I risultati ottenuti dal questionario, a cui sono stati sottoposti gli studenti, sono poi stati analizzati durante una serie di incontri realizzati nelle scuole romane. E l'esito di questi incontri è proprio il manifesto contro il bullismo, che sarà distribuito in tutte le scuole che hanno partecipato al progetto. Gli studenti chiedono quindi regole per combattere la violenza tra ragazzi, perché "la peggior violenza è non occuparsi di essa".
Partendo da slogan come "la legalità crea, la violenza distrugge", "fa ciò che è giusto, non stare fermo, muoviti", "dai una mano alla legalità e la violenza non avrà più mani per agire" e "la vittima? Solo il gruppo lo può salvare", gli studenti chiedono maggiori controlli da parte dei professori. Secondo i ragazzi intervistati è necessario "educare i giovani alla solidarietà e sensibilizzare gli adulti al rispetto per il prossimo perchè diano il buon esempio". Nel decalogo di proposte, realizzate "per vivere meglio a scuola", gli studenti chiedono "pene più severe per chi commette atti di bullismo" e "più sorveglianza da parte degli insegnanti".
Inoltre sarebbe positivo "introdurre come materia un'ora a settimana dedicata al dialogo tra alunni e professori, incentivando i ragazzi al rispetto delle regole con premi e gratificazioni". Per superare questo problema, gli studenti ritengono che sia indispensabile "superare la cultura dell'impunità", "introdurre tra le materie scolastiche l'autodifesa" e "escludere i bulli e denunciare". E' comunque vero che gli studenti non sanno bene come comportarsi davanti a questi episodi e spesso pensano che l'unico modo per affrontarli sia rispondere con altra violenza: il 39% degli intervistati ha dichiarato che la violenza non è utile per risolvere i problemi, ma per il 61% la violenza più "servire per seguire il gruppo, affermarsi nella società o reagire a un sopruso".
In base ai risultati di questa inchiesta, risulta che il 50% degli intervistati ha assistito almeno una volta ad episodi di bullismo. Davanti ad un atto di violenza, il 45% degli studenti reagirebbe aggredendo l'aggressore, il 16% chiederebbe aiuto ai genitori e l'11% si rivolgerebbe ai professori. C'è quindi poca fiducia verso gli adulti, che davanti ad episodi di violenza per il 28% dei ragazzi "si comportano con ragionevolezza", per il 21% "manifestano rabbia", per il 19% "manifestano indifferenza" e per il 17% "manifestano vigliaccheria".
Secondo Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Ido e psicoterapeuta dell'età evolutiva, "il progetto ha fatto emergere le tante positività dei ragazzi e le loro esigenze. Colpisce la loro disponibilità nell'accettare una maggiore sorveglianza e la loro semplicità nel trovare soluzioni andando alla radice del problema. Per loro la prima causa risiede nel fatto che non vi sia conoscenza da parte dei professori delle dinamiche della classe, del loro cambiare negli anni e di non sentirsi assolutamente ascoltati".
bullismo
non so se non li ho trovati io, ma non vi sembra che in mezzo a tanta demagogia manchino questionari rivolti alle altre componenti scolastiche, prof e genitori? quanti genitori accettano e riconoscono come bullo il proprio figlio? quanti prof accettano di rischiare denunce per combattere il bullismo?
poveri noi!!!!!!