Un docente dell'Istituto professionale Casagrande di Terni preferisce che durante le sue ore di lezione sulle pareti non sia appeso il crocifisso ed ora rischia, nel peggiore dei casi, il licenziamento. Franco Coppoli, questo il nome dell'insegnante, appena arriva in classe stacca il crocifisso dal muro e lo riappende alla fine delle sue lezioni. Per questo suo comportamento è stato denunciato dal preside dell'istituto, Giuseppe Metastasio, alla Procura della Repubblica. Ora il professore dovrà recarsi recarsi davanti all'Organo di Disciplina del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per spiegare le motivazioni della sua scelta e cercare di evitare l'allontanamento dalla scuola.
L'episodio in realtà risale all'inizio dell'anno scolastico. Inizialmente gli studenti non si sono lamentati della scelta dell'insegnante, ma poi alcuni ne hanno discusso durante un'assemblea studentesca ed i ragazzi hanno deciso di non voler accettare che il crocifisso venisse tolto durante le ore di lezione del professor Coppoli. Il docente non ha però accettato la decisione degli studenti. Il preside dell'istituto ha cercato di far "rispettare la volontà degli studenti", imponendo al docente di non staccare più il crocifisso dal muro, se voleva evitare che prendesse provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Ma l'insegnante ha rivendicato la sua scelta "di non fare lezione sotto un simbolo appeso dietro la cattedra, di una specifica confessione religiosa, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali".
Piero Bernocchi dei Cobas ha così commentato l'episodio: "l'attacco discriminatorio a Coppoli si inserisce in un quadro caratterizzato dalle sistematiche ingerenze della chiesa cattolica nelle vita politica italiana". Il sindacato ritiene che "essendo abrogate le norme fasciste che inserivano il crocifisso tra gli arredi scolastici nelle scuole elementari e medie, non esiste alcuna norma che preveda l'obbligo del crocifisso in aula".
Stato laico ? Dittatura atea, relativista,.......
Quanta ignoranza e.......
Stato clericale ? Dittatura cattolica, assolutista,.......
Quanta ignoranza e.......
facciamoci comandare ai musulmani allora!
Togliamo i crocifissi, giriamo col velo e facciamo digiuno fino al tramonto... tanto ci siamo quasi!!!
con sta mentalità che si ritrova l'Italia gli extracomunitari ci stanno pestando!
Già hanno le leggi a loro favore per qualcunque cosa, facciamoli anche contenti su questo!!!
Re: facciamoci comandare ai musulmani allora!
> Togliamo i crocifissi, giriamo col velo e facciamo
> digiuno fino al tramonto... tanto ci siamo quasi!!!
> con sta mentalità che si ritrova l'Italia gli
> extracomunitari ci stanno pestando!
> Già hanno le leggi a loro favore per qualcunque
> cosa, facciamoli anche contenti su questo!!!
Sei veramente patetica... se non lo fossi potrei dirti "bella cristiana che sei, difendi il crocefisso ma non i valori di chi c'è morto né il motivo per cui l'ha fatto" ma so che a spingerti a scrivere quello che hai scritto non è la fede, che sicuramente ti manca e questo si verificherà nel giorno del giudizio dove non sperare di essere ammessa alla destra di Dio, ma semplicemente l'odio verso il diverso e tanta, tanta, ma proprio tanta ignoranza.
Più poveri o più ricchi?
Sono un prete e spero che il caso specifico si risolva usando il buon senso e non il muro contro muro, con molta semplicità mi permetto di porre una domanda. Eliminare progressivamente i simboli religiosi, crocifisso o altro indistintamente, non significa impoverire la nostra cultura? Che lo si voglia o meno la fede in Dio rappresenta il motore del pensare e dell'agire dell'uomo da sempre, a maggior ragione in occidente... Anziché togliere sempre non sarebbe più utile aggiungere, spiegare, spiegarsi? Mi pare che ci sia più libertà là dove c'è maggiore conoscenza reciproca, molta meno là dove si ragione per slogan, ideologia, violenze verbali di vario genere. La Chiesa cattolica in passato ed anche oggi ha fatto degli sbagli, ma penso che sia in buona compagnia. Ha senso continuare a tirarsi stracci?
Grazie per la vostra attenzione e questo spazio di confronto.
R: Più poveri o più ricchi?
Buongiorno! mi ci sono voluti 15 minuti per capire come funziona il foruma, ma adesso che ci sono mi piacerebbe esprimermi. Dunque:non sono un prete, sono una persona laica come tante, ma, non nascondo, decisamente crdente. Anzichè chiedermi se, togliendo il crocifisso dalle scuole si finirà con il girare con un velo, preferisco chiedermi:se si mette in discussione il senso del crocifisso,allora ha senso continuare a stare a casa la domenica?La scuola è un organo statale, è vero (ma Gesù ha detto "date a Cesare quel che è di Cesare"), tuttavia..è anche il luogo deputato alla crescita ed alla formazione personale xegli studenti. è davvero così utile "depurarla" dalla religione? la religione cattolica è il tessuto)ha permeato la storia europea (anche aprire un libro di storia ogni tanto non sarebbe una brutta idea!).Il crocifisso è per noi simbolo della morte E RISURREZIONE di Cristo. Eliminarlo significa minare il cuore stesso della religione. Se si elmina il crocifisso, allora tanto vale eliminare OGNI ALTRA FORMA DI RELIGIOSITà (la legge è = per tutti, dunque niente crocifisso ma niente moschee).Questa decisione è stata presa dal governo italiano, per cui mi piacerebbe avere un'opinione:si continua a dare la colpa agli extrac9omunitari di volerci derubare della religione, ma...noi abbiamo fatto qualcosa per difenderla?Mia nipote ha due musulmani in classe, i quali hanno trovato inconcepibile l'idea che si tolga il simbolo religioso dalle classi...Qualcuno mi aiuta a capire??
R: Più poveri o più ricchi?
> Sono un prete e spero che il caso specifico si risolva usando il buon senso e non il muro contro muro, con molta semplicità mi permetto di porre una domanda. Eliminare progressivamente i simboli religiosi, crocifisso o altro indistintamente, non significa impoverire la nostra cultura? Che lo si voglia o meno la fede in Dio rappresenta il motore del pensare e dell'agire dell'uomo da sempre, a maggior ragione in occidente... Anziché togliere sempre non sarebbe più utile aggiungere, spiegare, spiegarsi? Mi pare che ci sia più libertà là dove c'è maggiore conoscenza reciproca, molta meno là dove si ragione per slogan, ideologia, violenze verbali di vario genere. La Chiesa cattolica in passato ed anche oggi ha fatto degli sbagli, ma penso che sia in buona compagnia. Ha senso continuare a tirarsi stracci? Grazie per la vostra attenzione e questo spazio di confronto.
Re: Più poveri o più ricchi?
Dal momento che esiste la libertà di coscienza, caro prete, dovebbe sapere che come esiste ed è tollerata la libertà religiosa esiste la corrispondente libertà negativa. Non le passa per niente per la testa che ad un ateo potrebbe dare fastidio l'apposizione del crocifisso nell'aula scolastica?? LA SCUOLA E'LAICA!io per assurdo potrei benissimo mettere in classe dei simboli contro la religione..bè allora?Quelli non andrebbero bene?L'Italia non crescerà mai, mi dispiace dirlo.
Re: Più poveri o più ricchi?
> Dal momento che esiste la libertà di coscienza,
> caro prete, dovebbe sapere che come esiste ed è
> tollerata la libertà religiosa esiste la
> corrispondente libertà negativa. Non le passa per
> niente per la testa che ad un ateo potrebbe dare
> fastidio l'apposizione del crocifisso nell'aula
> scolastica?? LA SCUOLA E'LAICA!io per assurdo
> potrei benissimo mettere in classe dei simboli
> contro la religione..bè allora?Quelli non
> andrebbero bene?L'Italia non crescerà mai, mi
> dispiace dirlo.
Cara Chiara, personalmente non amo mai ciò che è semplicemente "contro", mi pare non aiuti nessuno a crescere. Mi piacerebbe capire di più, proprio perché cerco di non essere contro, pur mantenendo la mia indentità. Perchè un crocifisso può essere urtante per un ateo? Ti assicuro la mia non è affatto una provocazione, mi è davvero difficile comprendere. Personalmente un simbolo che non mi appartiene culturalmente non mi urta, perché un crocifisso o una mezzaluna o un Budda, urta un ateo?
Grazie per una tua risposta.
Re: Più poveri o più ricchi?
buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol dire sempre assecondare la chiesa e i suoi capricci assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli non impoverisce la nostra cultura...e no, la maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di credere e pensare in quello che si vuole non per forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo arricchirci cn altro.. non con le statuine...
R: Re: Più poveri o più ricchi?
Nella Bibbia c'è scritto che"noi siamo il sale ed il liebito della terra".troppo lievito/sale rovinano le pietanze:la nostra no è una religione di numeri, di quantità, ma di qualità. I simboli, però hanno una loro funzione, da sempre
Re: Più poveri o più ricchi?
> buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol
> dire sempre assecondare la chiesa e i suoi capricci
> assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli
> non impoverisce la nostra cultura...e no, la
> maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di
> credere e pensare in quello che si vuole non per
> forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo
> arricchirci cn altro.. non con le statuine...
Cara Julia,
grazie per la tua risposta. Mi aiuti a capire una cosa? In questo caso non mi pare di aver letto che qualcuno - vescovo, preti etc. - abbia chiesto licenziamenti o altro. Sono stai i ragazzi della scuola a far notare la cosa... Questo per me significa che ci sono persone che attraverso quel simbolo riconosco un sistema di valori, un modello di vita spesa per gli altri, una vicinanza del divino che è importante. Il loro pensiero - non imposto ma proposto - non ha diritto di esistere? La libertà penso sia anche dare la possibilità a chi crede di poterlo fare. Se per te un crocifisso non rappresenta nulla, per altri potrebbe non essere così. Io ci ho scommesso la vita, ad esempio. Viviamo tutti di simboli, con l'alfabeto muto - ai tempi non c'erano ancora sms - mi hanno passato un mare di risposte ai tempi del liceo!
Grazie per un tuo pensiero.
Re: Più poveri o più ricchi?
>> buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol
>> dire sempre assecondare la chiesa e i suoi
>capricci
>> assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli
>> non impoverisce la nostra cultura...e no, la
>> maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di
>> credere e pensare in quello che si vuole non per
>> forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo
>> arricchirci cn altro.. non con le statuine...
>
>Cara Julia,
>grazie per la tua risposta. Mi aiuti a capire una
>cosa? In questo caso non mi pare di aver letto che
>qualcuno - vescovo, preti etc. - abbia chiesto
>licenziamenti o altro. Sono stai i ragazzi della
>scuola a far notare la cosa... Questo per me
>significa che ci sono persone che attraverso quel
>simbolo riconosco un sistema di valori, un modello
>di vita spesa per gli altri, una vicinanza del
>divino che è importante. Il loro pensiero - non
>imposto ma proposto - non ha diritto di esistere?
>La libertà penso sia anche dare la possibilità a
>chi crede di poterlo fare. Se per te un crocifisso
>non rappresenta nulla, per altri potrebbe non
>essere così. Io ci ho scommesso la vita, ad
>esempio. Viviamo tutti di simboli, con l'alfabeto
>muto - ai tempi non c'erano ancora sms - mi hanno
>passato un mare di risposte ai tempi del liceo!
>Grazie per un tuo pensiero.
Ciao don Luca,
io sono pienamente a favore del prof...quello che dici sul simbolo che per qualcuno può valere molto per altri niente potrebbe essere condivisibile...ma scommetto che se un ragazzo di un'altra religione appendesse il suo bel simbolo al muro di una scuola italiana verrebbe subito aggredito, e questo perchè vi è mancanza di libertà... non vedo perchè se si possa appendere un crocefisso non si possa fare la stessa cosa con un qualsiasi altro simbolo. Per questo motivo è meglio non fare discriminazione lo stato è laico la scuola pure quindi non sento il bisogno di un simbolo che limiti la mia libertà... se si vuole avere un momento spirituale vi sono le sedi opprtune chiese, moschee ecc non certo una scuola... anzi sarei molto più contento se eliminassero lo studio della religione cattolica in cambio di un più sensato studio su tutte le religioni... a scuola non si deve fare catechiesi questa non è apertura culturale ...la scuola deve dare l'opportunità ai ragazzi di formare le proprie idee mostrandogli tutto ciò che li circonda e non limitandoli a sentire un'unica parrocchia.
Re: Più poveri o più ricchi?
>Ciao don Luca,
>io sono pienamente a favore del prof...quello che
>dici sul simbolo che per qualcuno può valere molto
>per altri niente potrebbe essere condivisibile...ma
>scommetto che se un ragazzo di un'altra religione
>appendesse il suo bel simbolo al muro di una scuola
>italiana verrebbe subito aggredito, e questo perchè
>vi è mancanza di libertà... non vedo perchè se si
>possa appendere un crocefisso non si possa fare la
>stessa cosa con un qualsiasi altro simbolo. Per
>questo motivo è meglio non fare discriminazione lo
>stato è laico la scuola pure quindi non sento il
>bisogno di un simbolo che limiti la mia libertà...
>se si vuole avere un momento spirituale vi sono le
>sedi opprtune chiese, moschee ecc non certo una
>scuola... anzi sarei molto più contento se
>eliminassero lo studio della religione cattolica in
>cambio di un più sensato studio su tutte le
>religioni... a scuola non si deve fare catechiesi
>questa non è apertura culturale ...la scuola deve
>dare l'opportunità ai ragazzi di formare le proprie
>idee mostrandogli tutto ciò che li circonda e non
>limitandoli a sentire un'unica parrocchia.
Ciao Pietro,
cosa intendi per libertà? Credo che sul significato di questo termine si giochi tutto questo discorso. Concordo con te sul fatto che i ragazzi dovrebbero avere più risorse a disposizione per capire il mondo attorno a loro. Ma non pensi che il mondo attorno a noi, in Italia, esista - bene o male non mi interessa qui - a motivo del cristianesimo? E dunque il cristianesimo come materia di studio non ha diritto di patria - non da solo - nel bagaglio culturale di un italiano o europeo? Come può una persona capire l'arte, la storia, la letteratura, la musica senza avere dei riferimenti culturali cristiani?
Ho allargato il cerchio, me ne scuso, ma credo che il nostro povero prof da cui siamo partiti non me ne vorrà...
Grazie per il vostro ascolto.
Re: Più poveri o più ricchi?
>>Ciao don Luca,
>>io sono pienamente a favore del prof...quello che
>>dici sul simbolo che per qualcuno può valere molto
>>per altri niente potrebbe essere condivisibile...ma
>>scommetto che se un ragazzo di un'altra religione
>>appendesse il suo bel simbolo al muro di una scuola
>>italiana verrebbe subito aggredito, e questo perchè
>>vi è mancanza di libertà... non vedo perchè se si
>>possa appendere un crocefisso non si possa fare la
>>stessa cosa con un qualsiasi altro simbolo. Per
>>questo motivo è meglio non fare discriminazione lo
>>stato è laico la scuola pure quindi non sento il
>>bisogno di un simbolo che limiti la mia libertà...
>>se si vuole avere un momento spirituale vi sono le
>>sedi opprtune chiese, moschee ecc non certo una
>>scuola... anzi sarei molto più contento se
>>eliminassero lo studio della religione cattolica in
>>cambio di un più sensato studio su tutte le
>>religioni... a scuola non si deve fare catechiesi
>>questa non è apertura culturale ...la scuola deve
>>dare l'opportunità ai ragazzi di formare le proprie
>>idee mostrandogli tutto ciò che li circonda e non
>>limitandoli a sentire un'unica parrocchia.
>
>Ciao Pietro,
>cosa intendi per libertà? Credo che sul significato
>di questo termine si giochi tutto questo discorso.
>Concordo con te sul fatto che i ragazzi dovrebbero
>avere più risorse a disposizione per capire il
>mondo attorno a loro. Ma non pensi che il mondo
>attorno a noi, in Italia, esista - bene o male non
>mi interessa qui - a motivo del cristianesimo? E
>dunque il cristianesimo come materia di studio non
>ha diritto di patria - non da solo - nel bagaglio
>culturale di un italiano o europeo? Come può una
>persona capire l'arte, la storia, la letteratura,
>la musica senza avere dei riferimenti culturali
>cristiani?
>Ho allargato il cerchio, me ne scuso, ma credo che
>il nostro povero prof da cui siamo partiti non me
>ne vorrà...
>Grazie per il vostro ascolto.
>
Anche se mi ritengo ateo, sinceramente ho ancora qualche piccolo dubbio, non svaluto di certo l'importanza che il cristianesimo ha avuto e ha nella nostra cultura... però quello che si fa a scuola,specialmente nell'ora di religione, non è uno studio obbiettivo e critico riguardo il cristianesimo e la sua storia, ma uno sgradevole modo d'imprimere a tutti i costi la fede anche in chi non c'è la... quindi ben venga uno studio del cristianesimo come storia e come movimento che ha influenzato tutta la nostra cultura ma non sicuramente come catechismo.
Re: Più poveri o più ricchi?
>
>Anche se mi ritengo ateo, sinceramente ho ancora
>qualche piccolo dubbio, non svaluto di certo
>l'importanza che il cristianesimo ha avuto e ha
>nella nostra cultura... però quello che si fa a
>scuola,specialmente nell'ora di religione, non è
>uno studio obbiettivo e critico riguardo il
>cristianesimo e la sua storia, ma uno sgradevole
>modo d'imprimere a tutti i costi la fede anche in
>chi non c'è la... quindi ben venga uno studio del
>cristianesimo come storia e come movimento che ha
>influenzato tutta la nostra cultura ma non
>sicuramente come catechismo.
Ciao Pietro,
mi dispiace molto se hai avuto nella tua esperienza scolastica forzature come quelle che segnali. Spero non siano la norma, altri interventi me lo fanno sperare. Personalmente mi adopero perché fede e vita si incontrino in modo tale che una persona possa decidere di avere una vita di fede. Senza costrizioni, se non la costrizione che nasce dalla meraviglia, dalla bellezza del rapporto con Dio, dalla libertà che può dare il sentirsi amati e custoditi da Dio, dall'evidenza di una verità che ti permette di fondare la tua vita sul sicuro. Sono convinto, non farei il prete altrimenti, che il "prodotto è buono" e che non ha bisogno, una volta presentato nella sua evidenza ed oggettività, di forzature di alcun tipo. Spero che tu possa avere l'occasione di un approccio più onesto da parte di persone di fede che ti permettano di valutare serenamente. E grazie per aver fatto riflettere me!
Re: Più poveri o più ricchi?
però quello che si fa a
>scuola,specialmente nell'ora di religione, non è
>uno studio obbiettivo e critico riguardo il
>cristianesimo e la sua storia, ma uno sgradevole
>modo d'imprimere a tutti i costi la fede anche in
>chi non c'è la
Ciao Pietro,
io nei 5 anni di scuola superiore ho sempre seguito l'ora di religione e il mio professore non ha mai cercato di "imprimere a tutti i costi la fede anche in chi non ce l'ha". Anzi, la sua ora era seguita anche da persone non credenti perchè era un'ora in cui potevamo parlare liberamente di qualsiasi argomento d'attualità, analizzando anche la posizione della Chiesa certo, ma comunque era sempre un momento di confronto e di crescita collettiva.
Re: Più poveri o più ricchi?
>>>Ciao don Luca,
>>>io sono pienamente a favore del prof...quello che
>>>dici sul simbolo che per qualcuno può valere molto
>>>per altri niente potrebbe essere
>condivisibile...ma
>>>scommetto che se un ragazzo di un'altra religione
>>>appendesse il suo bel simbolo al muro di una
>scuola
>>>italiana verrebbe subito aggredito, e questo
>perchè
>>>vi è mancanza di libertà... non vedo perchè se si
>>>possa appendere un crocefisso non si possa fare la
>>>stessa cosa con un qualsiasi altro simbolo. Per
>>>questo motivo è meglio non fare discriminazione lo
>>>stato è laico la scuola pure quindi non sento il
>>>bisogno di un simbolo che limiti la mia libertà...
>>>se si vuole avere un momento spirituale vi sono le
>>>sedi opprtune chiese, moschee ecc non certo una
>>>scuola... anzi sarei molto più contento se
>>>eliminassero lo studio della religione cattolica
>in
>>>cambio di un più sensato studio su tutte le
>>>religioni... a scuola non si deve fare catechiesi
>>>questa non è apertura culturale ...la scuola deve
>>>dare l'opportunità ai ragazzi di formare le
>proprie
>>>idee mostrandogli tutto ciò che li circonda e non
>>>limitandoli a sentire un'unica parrocchia.
>>
>>Ciao Pietro,
>>cosa intendi per libertà? Credo che sul significato
>>di questo termine si giochi tutto questo discorso.
>>Concordo con te sul fatto che i ragazzi dovrebbero
>>avere più risorse a disposizione per capire il
>>mondo attorno a loro. Ma non pensi che il mondo
>>attorno a noi, in Italia, esista - bene o male non
>>mi interessa qui - a motivo del cristianesimo? E
>>dunque il cristianesimo come materia di studio non
>>ha diritto di patria - non da solo - nel bagaglio
>>culturale di un italiano o europeo? Come può una
>>persona capire l'arte, la storia, la letteratura,
>>la musica senza avere dei riferimenti culturali
>>cristiani?
>>Ho allargato il cerchio, me ne scuso, ma credo che
>>il nostro povero prof da cui siamo partiti non me
>>ne vorrà...
>>Grazie per il vostro ascolto.
>>
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>Anche se mi ritengo ateo, sinceramente ho ancora
>qualche piccolo dubbio, non svaluto di certo
>l'importanza che il cristianesimo ha avuto e ha
>nella nostra cultura... però quello che si fa a
>scuola,specialmente nell'ora di religione, non è
>uno studio obbiettivo e critico riguardo il
>cristianesimo e la sua storia, ma uno sgradevole
>modo d'imprimere a tutti i costi la fede anche in
>chi non c'è la... quindi ben venga uno studio del
>cristianesimo come storia e come movimento che ha
>influenzato tutta la nostra cultura ma non
>sicuramente come catechismo.
"CE L'HA" per l'amor di Dio (dato che siamo in tema)
Re: Più poveri o più ricchi?
Salve a tutti. Sono uno studente di giurisprudenza. Sono davvero indignato dal fatto che esistano insegnanti del genere nelle nostre scuole, ma sicuramente si tratta di un episodio acuto do megalomania isterica, non infrequente tra i docenti nostrani. Per far chiarezza su questa situazione, andrebbe prima di tutto compreso il significato di laicismo, o almeno il senso che ha per la nostra coscienza. Esser laico è un diritto che la Chiesa riconosce ad ogni uomo, quello di scegliere il proprio stato, conformemente al proprio stile di vita: don Luca, per esempio ha scelto lo stato clericale, essendo presbitero, abbiamo poi i religiosi e le religiose che consacrano la loro vita al Signore facendo i voti pubblici, e poi ci sono i laici che pur non avendo ricevuto il sacramento dell'ordine sono anch'essi investiti della funzione sacerdotale comune. Essere laici non significa essere al di fuori della Chiesa, ma esserne perfettamente inseriti e anzi, concorrere alle potestà che l'ordine sacro concede e anche alla giurisdizione stessa della Chiesa. Dall'altra parte la Costituzione afferma il laicismo dello Stato Italiano non nel disinteresse alla religione cattolica, ma anzi promuovendo il progresso spirituale del paese. Fortunatamente non viviamo in Francia dove non ci si può sposare in chiesa se non ci si è sposati precedentemente in comune, senza incorrere in una sanzione; eppure la Francia deve così tanto alla Chiesa... e non siamo neanche in Spagna dove il primo ministro si rifiuta di presenziare alla messa officiata del Papa. Questo atteggiamento di totale avversione verso la Chiesa è del tutto inconcepibile e la colpa non è dei giovani - a un giovane basta talmente poco per farlo innamorare di Dio - la colpa è proprio dei media, del mondo del consumismo che vede in Dio il suo più grande nemico: sì perchè Cristo non ragiona in termini di reciprocità, di affarismo, di contropartita, ma ti dà 100 senza chiedere in cambio niente e questo è il messaggio più pericoloso per il mondo in cui viviamo oggi, un messaggio potentissimo e quanto mai temuto. Ora un insegnante che in nome del laicismo pretende di levare la presenza di Dio dal suolo del suo staterello fortificato che è la sua aula, su cui ha potere assoluto, credo che sinceramente sia assai poco colto e che non abbia nulla da fare se non rimpiangere le (ahilui) trascorse contestazioni sessantottine. Altro sarebbe il caso in cui la Chiesa gli imponesse indebite prestazioni che come cittadino italiano egli deve al proprio Stato. Parlando di laicismo e di separazione delle ingerenze tra Stato e Chiesa, ciò riguarda solo l'aspetto costituzionale (per esempio il caso in cui il governo volesse nominare i Vescovi, o dare il suo assenso, come succedeva nel decaduto regime fascista) e non le reciproche influenze (benefiche e necessarie direi) tra i due ordinamenti. Ma è un vecchio principio già presente dal tempo di Gelasio quello per cui il Papa ha il potere spirituale e il governante quello temporale Per cui non si può tanto facilmente accusare la Chiesa, come spesso si sente in oscene trasmissioni pseudo-culturali della terza rete pubblica di ingerenze nella funzione politica dello Stato: la Chiesa in quel caso esprime solo il suo indirizzo spirituale nella vicenda, e lo può fare benissimo in virtù del suo magistero. D'altra parte lo Stato pone le sue limitazione alla Chiesa, data la sua funzione pubblica, ma anch'esso senza ostacolare l'attività propria della Chiesa: quella dell'evangelizzazione. Ora mi chiedo, se gli studenti, ossessionati da un forte influsso anticlericale che proviene dalla cultura odierna sono riusciti a capire che il gesto del loro insegnante era a dir poco deplorevole, discutendone nell'assemblea di classe, allora questo già di per se basta a comprendere l'immoralità di questo gesto. Quello che mi chiederei prima di tutto è se questo insegnante volesse levare Dio dalla sua vista, oppure nascondere se stesso alla vista di Dio? Dal momento che l'insegnante, sedendo in cattedra, volta le spalle al crocifisso per la durata dell'intera lezione, io opterei per la seconda possibilità, e penso che quest'uomo abbia tante vergogne da non riuscire a sopportare il fatto di essere alla presenza di Cristo. Ma chi di noi non può provare un minimo di umiltà e ammirazione vedendo l'immagine dell'amore, che non è un cuore ma è una croce... Sinceramente credo che nessuno possa rinnegare un simbolo sacro; nel caso di uno studente di differente religione nulla gli vieta di professare e apportare i suoi simboli di culto sempre che non interferiscano con lo svolgimento della lezione; parimenti per l'ateo, non credo che la vista di un crocifisso possa turbarlo più di tanto, dacché dal suo punto di vista è solo una bella leggenda, quindi, perchè dannarsi per una semplice favoletta? Piuttosto guardiamo ai fatti, guardiamo come la Chiesa si è comportata nel corso della vicenda di Eluana Englaro: tutti questi sedicenti politicanti e questi giornalisti mercenari hanno accusato a destra e a manca senza alcuna pietà, senza alcun senso di coerenza, dapprima difendendo strenuamente la dolorosa "battaglia" di questa famiglia, e poi accusando senza alcuna vergogna, esternandosi nella loro più naturale forma da sciacallo. Solo la Chiesa non ha giudicato e ha rispettato le scelte fatte, non condividendole certo, ma rispettandole. Credo che sia una dimostrazione di altissima umanità e di rispetto dell'uomo. Penso che la scuola proprio perchè promotrice dei principi costituzionali debba portare il messaggio cristiano, non come imposizione, ma come offerta, perchè in ambito religioso non c'è concorrenza, c'è solo la fede e la fede non è un miracolo nè un'ispirazione sacra, è un incontro che si fa nella propria vita, è incontro con gli altri e incontro dentro se stessi. Se ancora in questo mondo ci resta la speranza è perché esistono persone che offrono la propria vita per noi che siamo uniti con Dio, così come ha fatto don Luca, e hanno fatto molti prima di lui. Grazie per la lettura. Antonio.
Re: Più poveri o più ricchi?
> Salve a tutti. Sono uno studente di giurisprudenza.
> Sono davvero indignato dal fatto che esistano
> insegnanti del genere nelle nostre scuole, ma
> sicuramente si tratta di un episodio acuto do
> megalomania isterica, non infrequente tra i docenti
> nostrani. Per far chiarezza su questa situazione,
> andrebbe prima di tutto compreso il significato di
> laicismo, o almeno il senso che ha per la nostra
> coscienza. Esser laico è un diritto che la Chiesa
> riconosce ad ogni uomo, quello di scegliere il
> proprio stato, conformemente al proprio stile di
> vita: don Luca, per esempio ha scelto lo stato
> clericale, essendo presbitero, abbiamo poi i
> religiosi e le religiose che consacrano la loro
> vita al Signore facendo i voti pubblici, e poi ci
> sono i laici che pur non avendo ricevuto il
> sacramento dell'ordine sono anch'essi investiti
> della funzione sacerdotale comune. Essere laici non
> significa essere al di fuori della Chiesa, ma
> esserne perfettamente inseriti e anzi, concorrere
> alle potestà che l'ordine sacro concede e anche
> alla giurisdizione stessa della Chiesa. Dall'altra
> parte la Costituzione afferma il laicismo dello
> Stato Italiano non nel disinteresse alla religione
> cattolica, ma anzi promuovendo il progresso
> spirituale del paese. Fortunatamente non viviamo in
> Francia dove non ci si può sposare in chiesa se non
> ci si è sposati precedentemente in comune, senza
> incorrere in una sanzione; eppure la Francia deve
> così tanto alla Chiesa... e non siamo neanche in
> Spagna dove il primo ministro si rifiuta di
> presenziare alla messa officiata del Papa. Questo
> atteggiamento di totale avversione verso la Chiesa
> è del tutto inconcepibile e la colpa non è dei
> giovani - a un giovane basta talmente poco per
> farlo innamorare di Dio - la colpa è proprio dei
> media, del mondo del consumismo che vede in Dio il
> suo più grande nemico: sì perchè Cristo non ragiona
> in termini di reciprocità, di affarismo, di
> contropartita, ma ti dà 100 senza chiedere in
> cambio niente e questo è il messaggio più
> pericoloso per il mondo in cui viviamo oggi, un
> messaggio potentissimo e quanto mai temuto. Ora un
> insegnante che in nome del laicismo pretende di
> levare la presenza di Dio dal suolo del suo
> staterello fortificato che è la sua aula, su cui ha
> potere assoluto, credo che sinceramente sia assai
> poco colto e che non abbia nulla da fare se non
> rimpiangere le (ahilui) trascorse contestazioni
> sessantottine. Altro sarebbe il caso in cui la
> Chiesa gli imponesse indebite prestazioni che come
> cittadino italiano egli deve al proprio Stato.
> Parlando di laicismo e di separazione delle
> ingerenze tra Stato e Chiesa, ciò riguarda solo
> l'aspetto costituzionale (per esempio il caso in
> cui il governo volesse nominare i Vescovi, o dare
> il suo assenso, come succedeva nel decaduto regime
> fascista) e non le reciproche influenze (benefiche
> e necessarie direi) tra i due ordinamenti. Ma è un
> vecchio principio già presente dal tempo di Gelasio
> quello per cui il Papa ha il potere spirituale e il
> governante quello temporale Per cui non si può
> tanto facilmente accusare la Chiesa, come spesso si
> sente in oscene trasmissioni pseudo-culturali della
> terza rete pubblica di ingerenze nella funzione
> politica dello Stato: la Chiesa in quel caso
> esprime solo il suo indirizzo spirituale nella
> vicenda, e lo può fare benissimo in virtù del suo
> magistero. D'altra parte lo Stato pone le sue
> limitazione alla Chiesa, data la sua funzione
> pubblica, ma anch'esso senza ostacolare l'attività
> propria della Chiesa: quella dell'evangelizzazione.
> Ora mi chiedo, se gli studenti, ossessionati da un
> forte influsso anticlericale che proviene dalla
> cultura odierna sono riusciti a capire che il gesto
> del loro insegnante era a dir poco deplorevole,
> discutendone nell'assemblea di classe, allora
> questo già di per se basta a comprendere
> l'immoralità di questo gesto. Quello che mi
> chiederei prima di tutto è se questo insegnante
> volesse levare Dio dalla sua vista, oppure
> nascondere se stesso alla vista di Dio? Dal momento
> che l'insegnante, sedendo in cattedra, volta le
> spalle al crocifisso per la durata dell'intera
> lezione, io opterei per la seconda possibilità, e
> penso che quest'uomo abbia tante vergogne da non
> riuscire a sopportare il fatto di essere alla
> presenza di Cristo. Ma chi di noi non può provare
> un minimo di umiltà e ammirazione vedendo
> l'immagine dell'amore, che non è un cuore ma è una
> croce... Sinceramente credo che nessuno possa
> rinnegare un simbolo sacro; nel caso di uno
> studente di differente religione nulla gli vieta di
> professare e apportare i suoi simboli di culto
> sempre che non interferiscano con lo svolgimento
> della lezione; parimenti per l'ateo, non credo che
> la vista di un crocifisso possa turbarlo più di
> tanto, dacché dal suo punto di vista è solo una
> bella leggenda, quindi, perchè dannarsi per una
> semplice favoletta? Piuttosto guardiamo ai fatti,
> guardiamo come la Chiesa si è comportata nel corso
> della vicenda di Eluana Englaro: tutti questi
> sedicenti politicanti e questi giornalisti
> mercenari hanno accusato a destra e a manca senza
> alcuna pietà, senza alcun senso di coerenza,
> dapprima difendendo strenuamente la dolorosa
> "battaglia" di questa famiglia, e poi accusando
> senza alcuna vergogna, esternandosi nella loro più
> naturale forma da sciacallo. Solo la Chiesa non ha
> giudicato e ha rispettato le scelte fatte, non
> condividendole certo, ma rispettandole. Credo che
> sia una dimostrazione di altissima umanità e di
> rispetto dell'uomo. Penso che la scuola proprio
> perchè promotrice dei principi costituzionali debba
> portare il messaggio cristiano, non come
> imposizione, ma come offerta, perchè in ambito
> religioso non c'è concorrenza, c'è solo la fede e
> la fede non è un miracolo nè un'ispirazione sacra,
> è un incontro che si fa nella propria vita, è
> incontro con gli altri e incontro dentro se stessi.
> Se ancora in questo mondo ci resta la speranza è
> perché esistono persone che offrono la propria vita
> per noi che siamo uniti con Dio, così come ha fatto
> don Luca, e hanno fatto molti prima di lui. Grazie
> per la lettura. Antonio.
Complimenti a chi è ha avuto sufficienti tempo e voglia per leggere tutta questa caterva di propaganda del Vaticano!
Re: Più poveri o più ricchi?
>>
>>Anche se mi ritengo ateo, sinceramente ho ancora
>>qualche piccolo dubbio, non svaluto di certo
>>l'importanza che il cristianesimo ha avuto e ha
>>nella nostra cultura... però quello che si fa a
>>scuola,specialmente nell'ora di religione, non è
>>uno studio obbiettivo e critico riguardo il
>>cristianesimo e la sua storia, ma uno sgradevole
>>modo d'imprimere a tutti i costi la fede anche in
>>chi non c'è la... quindi ben venga uno studio del
>>cristianesimo come storia e come movimento che ha
>>influenzato tutta la nostra cultura ma non
>>sicuramente come catechismo.
>
>"CE L'HA" per l'amor di Dio (dato che siamo in tema)
Si hai ragione chiedo scusa a tutti di solito non faccio mai questi errori che vergogna, boh sarà stata l'ora ma proprio non me lo spiego. Grazie della correzione ciao
Re: Più poveri o più ricchi?
Salve Don Luca.
Credo che il crocifisso andrebbe tolto dalle aule dellla scuola pubblica per un semplice motivo di logica e coerenza. Infatti essendo lo stato italiano laico non ha il minimo senso esporre un simbolo religioso negli edifici pubblici. Con ciò non intendo un'eventuale divieto al singolo di indossare simboli religiosi in classe (come purtroppo è stato deciso in Francia) in quanto ognuno ha il diritto di manifestare il proprio credo. Essendo però lo stato un'istituzione che comprende cittadini di fedi (e non-fedi) diverse, esso ha il dovere di mantenersi super-partes. L'unico modo di adempiere a questo dovere è non esporre alcun simbolo religioso all'interno degli edifici pubblici (in quanto l'esposizione di simboli di tutte le religioni sarebbe un po' complicata...).
Grazie per l'attenzione.
solidarietà al prof
non solo non c è l obbligo del crocefisso...nella costituzione c è scritto chiaramente "l italia è un paese laico" trovo ridicolo qst eccessivo uso di iconologie religiose... anche perchè è abbastanza ipocrita...poi ci bestemmiano dietro...
una possibile soluzione
Mi pare che un buon spunto per risolvere questo caso l'abbia dato a suo tempo il Consiglio di Stato, allorquando decise sulla legittimità dell'esposizione del crocifisso a scuola, sul ricorso di un ateo, il quale ne aveva chiesto la rimozione coattiva. La sentenza respinse il ricorso affermando, in sintesi, che siamo fra persone evolute e civili, per le quali la presenza o assenza del crocifisso non è più fatto tale da poter offendere la sensibilità di alcuno. A suo tempo, il ragionamento mi convinse: mutatis mutandis e se è lecito il paragone, è un pò come dire che, a tanti anni dalla fine del fascismo, non si può dire che disturbi il fatto che qualcuno vesta una camicia di colore nero. Argomentando a contrario, allora, si dovrebbe dire che, se esporre il crocifisso non disturba, nemmeno disturba toglierlo e poi rimetterlo, se non è fatto (e qui non pare) con modalità di per sé offensive.
Re: una possibile soluzione
> Mi pare che un buon spunto per risolvere questo
> caso l'abbia dato a suo tempo il Consiglio di
> Stato, allorquando decise sulla legittimità
> dell'esposizione del crocifisso a scuola, sul
> ricorso di un ateo, il quale ne aveva chiesto la
> rimozione coattiva. La sentenza respinse il ricorso
> affermando, in sintesi, che siamo fra persone
> evolute e civili, per le quali la presenza o
> assenza del crocifisso non è più fatto tale da
> poter offendere la sensibilità di alcuno. A suo
> tempo, il ragionamento mi convinse: mutatis
> mutandis e se è lecito il paragone, è un pò come
> dire che, a tanti anni dalla fine del fascismo, non
> si può dire che disturbi il fatto che qualcuno
> vesta una camicia di colore nero. Argomentando a
> contrario, allora, si dovrebbe dire che, se esporre
> il crocifisso non disturba, nemmeno disturba
> toglierlo e poi rimetterlo, se non è fatto (e qui
> non pare) con modalità di per sé offensive.
Secondo me hai pienamente ragione. Peccato che non sempre le persone vogliano comportarsi in maniera civila, sia da una parte che dall'altra. Di certo trovo vergognoso che il docente rischi il licenziamento per una cosa del genere.
Una piccola nota: "po'" si scrive così :-)