Controllo utente in corso...

Distributori di preservativi nelle scuole di Roma

Il Consiglio Provinciale di Roma ha approvato una mozione, in base alla quale si stabilisce che nei licei e negli istituti superiori di Roma e Provincia saranno installati distributori di preservativi

di Barbara Leone 18 giugno 2009

distributore di profilatticiIl Consiglio Provinciale di Roma ha approvato una mozione, presentata dal coordinatore del gruppo federato della sinistra, Gianluca Peciola, in base alla quale si stabilisce che nei licei e negli istituti superiori di Roma e Provincia saranno installati distributori di preservativi. Il Presidente del Consiglio Provinciale si impegna quindi a far installare "nei locali o nei pressi delle scuole di istruzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, distributori automatici anti concezionali". Peciola aveva presentato la richiesta insieme ad un migliaio di firme raccolte dai giovani del Partito Democratico. Si prevede di far partire anche "una campagna di informazione, prevenzione e sostegno alla ricerca nella lotta contro il diffondersi del virus hiv e della altre malattie a trasmissione sessuale ed una campagna per l'insegnamento dell'educazione sessuale negli istituti superiori".

La mozione è stata approvata con 18 voti favorevoli (16 Pd e 2 Sinistra e libertà), 7 contrari (Pdl e Udc) e un astenuto (La Destra). Federico Iadicicco, vicepresidente della commissione Cultura e Politiche giovanili del Pdl, ha dichiarato: "A scuola si va per studiare non per accoppiarsi, non vi è nessun motivo per installare distributori di preservativi negli istituti". Francesco Petrocchi, consigliere del Pdl e vice presidente del Consiglio provinciale, ha commentato: "Ho espresso un voto favorevole perché penso che, oltre alla diffusione di una cultura della sessualità più consapevole, debba comunque essere preservata la salute".

Emiliano Minnucci, consigliere del Pd alla Provincia di Roma, ha rivolto una critica ai consiglieri di destra che si sono opposti alla mozione: "La destra non perde occasione per dimostrare arretratezza culturale e incapacità di guardare alla società attuale in modo laico e moderno. Il voto contrario di alcuni consiglieri alla mozione, approvata oggi in consiglio provinciale, è la spia di una inaccettabile idea di Stato etico di tipo confessionale. Evidentemente, ancora oggi c'è chi pensa di imporre la propria legittima visione religiosa a tutta la società".

Tito Russo, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, ha dichiarato: "Un passo in avanti la decisione della Giunta Zingaretti di introdurre i distributori di preservativi alle superiori, noi abbiamo proposto questa sperimentazione anche in altre città e siamo contenti che la provincia di Roma abbia fatto questo passo. Ora la nostra campagna mira a rendere gratuiti i preservativi nella fascia di età dai 16 ai 30 anni. Tutti i governi che si sono succeduti in questi anni sono stati un po' restii a facilitare l’accesso a pratiche contraccettive, sia perché un po' sotto le ingerenze del Vaticano sia per questioni di lobby economiche. Oggi è stato fatto un passo importante, ma i distributori da soli però non risolvono il problema, accanto a loro serve una cultura della sessualità consapevole. Anche per questo stiamo proponendo di dedicare dal 30 al 50% della programmazione dei corsi pomeridiani a tematiche legate alle giovani generazioni come l’omosessualità, sostanze psicoattive, e sessualità".

Soddisfazione anche da parte della Rete degli Studenti: "La decisione della giunta Zingaretti di istallare distributori di preservativi nelle scuole non può che trovarci favorevoli. Si tratta di una richiesta che gli studenti e le associazioni studentesche avanzano da anni, perché è risaputo che facilitare l’accesso all’acquisto dei preservativi ha ricadute positive sull’utilizzo di quello che è tutt’oggi, al di la delle visioni ideologiche, lo strumento più efficace contro la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. La decisione della Provincia di Roma è in controtendenza in un Paese in cui a scuola la sessualità rimane un tabù e dove registriamo una recessione sul piano dell’educazione alla sessualità e alla conoscenza del proprio corpo tra gli adolescenti. I dati parlano di un aumento degli aborti nella ragazze minori di 20 anni e un aumento esponenziale della trasmissione di malattie veneree tra i giovani adolescenti, soprattutto nelle zone periferiche e al sud. Non è possibile che si siano spesi fiumi di parole sulle questioni del bullismo e della violenza nelle scuole senza che si siano avviati progetti didattici che sappiano affrontare questi problemi nelle loro specificità. L’informazione e l’educazione alla sessualità sono state abbandonate al residuale lavoro volontaristico delle associazioni degli studenti e dei genitori o delle associazioni che lavorano nel sociale come Arcigay e Arcidonna. In questo quadro la provincia di Roma sceglie invece di entrare in campo come soggetto istituzionale responsabile: ci auguriamo che l’iniziativa non rimanga isolata e ne faccia seguito un impegno su questi temi da parte di tutti gli enti locali e del ministero dell’Istruzione".

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

47
Commenti

Pagina 1 di 4:
1 2 3 4 > »
Michael mercoledì, 8 luglio 2009

ragazze d'accordo stranooo

Ma guarda guarda.... tra tt i commenti i maski critikano questa riforma.. le femmine invece sn felici... cito la signorina elisabetta che dice "finalmente" cito la signorina simona che dice "era ora!!!" e citerei tante altre.. leggete voi stessi.. e poi voi femmine venite a dire a noi maski che pensiamo solo al sesso??? ahahahahahahahahah ma andate a... intanto x sta legge non vedavate lora vero???? SCHIFEZZE!!!!!

n° 16
. venerdì, 25 settembre 2009

R: ragazze d'accordo stranooo

Il tuo ITALIANO è una SCHIFEZZA!

Michael mercoledì, 8 luglio 2009

Mi fate skifo!!!!

Ascoltatemi... ma siete proprio skifosi al massimo!!!! ma ormai cosi la scuola diventera una camera dove ci si puo scopare a piu non posso... ma vi rendete conto? la scuola dovrebbe essere un luogo di istruzione.non deve diventare un luogo che rende possibile ai giovani 14enni ke nn possono farlo a casa x colpa dei genitori di farlo a scuola per non esssere scoperti!!!! ma cacchio!!!! non lo capite? state pubblicizzando una cosa sacra... Questo mondo in cui si pensa solo al sesso mi fa cagare... scusate le terminologie ma sia ki da retta a questa legge sia la sinistra politika "andate a farvi........" siete la rovina dell'italia! non lamentatevi poi se i giovani gia a 12 anni si scopano... e cominciano a prendere i vizi dei piu grandi... siete una vergogna continuero a dirlo fino alla morte... VERGOGNATEVI!!!

n° 15
alessandra martedì, 30 giugno 2009

non sanno più che inventarsi

penso che una cosa che manca oggi nella politica -indipendentemente da ogni pensiero,ideologia o credo religioso- sia proprio la moralità!!! la scuola insieme alla famiglia deve insegnare valori,cultura,ideali solo allora i giovani potranno fare delle scelte responsabili anche nella loro sfera sessuale...........io dico basta a queste scempiate che servono a tirarsi il consenso di irresponsabili e mediocri liberisti

n° 14
Michael mercoledì, 8 luglio 2009

Re: non sanno più che inventarsi

> penso che una cosa che manca oggi nella politica
> -indipendentemente da ogni pensiero,ideologia o
> credo religioso- sia proprio la moralità!!! la
> scuola insieme alla famiglia deve insegnare
> valori,cultura,ideali solo allora i giovani
> potranno fare delle scelte responsabili anche
> nella loro sfera sessuale...........io dico basta a
> queste scempiate che servono a tirarsi il consenso
> di irresponsabili e mediocri liberisti
diko sl una cosa... GIUSTO!!!!!

venerdì, 18 settembre 2009

Re: non sanno più che inventarsi

>> penso che una cosa che manca oggi nella politica
>> -indipendentemente da ogni pensiero,ideologia o
>> credo religioso- sia proprio la moralità!!! la
>> scuola insieme alla famiglia deve insegnare
>> valori,cultura,ideali solo allora i giovani
>> potranno fare delle scelte responsabili anche
>> nella loro sfera sessuale...........io dico basta
>a
>> queste scempiate che servono a tirarsi il consenso
>> di irresponsabili e mediocri liberisti
>diko sl una cosa... GIUSTO!!!!!
>

MEMENTO MORI

w domenica, 28 giugno 2009

Che discarica........

..........

n° 13
mercoledì, 2 settembre 2009

Muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori muorimuorimuorimuorimuorimuorimuori

Giulio giovedì, 25 giugno 2009

Non si tratta di essere puritani..

non trovo normalissimo mettere in una scuola frequentata da ragazzi dai 13\14 ai 20 anni di età vengano messi distributori di profilattici, come per dire: "ma si.. rinchiudetevi nei bagni a farlo,, l'importante è farlo sicuro!"..
Non voglio sembrare un puritano, anzi non lo sono affatto, ma al massimo venga aumentata l'informazione, non la distribuzione di metodi contraccettivi in un luogo dove "teoricamente" bisogna studiare e non accoppiarsi.
Se poi vogliono farlo lo comprino fuori.. non in mezzo ad un corridoio scolastico. Già trovo più logico metterlo nei locali pubblici, magari abbassando il prezzo rendendolo più agibile a molte persone che preferiscono rischiare che spendere il poco che guadagnano in pacchetti di profilattici.

n° 12
Chiudi
Aggiungi un commento a Distributori di preservativi nelle scuole di Roma...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 4:
1 2 3 4 > »