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Favorevole al condom: licenziato prof di religione

Genesio Petrucci ha perso il lavoro nel Liceo Keplero di Roma perché si era dichiarato favorevole all'installazione di distributori di condom nella scuola: studenti ed associazioni si mobilitano per lui

di Barbara Leone 2 marzo 2011
Genesio Petrucci è un insegnante di religione. Fino allo scorso anno lavorava presso il Liceo Scientifico Keplero di Roma. Dallo scorso settembre ha perso il lavoro perché si era dichiarato favorevole all'installazione di distributori di preservativi nella scuola. Il professore stesso ha raccontato la sua storia al Gay Center di Roma: "Da settembre sono disoccupato perché lo scorso anno ho detto pubblicamente che ero d'accordo al progetto di educazione sessuale nella mia scuola che prevedeva l'installazione di distributori di condom. Già in precedenza avevo avuto richiami dal Vicariato perché, da omosessuale, avevo preso parte ad alcune manifestazioni per i diritti dei gay. Il 31 agosto, scaduto il contratto, non mi è stato più rinnovato. Quando ho chiesto spiegazioni al Vicariato mi è stato comunicato a voce che la motivazione ufficiale del mancato incarico era legata all'assenso al progetto di educazione sessuale previsto nella scuola".

Gli studenti del liceo si stanno ora mobilitando per cercare di far riottenere il posto all'insegnante e la vicenda viene seguita dai legali di Gay Help Line, che provvederanno a presentare un ricorso ufficiale per quello che è considerato un licenziamento ingiusto, come ha sottolineato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Sul web è nata anche una fan page di Genesio Petrucci, per offrire solidarietà e sostegno all'insegnante.

genesio_petrucciI suoi alunni hanno scritto una lettera per il Monsignor Vallino, Vicario di Roma, nella quale si legge: "Siamo alunni del Liceo Scientifico Statale Giovanni Keplero. Le scriviamo perché all'inizio di quest'anno scolastico 2010/2011 siamo venuti a conoscenza della sospensione dal servizio del Prof. Genesio Petrucci. Non conosciamo i motivi che vi hanno portato a prendere una tale decisione (ve ne saremmo grati se ci spiegaste perché ci avete privato del nostro insegnante), tuttavia per quanto ci riguarda possiamo affermare che il professore non solo è dotato di competenze pedagogico-metodologico-didattiche adeguate all'insegnamento, ma anche di una conoscenza adeguata dei contenuti della rivelazione cristiana e della dottrina della Chiesa. Ci sembra inoltre che il suo metodo di insegnamento sia più che idoneo, e non contravvenga ai principi morali predicati dalla chiesa. Vorremmo inoltre informarla che, venuti a conoscenza della suddetta revoca, abbiamo usufruito dell'IRC per la durata di quest'anno scolastico solo a causa di cavilli inerenti alla burocrazia scolastica, e pertanto abbiamo deciso di non avvalerci con la prossima iscrizione, nonostante l'ottima preparazione dell'insegnante che ci è stata assegnata da quest'anno: è una decisione spiacevole seppur necessaria a render chiara la nostra posizione. Fiduciosi del fatto che ci restituirete il nostro insegnante Le porgiamo i nostri rispettosi saluti".

Daniele Stoppello, responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help, che sta seguendo il caso, ha dichiarato che questo è solo l'ennesimo caso che vede coinvolte "persone lesbiche, gay e trans", che rischiano il proprio lavoro "in nome del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere". Per questo motivo ha accettato il caso dell'insegnante con l'intenzione di "tutelare i suoi diritti presso tutte le sedi competenti perché su questa vicenda occorre fare chiarezza e riaffermare la giustizia".

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Commenti

Alex mercoledì, 2 marzo 2011

l'anomalia degli insegnanti di religione...

E' anomalo che gli insegnanti di religione vengano scelti dal vescovo (che può cacciarli se, ad esempio, sono divorziati) e vengano invece pagati dallo Stato. Non si capisce perché religione non possa essere insegnata dal famoso Maestro Unico (per dire: hanno costretto insegnanti d'italiano a insegnare inglese, dopo aver fatto brevi corsi, ma religione deve essere per forza insegnata da un docente "specializzato").

Tanto più che nel Sud fare l'insegnante di religione è diventato il modo per "trovare il posto", un po' come quello di fattorino comunale o custode, gente che non lo fa per vocazione ma per raccattare quattro soldi. A quando un'Italia laica e non schiava dei diktat Vaticani?

n° 1
antonio lunedì, 7 marzo 2011

IRC è cultura, secondo le finalità della scuola

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=6332

Fra le molte possibili, due sottolineature sono particolarmente important i per il nostro discorso. La prima 
riguarda lo stretto rapporto esistente fra la cult ura e la dimensione religiosa. La fede in genere, e nel nostro 
contesto il cristianesimo in modo del tutto partic olare, è parte integrante dell’identità e delle espressi oni di 
un popolo, fonte di principi e di norme etiche, elemento generatore di stili di pensiero e di vit a, è ricerca e 
creazione, storia e comunità. La cultura non è mai una realtà religiosamente in differente, impermeabile alle 
evoluzioni  dello  spirito,  così  come  la  fede  non  è  mai  culturalmente  sterile.  Ricordava  Joseph  Ratzinger, 
allora ancora cardinale, in un ciclo di conferenze di qualche anno fa:  “Per il fatto stesso che dice all’uomo 
chi egli sia e come debba attuare il suo essere‐uo mo, la fede crea cultura, è cultura. Quanto dice non è 
astratto, è maturato in una lunga storia e all’interno di m olteplici fusioni interculturali in cui ha plasmat o 
integralmente la forma della vita, il modo di trattare se stessi e il prossimo, il mondo e Dio” 3 . Eliminare 
l’universo  religioso  dalla  sfera  della  cultura  significa  amputarla  tragicamente,  spesso  addirittura  renderla 
cieca.  Ricorda  il  Compendio  della  Dottrina  Sociale  che  “Quando  è  negata  la  dimensione  religiosa  di  una 
persona o di un popolo, è mortificata la cultura stessa” (n. 559). 
La  seconda  annotazione,  ugualmente  essenziale,  concerne  il  legame  intrinseco  fra  cultura  e  educazione. 
Dopo  aver  visto  che  la  cultura  tocca  l’uomo  nel  suo  stesso  essere,  dobbiamo  riconoscere  che  compito 
dell’educazione  è  proprio  che  l’uomo  divenga  sempre  più  “umano”,  che  possa  essere  pienamente  e veramente  uomo.  Potremmo  citare  molti,  a  supporto  di  tali  affermazioni.  Il  riferimento  più  significativo, 
nell’economia  del  nostro  incontro,  è  però  probabilmente  quanto  contenuto  in  una  delle  più  recenti 
indicazioni  ministeriali:  il  Documento  di  indirizzo  del  4  marzo  scorso  per  la  sperimentazione 
dell’insegnamento  di  “Cittadinanza  e  Costituzione”,  in  cui  si  legge:  “la  cultura  appartiene  all’intero 
dell’esperienza  scolastica  e  ne  costituisce,  al  pari  dell’educazione,  un  elemento  qualificante  e 
imprescindibile. Non esistono, perciò, insegnamenti che non siano e non debbano essere c ulturali e che, 
attraverso la cultura che esprimono, non debbano concorrere a far maturare le potenzia lità educative di 
ogni  studente.  c)  Resta  confermato  il  principio  che  vuole  la  cultura  mezzo  e  strumento  consustanziale 
all’educazione”.  D’altra  parte,  già  lo  Statuto  delle  studentesse  e  degli  studenti  (dpr  24.6.1998,  n.249) 
riconosceva che la scuola è una “comunità di dialo go, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori 
democratici  e  volta  alla  crescita  della  persona  in  tutte  le  sue  dimensioni”.  Nessuna  esclusa.  La  crescita 
integrale della persona e il bene di tutta la soci età sono i fini essenziali della cultura.

ATTILIO lunedì, 7 marzo 2011

R: grazie

Grazie mille del tuo intervento: hai dimostrato che chi la pensa come te è un pecorone che non sa pensare con la propria testa e non fa che ripetere a pappagallo le parole degli altri; è proprio grazie alle persone come te che sempre più gente sta aprendo gli occhi e si sta allontanando dalle vostre falsità, come sicuramente saprai...
GRAZIE!!!!!

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