Dopo le
proteste dei precari della scuola
degli ultimi giorni in tutta Italia, il
Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, risponde ai
manifestanti
annunciando che il governo sta vagliando l'idea di assegnare una
indennità di disoccupazione per gli
insegnanti che sono rimasti senza una cattedra per l'anno
scolastico che sta per iniziare: "Abbiamo proposto una norma
di legge che verrà inserita in un
decreto legge ad hoc o nel cosiddetto decreto Ronchi sui
supplenti
annuali. Attraverso una convenzione che coinvolge Welfare, Istruzione e
Inps a questi lavoratori verrà garantita
un'indennità di disoccupazione e una via preferenziale per
l'accesso alle supplenze brevi".
Si parla quindi di "contratti di disponibilità"
per i
precari della scuola che durante lo scorso anno scolastico hanno
firmato un contratto annuale, scaduto il 30 giugno scorso.
Non si sa
ancora quanti saranno gli insegnanti che potranno beneficiare di questa
indennità: si parla di un numero approssimativo tra i 10.000
ed i 18.000. A queste persone sarà garantita
l'indennità di disoccupazione e la precedenza per
l'assegnazione di supplenze di breve termine o di
attività
scolastiche per "il recupero dispersione scolastica o a favore dei
soggetti più
deboli". Per attuare questa proposta, il governo ha bisogno delle
"liste predisposte da reti di scuole", che le singole regioni
dovrebbero presentare per arrivare a "limitare i danni dei
tagli".
L'Inps, con la collaborazione dei vari istituti scolastici,
dovrà occuparsi dell'attivazione e la cessazione
dell’indennità di disoccupazione, che
può durare tra gli 8 ed i 12 mesi (12 per coloro che hanno
superato i 50 anni di età). Inoltre le supplenze, anche se
brevi, se verranno accettate tutte dagli insegnanti, potranno garantire
il punteggio per l’intero anno scolastico.
E se gli
insegnanti parteciperanno anche ad attività di formazione
regionali, il loro compenso sarà sommato a quello
dell'indennità.
Mariastella Gelmini, rispondendo alle critiche, ha dichiarato: "La
sinistra fa credere che il precariato sia nato con
questo governo. Negli anni '80 e '90 si
è proceduto ad abilitazioni di massa:
125.000 persone sono entrate nelle graduatorie e
altrettante sono state chiamate a fare supplenze brevi senza
aver superato concorsi. La scuola è stata trattata
come un
ammortizzatore
sociale, senza stabilire quanti posti fossero
davvero necessari, non come un servizio e oggi se ne pagano
le
conseguenze. Sul precariato non
si
scherza: vendendo illusioni si creano cocenti delusioni".
Inoltre ha aggiunto, commentando la protesta a Benevento, dove alcune
insegnanti sono salite sul tetto del Provveditorato e sono state
raggiunte anche da Dario Franceschini, leader del Partito Democratico:
"Non serve andare sui
tetti per dimostrare attenzione, ma rimboccarsi le maniche e
lavorare per risolverlo: per questa
ragione abbiamo affrontato la formazione iniziale a numero programmato.
Non voglio essere compartecipe della creazione di nuovo precariato". Ed
ha parlato di cifre, sostenendo che quest'anno saranno
tagliati in
totale 42.000 posti, dei quali però 30.000 sono
pensionamenti: quindi i tagli effettivi saranno per 12.000
precari, che
comunque potranno godere dei contratti di disponibilità. La
situazione, quindi, per il ministro Gelmini, non è
così allarmante.
Cisl e Uil sono favorevoli a questa apertura del governo nei
confronti
dei precari. Francesco Scrima,
segretario generale della Cisl scuola, ha
dichiarato che "le misure
straordinarie forniscono tutele sul piano giuridico
ed economico che attenuano, in qualche misura, una
situazione di grave e profondo disagio". Per Massimo Di Menna, leader
della Uil scuola, "la direzione
presa è quella giusta". Ma non tutti sono dello
stesso avviso. A cominciare dalla Cgil scuola, come ha
dichiarato Mimmo
Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil: "Il provvedimento sui
precari
non esaminato nel merito né approvato, in realtà
non attribuisce
nessuna risorsa in più per il personale
precario: si limita a garantire l’utilizzo
intermittente dell’indennità di
disoccupazione, che sarebbe comunque stata erogata a
questo personale".
E da Palermo, Giuseppe Fioroni, ex Ministro dell'Istruzione,
ha dichiarato: "E'
una farsa. Il costo dell'operazione dei contratti di
disponibilità è lo stesso a conti
fatti della riconferma dei precari dello scorso anno. Perché
non si è percorsa la strada
più semplice di riconfermare chi ha lavorato l'anno scorso?
In realtà, come si evince dalla stessa
relazione agli emendamenti al decreto anticrisi presentati in aula,
l'entità del taglio è ben maggiore, superiore
alle 30.000 unità, e soprattutto il governo vuole
continuare
a tagliare anche in futuro senza stabilizzare sui posti che si
renderanno vacanti per effetto dei prossimi pensionamenti. In
questo
modo si vuole far passare un idea: che le
graduatorie ad esaurimento siano da cestinare".