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Crocifisso nell'aula scolastica? No, grazie

Un docente dell'Istituto professionale Casagrande di Terni preferisce che durante le sue ore di lezione sulle pareti non sia appeso il crocifisso ed ora rischia il licenziamento

di Barbara Leone 11 febbraio 2009

crocifisso a scuolaUn docente dell'Istituto professionale Casagrande di Terni preferisce che durante le sue ore di lezione sulle pareti non sia appeso il crocifisso ed ora rischia, nel peggiore dei casi, il licenziamento. Franco Coppoli, questo il nome dell'insegnante, appena arriva in classe stacca il crocifisso dal muro e lo riappende alla fine delle sue lezioni. Per questo suo comportamento è stato denunciato dal preside dell'istituto, Giuseppe Metastasio, alla Procura della Repubblica. Ora il professore dovrà recarsi recarsi davanti all'Organo di Disciplina del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per spiegare le motivazioni della sua scelta e cercare di evitare l'allontanamento dalla scuola.

L'episodio in realtà risale all'inizio dell'anno scolastico. Inizialmente gli studenti non si sono lamentati della scelta dell'insegnante, ma poi alcuni ne hanno discusso durante un'assemblea studentesca ed i ragazzi hanno deciso di non voler accettare che il crocifisso venisse tolto durante le ore di lezione del professor Coppoli. Il docente non ha però accettato la decisione degli studenti. Il preside dell'istituto ha cercato di far "rispettare la volontà degli studenti", imponendo al docente di non staccare più il crocifisso dal muro, se voleva evitare che prendesse provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Ma l'insegnante ha rivendicato la sua scelta "di non fare lezione sotto un simbolo appeso dietro la cattedra, di una specifica confessione religiosa, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali".

Piero Bernocchi dei Cobas ha così commentato l'episodio: "l'attacco discriminatorio a Coppoli si inserisce in un quadro caratterizzato dalle sistematiche ingerenze della chiesa cattolica nelle vita politica italiana". Il sindacato ritiene che "essendo abrogate le norme fasciste che inserivano il crocifisso tra gli arredi scolastici nelle scuole elementari e medie, non esiste alcuna norma che preveda l'obbligo del crocifisso in aula".

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Commenti

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A venerdì, 26 giugno 2009

Stato laico ? Dittatura atea, relativista,.......

Quanta ignoranza e.......

n° 8
A mercoledì, 3 marzo 2010

Stato clericale ? Dittatura cattolica, assolutista,.......

Quanta ignoranza e.......

marxia87 mercoledì, 18 febbraio 2009

facciamoci comandare ai musulmani allora!

Togliamo i crocifissi, giriamo col velo e facciamo digiuno fino al tramonto... tanto ci siamo quasi!!!
con sta mentalità che si ritrova l'Italia gli extracomunitari ci stanno pestando!
Già hanno le leggi a loro favore per qualcunque cosa, facciamoli anche contenti su questo!!!

n° 7
... mercoledì, 18 febbraio 2009

Re: facciamoci comandare ai musulmani allora!

> Togliamo i crocifissi, giriamo col velo e facciamo
> digiuno fino al tramonto... tanto ci siamo quasi!!!
> con sta mentalità che si ritrova l'Italia gli
> extracomunitari ci stanno pestando!
> Già hanno le leggi a loro favore per qualcunque
> cosa, facciamoli anche contenti su questo!!!

Sei veramente patetica... se non lo fossi potrei dirti "bella cristiana che sei, difendi il crocefisso ma non i valori di chi c'è morto né il motivo per cui l'ha fatto" ma so che a spingerti a scrivere quello che hai scritto non è la fede, che sicuramente ti manca e questo si verificherà nel giorno del giudizio dove non sperare di essere ammessa alla destra di Dio, ma semplicemente l'odio verso il diverso e tanta, tanta, ma proprio tanta ignoranza.

don Luca mercoledì, 11 febbraio 2009

Più poveri o più ricchi?

Sono un prete e spero che il caso specifico si risolva usando il buon senso e non il muro contro muro, con molta semplicità mi permetto di porre una domanda. Eliminare progressivamente i simboli religiosi, crocifisso o altro indistintamente, non significa impoverire la nostra cultura? Che lo si voglia o meno la fede in Dio rappresenta il motore del pensare e dell'agire dell'uomo da sempre, a maggior ragione in occidente... Anziché togliere sempre non sarebbe più utile aggiungere, spiegare, spiegarsi? Mi pare che ci sia più libertà là dove c'è maggiore conoscenza reciproca, molta meno là dove si ragione per slogan, ideologia, violenze verbali di vario genere. La Chiesa cattolica in passato ed anche oggi ha fatto degli sbagli, ma penso che sia in buona compagnia. Ha senso continuare a tirarsi stracci?

Grazie per la vostra attenzione e questo spazio di confronto.

n° 6
Elena martedì, 10 novembre 2009

R: Più poveri o più ricchi?

Buongiorno! mi ci sono voluti 15 minuti per capire come funziona il foruma, ma adesso che ci sono mi piacerebbe esprimermi. Dunque:non sono un prete, sono una persona laica come tante, ma, non nascondo, decisamente crdente. Anzichè chiedermi se, togliendo il crocifisso dalle scuole si finirà con il girare con un velo, preferisco chiedermi:se si mette in discussione il senso del crocifisso,allora ha senso continuare a stare a casa la domenica?La scuola è un organo statale, è vero (ma Gesù ha detto "date a Cesare quel che è di Cesare"), tuttavia..è anche il luogo deputato alla crescita ed alla formazione personale xegli studenti. è davvero così utile "depurarla" dalla religione? la religione cattolica è il tessuto)ha permeato la storia europea (anche aprire un libro di storia ogni tanto non sarebbe una brutta idea!).Il crocifisso è per noi simbolo della morte E RISURREZIONE di Cristo. Eliminarlo significa minare il cuore stesso della religione. Se si elmina il crocifisso, allora tanto vale eliminare OGNI ALTRA FORMA DI RELIGIOSITà (la legge è = per tutti, dunque niente crocifisso ma niente moschee).Questa decisione è stata presa dal governo italiano, per cui mi piacerebbe avere un'opinione:si continua a dare la colpa agli extrac9omunitari di volerci derubare della religione, ma...noi abbiamo fatto qualcosa per difenderla?Mia nipote ha due musulmani in classe, i quali hanno trovato inconcepibile l'idea che si tolga il simbolo religioso dalle classi...Qualcuno mi aiuta a capire??

Elena martedì, 10 novembre 2009

R: Più poveri o più ricchi?

> Sono un prete e spero che il caso specifico si risolva usando il buon senso e non il muro contro muro, con molta semplicità mi permetto di porre una domanda. Eliminare progressivamente i simboli religiosi, crocifisso o altro indistintamente, non significa impoverire la nostra cultura? Che lo si voglia o meno la fede in Dio rappresenta il motore del pensare e dell'agire dell'uomo da sempre, a maggior ragione in occidente... Anziché togliere sempre non sarebbe più utile aggiungere, spiegare, spiegarsi? Mi pare che ci sia più libertà là dove c'è maggiore conoscenza reciproca, molta meno là dove si ragione per slogan, ideologia, violenze verbali di vario genere. La Chiesa cattolica in passato ed anche oggi ha fatto degli sbagli, ma penso che sia in buona compagnia. Ha senso continuare a tirarsi stracci? Grazie per la vostra attenzione e questo spazio di confronto.

Chiara mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: Più poveri o più ricchi?

Dal momento che esiste la libertà di coscienza, caro prete, dovebbe sapere che come esiste ed è tollerata la libertà religiosa esiste la corrispondente libertà negativa. Non le passa per niente per la testa che ad un ateo potrebbe dare fastidio l'apposizione del crocifisso nell'aula scolastica?? LA SCUOLA E'LAICA!io per assurdo potrei benissimo mettere in classe dei simboli contro la religione..bè allora?Quelli non andrebbero bene?L'Italia non crescerà mai, mi dispiace dirlo.

don Luca mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: Più poveri o più ricchi?

> Dal momento che esiste la libertà di coscienza,
> caro prete, dovebbe sapere che come esiste ed è
> tollerata la libertà religiosa esiste la
> corrispondente libertà negativa. Non le passa per
> niente per la testa che ad un ateo potrebbe dare
> fastidio l'apposizione del crocifisso nell'aula
> scolastica?? LA SCUOLA E'LAICA!io per assurdo
> potrei benissimo mettere in classe dei simboli
> contro la religione..bè allora?Quelli non
> andrebbero bene?L'Italia non crescerà mai, mi
> dispiace dirlo.

Cara Chiara, personalmente non amo mai ciò che è semplicemente "contro", mi pare non aiuti nessuno a crescere. Mi piacerebbe capire di più, proprio perché cerco di non essere contro, pur mantenendo la mia indentità. Perchè un crocifisso può essere urtante per un ateo? Ti assicuro la mia non è affatto una provocazione, mi è davvero difficile comprendere. Personalmente un simbolo che non mi appartiene culturalmente non mi urta, perché un crocifisso o una mezzaluna o un Budda, urta un ateo?
Grazie per una tua risposta.

julia mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: Più poveri o più ricchi?

buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol dire sempre assecondare la chiesa e i suoi capricci assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli non impoverisce la nostra cultura...e no, la maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di credere e pensare in quello che si vuole non per forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo arricchirci cn altro.. non con le statuine...

Elena martedì, 10 novembre 2009

R: Re: Più poveri o più ricchi?

Nella Bibbia c'è scritto che"noi siamo il sale ed il liebito della terra".troppo lievito/sale rovinano le pietanze:la nostra no è una religione di numeri, di quantità, ma di qualità. I simboli, però hanno una loro funzione, da sempre

don Luca mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: Più poveri o più ricchi?

> buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol
> dire sempre assecondare la chiesa e i suoi capricci
> assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli
> non impoverisce la nostra cultura...e no, la
> maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di
> credere e pensare in quello che si vuole non per
> forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo
> arricchirci cn altro.. non con le statuine...

Cara Julia,
grazie per la tua risposta. Mi aiuti a capire una cosa? In questo caso non mi pare di aver letto che qualcuno - vescovo, preti etc. - abbia chiesto licenziamenti o altro. Sono stai i ragazzi della scuola a far notare la cosa... Questo per me significa che ci sono persone che attraverso quel simbolo riconosco un sistema di valori, un modello di vita spesa per gli altri, una vicinanza del divino che è importante. Il loro pensiero - non imposto ma proposto - non ha diritto di esistere? La libertà penso sia anche dare la possibilità a chi crede di poterlo fare. Se per te un crocifisso non rappresenta nulla, per altri potrebbe non essere così. Io ci ho scommesso la vita, ad esempio. Viviamo tutti di simboli, con l'alfabeto muto - ai tempi non c'erano ancora sms - mi hanno passato un mare di risposte ai tempi del liceo!
Grazie per un tuo pensiero.

Pietro mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: Più poveri o più ricchi?

>> buonasera don luca...usare il buonsenso non vuol
>> dire sempre assecondare la chiesa e i suoi
>capricci
>> assurdi....e no, a mio parere eliminare i simboli
>> non impoverisce la nostra cultura...e no, la
>> maggiore libertà si avrebbe cn la libertà di
>> credere e pensare in quello che si vuole non per
>> forza con un simbolo attaccato al muro...dovvremmo
>> arricchirci cn altro.. non con le statuine...
>
>Cara Julia,
>grazie per la tua risposta. Mi aiuti a capire una
>cosa? In questo caso non mi pare di aver letto che
>qualcuno - vescovo, preti etc. - abbia chiesto
>licenziamenti o altro. Sono stai i ragazzi della
>scuola a far notare la cosa... Questo per me
>significa che ci sono persone che attraverso quel
>simbolo riconosco un sistema di valori, un modello
>di vita spesa per gli altri, una vicinanza del
>divino che è importante. Il loro pensiero - non
>imposto ma proposto - non ha diritto di esistere?
>La libertà penso sia anche dare la possibilità a
>chi crede di poterlo fare. Se per te un crocifisso
>non rappresenta nulla, per altri potrebbe non
>essere così. Io ci ho scommesso la vita, ad
>esempio. Viviamo tutti di simboli, con l'alfabeto
>muto - ai tempi non c'erano ancora sms - mi hanno
>passato un mare di risposte ai tempi del liceo!
>Grazie per un tuo pensiero.

Ciao don Luca,
io sono pienamente a favore del prof...quello che dici sul simbolo che per qualcuno può valere molto per altri niente potrebbe essere condivisibile...ma scommetto che se un ragazzo di un'altra religione appendesse il suo bel simbolo al muro di una scuola italiana verrebbe subito aggredito, e questo perchè vi è mancanza di libertà... non vedo perchè se si possa appendere un crocefisso non si possa fare la stessa cosa con un qualsiasi altro simbolo. Per questo motivo è meglio non fare discriminazione lo stato è laico la scuola pure quindi non sento il bisogno di un simbolo che limiti la mia libertà... se si vuole avere un momento spirituale vi sono le sedi opprtune chiese, moschee ecc non certo una scuola... anzi sarei molto più contento se eliminassero lo studio della religione cattolica in cambio di un più sensato studio su tutte le religioni... a scuola non si deve fare catechiesi questa non è apertura culturale ...la scuola deve dare l'opportunità ai ragazzi di formare le proprie idee mostrandogli tutto ciò che li circonda e non limitandoli a sentire un'unica parrocchia.

julia mercoledì, 11 febbraio 2009

solidarietà al prof

non solo non c è l obbligo del crocefisso...nella costituzione c è scritto chiaramente "l italia è un paese laico" trovo ridicolo qst eccessivo uso di iconologie religiose... anche perchè è abbastanza ipocrita...poi ci bestemmiano dietro...

n° 5
lorenzaccio mercoledì, 11 febbraio 2009

una possibile soluzione

Mi pare che un buon spunto per risolvere questo caso l'abbia dato a suo tempo il Consiglio di Stato, allorquando decise sulla legittimità dell'esposizione del crocifisso a scuola, sul ricorso di un ateo, il quale ne aveva chiesto la rimozione coattiva. La sentenza respinse il ricorso affermando, in sintesi, che siamo fra persone evolute e civili, per le quali la presenza o assenza del crocifisso non è più fatto tale da poter offendere la sensibilità di alcuno. A suo tempo, il ragionamento mi convinse: mutatis mutandis e se è lecito il paragone, è un pò come dire che, a tanti anni dalla fine del fascismo, non si può dire che disturbi il fatto che qualcuno vesta una camicia di colore nero. Argomentando a contrario, allora, si dovrebbe dire che, se esporre il crocifisso non disturba, nemmeno disturba toglierlo e poi rimetterlo, se non è fatto (e qui non pare) con modalità di per sé offensive.

n° 4
... mercoledì, 11 febbraio 2009

Re: una possibile soluzione

> Mi pare che un buon spunto per risolvere questo
> caso l'abbia dato a suo tempo il Consiglio di
> Stato, allorquando decise sulla legittimità
> dell'esposizione del crocifisso a scuola, sul
> ricorso di un ateo, il quale ne aveva chiesto la
> rimozione coattiva. La sentenza respinse il ricorso
> affermando, in sintesi, che siamo fra persone
> evolute e civili, per le quali la presenza o
> assenza del crocifisso non è più fatto tale da
> poter offendere la sensibilità di alcuno. A suo
> tempo, il ragionamento mi convinse: mutatis
> mutandis e se è lecito il paragone, è un pò come
> dire che, a tanti anni dalla fine del fascismo, non
> si può dire che disturbi il fatto che qualcuno
> vesta una camicia di colore nero. Argomentando a
> contrario, allora, si dovrebbe dire che, se esporre
> il crocifisso non disturba, nemmeno disturba
> toglierlo e poi rimetterlo, se non è fatto (e qui
> non pare) con modalità di per sé offensive.

Secondo me hai pienamente ragione. Peccato che non sempre le persone vogliano comportarsi in maniera civila, sia da una parte che dall'altra. Di certo trovo vergognoso che il docente rischi il licenziamento per una cosa del genere.
Una piccola nota: "po'" si scrive così :-)

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