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Insegnanti di sostegno, che differenze tra Nord e Sud! Ecco come qualcuno "approfitta" della disabilità

E' un tema serio, delicato e complesso, che merita di essere analizzato con il massimo della precisione, senza fare facili demagogismi. L'Italia investe più di 3 miliardi di euro all'anno per gli insegnanti di sostegno. Con squilibri "sospetti" tra le varie regioni. Al Sud vive circa il 27% degli italiani e risultano (sulla carta) il 40% degli alunni bisognosi di un appoggio. E così a volte il posto d'insegnante diventa una scorciatoia per la conquista del posto a tempo indeterminato

di andrea maggiolo 31 agosto 2010
Negli ultimi quindici anni gli insegnanti di sostegno per i ragazzi in difficoltà sono triplicati. E la crescita dei portatori di handicap è di ben dieci volte superiore a quella degli studenti. Lo racconta oggi sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella. Manca ancora un tassello per analizzare questi dati: questa "strana" impennata potrebbe essere dovuta al fatto che un aumento degli handicappati si tradurrebbe in un aumento di assunzioni.

La denuncia è clamorosa, ed è stata lanciata dalla rivista Tuttoscuola, diretta da Giovanni Vinciguerra: "Nell'anno scolastico 2009-10 gli alunni disabili inseriti nelle scuole statali di ogni ordine e grado hanno superato le 181 mila unità (il 2,3% della popolazione studentesca), con un incremento di oltre 5 mila rispetto all'anno precedente", si legge su Tuttoscuola, "negli ultimi cinque anni sono aumentati del 12,3%, mentre nello stesso periodo la popolazione scolastica aumentava dell'1,2".

E' un tema serio, delicato e complesso, che merita di essere analizzato con il massimo della precisione, senza fare facili demagogismi. Spesso i ragazzi disabili si trovano costretti ad affrontare il loro percorso nel mondo della scuola senza un adeguato sostegno. Ciò non toglie che, a quanto pare, ci siano dei problemi e degli squilibri.

Facciamo un passo indietro. La Legge 104 tutela i dipendenti che hanno invalidità superiori a un certo limite o devono farsi carico di un parente disabile. Secondo la legge chi è invalido ha la precedenza in graduatoria per avere un posto più vicino a casa. La norma è ovviamente giusta. ma in Italia il "sistema" sta dilagando. Non mancano i "furbi" che ne hanno approfittato. Un esempio? "Il 100% dei posti nelle scuole materne è stato assegnato negli ultimi tempi grazie alla legge 104" si legge su Tuttoscuola.
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Nel 1995-96 gli alunni con disabilità in Italia erano 108 mila. In 15 anni c'è stato un aumento del 70%. E di conseguenza i docenti di sostegno da 35.000 sono diventati 90.000. La legge in Italia tutela i disabili molto meglio che in altri paesi, si potrebbe anzi dire che è uno dei fuiori all'occhiello della nostra istruzione. Ma c'è qualcosa che non va, lo dicono i numeri.

L'Italia investe più di 3 miliardi di euro all'anno per gli insegnanti di sostegno. Con squilibri "sospetti" tra le varie regioni, secondo il rapporto: "Ci sono più studenti disabili al Centro e nel Nord Ovest, ma lo Stato destina gli insegnanti di sostegno (a tempo indeterminato o precari) soprattutto al Sud e nelle Isole. E tra questi offre posti stabili (immissioni in ruolo a tempo indeterminato) molto di più proprio al Sud e nelle Isole che nel resto del Paese: il 52% dei posti fissi sono assegnati infatti nel Meridione".

Stella sul Corriere sottilinea che al Sud vive circa il 27% degli italiani e risultano (sulla carta) il 40% degli alunni bisognosi di un appoggio. La legge impone che ogni 100 insegnanti di sostegno 70 devono essere stabili. Ma le percentuali sono molto diverse da regione a regione: l'89% in Campania e in Sardegna, il 56% in Lombardia e in Veneto. Il 91% in Basilicata, il 55% in Emilia Romagna. A cosa sono dovute queste differenze? Probabilmente in buona misura ai diversi criteri utilizzati dalle Asl per la valutazione delle disabilità.

Il posto d'insegnante di sostegno è in realtà una scorciatoia (non per tutti, sia chiaro), ancora di più in tempi di crisi e tagli, per la conquista del posto a tempo indeterminato. Tanto più che dopo 5 anni di sostegno si può passare a una cattedra ordinaria. Dei 10 mila posti di docente per le nuove immissioni in ruolo 2010-11, più della metà (5.022) sono per posti di sostegno.

L'articolo del Corriere chiude con una nota polemica. Se pensate che il percorso per diventare insegnanti di sostegno sia complicato, vi sbagliate di grosso. "Basta frequentare un semestre aggiuntivo all'università, per 400 ore totali. E non sempre la preparazione è all'altezza: per gli alunni con disabilità visiva, ad esempio, non è raro imbattersi in docenti di sostegno che non conoscono l'uso del Braille, la scrittura per ciechi".

Fonti: Corriere della Sera e Tuttoscuola

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