Scuola: mancano i fondi per le supplenze

Molti dirigenti scolastici di tutta Italia stanno denunciando la mancanza delle risorse necessarie per poter assumere i supplenti e garantire lo svolgimento delle lezioni, perchè i fondi stanziati dal governo sono arrivati soltanto in parte

di Barbara Leone 13 marzo 2009

libri sul bancoIl mese scorso molte scuole avevano denunciato la mancanza di fondi, necessari ad organizzare i corsi di recupero alla fine del primo quadrimestre. Ed ora i presidi tornano a denunciare la mancanza di soldi per supplenze e visite fiscali. Negli ultimi 5 anni, per quanto riguarda le supplenze, i finanziamenti sono diminuiti notevolmente: nel 2004 sono stati stanziati 899 milioni, nel 2008 soltanto 323. Dopo le proteste dei presidi delle scuole della Lombardia e dell'Emilia Romagna, arrivano ora quelle dei dirigenti scolastici di Marche, Sardegna e Sicilia. Secondo i presidi delle scuole di queste regioni, mancherebbero infatti i fondi necessari per far fronte alle spese. E le risorse promesse dal governo sono arrivate soltanto in parte. In questo modo si rischia il "dissesto finanziario" in molti istituti.

La scorsa settimana 70 persone della provincia di Ancona, tra capi d'istituto e direttori dei servizi amministrativi, hanno inviato una lettera al ministro Gelmini per segnalare "la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio". Secondo l'Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas), il Ministero dell'Istruzione deve versare ancora alle scuole italiane 1,6 miliardi di euro. Anche dalla Sardegna arrivano segnalazioni: Armando Pietrella, direttore dell'Ufficio scolastico regionale, ha comunicato al ministro tutte le segnalazioni raccolte "provenienti dalle istituzioni scolastiche che evidenziano la grave situazione per la mancanza di fondi destinati alle supplenze". Nonostante la mancanza di fondi, molte scuole sono costrette lo stesso a nominare i supplenti, per garantire la continuità delle lezioni. E così la situazione economica degli istituti peggiora sempre di più.

Ma ci sono anche istituti che non riescono a fronteggiare le spese e non si possono permettere di chiamare i supplenti. Come sta accadendo in una scuola elementare della provincia di Roma, dove da 15 giorni non si nominano più i supplenti e la scuola è "nel caos più totale: le classi vengono divise e a farne le spese sono i piccoli scolari, traslocati da una classe all'altra come pacchi postali". Inoltre molti istituti devono affrontare anche il problema delle visite fiscali. Secondo il decreto Brunetta, contro i fannulloni, anche per un giorno di assenza per malattia possono essere inviate visite fiscali per controllare l'effettiva malattia. Ma il servizio sanitario nazionale sta inviando il conto delle visite fiscali alle scuole stesse, che si trovano a dover affrontare ulteriori spese. Alcuni presidi della provincia di Bergamo hanno denunciato questa situazione per chiedere aiuti a "gestire la scuola nella legalità". Infatti i dirigenti scolastici si ritrovano a dover scegliere tra "destinare pressoché tutti i fondi disponibili al pagamento delle visite fiscali e paralizzare la vita degli istituti, oppure infrangere la legge e disporre solo in minima parte le visite o non pagare le Asl".

Il ministro Mariastella Gelmini ha dichiarato nei giorni scorsi che "non c'è stata una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute". La finanziaria ha previsto che gli istituti ricevano un "budget fisso in relazione alle unità del personale in servizio incrementato al massimo del 50%". Ma molte scuole hanno ricevuto per il momento soltanto un anticipo dei fondi promessi e così non riescono più a far quadrare i conti.

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