Scuola: proposta della Lega contro i supplenti del Sud

La Lega ha presentato un emendamento per assegnare punti in più nelle graduatorie ai professori residenti nelle località dove vogliono insegnare per diminuire nelle scuole del Nord il numero di insegnanti del Sud

di Barbara Leone 15 giugno 2011
La Lega Nord ha presentato un emendamento al decreto legge sullo sviluppo per proporre di assegnare 40 punti in più in graduatoria agli insegnanti che risiedono nelle località dove vogliono insegnare. In questo modo si vogliono svantaggiare gli insegnanti del meridione che presentano la domanda per lavorare nelle scuole del Nord Italia ed evitare che i professori del Nord siano superati in graduatoria da quelli del Sud. Polemica da parte dell'opposizione, che accusa la proposta della Lega di "razzismo e incostituzionalità". La deputata della Lega Paola Goisis ha così spiegato alla Repubblica l'obiettivo dell'emendamento presentato: "No all'invasione da parte degli insegnanti meridionali. No allo stravolgimento delle graduatorie. Come Lega dobbiamo tutelare i nostri docenti. Ci sarà un'invasione di persone dal sud perché da noi ci sono più possibilità di inserimento".

insegnante_tristeIl governo non ha dato parere favorevole all'emendamento, rimettendosi alla decisione dell'aula. Secondo Leoluca Orlando, portavoce dell'Italia dei valori, "questo è inqualificabile razzismo. La qualità degli insegnati deve essere valutata in base alla preparazione e dedizione al lavoro, non in base alla loro residenza o regione di appartenenza". Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del Partito democratico, ha invece dichiarato che "il Carroccio segue la logica della doppia verità: con una mano taglia 132.000 posti di lavoro nella scuola e con l'altra oggi fa propaganda con una promessa di un bonus per i precari del nord". E Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd Commissione Cultura, scienza e istruzione, aggiunge: "Senza contare che il premio previsto dal partito di Bossi è in palese contrasto con la recente direttiva dello stesso ministro Gelmini che ha riaperto le graduatorie consentendo il trasferimento di provincia e imponendo almeno 5 anni di permanenza".

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