Massimiliano
è uno studente del Liceo Petrarca di Trieste che sta
portando avanti nel liceo
che frequenta, insieme ai rappresentanti degli altri istituti della
città, la protesta contro la riforma Gelmini.
Lo abbiamo intervistato per capire cosa spinge uno studente a decidere
di far sentire la propria voce per protestare contro il decreto
presentato dal Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Cosa ha spinto a decidere di protestare? A Trieste
la protesta è arrivata in ritardo rispetto ad altre regioni.
Gli studenti hanno deciso di fare qualcosa per esprimere il loro
dissenso, dal momento in cui hanno capito di non essere d'accordo con
alcuni punti della riforma della scuola e del disegno di legge Aprea.
Primo fra tutti, l'abbassamento dell'obbligo scolastico da 16 a 14
anni: uno dei più bassi d'Europa. In molti paesi europei
infatti l'obbligo scolastico è fissato a 18 anni. Inoltre
gli studenti protestano contro la possibilità che il
dirigente scolastico possa decidere se avere o no rappresentanti degli
studenti alle assemblee d'istituto. In questo modo i rappresentanti
degli studenti potrebbero non avere potere decisionale o non esserci
per niente. Il decreto prevede anche la possibile soppressione di
scuole con un numero di studenti considerato troppo basso. In questo
modo diverse scuole slovene di Trieste potrebbero sparire.
Come si è svolta e a che punto è
arrivata la protesta? I rappresentanti dei vari licei ed
istituti di Trieste si sono coordinati, anche per confrontarsi sulle
modalità di protesta attuate nelle diverse scuole. Nel liceo
frequentato da Massimiliano è stata indetta un'assemblea
straordinaria per decidere come portare avanti la protesta, se con
l'occupazione o con l'autogestione. All'inizio gli studenti avevano
votato per l'occupazione, che poi è fallita in quanto
è intervenuta la Digos e se gli studenti non avessero
lasciato la scuola avrebbero rischiato di essere schedati e denunciati
per l'occupazione, con notevoli ripercussioni. Così gli
studenti hanno raggiunto un accordo, scegliendo di fare una settimana
di autogestione, che si è conclusa sabato 25 ottobre. Da
questa mattina sono ricominciate le lezioni normali.
Quanta
partecipazione c'è stata alla protesta? Sono state indicate
forme alternative ai tagli e alle decisioni prese dal Ministro
dell'Istruzione? Gli studenti hanno partecipato numerosi. Il
giorno in cui si è svolta l'assemblea per decidere cosa fare
nel liceo frequentati da Massimiliano, alle 10:00 di mattina erano
presenti 450 studenti, sui 600 iscritti al liceo, ed in 350 hanno
votato a favore di un'occupazione. Molti ragazzi erano pronti a
fermarsi a scuola anche durante la notte. Durante l'autogestione, la
partecipazione degli studenti è stata numerosa. I ragazzi
non hanno parlato di eventuali proposte alternative alle proposte
della Gelmini, ma si sono soffermati ad analizzare il decreto
per discutere dei punti che non approvano.
Qual è stata la reazione degli insegnanti alla loro
forma di protesta? Quanto avevano votato l'occupazione, solo
2 o 3 insegnanti li hanno appoggiati. Mentre con l'autogestione gli
insegnanti sono stati più comprensivi e più
disposti ad aiutarli ad organizzare lezioni o attività
alternative alla classica didattica. Inoltre almeno 50 degli
80 professori del liceo di Massimiliano hanno firmato un documento
contro il decreto del Ministro. In linea di massima quindi i professori
hanno appoggiato la loro protesta, arrivando a realizzare una sorta di
"co-gestione" durante la settimana di autogestione.
Cosa succederà se il decreto Gelmini
sarà approvato definitivamente? Fino a dive hanno intenzione
di spingersi con la protesta? Se il decreto legislativo
diventerà legge, gli studenti di Trieste non hanno ancora
deciso cosa faranno: se continueranno a portare avanti in qualche modo
la loro forma di protesta o si fermeranno. I rappresentanti dei vari
istituti sono continuamente in contatto tra loro ed hanno intenzione di
organizzare un incontro per discutere di come comportarsi se il decreto
sarà approvato.
> Ho capito bene???State protestando così per la
> divisa obbligatoria o il voto in
> condotta?????????????????????ANDATE A LAVORARE
CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!
> Ho capito bene???State protestando così per la
> divisa obbligatoria o il voto in
> condotta?????????????????????ANDATE A LAVORARE
Fai pena. Non hai neanche letto l'articolo. Non è stato neanche menzionato il voto in condotta, né tampoco il grembiule. Sei solo ridicolo. Se fossi uno di quelli che appoggiano la riforma mi vergognerei di te. Perché non fai altro che far fare figure di merda a tutti loro.
Con scarsa stima
sì, bravissimi ragazzi, le vostre azioni di protesta hanno l'obiettivo essenziale, in un maturo paese democratico, quale è il nostro, ossia l'obiettivo che venga mantenuta e tutelata le scuola pubblica di ogni ordine e grado, la scuola pubblica per tutti, sì per tutti, veramente per tutti i cittadini del nostro Paese, nessuno escluso!!!
e quindi, ragazzi, procedete a far valere il diritto che avete, il diritto di frequentare una scuola pubblica che vi possa offrire validi percorsi formativi e culturali
con stima
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