La scuola deve ancora iniziare in molte città italiane e già arrivano le
prime notizie negative sull'edilizia degli istituti scolastici. A Mestre,
il liceo scientifico Giordano Bruno (il più frequentato della città, con circa 1200 studenti iscritti)
è stato dichiarato inagibile. Due settimane fa erano
crollati i pannelli del soffitto del piano terra, ma la situazione non sembrava grave. A pochi giorni dall'inizio della scuola, sono stati effettuati nuovi sopralluoghi, per sicurezza, e
sono emersi altri cedimenti.
Non ci sono quindi le condizioni per permettere agli studenti di iniziare regolarmente le lezioni nell'istituto, che dovrà essere sottoposto a lavori di manutenzione. Gli studenti, quindi, dovranno essere trasferiti in altre strutture.
Giacomo Gasparotto, assessore all'edilizia scolastica di Ca’ Corner, ha spiegato al Corriere della Sera il motivo della decisione di chiudere il liceo: "
La decisione definitiva deve essere ancora presa ma faremo una verifica di tutti i solai se c'è stato uno spostamento in un solaio può succedere anche agli altri. Dobbiamo prenderci il tempo necessario per i controlli, ed eventualmente stanziare altri fondi. Sulla sicurezza non si discute. La prima parte dell'intervento è già partita ma va ampliato il raggio di campionatura: è una scuola vecchia di 30, 40 anni, non è detto che i problemi siano solo lì".
La sicurezza prima di tutto quindi, per evitare di mettere in pericolo studenti, insegnanti e personale della scuola.
Gasparotto ha anche parlato del trasferimento degli studenti: "
La scuola ha un collegamento diretto con il vicino istituto tecnico Zuccante: le classi in cui si lavorerà verranno eventualmente spostate lì per qualche tempo. In qualche modo si risolverà insomma, ma sulla sicurezza non ci saranno deroghe". Ma per il momento
non ci sono informazioni certe su dove gli studenti dovranno iniziare le lezioni. E l'inizio dell'anno scolastico è stato rinviato di qualche giorno, in attesa di riuscire ad
organizzare lo spostamento degli studenti.
La Rete degli Studenti denuncia la gravità della situazione dell'edilizia scolastica in Italia, di cui questo ultimo crollo è solo uno dei tanti esempi. L'Associazione esprime indignazione per il fatto che "
le scuole italiane sono ancora fatiscenti, tanto che a distanza di pochi mesi continuano a verificarsi casi di crollo". I rappresentati degli studenti si dichiarano "
stanchi delle solite promesse" e chiedono al Governo di
inserire nella manovra economica nuovi investimenti destinati all'edilizia scolastica, prima che si verifichi un incidente come quello che ha portato alla morte di
Vito Scafidi nel 2008 a Rivoli. Secondo l'Associazione, infatti, "
in un Paese civile gli studenti non possono essere costretti a studiare in edifici fatiscenti che continuano a crollarci addosso".
La Rete degli Studenti chiede, quindi, "
investimenti e risposte immediate, a partire dalla pubblicazione dei dati dell'anagrafe per l'edilizia scolastica, documento fondamentale per programmare gli interventi e la manutenzione". L'Associazione inoltre ha deciso di "
promuovere una raccolta di foto (che potranno essere inviate all'indirizzo soccorsostudentesco@gmail.com) per far vedere a tutti i cittadini italiani qual è il vero scandalo dell'Italia e come viene trattato il futuro del nostro Paese". E si prepara a
nuove forme di mobilitazione "
per rivendicare finanziamenti e strutture efficienti a partire dal 12 settembre, con flash mob davanti a tutte le scuole, e il 7 ottobre, giornata di mobilitazione studentesca nazionale".
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