete delle Donne per la Rivoluzione Gentile;
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Pistoia: Piazza Gavinana, dalle ore 15:30 alle ore 19:00;
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Potenza: Largo Pignatari (nei pressi della Galleria Civica Comunale), dalle ore 17:00 alle 20:00;
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Praga: Via Nerudova, 20 (sotto Ambasciata d’Italia), ore 10:30;
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Prato: Luogo da definire, ore 15:30, presidio;
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Ravenna: Piazza del Popolo, ore 15:00, manifestazione con ANPI, ARCI, CGIL Ravenna, Comitato per la Legalità e la Democrazia, Comitati in Difesa della Costituzione della Provincia di Ravenna, Gruppo dello Zuccherificio, Libertà e Giustizia Circolo di Ravenna;
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Reggio Emilia: Palazzo del Governo, corso Garibaldi, orario da definire;
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Roma: Piazza della Repubblica, ore 14:00, manifestazione nazionale fino a Piazza del Popolo;
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Senigallia (AN): Piazza Roma, dalle ore 17:00 alle 19:00, manifestazione con tricolori e Costituzione;
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Siviglia: Università di Siviglia, mattino, dibattito sugli articoli della Costituzione;
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Torino: Piazza Castello, dalle ore 14:00 alle 17.00;
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Torino: Casa Umanista, via Martini 4/b, ore 21:00, Stasera leggiamo… la Costituzione;
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Trapani: Piazzetta Saturno, ore 17:00, lettura degli articoli della Costituzione;
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Trieste: Piazza Unità d’Italia, ore 10:30, manifestazione con Libertà e Giustizia, Libera e Popolo Viola;
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Udine: Luogo e orario da definire per iniziativa di Donne in Udine;
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Udine: il Partito Democratico di Udine a partire dalle ore 16:00 nel centro della città regala ai cittadini 1.000 bandiere e 1.000 copie della Costituzione per imbandierare la città in vista della festa nazionale del 17 marzo;
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Valenza (AL): Piazza Gramsci e Piazzetta Verdi, dalle ore 9:00 alle ore 12:30;
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Valenza (AL): ANPI, Via Pellizzari 2, ore 10:00, inaugurazione della mostra “Resistenza e Costituzione”;
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Verona: Piazza Dante, ore 14:30, WakeVeronaUp e i Popoli Viola.
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A difesa di scuola e Costituzione: vai allo speciale-
Le dichiarazioni di Berlusconi sulla scuola pubblica-
Lettera degli studenti a Berlusconi>
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Ministro
''Da parte di questo Governo non c'e' mai stato un attacco alla scuola pubblica che in ogni caso resta sempre pubblica sia quando e' statale sia quando e' paritaria''. Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini durante il Question Time alla Camera.
Ogni polemica su questo tema, ha aggiunto la Gelmini, ''e' senza senso oltre che pura ideologia''.
''Pensare che ci sia da parte del Governo - ha aggiunto la Gelmini - un attacco alla scuola pubblica e' un pretesto per le opposizioni per scendere in piazza ma non e' un motivo fondato. La scuola non e' ne' di destra ne' di sinistra, e' un'infrastruttura del sapere che va migliorata nella sua qualita'''.
Il Governo, ha rivendicato il ministro, ''ha avviato un progetto ambizioso che rovescia i vecchi paradigmi, siamo tornati a scommettere su studenti e insegnanti e sulle loro competenze, rimettendo al centro il ruolo del capitale umano''.
La Gelmini ha poi chiesto un ''confronto serio e costruttivo'', senza ''polemiche sterili'', sottolineando che ''non ha senso dividere la scuola tra diverse tifoserie. La scuola e' sempre pubblica in ogni caso''.
''Cio' che va garantito - ha concluso la Gelmini - ed era il senso delle parole del presidente Berlusconi, e' la liberta' di scelta dei genitori''.
R: Ministro
1) E’ falso che il DDL sia una riforma.
Il DDL è essenzialmente vuoto, consiste di 500 norme, che richiederanno 100 regolamenti attuativi, 35 dei quali emanati solo dal Governo. Di fatto, saranno questi decreti a stabilire come sarà l’Università italiana, non il DDL. Pur essendo alcuni dei principi indicati condivisibili (semplificazione, razionalizzazione, attribuzione ad un’unica struttura “delle funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica e delle attività didattiche”), essi rimangono indefiniti in assenza dei decreti attuativi.
2) E’ falso che il DDL riduca i cosiddetti corsi di laurea inutili e gli Atenei improduttivi.
Il DDL non tratta per nulla l’argomento. In ogni caso, la decisione sull’attivazione di corsi di laurea è presa ogni anno dal Ministero stesso, in base ai criteri stabiliti dalle leggi precedenti (Articolo 2, comma 5 p. 7).
3) E’ falso che il DDL favorisca la possibilità di studiare agli studenti meritevoli (Articolo 4, comma 1b, p. 18). Infatti, non indica né l’ammontare delle borse di studio, né l’ammontare complessivo dei fondi per le borse, né le procedure per l’attribuzione delle borse (si fa riferimento a prove nazionali standard, ma queste non sono specificate, così come non si specifica chi le dovrebbe creare e somministrare). Inoltre, le borse sono indipendenti dal reddito familiare; di fatto, questo comporta una riduzione delle probabilità di ottenere una borsa di studio per gli studenti a reddito familiare basso se non vi sarà un aumento nell’ammontare complessivo dei fondi.
4) E’ falso che il DDL introduca la meritocrazia nelle procedure di reclutamento dei docenti universitari.
Infatti:
a. l’abilitazione scientifica nazionale non prevede un numero massimo di abilitati, non ha conseguenze immediate (l’assunzione in ruolo), dipende dalla valutazione di pubblicazioni e curriculum dei candidati sulla base di criteri minimi stabiliti dal Ministro sentita l’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca). In pratica chiunque abbia un minimo di pubblicazioni avrà l’abilitazione (articolo 16, comma 4, p.48).
b. Le vere assunzioni poi saranno decise dai singoli Dipartimenti in base al voto della maggioranza dei professori (articolo 18, comma 1, p. 50). Un Dipartimento è libero di assumere chiunque tra i candidati in possesso dell’abilitazione. Non c’è alcun vantaggio ad assumere i più meritevoli, né alcuno svantaggio ad assumere i meno meritevoli, perché l’attribuzione del 10% del fondo di finanziamento ordinario (FFO) avviene in base alla valutazione (da parte dell’ANVUR) degli Atenei, non dei Dipartimenti (articolo 5 comma 5 p. 27). In un Ateneo con molti Dipartimenti l’assunzione di un candidato poco meritevole non comporta un danno rilevante e l’assunzione di un candidato meritevole non comporta particolari vantaggi.
c. Il DDL introduce che i ricercatori a tempo determinato rimangono tali per massimo sei anni (Articolo 24, comma 3, p. 66). Poiché non c’è corrispondenza tra i posti da professore associato e i ricercatori, un certo numero di questi, pur scientificamente meritevoli, non potranno essere assunti a tempo indeterminato (il contrario del tenure statunitense). Una conseguenza sarà che i ricercatori dovranno sottrarre tempo alla ricerca per svolgere attività professionali che consentiranno loro di vivere se non otterranno una posizione permanente nell’Università e a svolgere comunque la loro attività di ricerca alle “dipendenze” di uno o più professori, poiché da loro dipenderà la loro eventuale assunzione. In pratica, fino a 36 o 37 anni un ricercatore non potrà, di fatto, avere una propria attività di ricerca autonoma.
d. Il ruolo degli attuali ricercatori a tempo indeterminato è a esaurimento (Articolo 6, comma 4, p.31). Dovranno competere con i ricercatori a tempo determinato per il ruolo da professore associato ma in posizione di obiettivo svantaggio, perché già assunti. La loro carriera sarà di fatto bloccata, indipendentemente dai loro meriti scientifici.
e. Il DDL abolisce sia il periodo conferma di tre anni per gli associati che lo straordinariato. Quindi, a differenza di quanto avviene oggi, una volta assunti in ruolo i professori non sono più sottoposti a una verifica della loro attività scientifica che consenta il loro licenziamento se improduttivi. L’unico danno per i docenti improduttivi è la mancata attribuzione dello scatto triennale.
f. Il DDL stabilisce che un Dipartimento non possa assumere un docente che abbia un legame di parentela con un membro del Dipartimento stesso (Articolo 18, comma b, p. 50). La norma è facilmente aggirabile: basta che ad assumere sia un altro Dipartimento. Inoltre il problema dell’Università Italiana non è l’assunzione dei parenti, ma quella dei non meritevoli. Quindi, questa norma, non solo non propone criteri meritocratici di assunzione ma impedisce in modo discriminatorio l’assunzione di alcuni, a prescindere dal merito. E’, pertanto, chiaramente contraria alla Costituzione.
g. Il DDL stabilisce che l’ANVUR valuti le “politiche di reclutamento” degli Atenei, ma non chiarisce cosa s’intenda per “politiche di reclutamento” (Articolo 5 comma 7 p. 32).
5) E’ falso che il DDL riduca il potere dei cosiddetti “baroni”.
Infatti, il potere dei “baroni” crescerà molto perché il DDL attribuisce il potere decisionale a meno persone e solo ai professori ordinari:
a. Il DDL aumenta il potere decisionale del Consiglio di Amministrazione (che assume anche funzioni di indirizzo strategico) e diminuisce il numero dei suoi membri (al massimo undici, per le università più grandi). Negli undici sono inclusi i tre membri esterni al corpo accademico e i rappresentanti degli studenti. Quindi, solo circa sei membri del CdA saranno accademici (solo professori ordinari) (Articolo 2, comma i, p.7).
b. Il numero dei professori ordinari diminuirà nettamente nei prossimi anni a causa dei pensionamenti già previsti e della possibilità di impegnare i fondi liberati per l’assunzione di nuovi ordinari solo nella misura del 20% (Articolo 12, comma 1, p.42).
c. Solo i professori ordinari fanno parte degli organi decisionali degli Atenei.
d. Solo i professori ordinari fanno parte della Commissione per l’abilitazione scientifica nazionale (Articolo 16, comma 1, p. 48).
e. Solo i professori ordinari del Dipartimento decidono, a maggioranza, la chiamata di professori ordinari in quel Dipartimento (Articolo 18 comma e, p, 51).
f. Tutte le altre componenti del corpo accademico (ricercatori a tempo determinato e professori associati) dipendono per la loro carriera dalla decisione presa dai professori ordinari.
Per il poco che il DDL norma, quindi, l’Università sarà governata da pochi professori ordinari alla guida di gruppi forti (in termini di alleanze, non necessariamente scientificamente) e composta da una maggioranza di ricercatori e professori associati senza alcun potere decisionale e senza autonomia di ricerca. Le conseguenze di ciò sulla qualità della didattica e della ricerca non potranno che essere negative.
Inoltre con l’articolo 18, comma 3, p. 52 relativo alla “Chiamata dei professori”, il DDL rende possibile che gli oneri derivanti dalla chiamata di professori possano essere a carico anche di soggetti privati, previa stipula di convenzione per almeno 15 anni. Permettere l’uso di contributi privati a condizione di una convenzione solleva delle riserve sui rischi di privatizzazione, almeno parziale, dell’università pubblica.
manifestazione a castelfranco veneto
Potete aggiungere alla lista degli appuntamenti anche Castelfranco Veneto piazza Giorgione ore 16 sit in con letture e realizzazione estemporanea di mnanifesti?
grazie
ciao
barbara (insegnante resistenete)
Domanda
Ma sai se si organizzano anche in altre città tipo Salerno, Latina, Frosinone, Empoli...grazie =D