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Superiori

Perchè si protesta: intervista a uno studente

a cura di Barbara

redatto lunedì 27.10.2008

Massimiliano è uno studente di Trieste che sta portando avanti nel liceo che frequenta, insieme ai rappresentanti degli altri istituti della città, la protesta contro la riforma Gelmini: ecco i motivi della loro protesta

maximoMassimiliano è uno studente del Liceo Petrarca di Trieste che sta portando avanti nel liceo che frequenta, insieme ai rappresentanti degli altri istituti della città, la protesta contro la riforma Gelmini. 
Lo abbiamo intervistato per capire cosa spinge uno studente a decidere di far sentire la propria voce per protestare contro il decreto presentato dal Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Cosa ha spinto a decidere di protestare? A Trieste la protesta è arrivata in ritardo rispetto ad altre regioni. Gli studenti hanno deciso di fare qualcosa per esprimere il loro dissenso, dal momento in cui hanno capito di non essere d'accordo con alcuni punti della riforma della scuola e del disegno di legge Aprea. Primo fra tutti, l'abbassamento dell'obbligo scolastico da 16 a 14 anni: uno dei più bassi d'Europa. In molti paesi europei infatti l'obbligo scolastico è fissato a 18 anni. Inoltre gli studenti protestano contro la possibilità che il dirigente scolastico possa decidere se avere o no rappresentanti degli studenti alle assemblee d'istituto. In questo modo i rappresentanti degli studenti potrebbero non avere potere decisionale o non esserci per niente. Il decreto prevede anche la possibile soppressione di scuole con un numero di studenti considerato troppo basso. In questo modo diverse scuole slovene di Trieste potrebbero sparire. 

Come si è svolta e a che punto è arrivata la protesta? I rappresentanti dei vari licei ed istituti di Trieste si sono coordinati, anche per confrontarsi sulle modalità di protesta attuate nelle diverse scuole. Nel liceo frequentato da Massimiliano è stata indetta un'assemblea straordinaria per decidere come portare avanti la protesta, se con l'occupazione o con l'autogestione. All'inizio gli studenti avevano votato per l'occupazione, che poi è fallita in quanto è intervenuta la Digos e se gli studenti non avessero lasciato la scuola avrebbero rischiato di essere schedati e denunciati per l'occupazione, con notevoli ripercussioni. Così gli studenti hanno raggiunto un accordo, scegliendo di fare una settimana di autogestione, che si è conclusa sabato 25 ottobre. Da questa mattina sono ricominciate le lezioni normali.

protesta studentesca a triesteQuanta partecipazione c'è stata alla protesta? Sono state indicate forme alternative ai tagli e alle decisioni prese dal Ministro dell'Istruzione? Gli studenti hanno partecipato numerosi. Il giorno in cui si è svolta l'assemblea per decidere cosa fare nel liceo frequentati da Massimiliano, alle 10:00 di mattina erano presenti 450 studenti, sui 600 iscritti al liceo, ed in 350 hanno votato a favore di un'occupazione. Molti ragazzi erano pronti a fermarsi a scuola anche durante la notte. Durante l'autogestione, la partecipazione degli studenti è stata numerosa. I ragazzi non hanno parlato di eventuali proposte alternative alle proposte della Gelmini, ma si sono soffermati ad analizzare il decreto per discutere dei punti che non approvano.

Qual è stata la reazione degli insegnanti alla loro forma di protesta? Quanto avevano votato l'occupazione, solo 2 o 3 insegnanti li hanno appoggiati. Mentre con l'autogestione gli insegnanti sono stati più comprensivi e più disposti ad aiutarli ad organizzare lezioni o attività alternative alla classica didattica. Inoltre almeno 50 degli 80 professori del liceo di Massimiliano hanno firmato un documento contro il decreto del Ministro. In linea di massima quindi i professori hanno appoggiato la loro protesta, arrivando a realizzare una sorta di "co-gestione" durante la settimana di autogestione.

Cosa succederà se il decreto Gelmini sarà approvato definitivamente? Fino a dive hanno intenzione di spingersi con la protesta? Se il decreto legislativo diventerà legge, gli studenti di Trieste non hanno ancora deciso cosa faranno: se continueranno a portare avanti in qualche modo la loro forma di protesta o si fermeranno. I rappresentanti dei vari istituti sono continuamente in contatto tra loro ed hanno intenzione di organizzare un incontro per discutere di come comportarsi se il decreto sarà approvato.

Voto


Commenti dal 1 al 2
(2)

an martedì, 28 ottobre 2008

Per cosa?

Ho capito bene???State protestando così per la divisa obbligatoria o il voto in condotta?????????????????????ANDATE A LAVORARE

n° 2
na mercoledì, 29 ottobre 2008

Re: Per cosa?

> Ho capito bene???State protestando così per la
> divisa obbligatoria o il voto in
> condotta?????????????????????ANDATE A LAVORARE

CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!

• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.

• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti

• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.

!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!

TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)

PASSATEPAROLA!!!!!

na mercoledì, 29 ottobre 2008

Re: Per cosa?

> Ho capito bene???State protestando così per la
> divisa obbligatoria o il voto in
> condotta?????????????????????ANDATE A LAVORARE

Fai pena. Non hai neanche letto l'articolo. Non è stato neanche menzionato il voto in condotta, né tampoco il grembiule. Sei solo ridicolo. Se fossi uno di quelli che appoggiano la riforma mi vergognerei di te. Perché non fai altro che far fare figure di merda a tutti loro.
Con scarsa stima

Elena Cerkvenic martedì, 28 ottobre 2008

sì, bravissimo Massimiliano!!!

sì, bravissimi ragazzi, le vostre azioni di protesta hanno l'obiettivo essenziale, in un maturo paese democratico, quale è il nostro, ossia l'obiettivo che venga mantenuta e tutelata le scuola pubblica di ogni ordine e grado, la scuola pubblica per tutti, sì per tutti, veramente per tutti i cittadini del nostro Paese, nessuno escluso!!!
e quindi, ragazzi, procedete a far valere il diritto che avete, il diritto di frequentare una scuola pubblica che vi possa offrire validi percorsi formativi e culturali
con stima

n° 1