Esame di terza media: ecco tutte le novità

Da quest'anno gli studenti di terza media dovrebbero affrontare, oltre alle tradizionali prove scritte, anche una prova nazionale sotto forma di quiz su argomenti di italiano e di matematica, ma c'è ancora molta incertezza sulle modalità dell'esame e probabilmente la nuova formula sarà rinviata al prossimo anno

di Barbara Leone 15 maggio 2009

scuola mediaL'esame di terza media cambierà. Ma quasi sicuramente non da quest'anno, quindi gli studenti della terza media che devono affrontare l'esame finale possono (quasi certamente) stare tranquilli. Ancora deve arrivare la notizia ufficiale da parte del Ministero, ma è molto probabile che per questo anno scolastico verrà utilizzata la formula in vigore fino allo scorso anno o la nuova formula sarà rinviata. Questo accade perché il Regolamento che deve contenere le norme di svolgimento sull'esame non è ancora stato approvato dalla Corte dei Conti. Secondo la legge 169 che è stata approvata lo scorso 30 ottobre, in teoria, da quest'anno, per essere ammessi agli esami di terza media gli studenti devono avere una votazione non inferiore a sei decimi in ogni disciplina. Ma le modalità di applicazione della legge dovrebbero essere definite in maniera più precisa dal Regolamento. Però i tempi stringono e per questo è probabile che il Ministero rinvierà il nuovo esame di terza media. 

Quando il Regolamento verrà approvato, cosa dovranno affrontare gli studenti? Si parla di almeno sette o otto prove. Infatti oltre alle classiche prove scritte, che sono almeno tre (Italiano, Matematica e Lingua straniera) e che nelle classi bilingue possono essere quattro (perché le prove di lingua straniera raddoppiano), ci sarà anche una prova nazionale uguale per tutti, che si svolgerà sotto forma di quiz, sull'italiano e la matematica. I quiz saranno preparati dall'Invalsi, l'Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico. L'introduzione del quiz è necessaria per "valutare con criteri scientifici le capacità logiche e i livelli di comprensione della lingua" e, quindi, valutare in maniera più precisa la preparazione degli studenti. Per quest'anno era già stata scelta una data per lo svolgimento della prova nazionale: il 18 giugno. Ma, se il rinvio verrà confermato, anche la data sarà annullata. Sulla nuova formula degli esami, il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha spiegato che "il punteggio ottenuto con i test concorrerà al voto finale. Ciascun candidato riceverà un plico prestampato, che conterrà le domande".

I professori, per arrivare al voto finale, dovranno fare una media matematica tra il giudizio di ammissione, le 3 o 4 prove scritte, le 2 prove nazionali ed il colloquio. Tutte le prove sono valutate in decimi. E per gli studenti più meritevoli è prevista anche la lode. Sono in molti a sostenere che con tutte queste prove, per gli studenti sarà praticamente impossibile riuscire ad ottenere il voto massimo, in quanto dovrebbero avere 10 in ogni prova svolta ed anche nel giudizio di ammissione. La rivoluzione nell'esame di terza media è stata resa necessaria "per riportare il merito tra i banchi". Inoltre l'Italia era l'unico paese europeo a non avere ancora un test nazionale di valutazione. E quindi era indispensabile adeguarsi alle direttive europee, per non restare troppo indietro.

I test nazionali saranno corretti dagli stessi professori, che, come ha dichiarato il ministro Gelmini, "seguiranno le direttive dell’Invalsi e per garantire la regolarità dell’operazione in ogni scuola ci sarà un referente dell’Istituto di valutazione". Tra i 600.000 (500.000 delle scuole pubbliche e 100.000 delle scuole paritarie) studenti che devono affrontare la prova ed i professori delle scuole medie c'è molta incertezza sullo svolgimento dell'esame. Anna Rita Bruni, preside di un Istituto di Roma, ha dichiarato "ci viene chiesta una valutazione parallela sulle abilità e sulle competenze trasversali in più discipline. Come dare voti numerici alle abilità? Non avendo indicazioni ci stiamo organizzando a livello di “rete” territoriale con decisioni unanimi di diverse scuole". Proprio per questa incertezza, il Ministero potrebbe confermare il rinvio al prossimo anno.

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