Ancora incerto il destino della riforma Gelmini, stretta tra la mancanza dei soldi necessari per la realizzarla e le numerose proteste di studenti, insegnati e in qualche caso anche genitori. E proprio sul tema dei finanziamenti la ministra Mariastella
Gelmini continua a chiedere il sostegno economico da parte del suo stesso governo per i cambiamenti che intende introdurre con
le nuove leggi. Ieri, intevenendo alla presentazione di un libro a Montecitorio, la ministra ha commentato che
la mancanza di fondi non deve essere l'alibi per frenare il cambiamento.«Il problema della scuola - ha dichiarato Gelmini- non si può ridurre solo a una questione quantitativa di risorse. La scuola e l'università sono delle priorità, e soprattutto per ciò che riguarda l'università il governo ha l'obbligo di trovare le risorse necessarie. Tuttavia credo che perderemmo l'opportunià di rispondere alla crisi in maniera coraggiosa, cercando di risolvere definitivamente alcuni problemi, se ci limitassimo a invocare solo maggiori risorse». Gelmini ha inoltre invocato il superamento della logica dello scontro e della contrapposizione.
E a parte il problema della copertura finanziaria, la riforma non piace al mondo della scuola, che continua a protestare e scendere in piazza.
Domani è in programma uno sciopero a Palermo organizzato dal coordinamento "Studenti in movimento". 
Al termine del corteo gli studenti palermitani dovrebbero incontrare i rappresentanti politici locali per chiedere
l'istituzione di un tavolo permanente di confronto sui tanti problemi della scuola, a partire dalla questione della fatiscenza degli edifici scolastici. Camillo Terminelli, portavoce del coordinamento, ha sottolineato che il corteo di domani «vuole differenziarsi dalle iniziative dell'Onda che, con l'appoggio di partiti e sindacati, tenta di strumentalizzare politicamente le mobilitazioni studentesche». Tra le
richieste di "Studenti in movimento" ci sono fondi per
ristrutturare e mettere in sicurezza gli edifici scolastici, una maggiore partecipazione studentesca alle decisioni attraverso la
riforma degli organi collegiali,
provvedimenti contro il caro libri e l'
abolizione di iniziative come il
voto in condotta o il
tetto massimo di assenze, considerati provvedimenti il cui scopo è indebolire le proteste degli studenti.