Genesio Petrucci è un insegnante di religione. Fino allo scorso anno lavorava presso il Liceo Scientifico Keplero di Roma. Dallo scorso settembre ha perso il lavoro perché si era dichiarato
favorevole all'installazione di distributori di preservativi nella scuola. Il professore stesso ha raccontato la sua storia al
Gay Center di Roma: "
Da settembre sono disoccupato perché lo scorso anno ho detto pubblicamente che ero d'accordo al progetto di educazione sessuale nella mia scuola che prevedeva l'installazione di distributori di condom. Già in precedenza avevo avuto richiami dal Vicariato perché, da omosessuale, avevo preso parte ad alcune manifestazioni per i diritti dei gay. Il 31 agosto, scaduto il contratto, non mi è stato più rinnovato. Quando ho chiesto spiegazioni al Vicariato mi è stato comunicato a voce che la motivazione ufficiale del mancato incarico era legata all'assenso al progetto di educazione sessuale previsto nella scuola".
Gli studenti del liceo si stanno ora mobilitando per cercare di far riottenere il posto all'insegnante e
la vicenda viene seguita dai legali di Gay Help Line, che provvederanno a presentare un ricorso ufficiale per quello che è considerato un
licenziamento ingiusto, come ha sottolineato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Sul web è nata anche una
fan page di Genesio Petrucci, per offrire solidarietà e sostegno all'insegnante.
I suoi alunni hanno scritto una lettera per il Monsignor Vallino, Vicario di Roma, nella quale si legge: "
Siamo alunni del Liceo Scientifico Statale Giovanni Keplero. Le scriviamo perché all'inizio di quest'anno scolastico 2010/2011 siamo venuti a conoscenza della sospensione dal servizio del Prof. Genesio Petrucci. Non conosciamo i motivi che vi hanno portato a prendere una tale decisione (ve ne saremmo grati se ci spiegaste perché ci avete privato del nostro insegnante), tuttavia per quanto ci riguarda possiamo affermare che il professore non solo è dotato di competenze pedagogico-metodologico-didattiche adeguate all'insegnamento, ma anche di una conoscenza adeguata dei contenuti della rivelazione cristiana e della dottrina della Chiesa. Ci sembra inoltre che il suo metodo di insegnamento sia più che idoneo, e non contravvenga ai principi morali predicati dalla chiesa. Vorremmo inoltre informarla che, venuti a conoscenza della suddetta revoca, abbiamo usufruito dell'IRC per la durata di quest'anno scolastico solo a causa di cavilli inerenti alla burocrazia scolastica, e pertanto abbiamo deciso di non avvalerci con la prossima iscrizione, nonostante l'ottima preparazione dell'insegnante che ci è stata assegnata da quest'anno: è una decisione spiacevole seppur necessaria a render chiara la nostra posizione. Fiduciosi del fatto che ci restituirete il nostro insegnante Le porgiamo i nostri rispettosi saluti".
Daniele Stoppello, responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help, che sta seguendo il caso, ha dichiarato che questo è solo l'
ennesimo caso che vede coinvolte "persone lesbiche, gay e trans", che rischiano il proprio lavoro "in nome del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere". Per questo motivo ha accettato il caso dell'insegnante con l'intenzione di "
tutelare i suoi diritti presso tutte le sedi competenti perché su questa vicenda occorre fare chiarezza e riaffermare la giustizia".
l'anomalia degli insegnanti di religione...
E' anomalo che gli insegnanti di religione vengano scelti dal vescovo (che può cacciarli se, ad esempio, sono divorziati) e vengano invece pagati dallo Stato. Non si capisce perché religione non possa essere insegnata dal famoso Maestro Unico (per dire: hanno costretto insegnanti d'italiano a insegnare inglese, dopo aver fatto brevi corsi, ma religione deve essere per forza insegnata da un docente "specializzato").
Tanto più che nel Sud fare l'insegnante di religione è diventato il modo per "trovare il posto", un po' come quello di fattorino comunale o custode, gente che non lo fa per vocazione ma per raccattare quattro soldi. A quando un'Italia laica e non schiava dei diktat Vaticani?
IRC è cultura, secondo le finalità della scuola
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=6332
Fra le molte possibili, due sottolineature sono particolarmente important i per il nostro discorso. La prima
riguarda lo stretto rapporto esistente fra la cult ura e la dimensione religiosa. La fede in genere, e nel nostro
contesto il cristianesimo in modo del tutto partic olare, è parte integrante dell’identità e delle espressi oni di
un popolo, fonte di principi e di norme etiche, elemento generatore di stili di pensiero e di vit a, è ricerca e
creazione, storia e comunità. La cultura non è mai una realtà religiosamente in differente, impermeabile alle
evoluzioni dello spirito, così come la fede non è mai culturalmente sterile. Ricordava Joseph Ratzinger,
allora ancora cardinale, in un ciclo di conferenze di qualche anno fa: “Per il fatto stesso che dice all’uomo
chi egli sia e come debba attuare il suo essere‐uo mo, la fede crea cultura, è cultura. Quanto dice non è
astratto, è maturato in una lunga storia e all’interno di m olteplici fusioni interculturali in cui ha plasmat o
integralmente la forma della vita, il modo di trattare se stessi e il prossimo, il mondo e Dio” 3 . Eliminare
l’universo religioso dalla sfera della cultura significa amputarla tragicamente, spesso addirittura renderla
cieca. Ricorda il Compendio della Dottrina Sociale che “Quando è negata la dimensione religiosa di una
persona o di un popolo, è mortificata la cultura stessa” (n. 559).
La seconda annotazione, ugualmente essenziale, concerne il legame intrinseco fra cultura e educazione.
Dopo aver visto che la cultura tocca l’uomo nel suo stesso essere, dobbiamo riconoscere che compito
dell’educazione è proprio che l’uomo divenga sempre più “umano”, che possa essere pienamente e veramente uomo. Potremmo citare molti, a supporto di tali affermazioni. Il riferimento più significativo,
nell’economia del nostro incontro, è però probabilmente quanto contenuto in una delle più recenti
indicazioni ministeriali: il Documento di indirizzo del 4 marzo scorso per la sperimentazione
dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, in cui si legge: “la cultura appartiene all’intero
dell’esperienza scolastica e ne costituisce, al pari dell’educazione, un elemento qualificante e
imprescindibile. Non esistono, perciò, insegnamenti che non siano e non debbano essere c ulturali e che,
attraverso la cultura che esprimono, non debbano concorrere a far maturare le potenzia lità educative di
ogni studente. c) Resta confermato il principio che vuole la cultura mezzo e strumento consustanziale
all’educazione”. D’altra parte, già lo Statuto delle studentesse e degli studenti (dpr 24.6.1998, n.249)
riconosceva che la scuola è una “comunità di dialo go, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori
democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni”. Nessuna esclusa. La crescita
integrale della persona e il bene di tutta la soci età sono i fini essenziali della cultura.
R: grazie
Grazie mille del tuo intervento: hai dimostrato che chi la pensa come te è un pecorone che non sa pensare con la propria testa e non fa che ripetere a pappagallo le parole degli altri; è proprio grazie alle persone come te che sempre più gente sta aprendo gli occhi e si sta allontanando dalle vostre falsità, come sicuramente saprai...
GRAZIE!!!!!