Il Ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini ha presentato in
conferenza stampa le novità del nuovo anno scolastico ormai alle porte.
Inevitabile parlare anche delle proteste dei precari:
"Non incontrerò i precari. Anche perché ad oggi non sappiamo nemmeno chi ha perso realmente il posto. Le persone che protestano - dice la Gelmini
- lo fanno senza essere state ancora escluse".
"La protesta dei precari è immotivata"Il ministro sa però che la
situazione è molto
complicata e sono in tanti a rischiare di perdere il lavoro:
"La protesta è legittima, ma non del tutto motivata. Io non voglio essere coinvolta in una contrapposizione politica che causa un clima negativo sull'inizio dell'anno scolastico. Il mio compito - continua il ministro
- oggi è garantire il corretto avvio dell'anno. Sono disponibile al confronto, non alle polemiche". Ai
precari della scuola la Gelmini dà
"la massima solidarietà, anche in maniera completa"."Abbiamo ereditato dal passato un numero spaventoso di precari"Il
punto di vista del ministro non è cambiato negli ultimi mesi. La colpa delle difficoltà attuali dei precari sono da ricercare nelle
scelte politiche del passato:
"I precari che abbiamo ereditato sono un numero spaventoso. Sono 229 mila a fronte di 700 mila insegnanti già impegnati. Credo che la politica del passato - sottilinea la Gelmini
- debba fare una forte autocritica. Per fare del facile consenso a buon mercato sono stati distribuiti posti di cui la scuola italiana non aveva bisogno. Nessun governo può avere la capacità di assorbire 200 mila precari".
Le
casse sono vuote, o quasi:
"Il 97% delle risorse della scuola serve a pagare il personale, è necessario un riequilibrio. Non possiamo dimenticarci degli studenti, l'investimento in qualità non può essere limitato al 3% totale del bilancio
dell'istruzione"."Il Governo non è disattento sulla scuola"Nel corso della
conferenza stampa il Ministro dell'istruzione
ha difeso le sue scelte:
"Noi abbiamo aperto un tavolo per il merito coi sindacati e abbiamo anche proposto due strade, quella sindacale o quella legislativa, perché in Europa soltanto due paesi, Italia e Grecia, non hanno un avanzamento per merito degli insegnanti. Non vi è alcuna disattenzione da parte di questo governo sul tema scuola - dice la Gelmini
- perché parlano i fatti, che avranno la meglio sulla demagogia di certe manifestazioni che rendono difficile l'inizio di questo anno scolastico".
"Sono contraria all'abolizione dei test"Rispondendo a una domanda sulla
legittimità dei test di ammissione alle facoltà a numero chiuso, la Gelmini ha detto di essere
contraria all'abolizione dei test, ma sa che la situazione attuale non è più accettabile:
"Ci sono dei margini di miglioramento ma sono limitati. Qualcuno vuole far pesare di più il voto di maturità - ha detto il ministro
- ma oggi non c'è una misurazione oggettiva della preparazione dei ragazzi al termine della scuola superiore"."Massimo 50 assenze"Chi protesta per i tagli al tempo pieno, dice il ministro, sbaglia:
"Il tempo pieno è aumentato, per il biennio 2009-2011, del 3,5%. Nel prossimo anno scolastico le classi a tempo pieno, grazie all'eliminazione delle compresenze, passeranno da 36.493 a 37.275".
Tra le novità previste per l'anno scolastico ormai alle porte, è stato introdotto il
limite massimo di 50 giorni di assenza. Chi supera questo limite sarà
automaticamente bocciato. La decisione ha l'obiettivo di disincentivare le pratiche di quegli istituti privati in cui si consegue il diploma pur frequentando poco o niente le lezioni durante l'anno scolastico.
Rete degli Studenti: "La scuola italiana è vicina al collasso"La Rete degli Studenti racconta una scuola diversa da quella di cui ha parlato la Gelmini:
"Le dichiarazioni del ministro descrivono una scuola perfetta, fatta di rigore, merito, qualità, investimenti e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo - scrivono
- la situazione che fra poche settimane si paleserà davanti agli occhi di noi studenti è nettamente diversa". Gli studenti parlano di una situazione di
estremo disagio che
"sta arrivando al collasso".
Al centro delle polemiche soprattutto la
riforma delle superiori.
"Noi studenti - si legge nel comunicato
- ci chiediamo come faremo tra poche settimane a rientrare a scuola, con i nostri insegnanti in presidi permanenti e scioperi della fame, con delle scuole a cui sono stati azzerati tutti i fondi, nel caos più totale degli indirizzi e delle sperimentazioni scomparse, con meno ore ma gli stessi programmi e le stesse materie, senza laboratori, con costi esorbitanti a carico di noi studenti e delle nostre famiglie, con edifici fatiscenti su cui anche quest’anno non è stato speso un euro".La novità della bocciatura con 51 assenze viene descritta come
"semplice demagogia". L'autunno sarà caratterizzato, a quanto pare, da un clima rovente. La Rete degli studenti,
fin dal primo giorno di scuola, partirà con
mobilitazioni e proteste,
"per difendere una scuola che non accettiamo venga distrutta".
Fonte: Corriere.it