Il mondo occidentale sta perdendo il suo sapere umanistico:
i sistemi di istruzione, in tempi di magra, stringono la cinghia e tagliano le materie letterarie, artistiche e filosofiche. Ma tutto ciò mette
a rischio uno dei maggiori vanti dell'occidente stesso:
la democrazia. E di conseguenza la libertà.
A lanciare l'allarme è
Martha C. Nussbaum, filosofa dell'università di Chicago nel libro intitolato
Non per profitto, in uscita per la casa editrice Il Mulino.
Questa settimana la rivista
Internazionale riprende alcuni passaggi del libro in un articolo intitolato "Sapere è potere". Il pezzo si apre con scenari foschi sui
tempi di crisi che ci tocca vivere. Ma l'autrice non si riferisce alla crisi economica, bensì a quella alla «
crisi mondiale dell'istruzione», cioè «Attirati dal profitto, molti Paesi, e i loro sistemi scolastici, stanno escludendo alcuni saperi indispensabili a mantenere viva la demnocrazia».
Il rischio di investire solo in materie tecniche e scientifiche, secondo l'autrice, è «
produrre generazioni di macchine docili», invece di «cittadini a pieno titolo, in grado di pensare da soli, mettere in discussione le consuetudini, e comprendere le sofferenze e i successi degli altri». Insomma, si rischia di non fomare individui liberi e in grado di produrre pensiero critico e autonomo. Eppure proprio l'attenzione e la comprensione dell'altro è la base del pensiero democratico, osserva Nussbaum, che attribuisce questa tendenza a
un'attenzione esclusiva che le società occidentali stanno riservando ai soli
beni materiali.
E
anche nell'ambito della scienza e della tecnologia si stanno soffocando tutti gli aspetti creativi e inventivi, denuncia Nussbaum, che comunque ribadisce la consapevolezza dell'importanza di materie come l'economia o la scienza, ma
anche questi settori possono essere positivamente permeati dal sapere umanistico. Perché con empatia, pensiero critico e immaginazione si interpreta meglio la complessità della realtà, di fronte a eventi di portata sempre più globale. E in
un'ottica globale dovrebbero essere ristrutturati i corsi e le materie scolastiche, suggerisce Nussbaum. Senza tralasciare la prospettiva storica.

L'autrice ammette che il pensiero critico, cioè la capacità di pensare e argomentare in modo eutonomo, e poi magari scambiare pacificamente con gli altri le proprie osservazioni, non sono capacità che danno risultati «da sfruttare dal punto di vista commerciale», ma
anche «l'istruzione finalizzata alla crescita economica richiede conoscenze di base come scrivere e fare di conto», e solo dopo alcune persone approfondiscono aspetti tecnoci come l'informatica e l'ingegneria. Mentre per capire la
complessità del mondo serve non solo la conoscenza, ma anche l'
empatia, stimolata dalle materie creative e immaginative come la letteratura, la filosofia e le arti. E anche per comprendere discriminazioni e disuguaglianze sociali «non basta essere informati», avverte l'autrice, ma è necessario sapersi mettere nei panni dell'altro, capacità coltivata dalle materie umanistiche.
In definitiva,
l'autrice analizza come il pensiero critico e la creatività siano necessari a trovare risposte e scenari nuovi quando l'economia langue. Perché è in questo modo che
le materie umanistiche sono necessarie alla crescita economica. Dunque le materie tecniche e scientifiche sono imprescindibili, ma anche quelle creative e riflessive sono fondamentali per continuare a vivere nel benessere e in democrazia.
L'impegno nella chimina è necessario, ma forse è importante anche non trascurare il latino e la filosofia.
Servono entrambe
Certamente le materie umanistiche servono, ma in Italia le materie scientifiche( oggi fondamentali) si sinsegnano poco e male anche se sulla qualità dell'insegnamento delle altre materie ci sarebbe comunque molto da ridire.Bisogna imparare dal passato ma guardare anche al futuro!
A che servono?
Non fanno bene, fanno benissimo.
Non occorrono parole, servono fatti, sopratutto in Italia.
R: A che servono?
Classiche risposte da filosofi/sociologhi e laureati in lettere che non trovano lavoro e sono mantenuti da operai e ingegneri. E chi l'ha detto che l'ignoranza è solo per le materie umanistiche? L'ignoranza, soprattutto in Italia è scientifica e viene proprio da tutti i laureati che credono sia più importante citare un filosofo che saper fissare un chiodo ad un muro.
R: R: A che servono?
> Classiche risposte da filosofi/sociologhi e laureati in lettere che non trovano lavoro e sono mantenuti da operai e ingegneri. E chi l'ha detto che l'ignoranza è solo per le materie umanistiche? L'ignoranza, soprattutto in Italia è scientifica e viene proprio da tutti i laureati che credono sia più importante citare un filosofo che saper fissare un chiodo ad un muro.
...classiche parole di classico pozzo d'ignoranza...
(da un laureato in SCIENZE mm ff nn diplomatosi al liceo SCIENTIFICO)
R: A che servono?
Ecco un altro della generazione del grande fratello...a zappare devi andare...
R: R: A che servono?
Infatti, è proprio quello che dicevo.
Se devo zappare, a che mi serve studiare le materie umanistiche???
Ti sei contraddetto da solo...LOL
R: R: R: A che servono?
> Infatti, è proprio quello che dicevo.
>
> Se devo zappare, a che mi serve studiare le materie umanistiche???
>
> Ti sei contraddetto da solo...LOL
Appunto: TU ignorante zappi, NOI colti mangiamo i frutti del tuo lavoro e decidiamo se continuare a farti zappare o mandarti sotto un ponte...
R: R: R: R: A che servono?
Il tuo ragionamento non regge. Ed è proprio per gente così che l'Italia non va avanti.
Esempio: tutti si laureano in Ingegneria Elettrica e iniziano a progettare impianti elettrici. Se, però, non c'è chi li realizza (quello che tu definisci "ignorante") il progetto puoi anche buttarlo...
R: R: R: R: R: A che servono?
> Il tuo ragionamento non regge. Ed è proprio per gente così che l'Italia non va avanti.
>
> Esempio: tutti si laureano in Ingegneria Elettrica e iniziano a progettare impianti elettrici. Se, però, non c'è chi li realizza (quello che tu definisci "ignorante") il progetto puoi anche buttarlo...
Abbiamo bisogno di gente ignorante che zappi la terra per noi, non possiamo mangiare filosofia e bere fisica, l'importante è che quelli che zappano la terra si limitino a fare quello senza tentare improbabili attacchi come il tuo contro la gente colta che gestisce il loro mondo...
R: A che servono?
> Non fanno bene, fanno benissimo.
> Non occorrono parole, servono fatti, sopratutto in Italia.
Cielo!!! ma dove siamo arrivati?! Cicerone e Seneca si saranno rivoltati nella tomba ... in Italia tutto va male perchè lagente non ha più coscienza critica e tu ne sei un esempio lampante
R: A che servono?
> Non fanno bene, fanno benissimo.
>
> Non occorrono parole, servono fatti, sopratutto in Italia.
...classiche parole di classico pozzo d'ignoranza...