Dopo il violento terremoto che ha colpito l'Abruzzo, si torna a parlare dell'edilizia scolastica. Nella provincia dell'Aquila sono numerosi gli edifici scolastici danneggiati ed inagibili e gli studenti riprenderanno le lezioni nelle tendopoli. Allo stesso tempo partiranno i controlli nelle scuole di tutta la zona per stabilire i danni e per avviare la ricostruzione. Ma nelle altre province dell'Abruzzo, la paura è tanta. Ed i genitori chiedono controlli approfonditi anche in quelle scuole che apparentemente non sono state danneggiate, prima di rimandare i figli a scuola. Il piano "Scuole sicure" del governo è quindi sempre di più attuale.
Lo scorso 28 gennaio il Governo aveva infatti firmato l'intesa con Comuni, Province e Regioni, presentata dai ministri delle Regioni Raffaele Fitto e dell’Istruzione Mariastella Gelmini, in base alla quale si era stabilito che entro 6 mesi il Governo avrebbe conosciuto lo stato in cui versano gli edifici scolastici d'Italia. In base all'intesa raggiunta entro 10 giorni dalla sua pubblicazione in ogni regione si dovevano costituire gruppi di lavoro composti da rappresentanti dei provveditorati per le opere pubbliche, dall’ufficio scolastico regionale, dai dirigenti scolastici interessati, dall’Anci, dall’Uncem, dall’Upi.
I gruppi a loro volta avevano il compito di nominare delle squadre tecniche con il compito di compilare la scheda di rilevazione dati di tutte le scuole, attraverso un sopralluogo. Le squadre tecniche poi avrebbero dovuto informare l’istituzione locale competente su eventuali criticità ed interventi da eseguire ed inviare al Ministero, attraverso le regioni, la descrizione dei dati non strutturali. E tutto questo sarebbe dovuto avvenire in tempi molto stretti: 6 mesi. Le risorse utili a finanziare questa operazione non erano ancora quantificabili, dal momento che dipendevano dal quadro che sarebbe emerso. Ora, vista l'emergenza in Abruzzo, gran parte delle risorse saranno utilizzate per ricostruire o sistemare gli edifici scolastici dell'Aquila e provincia.
L'iniziativa "Scuole sicure" era arrivata dopo un avvio dell'anno scolastico all'insegna dell'emergenza. La tragedia che ha colpito Vito Scafidi è stata la punta di un iceberg che in realtà coinvolge molte più scuole; le denunce di crolli con finali meno drammatici sono arrivati più volte da più parti d'Italia e la redazione di Studenti ha contribuito a raccogliere foto e testimonianze dalle scuole.
Crolli più o meno pericolosi sono avvenuti ed avvengono all'interno di molte scuole italiane come raccontano le mail suffragate da foto e filmati arrivate in redazione, che non descrivono solo vecchie strutture carenti di manutenzione, ma anche edifici nuovi o ristrutturati di recente per i quali sono stati spesi ingenti somme di denaro. Lo scorso inverno gli studenti del Liceo Seneca di Roma ci hanno inviato la loro testimonianza per renderci partecipi dei problemi del loro istituto: pannelli che si staccano dal soffitto di alcune classi e termosifoni rotti. Ma le segnalazioni continuano da tutta Italia.
“Lo scorso 25 ottobre 2008... si è staccato un neon che poteva ammazzare qualcuno..." ha raccontato uno studente di Fermo. “Venerdì 5 dicembre 2008 è crollato un muro del bagno della palestra. (...)Tengo a sottolineare che sono quasi 3 anni che stanno facendo lavori di ristrutturazione come ascensore, cancello elettrico e telecamere in giro per la scuola quando i problemi sono ben altri” ha scritto una ragazza di Latina. "Nella mia scuola il punto di raccolta in caso di pericolo è stato sostituito da un orto recintato” denuncia uno studente di Pomigliano d'Arco. “Nella mia classe durante l'intervallo è caduto il cassonetto di una tapparella e per poco non colpiva un mio amico” è invece la testimonianza di uno studente di Milano.
Secondo i tecnici della protezione civile un istituto su due è a rischio: 22.800 su 42.000 non sono a norma. Nel Lazio, in base all'indagine "Ecosistema scuola" di Legambiente, negli ultimi 5 anni sono stati fatti interventi solo sul 13,28% delle scuole, percentuale che scende al 9,7% a Roma. Gli studenti vogliono che si torni a parlare di edilizia scolastica perchè non sono solo i crolli a fare vittime ma anche l'indifferenza di chi, troppo spesso, ha sottovalutato le loro segnalazioni.
Inviaci foto, filmati e testimonianze.
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Le vostre segnalazioni
> Al Liceo Tarantino di Gravina in Puglia (Ba) ci sono crepe ed infiltrazioni di acqua
> Al Liceo Seneca di Roma pannelli rotti e termosifoni non funzionanti.
> Al Liceo Cassini di Sanremo la struttura è instabile ma si continua a far lezione
> Al Vittoria Colonna di Roma i muri trasudano acqua
> L' Enrico Fermi di Napoli si allaga, nonostante la recente ristrutturazione
> Al Solari di Genova lo scioglimento della neve provoca infiltrazioni d'acqua dal tetto
> I.T.I.S. E. Bersanti - Pomigliano d'Arco (NA): il punto di raccolta degli studenti è stato recintato ed è diventato un orto abusivo
> Liceo Vico, Nocera Inferiore (SA): macerie nel cortile, porte che cadono, vetri rotti...
> I.T.G. Vanvitelli, Roccapiemonte (SA): acqua dal soffitto e palestre inagibili
> Liceo Rummo: acqua dal soffitto e pannelli rotti, nonostante 500 mila € stanziati
> Liceo Socrate di Bari: crolla un pezzo di tetto. E la ristrutturazione di agosto a cosa è servita?
> Liceo Palumbo di Brindisi: ruggine, umidità e fogli al posto dei vetri
> I.T.I.S. Omar - Novara: il controsoffitto del bagno è crollato
> I.T.I.S. di Spilimbergo (PD): consegnata nel 2005 cade già a pezzi
> Ciro Pollini di Mortara (PV): una struttura del 1.500 e pochi restauri
> Istituto Falck (Cinisello Balsamo): soffitti e controsoffitti distrutti
> Istituto Lagrange (Milano): il video del buco
> I.T.I.S. Foscari di Mestre: crepe e cedimenti dei soffitti
> ISIS Einaudi Dalmine (Bergamo), porte di sicurezza che si aprono sul vuoto
> I.T.I.S. Cannizzaro di Colleferro (RM): porte di emergenza chiuse con catene e lucchetti
> Scuola Media Statale Giovanni Verga - Roma: nel 2002 ci fu un crollo molto simile a quello di Rivoli
> Liceo Volta di Caltanissetta: scale antincendio divelte e porte di emergenza sul vuoto
> Liceo Sciascia (S.Agata Militello): umidità, muffa e cedimenti
> Istituto Magistrale Statale "M. Di Castelvì" - chiuso dopo diversi crolli
> ITCG Luigi Oggiano - Siniscola: Acqua che entra e rovina anche i computer, portone e finestre rotte, scala antincendio non accessibile
> Al Buonarroti di Pisa buchi nei muri, piccioni e lampada pericolante
> I.P.S.I.A. A.Pacinotti (succursale) - Pistoia: foto e filmati da un istituto "allagato" dichiarato, comunque, agibile
> Al Socio-psico-pedagogico di Fermo il 25 ottobre 2008 è crollato un neon

- 22 Novembre 2008: muore Vito Scafidi sotto il crollo del tetto della sua classe

- Un avvocato agli studenti: "Se le scuole non sono sicure smettete di andarci ed appellatevi agli art. 2045 del Codice Civile e 54 del Codice Penale"
la mia scuola
ciao, io faccio il liceo classico a Ravenna. li, come in altre scuole italiane le condizioni non sono delle migliore; finestre rotte che rimangono aperte anche d'inverno, termosifoni che puntualmente si rompono quando fa un freddo cane (con il presite che annuncia all'altoparlante che gli studenti maggiorenni possono andare a casa), polvere dovunque, sapone assente, cartigenica limitata, delle salviette poi non ne parliamo, un TOPO MORTO in putrefazione ritrovato proprio davanti alla porta della mia classe..ma questa poi è la meno.. ieri addirittura, mentre fuori si scatenava il temporale, al secondo piano un bagno si allagava, non perchè avessero lasciato una finestra aperta, bensi a causa di copiose perdite d'acqua dal soffitto, roba da non credere.. naturalmente noi studenti ci siamo rivolti alle bidelle che hanno cercato di tranquillizzarci con frasi del tipo 'ma non c'è problema!! abbiamo messo degli stracci!!!' ah beh allora a posto! qua c'è il rischio che venga giu il soffitto ma dai..almeno hanno messo gli stracci!
lettera-aperta-al-presidente-del-consiglio
Comune di Cassinetta di Lugagnano
Provincia di Milano
Ufficio del Sindaco
Cassinetta di Lugagnano, 9 aprile 2009
Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 ROMA
Oggetto: Terremoto Abruzzo. Lettera Aperta. Richiesta formale.
Ill.mo Presidente,
il drammatico terremoto che ha devastato la città de L’Aquila e i suoi dintorni obbliga tutti i rappresentanti delle istituzioni e coloro che, a vario titolo, ricoprono ruoli di responsabilità di governo ad esercitare con il massimo impegno e con il più alto senso dello Stato le proprie funzioni pubbliche.
In queste ore l’Italia è una grande famiglia colpita da un grave lutto collettivo e da un’immane disgrazia. Una disgrazia aggravata dal fatto che l’Italia, nonostante sia un paese altamente esposto al rischio sismico e al dissesto idrogeologico, vede le proprie istituzioni intervenire solo ad evento catastrofico avvenuto.
In queste ore migliaia di cittadini vivono in condizioni precarie. Piangono parenti e amici morti sotto le macerie. In questi momenti, tutti gli italiani sono commossi per i bambini e per gli studenti deceduti in seguito a crolli che potevano essere evitati. Sentono rabbia per le responsabilità che stanno emergendo. Anche e soprattutto per quelle da imputare alle istituzioni.
In questi giorni emerge con evidente chiarezza quanto si renda urgente e necessaria una riconsiderazione degli investimenti programmati e da realizzare nel nostro paese, mettendo nel giusto ordine di priorità gli interventi da eseguire.
Ill.mo Presidente, con questa lettera aperta mi rivolgo pubblicamente a Lei ed al Governo della Repubblica da Lei presieduto per chiedere formalmente quanto segue:
1. aumentare gli stanziamenti dei fondi destinati ad affrontare il rischio sismico ed il grave dissesto idrogeologico del territorio italiano;
2. aumentare gli stanziamenti dei fondi destinati alla messa in sicurezza di tutti gli immobili destinati ad uso pubblico, in particolare sanitario, assistenziale e scolastico.
A tal fine, propongo e richiedo di:
1. stornare il Miliardo e 300 milioni di Euro destinati dal CIPE alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina;
2. rinunciare ad Expo 2015 e quindi alle infrastrutture connesse all’evento;
3. rinunciare al completamento delle Linee Ferroviarie ad Alta Velocità;
4. rinunciare ai programmi di ripresa della produzione di energia nucleare;
5. tagliare del 50% le spese militari;
6. riverificare le priorità delle grandi opere previste dalla Legge Obiettivo e rinunciare a quelle che non sono direttamente o indirettamente connesse al ripristino e alla messa in sicurezza di immobili destinati ad uso sanitario, assistenziale o scolastico o a fronteggiare situazioni di rischio sismico e idrogeologico.
Certo che questa mia missiva aperta si accompagnerà a quella di numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, di numerosi altri cittadini e di numerose associazioni e organizzazioni della società civile, La saluto con osservanza.
Dalla residenza municipale,
Il Sindaco
Domenico Finiguerra
_______________________________________
Chiunque condivida, anche parzialmete questa mia lettera, può copiarla (http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2009/04/09/lettera-aperta-al-presidente-del-co nsiglio/), adattarne il testo ed inviare al Presidente del Consiglio
Scuole In Sicurezza
Raccolta firme per
1) sensibilizzare le istituzioni nel perseguire, con tutti mezzi ordinari e straordinari, la sicurezza nelle scuole pubbliche italiane
2) avviare e completare in tempi rapidi i lavori ancora necessari per la sicurezza del Liceo Darwin, con la creazione dell'area sportiva dedicata a VITO SCAFIDI
Re: Scuole In Sicurezza
> Raccolta firme per
> 1) sensibilizzare le istituzioni nel perseguire,
> con tutti mezzi ordinari e straordinari, la
> sicurezza nelle scuole pubbliche italiane
> 2) avviare e completare in tempi rapidi i lavori
> ancora necessari per la sicurezza del Liceo Darwin,
> con la creazione dell'area sportiva dedicata a VITO
> SCAFIDI
scuola
ragazzi vi riporto la mia testimonianza. frequento il liceo scientifico di castelbuono (PA), la mia scuola non è molto vecchia e non mi posso lamentare ne di muffa sui muri, ne di porte di sicurezza bloccate, ne di soffitti che crollano...l'unico problema che si presenta ogni qual volta c'è un temporale, sono le infiltrazioni d'acqua dagli infissi in metallo, che non hanno più guarnizioni. Ora vi do dei consigli, perchè se non cominciamo denunciare tutti questi pericoli che incomboni su di noi tutti i giorni, ci saranno molti altri incidenti. Avete mai sentito parlare di norme di sicurezza in luogo pubblico?...le uniche parole disponibili ora sono denunciare, denunciare, denunciare.
Per la legge le porte di sicurezza devono essere sempre apribili in qualsiasi momento..se sono chiuse con i lucchetti..denunciate...prima parlate con il dirigente scolastico e poi ai carabinieri, ai vigili del fuoco.. e vediamo se una bella ispezione a sorpresa non li fa cadere da quella bella sedia in cui stanno. Avete dei soffitti sporchi di muffa e che vi sembrano debbano cadere da un giorno all'altro? chiamate i vigili del fuoco, verranno a visionare il tutto e se si presenterà il caso stamperanno pure una bella multa. parlatene in consiglio di classe, nel comitato studentesco e anche nel consiglio studentesco....ma...parlate...stare in silenzio non serve a nulla!!!
Infiltrazioni
La mia scuola è stata costruita nel 1996 e quando piove ha i corridoi che sembrano dei sottomarini danneggiati con mille secchielli in mezzo per raccogliere le cascate. Nei laboratori di informatica siamo costretti a spegnere delle sezioni di computer dal pannello generale per evitare che vadano in corto circuito con l'acqua e dobbiamo coprire i monitor con il naylon. Però per il resto non mi posso lamentare.
Re: Infiltrazioni
> La mia scuola è stata costruita nel 1996 e quando
> piove ha i corridoi che sembrano dei sottomarini
> danneggiati con mille secchielli in mezzo per
> raccogliere le cascate. Nei laboratori di
> informatica siamo costretti a spegnere delle
> sezioni di computer dal pannello generale per
> evitare che vadano in corto circuito con l'acqua e
> dobbiamo coprire i monitor con il naylon. Però per
> il resto non mi posso lamentare.
"nylon" o "nailon"
Re: Infiltrazioni
>> La mia scuola è stata costruita nel 1996 e quando
>> piove ha i corridoi che sembrano dei sottomarini
>> danneggiati con mille secchielli in mezzo per
>> raccogliere le cascate. Nei laboratori di
>> informatica siamo costretti a spegnere delle
>> sezioni di computer dal pannello generale per
>> evitare che vadano in corto circuito con l'acqua e
>> dobbiamo coprire i monitor con il naylon. Però per
>> il resto non mi posso lamentare.
>
>"nylon" o "nailon"
Avevo scritto nailon, ma visto che non era il termine corretto (perchè è una brutta italianizzazione), l'ho cambiato in naylon dimenticandomi di togliere la "a".
Comunque non mi pare sia il caso di discutere sulle lettere di una parola, il problema di fondo è ben più grave.
Re: Infiltrazioni
>>> La mia scuola è stata costruita nel 1996 e quando
>>> piove ha i corridoi che sembrano dei sottomarini
>>> danneggiati con mille secchielli in mezzo per
>>> raccogliere le cascate. Nei laboratori di
>>> informatica siamo costretti a spegnere delle
>>> sezioni di computer dal pannello generale per
>>> evitare che vadano in corto circuito con l'acqua
>e
>>> dobbiamo coprire i monitor con il naylon. Però
>per
>>> il resto non mi posso lamentare.
>>
>>"nylon" o "nailon"
>
>Avevo scritto nailon, ma visto che non era il
>termine corretto (perchè è una brutta
>italianizzazione), l'ho cambiato in naylon
>dimenticandomi di togliere la "a".
>
>Comunque non mi pare sia il caso di discutere sulle
>lettere di una parola, il problema di fondo è ben
>più grave.
...hai ragione, scusami, non era per discutere...