
Si è svolto a Firenze il
7° convegno AlmaDiploma, dedicato quest'anno al tema
“Orientare gli orientatori. Valutazione dell'istruzione secondaria superiore e orientamento dei diplomati”. Durante il convegno AlmaLaurea ha presentato il
resoconto annuale sui circa 30.000 studenti che si sono diplomati nel 2009, sulle loro aspettative future e sugli strumenti di orientamento più utili per aiutare a scegliere il percorso da seguire dopo il diploma.
Secondo
Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, "È molto importante in questi tempi di disorientamento generale promuovere la circolazione delle buone pratiche sull’orientamento, che nella scuola non mancano".
Dall'identikit dei diplomati del 2009 risulta che la maggior parte vogliono continuare gli studi: il 64,9% vuole infatti iscriversi all'università. Una percentuale che aumenta con il passare degli anni: nel 2004 erano il 59,3%, nel 2006 il 63.9% e nel 2008 il 64,4%.
Quali sono i
motivi principali che spingono i diplomati del 2009 a decidere di iscriversi all'università? Ecco la risposta: "conseguire la laurea in modo da poter svolgere l'attività professionale preferita, approfondire i propri interessi culturali e avere in futuro un lavoro ben retribuito".
Differenze nelle motivazioni e nelle prospettive future si possono trovare anche a seconda del tipo di diploma ottenuto: gli studenti diplomati ad un liceo puntano ad ottenere una professione soddisfacente; gli studenti degli istituti tecnici ad una maggiore retribuzione e quelli delle scuole professionali sull'utilità della formazione e l'approfondimento degli interessi culturali.
Sono soprattutto i liceali che pensano all'università: il 93% degli studenti che hanno frequentato un liceo sono intenzionati a continuare gli studi. Negli istituti tecnici la percentuale si ferma al 52% e negli istituti professionali al 31%. Secondo gli autori dello studio "
per gli indirizzi tecnici e in particolar modo per i professionali, l'accesso all'università non è generalizzato e la probabilità di iscriversi dipende da più fattori: il genere, il contesto socioeconomico familiare, il voto di diploma e la regolarità nel percorso scolastico". Per quanto riguarda invece le scelte dei diplomati maschi, tra le
facoltà preferite c'è senza dubbio Ingegneria, seguita dai corsi di Economia e Statistica e poi da quelli in Medicina ed Odontoiatria. Invece tra le studentesse, la preferenza va alle professioni sanitarie, a Medicina e a Giurisprudenza.
Ed in molti casi
le scelte effettuate alla fine della scuola media, incidono sulle scelte alla fine della scuola superiore, come spiega Cammelli: "Con poche eccezioni scegliendo un percorso di studio liceale si è presa a 14 anni una decisione che di fatto porta all'università. L'indirizzo di studio nella scuola superiore e il genere influenzano in modo rilevante anche la scelta del corso universitario". Inoltre è molto
importante anche la formazione scolastica dei genitori: il 40% dei diplomati ha almeno un genitore laureato e all'esame di terza media ha ottenuto ottimo come votazione finale. Percentuale che si ferma al 28% per gli studenti con genitori diplomati e al 14% per quelli con genitori con un'istruzione inferiore. Infine, sulla scuola appena terminata, la maggior parte degli studenti dà un parere positivo, ma
il 45% pensa che se tornasse indietro sceglierebbe un altro tipo di scuola.
Al convegno è stato poi presentato il
sistema integrato di orientamento ideato da AlmaLaurea e AlmaDiploma, che è composto da due strumenti: da una parte, il
profilo di AlmaDiploma che restituisce in tempo reale, a tre mesi dall’esame di Stato, le performance e le valutazioni del percorso appena concluso dai neodiplomati; dall’altra parte, il
percorso di orientamento online AlmaOrièntati, che consente di capire i punti di forza e di debolezza dei giovani e le loro conoscenze rispetto all’università e al mercato del lavoro.
Il Convegno di quest'anno ha infatti puntato l'interesse sulla
formazione delle persone che si occupano dell'orientamento degli studenti, "offrendo agli orientatori un set di strumenti che permettono di realizzare un orientamento non generico, ma mirato alle caratteristiche della popolazione studentesca".
ma dove?
Francamente non vedo molti studenti diplomati propensi a iscriversi all'università! Sarà una mi aimpressione ma molti mi rispondono "non so"!