La nuova riforma che ha riorganizzato i licei a partire dal prossimo anno scolastico ha creato non pochi problemi agli editori del settore. Ne parla oggi, sul quotidiano
Repubblica, Ulisse Jacomuzzi, presidente degli editori del settore. Gli editori sono stati costretti a rischiare e a lavorare di fantasia nella preprarazione dei libri per l'anno 2010-2011. I programmi dettagliati di studio non sono stati infatti resi noti, anche se le iscrizioni hanno già preso il via da qualche tempo. I programmi dovevano addirittura essere resi noti lo scorso ottobre, ma di proroga in proroga siamo arrivati a metà marzo e il mistero rimane per ora insolubile.
Sempre su
Repubblica, il presidente di DeAgostini Scuola, Michele Lessona, ha raccontato che ieri sono state presentate le "bozze delle indicazioni nazionali per il sistema dei licei". Ora partirà un giro di consultazioni e la redazione definitiva appare ancora lontana. Il problema è che
un libro di testo non può essere scritto da un giorno all'altro: dietro c'è sempre un gran lavoro di studio, di preparazione, senza contare i tempi di stampa. Gli editori si sono basati sulle indiscrezioni, sulle voci, sulle informazioni note a tutti riguardanti la nuova suddivisione delle ore di lezione. Jacomuzzi, sempre su Repubblica: "Se prima nel biennio c'erano tre ore di fisica e da settembre ne restano solo due, è chiaro che i programmi cambiano". Gli esempi dei dubbi che attanagliano gli editori sono tanti; non si sa nemmeno, ad esempio, se il programma di storia del biennio terminerà all'anno Mille o al Quattordicesimo secolo.
Uno sguardo alla situazione olterconfine è sempre utile: in Polonia, dove c'è stata una riorganizzazione simile delle scuole superiori e dei programmi di studio, agli editori è stato dato un preavviso di 18 mesi. Il rischio più che concreto è che un gran numero di libri finirà al macero, se i professori decideranno di non adottarli. Ma non solo. Molti lavoratori del settore rischiano seriamente di perdere il posto.
Fonte:
www.repubblica.it