"In un clima caratterizzato dall'odio e dale discriminazioni, in cui sono frequenti violenze xenofobe, fasciste e sessiste, il governo prosegue il suo attacco alla cultura continuando a tagliare fondi alla scuola pubblica, generando sempre più precarietà - sottolineano - Intanto continua il percorso burocratico del Ddl Aprea che sancirà l'ingresso di privati nella gestione della scuola pubblica. Le strade, le piazze e le scuole, vengono gestite in modo sempre più autoritario e vengono pian piano smantellati i luoghi di resistenza, a partire dallo sgombero dei centri sociali e delle case occupate, fino ad arrivare all'eliminazione delle aule autogestite all'interno delle scuole".
"Contemporaneamente il dibattito politico del nostro paese si è ridotto fondamentalmente a gossip, e le uniche leggi che questo governo riesce a partorire sono 'ad personam' - concludono - Contro tutto questo chiediamo: le immediate dimissioni del ministro Gelmini; la reintroduzione dei fondi tagliati all'istruzione; l'assunzione dei precari; l'annullamento del ddl Aprea; una presa di posizione forte del governo contro tutte le discriminazioni; una gestione democratica delle scuole e di tutta la città; l'introduzione di aule autogestite all'interno di ogni istituto, in quanto spazi utili ad un confronto formativo; la fine della politica degli sgomberi degli spazi occupati".
Con questa nota gli studenti del Liceo Virgilio di Roma hanno spiegato i motivi che li hanno spinti ad occupare l'istituto.
aprite gli occhi
occupare è un modo per dire che noi giovani ci siamo, siamo presenti e vogliamo difendere il nostro paese e soprattutto il nostro futuro, dunque la nostra scuola. è nostro diritto combattere per cio in cui crediamo e se crediamo che cio che stanno facendo alla nostra scuola è sbagliato, possiamo occupare manifestare protestare!!! siamo noi i futuri lavoratori, siamo noi la futura italia. SVEGLIA
No alle occupazioni!
Io sn contraria alle occupazioni. Occupare un edificio è reato, in qnt si impedisce il regolare funzionamento di un servizio pubblico, in qst caso di una scuola. Xciò un'occupazione può avere delle gravi ripercussioni sulla didattica, e qst è un problema soprattutto x le quinte k affronteranno l'esame di maturità. In secondo luogo spesso nelle occupazioni intervengono molti studenti "esterni" k danneggiano l'edificio, e qnd ne risente anke l'edilizia!! Insomma, se volete protestare manifestate pacificamente in piazza!!
R: No alle occupazioni!
> Io sn contraria alle occupazioni. Occupare un edificio è reato, in qnt si impedisce il regolare funzionamento di un servizio pubblico, in qst caso di una scuola. Xciò un'occupazione può avere delle gravi ripercussioni sulla didattica, e qst è un problema soprattutto x le quinte k affronteranno l'esame di maturità. In secondo luogo spesso nelle occupazioni intervengono molti studenti "esterni" k danneggiano l'edificio, e qnd ne risente anke l'edilizia!! Insomma, se volete protestare manifestate pacificamente in piazza!!
Quindi se fosse stato per te i partigiani che ci hanno liberato dal fascismo non avrebbero neanche dovuto esistere perché andavano contro il governo di allora? Sei di una tristezza infinita, sara...
ridateci la cultura!
Il Virgilio, la mia scuola, è ancora occupata da un gruppo di finti idealisti che con il populismo hanno preso il controllo della situazione. L'Italia va male, la scuola sempre peggio ma occupando, secondo me, si fa solo il gioco del potere: meno cultura per tutti è sempre stato uno degli obiettivi dei governi degli ultimi anni. Oggi la protesta deve essere riformata. Occupare significa rallentare le lezioni e dimostrare di essere i soliti nullafacenti! Oggi servono nuove proteste...
Ma per favore
La solita accozzaglia di luoghi comuni ideologici
R: Ma per favore
A cui non sei stato in grado di rispondere se non liquidandola con una frase fatta
R: R: Ma per favore
> A cui non sei stato in grado di rispondere se non liquidandola con una frase fatta
Non ho risposto nel dettaglio perché quando sono intervenuto non c'erano altri interventi, eccetto uno slogan insulso in vero stile sessantottino.
Comunque, se ci tieni, ti argomento la mia risposta.
Intanto si fa riferimento ad una serie di aggressioni di stampo neofascista la cui responsabilità viene attribuita al governo e alle sue politiche di "attacco alla cultura" (ovvero?), senza considerare che gesti di tale gravità e violenza si sono sempre verificati, indipendentemente da chi ci fosse al governo.
In secondo luogo, ci si appella ai valori di "libertà" e "democrazia" per poi attaccare il ddl Aprea che, proprio grazie ad un intervento dei privati nella gestione delle scuole e ad una decentralizzazione del sistema scolastico non solo garantirà un migliore impiego dei fondi grazie ad una gestione manageriale, ma anche una maggiore opportunità di scelta educativa da parte delle famiglie, cosa che il modello della scuola unica-statale-obbligatoria ha sempre negato con l'omologazione dei programmi.
Attaccare il ddl Aprea significa attaccare una delle poche leggi veramente liberali presentate in questo Paese.
R: R: R: Ma per favore
Non giriamo intorno alle parole il tentativo e quello che piano piano si spinga verso le scuole private se ci ricordiamo ,questo e sempre stato il pallino di nano,e ci riuscira con un popolo sotto valium.Comunque la si pensi quando si toglie una conquista e una sconfitta in questo caso per chi non si potra permettere la scuola privata
R: R: R: R: Ma per favore
> Non giriamo intorno alle parole il tentativo e quello che piano piano si spinga verso le scuole private se ci ricordiamo ,questo e sempre stato il pallino di nano,e ci riuscira con un popolo sotto valium.Comunque la si pensi quando si toglie una conquista e una sconfitta in questo caso per chi non si potra permettere la scuola privata
Io non voglio assolutamente girare intorno alle parole. Si vuole andare verso una maggiore privatizzazione del sistema scolastico? Ma speriamo! Se si guardano tutti i rankings internazionali delle scuole e delle università in tutto il mondo, si vede chiaramente che i paesi ai primi posti sono UK e USA, i cui sistemi scolastici sono imperniati su una radicale decentralizzazione e un'ampia autonomia delle scuole, le quali si dividono tra pubbliche, private o a sistema misto pubblico-privato.
Infine, chi è che vorrebbe eliminare una conquista e, soprattutto, quale conquista? Il fatto di avere una scuola pubblica unica e omologata nei programmi e nei modelli di insegnamento è una conquista?
R: R: R: R: R: Ma per favore
MA CHE RAZZA DI SCUOLA E'? Una scuola che si "governa" tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA!
Sintesi della proposta di legge Aprea: Trasformazione delle scuole in Fondazioni "con la possibilità di avere partner che ne sostengono l´attività" e "che partecipino ai suoi organi di governo" (art.2). Soggetti ed enti privati entrano quindi a pieno titolo nei Consigli di Amministrazione (o Consigli di indirizzo? la sostanza non cambia), organi che sostituiscono gli attuali Consigli d´Istituto (art.5). Una scuola quindi soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la propria presenza nel CdA, come accade in una S.p.a., che sancisce la fine di una gestione democratica. Spariscono i rappresentanti del personale ATA mentre entrano a farne parte "i rappresentanti dell´ente tenuto per legge alla gestione dei Locali" (art.6). Limitazione della libertà di insegnamento e delle funzioni del Collegio docenti perché il piano dell´offerta formativa elaborato dal collegio deve subire l´approvazione dell´onnipotente Consiglio di Amministrazione, mentre oggi il Consiglio d´Istituto semplicemente lo adotta (art.5). Assunzione diretta da parte dei dirigenti scolastici in quanto si propone la trasformazione definitiva dei presidi in manager, con un enorme potere nella gestione delle risorse umane (cioè gli insegnanti). Si prevede la chiamata diretta come in una ditta privata senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di Istituto (art.16). È´ prevista inoltre la figura del vicedirigente, "sovraordinato gerarchicamente ai docenti" (art.18). Soppressione delle RSU d´Istituto che, per i docenti, vengono sostituite da una "rappresentanza regionale sindacale unitaria d´area, composta esclusivamente da rappresentanti sindacali dell´area dei docenti" con prerogative limitate a materie essenziali. Spariscono totalmente le rappresentanze sindacali del personale ATA (art.22). Ritorno al "concorsone" Berlinguer con 4 livelli stipendiali, i precari con contratto di inserimento al lavoro, i "docenti "iniziali", i docenti "ordinari", i docenti "esperti" (art.17). Due insegnanti, a parità di ore lavorate e anzianità di servizio, potranno avere opportunità e stipendi differenziati. Al ruolo di vicedirigente e di collaboratore del dirigente accederanno solo i docenti esperti. I docenti iniziali e ordinari saranno periodicamente sottoposti a valutazione sulla base di un presunto merito attribuito da una apposita commissione presieduta dal dirigente, coadiuvato da docenti esperti, con prevedibili risvolti clientelari. Il ministro dell´istruzione di concerto con il ministro delle finanze "determina annualmente il contingente massimo di personale docente per ciascuno dei livelli di docente ordinario e di docente esperto" (art.17), il contingente verrà quindi ripartito tra le varie scuole.
VISTO che questo governo tramite i suoi ministri Gelmini-Tremonti-Brunetta ha confermato tutti i suoi provvedimenti a danno della scuola pubblica statale: ha mantenuto tutti i tagli, è tornato indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico-pedagogico con il ritorno al maestro unico e l'abolizione delle compresenze e del modulo, ha diminuito il tempo scuola, ha confermato l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula, in contrasto con le norme sulla sicurezza, la prevenzione incendi e gli indici minimi di funzionalità didattica; VISTO che questo governo si appresta a rimettere nelle mani di fondazioni private la scuola pubblica statale, trasformandola in senso aziendalistico con conseguente gerarchizzazione dei docenti; VISTO che la scuola pubblica statale uscirà da questi provvedimenti impoverita e dequalificata a tutto vantaggio dell'istruzione privata; VISTO che il prossimo anno saranno spazzati via circa 57.000 posti di docenti ed ata. Per DIFENDERE una scuola pubblica statale libera, gratuita, pluralista e laica; Per IL DIRITTO ALLO STUDIO per tutti e tutte; Per LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO; Per una SCUOLA DI QUALITA’ grazie a maggiori investimenti e a serie politiche scolastiche; Per SALVARE centinaia di migliaia di POSTI DI LAVORO; Per dire che VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI; Per ribadire che NON SI PUO' MIGLIORARE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE TAGLIANDO MIGLIAIA DI INSEGNANTI ALLE MATERNE, ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI, TAGLIANDO IL SOSTEGNO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’, DIMINUENDO IL TEMPO SCUOLA, AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE, LASCIANDO LE SCUOLE SENZA SOLDI PER LE SUPPLENZE E PER IL NORMALE FUNZIONAMENTO DELLA DIDATTICA; Per gridare che NON ACCETTEREMO IL COMPLETAMENTO DEL DISEGNO DI DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE PORTATO AVANTI COL PDL APREA CHE TRASFORMA LA SCUOLA IN SENSO AZIENDALISTICO-PRIVATISTICO. APPELLO A TUTTE LE RETI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, SINGOLI PRECARI PER CONTINUARE LE MOBILITAZIONI E LE LOTTE FINO AL RITIRO DEI TAGLI, AL RITIRO DEL PDL APREA, ALL'ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI TUTTI I PRECARI SU TUTTI I POSTI VACANTI E DISPONIBILI IN ORGANICO DI DIRITTO E DI FATTO.
Una scuola che si "governa" tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA! MA CHE RAZZA DI SCUOLA E'?
R: R: R: R: R: R: Ma per favore
Che razza di scuola è? Una scuola migliore: intanto di gestione assolutistica non si può proprio parlare già solo per l'equilibrio di pesi e contrappesi che tu stesso hai citato riportando direttamente il testo del DDL, oltre al fatto che il comportamento del dirigente o degli altri organi collegiali non può violare i diritti e le norme sindacali, per cui tu paventi una situazione che non si potrà mai realizzare.
In secundis, tu affermi che si avrebbe la fine, con l'intervento dei privati, della gestione democratica, perchè i programmi dovranno essere approvati dal consiglio di amministrazione. Dunque, al di là del fatto che un privato avrà interesse a non sprecare i propri fondi e che quindi questo porterà ad una gestione migliore degli stessi, la possibilità che enti privati partecipino al finanziamento degli istituti dando a questi una determinata impronta educativa è un fattore, casomai, di MAGGIORE democrazia: cosa accade oggi? I programmi per i diversi indirizzi scolastici sono stilati dal ministero e seguiti dalle diverse scuole, sperimentazioni comprese. Seguire pedissequamente dei programmi calati dall'alto dal governo centrale è fattore di democrazia, secondo te? Quello che io voglio sottolineare, e che tu a quanto pare hai trascurato, è il fatto che con l'apertura ai privati si avrà un'estensione delle opportunità di scelta educativa, una maggiore varietà di indirizzi, di materie, di programmi...Ti faccio una domanda: se una famiglia desidera che il proprio figlio abbia un'educazione laica, di tipo scientifico, giuridico, economico, ecc. avrà il diritto di scegliere una scuola che garantisca un'educazione di questo tipo? Allo stesso modo, se un'altra famiglia preferisce che il figlio riceva un'istruzione di tipo cattolico, teologico, o di qualsiasi altro tipo, avrà il diritto di scegliere in base alle proprie preferenze? Chi è che deve curarsi dell'educazione dei ragazzi? Lo Stato o la famiglia? Di fatto oggi, l'uniformità dei programmi ministeriali LIMITA ENORMEMENTE la libertà di scelta educativa, altro che pluralismo.
Chiudo poi con una nota riguardo alla gerarchia del corpo docente: due insegnanti possono avere gli stessi anni di servizio sulle spalle, ma ti pare giusto che chi magari si impegna al massimo per la scuola, anche per progetti extra-didattici o nel consiglio di istituto o per questioni di edilizi scolastica e così via debba percepire lo stesso stipendio del professore che si fa la sua lezioncina la mattina, se ne va a casa e non fa un cazzo per tutto il giorno?
R: R: R: R: R: R: R: Ma per favore
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire... Ma peggio ancora è chi si benda gli occhi pur di non poter vedere la luce. So che sono un illuso a credere di poter risvegliare dal torpore mediatico gente disposta a bendarsi gli occhi da sé pur di non vedere, ma per rispetto al fatto che all'interno del cranio ognuno di noi possiede un encefalo, anche se questa gente non lo utilizza, io ci provo lo stesso, si sa mai che per mero istinto di sorpavvivenza il cervello non si risvegli forzatamente da solo.
La prima cosa che si nota, analizzando il Ddl Aprea, si trova nella premessa.
In essa compare magicamente la citazione dell’art. 33 della Costituzione. E’ istruttivo, appare proprio il caso di dirlo, notare come la destra italiota lo citi solo quando le conviene (“La Repubblica detta le norme generali…”) e non quando non le conviene (scuola privata… “senza oneri per lo Stato”). Come a dire, una Costituzione… elastica!
Poi, invece, è amaro notare come la trasformazione delle scuole in Fondazioni (scuole a capitale misto pubblico/privato, come le Academies inglesi, che stanno fallendo), assunta dal Ddl, fosse in realtà un’idea di Fioroni. Chi, allora, disse che era un’idea di destra, ricevette l’accusa di volere la fine di Prodi. Ecco, oggi, dimostrata una netta continuità di intenti tra la politica di Aprea e quella di Fioroni.
E adesso, pover’uomo?
Ma, tornando all’Aprea, ella cita, come fosse l’ISTAT o il Vangelo, una ricerca della sedicente “Fondazione per la sussidiarietà” (quelli che vogliono più soldi alle private e più privato nella scuola pubblica), in base alla quale si “dimostra” che il 56% degli intervistati auspicherebbe un sistema misto.
Con sprezzo del ridicolo e della serietà, l’Aprea usa cioè una parte in causa, non indipendente, che tira acqua al suo mulino, per dimostrare quel che vuole dimostrare.
Questo ricorda una storiella napoletana secondo la quale non è intelligente chiedere all’acquaiuolo (venditore di acqua) se la sua acqua sia fresca, perché egli vi risponderebbe ovviamente di sì.
Suscita invece sdegno istituzionale e costituzionale l’immagine di scuola pubblica come “gabbia” e la ricetta liberista con la quale si vuole “rompere la gabbia”. Se questa truce definizione della scuola pubblica si accosta con il dettato dell’art. 11, comma 2 del Ddl, che sposta i finanziamenti in base alle scelte delle famiglie, si intravede, in esso, la morte della scuola della Repubblica e la rinuncia dello Stato alla scuola della Costituzione.
In una singolare analisi, poi, la premessa del Ddl attribuisce lo stato di frustrazione degli insegnanti al fatto che il docente “non è capace di una vera responsabilità per i suoi risultati” e non ha carriera. Davvero singolare, quest’insegnante italiano, triste perché non viene licenziato quando se lo meriterebbe. O perché non vede licenziati i suoi colleghi che se lo meriterebbero.
Dietro a questo desiderio di licenziamento dei docenti e dietro al fantomatico totem della carriera, si celano non solo il desiderio di falcidiare il numero di docenti, ma anche un pericoloso darwinismo sociale che vorrebbe la scuola definitivamente trasformata in un’azienda, in un posto dove ognuno vuole o deve competere con l’altro.
Se gli insegnanti saranno così, che valori potranno trasmettere agli alunni? E davvero nel nostro Paese, tra i nostri bambini e ragazzi, c’è bisogno di diffondere (più di quanto non sia) il riflesso animale della competizione?
E non si accorgono, i liberisti dell’ultimissima ora, che mentre criticano i tabù del sindacato, ergono intoccabili totem, come competizione, carriera, meritocrazia, quando la stessa scienza economica ha provato che il liberismo non può funzionare come la “mano invisibile” di Adam Smith?
Il Ddl disegna uno stato giuridico docente paragonabile a quello delle libere professioni. Lo Stato dovrebbe infatti riconoscere libere associazioni professionali da consultare in merito alla didattica ed alla formazione iniziale. Ma quale garanzia democratica potrebbero dare queste associazioni? E quali lo Stato riconosce, quali no e perché?
L’Aprea non lo spiega; forse spera nel ritorno del bel tempo in cui c’erano le corporazioni ed un partito unico sceglieva l’interlocutore, magari costruito ad usum delphini. Se poi oggi i partiti che devono scegliere sono due, forse per l’Aprea va bene lo stesso, basta che non si esageri.
Vengono istituiti Organismi tecnici rappresentativi elettivi (come in un Ordine c’è il Consiglio dell’Ordine), di livello nazionale e regionale. Tale Organismo scrive il codice deontologico, tiene l’albo professionale, esercita potestà disciplinari, che si aggiungono a quelle del Dirigente.
Il docente è sotto schiaffo, e deve obbedienza ad una pluralità di poteri e controlli che ne coartano la libertà. Alla faccia dell’art. 33 della Costituzione.
L’Organismo fa anche proposte su formazione iniziale, reclutamento ed esprime pareri obbligatori sui criteri di valutazione degli Istituti: è una struttura oligarchica corporativa potentissima.
Infine, per “garantire autonomia e libertà” (sic!) è istituita l’area contrattuale della professione docente, che abolisce la Rsu di Istituto ed esclude il personale non docente, che sarà, nella scuola, la categoria di “serie Z”.
L’abolizione della Rappresentanza Sindacale Unitaria di Istituto, organo democratico ed elettivo, è un pericoloso attacco alla democrazia; e, se si vuole la scuola autonoma, non si vede proprio come e perchè i lavoratori debbano rinunciare ad una rappresentanza interna, peraltro riconosciuta nel settore privato.
Particolarmente insidioso un altro argomento che motiva la cancellazione dell’esistenza della Rsu: la negazione della sua funzione di rappresentanza universalista della scuola; per l’Aprea, infatti, l’insegnante non può essere rappresentato da un non docente e viceversa.
La Rsu, inoltre, viene giudicata inutile perché la scuola non ha autonomia contrattuale o gestionale (falso) e perché il dirigente non può licenziare (assurdo).
La carriera del docente all’interno dell’Istituto scolastico viene divisa in tre livelli (iniziale, ordinario, esperto), all’insegna competitiva del divide et impera, con progressioni in base all’anzianità all’interno di uno stesso livello.
Secondo il Ddl il docente esperto si occupa di formazione dei colleghi, di coordinamento, di collaborazione con il Dirigente ed è remunerato con fondi ad hoc che però vengono contingentati mediante la definizione di un tetto massimo nazionale: è evidente il tentativo di creare un’èlite, che verrà probabilmente concentrata nelle scuole “di rango”, contrapposta alle categorie dei docenti di serie B e di serie C.
I docenti iniziali ed ordinari, infatti, verranno valutati secondo il “raggiungimento degli obiettivi predefiniti” e standard e, se la valutazione sarà negativa, non procederanno nella carriera “interna” per anzianità. E’ prevista per questo una commissione di valutazione composta dal Dirigente Scolastico, tre docenti esperti, un rappresentante della Direzione Regionale.
L’avanzamento da iniziale ad ordinario avviene con una selezione per soli titoli; l’avanzamento da ordinario ed esperto avviene mediante un concorso, fermo restando il tetto massimo nazionale.
Poiché il Dirigente è solo un manager, viene creata, per sopperire al vuoto didattico da lui lasciato, una nuova figura sovraordinata, il Vicedirigente, assunto per concorso regionale, che accentua la struttura piramidale della scuola-azienda.
Nelle scuole verranno assunti solo laureati (bene), ma quelli che vorranno entrare nelle scuole superiori dovranno avere nel curriculum degli studi “non più del 25% dei crediti per area pedagogica”. Straordinaria, la paura per la pedagogia che ha l’Aprea! E retrò appare il suo il gusto per il quasi puro sapere disciplinare.
I docenti abilitati in seguito ad esame di Stato, come dei liberi professionisti, dovranno, secondo le intenzioni dell’Aprea, iscriversi nell’apposito albo regionale dei docenti abilitati e poi svolgere in un Istituto scolastico un anno di “applicazione”. Dopo il quale sosterranno una sorta di nuovo esame con la commissione di valutazione di Istituto. Ma attenzione: il precario non viene assunto!
Il superamento dell’anno di applicazione lo rende solo idoneo all’ammissione del Concorso di Istituto, nuovo (e folle) progetto del Ddl: è lecito aspettarsi clientelismo, nepotismo, ed altri mali endemici in Italia, che emergeranno in questo nuovo istituto.
Entro il paradigma della scuola-azienda che fornisce servizi su domanda (un’invenzione della Moratti) si inscrive anche l’assunto in base al quale il Piano dell’Offerta Formativa tiene conto delle richieste delle famiglie.
E si prosegue nello stesso paradigma: le scuole che vogliono trasformarsi in Fondazioni (ma se il sostegno statale diminuirà, saranno obbligate a farlo) devono trovarsi un partner commerciale che parteciperà al governo della Fondazione. Come si diceva, è lo stesso credo di Fioroni, che sta dando pessimi frutti in Inghilterra, perché queste fondazioni falliscono ed il governo inglese le sta chiudendo.
Ma di questo, l’Aprea non se ne cura. Le basta distruggere la scuola della Costituzione, come già aveva provato a fare e le aveva insegnato la Moratti.
Il Dirigente è trasformato in un responsabile delle risorse umane, e la cosa pare incoerente con la premessa, nella quale l’Aprea lamentava il fatto che non si occupasse più della didattica.
La scuola-azienda è, come ci si poteva aspettare, governata da un Consiglio di Amministrazione che determina le sue stesse modalità di elezione.
E questo mostra lo stupefacente concetto di democrazia che ha la destra: nella deregulation, ognuno si fa le leggi che gli convengono. Non è quello che ha insegnato anche Berlusconi?
Il CdA approva il POF, il programma delle attività, il regolamento interno, nomina i docenti esperti ed i membri esterni del nucleo di valutazione. Non esiste più la Giunta Esecutiva, e, alla faccia della democrazia, il CdA è presieduto dal Dirigente, che decide anche convocazione ed Ordine del Giorno.
I sostegni economici statali sono erogati in base a criteri di eccellenza e criteri territoriali: ci aspettiamo di vedere premiate le scuole “per bene” e castigate quelle “per male” ed approfondito il divario tra Istituti di prestigio ed Istituti dei poveri, tra Nord e Sud, tra italiani e migranti.
Bel progetto di società!
Ma per favore !
Premesso che anch'io, da liberale e liberista, sono contrario al finanziamento pubblico delle scuole private, noto però che ancora non mi si è data una motivazione sul perché la scuola statale unica sarebbe migliore a priori di un sistema privato o misto: perché si lascia libertà di scelta alle famiglie riguardo ai programmi scolastici, con conseguenti maggiori opportunità educative, sottratte finalmente al Leviatano statale? Beh, in effetti, non mi stupirei più di tanto, visto che mi sono stati elencati una serie infinita di capisaldi social-marxisti: il fallimento del libero mercato e la necessità dell'intervento statale, egualitarismo, per cui ogni minimo livello di competitività è visto come un "divide et impera" da parte delle classi dirigenti, redistribuzione, per cui è giusto che tutti guadagnino la stessa cifra, indipendentemente dall'impegno profuso nel proprio lavoro.
Questo è veteromarxismo, niente di più.
R: Ma per favore !
T'illudi che usare il termine "veteromarxismo" (che non so nemmeno se esiste) basti a rispondere a tutto quel che ho scritto? Secondo me non hai avuto voglia di leggere più di 10 righe, visto il livello intellettivo e culturale medio della gente che la pensa come te, ma se l'avessi fatto vorrebbe dire che non sei in grado di rispondere, o perché ti mancano le conoscenze per farlo, o perché conosci le risposte ma darebbero tutte torto a ciò che dici. Io aspetto ancora che tu risponda a tutto quel che ho scritto... Intanto provo a scostare di qualche micron la benda che ti sei messo sugli occhi: "Perché la scuola privata è migliore di quella pubblica?" "Secondo me la scuola privata è la migliore perchè ci devono promuovere per forza. Paghiamo. Ma la scuola pubblica e tutta un'altra cosa. Nella scuola pubblica devi lottare con tutte le tue forze per far valere i tuoi diritti. Nella scuola privata basta pagare." "Ma no, non è vero, la tua risposta non può essere considerata corretta ed esauriente!" "Errata corrige! Le scuole private si dividono in due categorie: i diplomifici, dove non si impara nulla, e le scuole religiose dove si danno tutti un sacco di arie e si spende un capitale per avere dei docenti alle prime armi, che appena possono se ne vanno in una scuola statale per avere uno stipendio più decente. Quindi scegli la scuola statale."! Magari la prossima volta ti porto pure delle testimonianze... Ma solo se ti sarai degnato di rispondere in modo dignitoso ai miei messaggi precedenti (i.e.: informandoti e/o ammettendo i tuoi torti).
R: R: Ma per favore !
> T'illudi che usare il termine "veteromarxismo" (che non so nemmeno se esiste) basti a rispondere a tutto quel che ho scritto? Secondo me non hai avuto voglia di leggere più di 10 righe, visto il livello intellettivo e culturale medio della gente che la pensa come te, ma se l'avessi fatto vorrebbe dire che non sei in grado di rispondere, o perché ti mancano le conoscenze per farlo, o perché conosci le risposte ma darebbero tutte torto a ciò che dici. Io aspetto ancora che tu risponda a tutto quel che ho scritto... Intanto provo a scostare di qualche micron la benda che ti sei messo sugli occhi: "Perché la scuola privata è migliore di quella pubblica?" "Secondo me la scuola privata è la migliore perchè ci devono promuovere per forza. Paghiamo. Ma la scuola pubblica e tutta un'altra cosa. Nella scuola pubblica devi lottare con tutte le tue forze per far valere i tuoi diritti. Nella scuola privata basta pagare." "Ma no, non è vero, la tua risposta non può essere considerata corretta ed esauriente!" "Errata corrige! Le scuole private si dividono in due categorie: i diplomifici, dove non si impara nulla, e le scuole religiose dove si danno tutti un sacco di arie e si spende un capitale per avere dei docenti alle prime armi, che appena possono se ne vanno in una scuola statale per avere uno stipendio più decente. Quindi scegli la scuola statale."! Magari la prossima volta ti porto pure delle testimonianze... Ma solo se ti sarai degnato di rispondere in modo dignitoso ai miei messaggi precedenti (i.e.: informandoti e/o ammettendo i tuoi torti).
Ammettendo i miei torti? Per cui tu parti dal presupposto di avere ragione, bel punto di partenza per affrontare un dibattito.
Seconda cosa, molte delle persone che si definiscono di destra sono, è vero, dei beceri con capacità intellettive medio-basse, ma, primo, non è una regola generale, secondo, lo stesso accade a sinistra, non ti credere chissà che...Detto questo, io mi ritengo una persona con conoscenze e capacità di ragionamento mediamente superiori alla maggioranza dei ragazzi della mia età, leggo molto, sia libri che quotidiani, e mi interesso delle idee e posizioni di ogni campana ideologica e politica.
Ho letto il ddl Aprea e ho letto il tuo intervento, non ti ho dato una risposta completa punto per punto (e lo so da me, senza bisogno che venga a ricordarmelo tu), così come non faccio ora, perché ho avuto una giornata pesantina e sono abbastanza stanco. Spero comunque già domani di trovare il tempo per darti una risposta adeguatamente esaustiva.
Intanto però posso porti un'obiezione sul tema della competizione tra professori: le Fondazioni di diritto privato che operano in ambito scolastico e universitario esistono in tutto il mondo e sono organizzazioni senza scopo di lucro (se preferisci rimanere nell'ambito italiano posso citarti la Bocconi, il San Raffaele, ecc.), per cui non si ha una "competizione" come si può avere tra impiegati di una compagnia finanziaria in cui si cerca in tutti i modi di incrementare i profitti aziendali per essere promossi ad una posizione di maggior rilievo, semplicemente si distingue, a livello di merito, chi si limita al suo lavoro durante le lezioni mattutine e le riunioni canoniche dei corpi collegiali da chi, perché magari vive con maggior coinvolgimento la propria professione, si adopera per migliorare la scuola, promuovere progetti, corsi e via dicendo, sacrificando una maggior fetta del proprio tempo per l'istituzione in cui è impiegato. Si tratta quindi di una cosa ben diversa dalla competizione selvaggia di tipo capitalistico, anche perché tale differenziazione dei salari è prevista anche (e in primis) per le scuole pubbliche.
P.S. veteromarxista come termine sicuramente non lo troverai sul dizionario o sull'enciclopedia, ma è un termine utilizzato in ambito politico.
R: R: R: Ma per favore !
Ma stai appostato davanti allo schermo continuando a cliccare su aggiorna per vedere se ti ho risposto??? Comunque ora ti porto qualche testimonianza come avevo promesso.
"Io l'anno scorso sono andata ad un liceo privato ma là se avessi voluto non avrei neanche dovuto studiare, perchè bastava che mio padre pagasse 3'000 € all'anno e mi promuovevano con 5 debiti!!! Scioccantee??! Infatti sono rimasta molto delusa e dopo sole 2 settimane sono andata in un liceo pubblico dove ora mi trovo bene e se non studio ne pago io le conseguenze e non mio padre!!"
"Una mia amica è andata là e si vanta di essere benestante, lo sono anch'io, ma lei non vuole frequentarmi solo perchè non sono alla sua altezza.. che cosa stupida. La scuola pubblica ti prepara al mondo che ti aspetta là fuori e non alla vita di lusso....."
"sono 2 le cose: se alla cultura della bambina tenete veramente non la potete mandare a una scuola privata..dai...per esperienza vi garantisco che quella non è una scuola..non viene insegnato niente nulla ve lo assicuro"
"Comunque io ti consiglio di frequentare una scuola pubblica, perchè in quella privata si fa davvero poco e arrivi a dover dare l'esame di maturità e sapere pochissimo."
"io sono al terzo anno di un indirizzo aziendale con corrispondenza in lingue estere.
Non capisco che ragionamenti fate per arrivare a dire che la scuola privata è migliore!
solo perchè più si paga pi si hanno voti migliori??
le scuole pubbliche sono le migliori perchè ti permettono di dimostrare VERAMENTE quanto vali senza nesun aiuto!!!!"
"meglio la scuola pubblica..conosco tanti ragazzi che hanno frequentato la scuola privata e se ci andavano è solo perchè pagavano per la promozione..la scuola pubblica invece è più seria..nn ci sono differenze tra i bambini..e i bambini imparano a relazionarsi tra di loro..il bambino più sfortunato può insegnare qualcosa al "figlio di papà" o viceversa.."
"Non è detto che una scuola privata sia migliore di una pubblica. Io ad esempio ho frequentato sempre scuole pubbliche ed in particolar modo al liceo ho incontrato professoresse e professore validissimi. Comunque sia credo che la maggiro parte delle scuole private siano del tipo che hai descritto nella domanda, ovvero paghi oggi e prendi la promozione domani. Non dico che ciò non possa accadere anche nella pubblica, ma molto più raramente, anche perchè figli di personalità famose nelle pubbliche dubito che mai li troverai. Dunque i prof. della privata si fanno meno scrupoli a promuovere un inetto o inetta, perchè hanno a paura del padre piuttosto che della madre del ragazzo/a, il quale o la quale potrebbe segnare il futuro del prof. mettendo una cattiva parola con il preside etc..."
"al privato nn spendi certo solo 920 euro ma sui 3 4 5 mila euro dipende da scuola scuola lo SO perché ho amici che ci vanno però hai la promozione sicura..unica pecca che poi ti ritroverai è che avrai poca cultura io ti consiglio lo statale"
"Se vuoi che i tuoi paghino i voti e qualcuno ti illuda che sei un intelligentone figlio di papà vai in un liceo privato. Se non ti piacciono i figli di papà, sei intelligente e i tuoi voti sei abituato a guadagnarteli vai in un liceo statale,di buon livello possibilmente (non tutti lo sono). Non a caso tutti quelli che nel mio liceo andavano male o malissimo hanno cercato tutti rifugio nelle comode braccia di un liceo privato, tanto adesso con i contributi statali ci può andare chiunque e fare anche finta di essere un figlio di papà , magari anche un figlio di papà cattolico."
"Io frequento una scuola privata e l'anno scorso sono stati bocciati 7 alunni su 22 nella mia classe. Era gente che non pagava la retta."
"La mia esperienza di docente e di commissario di esami mi ha provato il contrario.
Allievi bocciati per due anni consecutivi alla scuola pubblica in prima o in seconda, per la modica cifra di 3000 euro, si iscrivono per un anno alla scuola privata dove riescono a
fare anche tre anni in uno. Tornano in quinta o direttamente agli esami di stato nella scuola pubblica senza aver mai aperto un libro e soprattutto senza neanche sapere quali erano le materie di studio degli anni superati.
Come vedi non sempre i soldi sono spesi per avere un'adeguata preparazione ma spesso sono spesi per sopperire alla scarsa voglia di studiare."
"privata
- voti sempre alti
- i prof simpatici, ti aiutano
- i prof ti danno la sufficienza quasi sempre, perche li paghi
- amici che hanno tanti soldi, si vantano molto
- qnd la finirai dovrai vedertela cn la realtà, non è tt cosi semplice!! ( nel senso, ti devi guadagnare i voti!!)
pubblica:
- capitano le insuff se nn studi
- sei valutato meglio, secondo il tuo impegno reale
- amici reali
- qnd la finirai sapraics"
"La scuola privata non garantisce una maggiore qualità... ci sono anzi alcune, appunto, con insegnanti non abilitati, semplicemente perché costano meno. Altra cosa sono le scuole private "europee", dove insegnano le lingue con metodi speciali ecc... cmq ti consiglio di vedere un po' che scuole ci sono.
Le scuole pubbliche hanno questi vantaggi:
- La maestre sono 100% vere maestre
- Il costo!! Sono gratis!!
- La bimba può stare più a contatto con altre realtà, altri bimbi, e cresce con una maggiore consapevolezza e magari anche forza di carattere
(ci sono le scuole pbbliche anche a temp pieno/prolungato, e nel pomeriggio fanno fare delle attività...)
I difetti..
- Un po' tanti bimbi x classe, di solito, ma per una bimba che non ha problemi non dovrebbe essere un problema non essere seguita costantemente dalla maestra (e nessuno cmq dice che nelle private la maestra segue per forza)
Il problema delle private è che tendono a far studiare poco perché tanto basta che si paghi..."
(no comment)
Magari...
magari a scuola nostra si riuscisse a fare qualcosa del genere... tanta preparazione per una giusta causa!
LA SCUOLA AGLI STUDENTI!