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Scuola, arriva il decalogo contro il "ballismo"

Studenti, genitori e sindacati hanno messo a punto un decalogo che si propone di contestare punto per punto le motivazioni dei tagli alla scuola

di Redazione Studenti 1 ottobre 2008
In questi giorni di acceso dibattito su riforme e tagli alla scuola la Rete degli Studenti Medi - in attesa di scendere in piazza il prossimo 10 ottobre-  lancia un "kit" anti-ballismo che in dieci punti vuole far luce sulle dichiarazioni più frequenti che si stanno facendo sulla scuola. Il kit in  realtà è un decalogo realizzato in collaborazione con il CGD-Coordinamento Genitori Democratici e la CGIL che si propone di contestare punto per punto le motivazioni di tagli e riforme.

1. Meno ore di scuola = più qualità
Dicono che taglieranno le ore superflue e che in questo modo gli studenti saranno più preparati. In realtà tutto dipende da cosa e come si taglia: tagliare le ore di laboratorio nei tecnici e professionali, ad esempio, non aiuta di certo gli studenti a imparare meglio le materie pratiche! A fare le spese di questa scelta sono le ore che riguardano gli interessi degli studenti, il motivo per cui hanno scelto un tipo di scuola anziché un altro. In questo modo viene meno la funzione di orientamento che dovrebbe svolgere la scuola, cioè farci scoprire che cosa ci piace studiare, quali argomenti e campi ci appassionano, ecc.

2. Voto in condotta = rigore
“Per risolvere il problema del bullismo è necessario dare alle scuole strumenti efficaci per intervenire, per questo con il 5 in condotta si può tornare a bocciare” dice la Gelmini. Ma gli strumenti le scuole li hanno già, si chiamano Statuto degli studenti e Regolamento d’istituto. Lo Statuto prevede sanzioni disciplinari per tutte le infrazioni delle norme di convivenza civile, che possono anche portare alla bocciatura nei casi più gravi.

3. Grembiule= uguaglianza sociale
Per rendere gli studenti uguali a scuola serve prima di tutto una legge nazionale sul diritto allo studio, perché chi è svantaggiato possa permettersi di raggiungere la scuola, comprarsi i libri, continuare a studiare senza dovere, per provvedere al reddito della sua famiglia, entrare anzitempo nel mondo del lavoro, magari in nero.

4. Tagli = efficienza
L’idea che per la scuola si spende troppo è una balla gigantesca. Il nostro Paese spende molto meno del resto d’Europa per garantire un’istruzione di qualità a tutti. Meno fondi significa meno corsi di recupero, meno laboratori, meno gite, meno progetti studenteschi, meno sperimentazioni, meno borse di studio, meno sostegno per il costo dei libri di testo, scuole più brutte e meno sicure.

5. Scuola = futuro
La possibilità di assolvere l’obbligo scolastico anche in formazione professionale, quindi di andare a lavorare a 16 anni potrebbe significare che coloro che continueranno a studiare saranno i ricchi, mentre ai poveri rimarrà poca scuola e di pessima qualità.

6. Meno anni di scuola = più lavoro
La Gelmini lo ha detto: forse gli anni di scuola superiore passeranno da 5 a 4, con un anno aggiuntivo solo per chi vuole andare all’università. La Gelmini dice che nel nostro Paese i laureati restano disoccupati, mentre c’è richiesta di tecnici e professioni pratiche. La verità è un’altra: perché l’economia italiana possa essere competitiva c’è bisogno di più ricerca, cultura e innovazione.

7. Libertà di scelta = diritto allo studio
Noi parliamo di diritto allo studio, la Gelmini traduce con libertà di scelta. Il diritto allo studio è il diritto costituzionale inalienabile di poter accedere ai più alti gradi di istruzione indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Anche un povero, cioè, può provare a prendere il diploma o la laurea, e lo Stato deve aiutarlo a sostenere le spese dello studio. La libertà di scelta dovrebbe essere il diritto che viene dato alle famiglie di scegliere per i figli la scuola considerata migliore. Lo Stato deve finanziare il diritto allo studio per tutti. Poi viene anche la libertà di scelta.

8. Meno democrazia = più ordine
La Gelmini, nel suo discorso di insediamento, ha parlato di relazioni eccessivamente sindacali tra studenti e professori, che devono essere sostituite da un sano clima di amicizia e collaborazione.
La Rete degli Studenti crede invece che il disordine che regna spesso nelle scuole sia dovuto non di certo a chi vuole sostenere discussioni democratiche con gli insegnanti, ma piuttosto ai diritti negati, alle persone trattate come vasi da riempire.

9. Bullismo = emergenza numero uno
Il bullismo, di cui si parla tanto, è davvero la prima emergenza che la scuola deve affrontare? Secondo la Rete degli Studenti le emergenze vere sono l’edilizia scolastica, che rende molte scuole pericolose e sgradevoli da vivere, la valorizzazione dei docenti, l’assenza di un sistema di formazione per tutti i professori, la mancanza di fondi per laboratori, sperimentazioni, ecc.

10. Meno insegnanti = più qualità
Si comincia a tagliare dalla più che funzionante scuola elementare italiana: ma i tagli non si limiteranno alle elementari e alle medie, riguarderanno anche le superiori. In particolare verrà ulteriormente ridotto il numero di ore dei tecnici e dei professionali a scapito di laboratori e attività pratiche, che sono quelle maggiormente qualificanti in questo tipo di scuole. Verrà penalizzata anche la terza area dei professionali, cioè gli stage formativi e l’alternanza scuola-lavoro.

Per informazioni sulle iniziative della Rete degli Studenti www.retedeglistudenti.it

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Commenti

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farfallina mercoledì, 8 ottobre 2008

risposta

ma si puo' sapere che impariamo ai nostri figli? contestare sempre tutto e tutti per educarli meglio? siamo sempre promti a difenderli! la scuola deve educare come i genitori e le regole vanno rispettate vuol dire che se non si vogliono rispettare le regole a scuola neanche a casa si rispettano. chi ci rimette sono sempre i ragazzi volenterosi che fanno il prorpio dovere mentre quelli sfaticati, poverini, continuano a non fare nulla ed essere protetti. basta con gli scioperi, in questo periodo di crisi ci possiamo permettere pure di scioperare? almeno che i genitori stiano al loro posto e a scuola ci entrino il meno possibile! professori fatevi valere, abbiate cura dei vostri ragazzi e fatevi rispettare! non abbiate timore di mettere qualche 5 in più e premiatre chi vuol fare senza disturbare nessuno. così adesso non è!

n° 14
lamaddy mercoledì, 8 ottobre 2008

Re: risposta

Scusate ma... ho letto gli ultimi 4 commenti e ritengo che buona parte di queste persone dovrebbe tornare a scuola a fare qualche lezione in più di italiano!!! Gente, gli italiani non conoscono neanche più la propria lingua! Prima di avanzare certe argomentazioni bisognerebbe imparare a scrivere. E comunque la Gelimini stessa l'ha detto (almeno all'inizio di tutta questa bagarre!), i tagli vengono effettuati per motivi economici. E lei, che è andata a fare l'esame di avvocatura a Catanzaro, dovrebbe vergognarsi!! Solo che in questo Paese è in ottima compagnia, dunque... Aiuto!!

Rosy venerdì, 10 ottobre 2008

Re: risposta

Denigrare tutto e tutti nono credo sia costruttivo. Non tutti sono professori, e vi posso assicurare che anche i professori fanno degli strafalcioni. Le persone, anche se non usano un linguaggio italiano perfetto, possono comunque esprimere le loro opinioni senza essere denigrati.

C mercoledì, 8 ottobre 2008

C

Il Decreto Legge 137 è una pagliacciata...
Chi vi scrive è uno studente di Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi di Salerno nonchè Consigliere dell'Area Didattica della stessa facoltà.
Il nuovo decreto legge della Gelmini serve solo a creare ulteriore disordine in un sistema che già di per sè brancola nel buio tra le diverse epistemologie pedagogiche;
Ciò che viene noi insegnato all'università è praticamente il contrario di ciò che troviamo all'interno dello stesso decreto legge... già il fatto di pensare che il maestro unico ha il "potere" di bocciare con una sola mediocrità (5) in una sola materia uno studente che si affaccia alla scuola provocherà un senso di disagio ulteriore dello stesso studente in rapporto con il mondo-scuola il quale ha come obiettivo primario non quello di sfornare GENI ma bensì di promuovere alla cultura, alla cittadinanza, alla salute ma soprattutto alla FIDUCIA. Un bambino che verrà giudicato da una sola persona come NON IDONEO per proseguire all'anno successivo si porterà dentro un tale grado si sfiducia/timore nell'essere adulto/insegnante che non saprà crescere adeguatamente con serenità nella propria consizione di studente/individuo e questa tale sfiducia lo pervarrà fino ad età adulta momento in cui la sfiducia sarà riposta sia verso la scuola che verso lo Stato in cui vive.
EGREGIO MINISTRO GELMINI si ricordi prima di tutto che la scuola è DEI BAMBINI/ALUNNI e non dei professori/ministri in cui vi entrano come dei despoti/tiranni che possono decidere le sorti di una sola persona con la propria "valutazione infallibile" e che la stessa valutazione creerà delle proiezioni del proprio essere come non idoneo alla vita scolastica e il risultato sarà ulteriore dispersione scolastica e abbandono.
Poi mi si faccia capire una cosa, quale sarà il grado di valutazione per decidere (visto l'introduzione del Maestro Unico) quali saranno i maestri che dovranno abbandonare il proprio ruolo???
Spero non sia in base all'anzianità di servizio perchè qui già è nera per entrare nella scuola... poi se appena uno ci entra voi lo cacciate perchè ha poca anzianità di servizio... ditemi cosa dovrebbe fare un cittadino dello stato italiano che vuole vivere onestamente lavorando dopo aver fatto tanti sacrifici negli studi... uscirsene dalla scuola con una mano davanti ed una dietro???
Un'altra domanda ILLUSTRISSIMO MINISTRO ma sua sorella è di ruolo...??? Lei sarà tra i Maestri Unici o tra coloro che dovranno lasciar il posto di lavoro a causa del taglio che Lei ha intenzione di dare???
ITALIA RIALZATI !!!

Vi riporto un articolo per vostra conoscenza di quelli che saranno gli effetti devastanti del piano Gelmini:
"Gli effetti sul personale della scuola del piano Gelmini nel 2009/2010: soprannumerari e supplenti senza più un lavoro
26-09-2008 | Scuola
Il piano programmatico di attuazione dell'art. 64della legge 133/08, prevede tagli di organico per oltre 130.000 posti.
Solo nel prossimo anno scolastico (2009/10) i tagli saranno oltre 67.000 (tra docenti e ATA), in ogni ordine di scuola.
Abbiamo effettuato una simulazione degli effetti del piano nel 2009/10 applicando i parametri indicati nello stesso e rapportandoli alle situazioni delle singole province.
Ne emerge un quadro preoccupante: i tagli non risparmiano nessuna provincia e nessun profilo professionale.
Il dato più allarmante è quello relativo al personale precario che il prossimo anno non avrà più un lavoro: solo nel 2009, 27.000 docenti e 9.000 ATA, che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole, non lavoreranno più. Diventeranno più povere le loro famiglie e diventerà più povera la scuola che non potrà contare su risorse nuove perché il piano Tremonti/Gelmini azzera, nei fatti, le immissioni in ruolo previste dal Governo Prodi.
Ma i tagli colpiranno anche il personale di ruolo: quasi 10.000 soprannumerari che saranno costretti ad essere utilizzati per le supplenze.
E questo è solo l'inizio! Nei due anni successivi i restanti 75.000 tagli, che potrebbero crescere a dismisura con l'applicazione del maestro unico, espelleranno dalla scuola altre migliaia di supplenti (con pesanti ricadute sulle loro prospettive di lavoro e professionali) e creeranno altri soprannumerari con un devastante effetto sulla qualità della scuola e sulle professionalità dei lavoratori.
Roma, 26 settembre 2008"

Uno studente non certo modello (espulso dalla scuola e non ammesso al Politecnico) una volta disse:- “A me la cosa peggiore in una scuola sembra l'uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull'autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell'allievo. Produce dei soggetti sottomessi. (...) È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all'insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l'unica fonte di rispetto da parte dell'allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell'insegnante stesso. (…) La scuola deve far sì che un giovane ne esca con una personalità armoniosa e non ridotto a uno specialista." Si chiamava Albert Einstein e di professione era un impiegato all’ufficio brevetti con la passione per la fisica. (Albert Einstein, “Pensieri di un uomo curioso”).

n° 13
billy mercoledì, 8 ottobre 2008

leggete un pò qua invece...

E a voi sembra una cosa intelligente contestare PUNTO PER PUNTO ogni decisione presa a riguardo? e un poco di umiltà invece, nel riconoscere anche gli aspetti positivi?non ce ne sono, direte... e ancora non capite che vi fate ridere dietro da mezza (anzi,più di mezza)italia con queste polemiche(pazzesco, avete trovato da polemizzare perfino sul grembiule..)?!? in italia non si andrà mai avanti, perchè sono ancora troppi coloro che a prescindere dalle decisioni del governo, "remano contro" solo per una questione politica(e chi ha orecchie per intendere,intenda). cercate di collaborare attivamente, perchè tutti sappiamo che in fondo non sarà una mattina al bar che farà cambiare idea al ministro. dunque, anzichè fare i disfattisti da quattro soldi e polemizzare ocamente OGNI SINGOLO PUNTO..........COLLABORATE in modo produttivo, per cortesia. altrimenti i risultati saranno SEMPRE quelli...di chi qui sotto ha già espresso il suo punto di vista ;-)

n° 12
billy mercoledì, 8 ottobre 2008

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E a voi sembra una cosa intelligente contestare PUNTO PER PUNTO ogni decisione presa a riguardo? e un poco di umiltà invece, nel riconoscere anche gli aspetti positivi?non ce ne sono, direte... e ancora non capite che vi fate ridere dietro da mezza (anzi,più di mezza)italia con queste polemiche(pazzesco, avete trovato da polemizzare perfino sul grembiule..)?!? in italia non si andrà mai avanti, perchè sono ancora troppi coloro che a prescindere dalle decisioni del governo, "remano contro" solo per una questione politica(e chi ha orecchie per intendere,intenda). cercate di collaborare attivamente, perchè tutti sappiamo che in fondo non sarà una mattina al bar che farà cambiare idea al ministro. dunque, anzichè fare i disfattisti da quattro soldi e polemizzare ocamente OGNI SINGOLO PUNTO..........COLLABORATE in modo produttivo, per cortesia. altrimenti i risultati saranno SEMPRE quelli...di chi qui sotto ha già espresso il suo punto di vista ;-)

n° 11
elena mercoledì, 8 ottobre 2008

svegliatevi!!!!!!!!!

sono d'accordo. però credo che solo di anno in anno si riesca a capire cosa c'è ancora da cambiare in questa scuola del 2000.. è questo il problema... inoltre non mi sembra una catastrofe questo cambiamento anzi... la maggior parte dei punti credo sia condivisibile da tutti... tranne da coloro che vanno a scuola per passare il tempo... ma che non ci andassero proprio... o per lo meno che non si lamentino... se nella scuola si deve per forza studiare! qui nesuno vuol fare più niente... si va avanti con manifestazione che salvano in calcio d'angolo lo studente dalinterrogazione... in fondo non tutti possono essere cosi contrari.... è una pura forma di impocrisia e conformità... pazzi..

n° 10
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