Nella
tradizionale statistica sulle scuole dell'Ocse, l'Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l'Italia è in fondo
alla classifica, in quanto il sistema educativo italiano
"produce risultati fra i più modesti dell'area, nonostante
la spesa per studente sia molto elevata". Inoltre, secondo
l'Ocse, "esistono forti differenze regionali che non possono essere
semplicemente spiegate con la diversa quantità di risorse
disponibili". Tuttavia l'Ocse ritiene che il governo
Berlusconi stia cercando di realizzare "una riforma della scuola volta
a razionalizzare le spese e migliorare
il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti".
Quindi ci sarebbero le basi per cercare di migliorare l'attuale
situazione. Ma c'è ancora molto lavoro da fare.
Infatti mancherebbe ancora "un quadro complessivo e
definitivo" nella riforma, necessario perché la scuola
italiana possa risalire in classifica. E, a questo proposito, l'Ocse
propone, "considerando la natura di queste riforme", di "realizzarle
con un pacchetto onnicomprensivo, piuttosto che in modo parcellizzato".
Mariastella Gelmini è soddisfatta delle
considerazioni dell'Ocse ed ha dichiarato: "L'Ocse ci
dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai
sindacati e
dall'opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine".
L'indagine dell'Ocse è svolta sull'insegnamento e
l'apprendimento in 23 paesi del mondo. Secondo i dati
pubblicati, l'Italia è il paese con la percentuale
più alta di docenti che hanno più di 50 anni:
si arriva infatti al 52%. Mentre soltanto il 3% è
rappresentato da insegnanti con meno di 30 anni. Tra i
professori italiani c'è comunque soddisfazione per il lavoro
svolto: il 95% degli insegnanti si è dichiarato
soddisfatto del proprio lavoro e per il 98% il livello di efficienza
dell'attività svolta è positivo. Invece per
il 70% degli insegnanti delle scuole
medie inferiori, la cattiva condotta
degli studenti è un ostacolo al processo
d'insegnamento. Per il 30% di questi docenti tra
le principali cause di disturbo alle lezioni ci
sono intimidazioni e aggressioni verbali di alcuni
studenti verso altri compagni; per il 12,7% le aggressioni
fisiche tra gli studenti; per il 10,4% le aggressioni agli
insegnanti; per il 9,1% i furti e per il 4,5% la
diffusione di droghe e alcol.
Secondo l'Ocse, tuttavia, "l'assenza di chiare informazioni sulla
valutazione degli studenti e dell'intero sistema, dai docenti
all'amministrazione centrale, è stata la causa principale
delle cattive performance". Per questo è
necessario introdurre un "principio della
responsabilità a diversi livelli: in primi luogo
per i presidi e i direttori scolastici, ma anche per gli insegnanti,
in modo tale che la scelta degli insegnanti stessi, la formazione delle
classi e i metodi educativi abbiano un'adeguata informazione
consentendo il giudizio sui risultati formativi e sul sistema di
incentivi". Per poter attuare un simile sistema scolastico, è
necessario che i presidi delle scuole ottengano "un'adeguata autonomia
dei poteri di gestione, al contrario dell'attuale quasi
completa assenza di autonomia". Quindi l'Italia deve essere pronta ad
affrontare questa difficile sfida, per riuscire ad "elevare la
performance del sistema educativo" e per "contenere il gap educativo
fra Nord e Sud e ridurre le differenze economiche e sociali
complessive". Per far questo l'Italia dovrebbe "incoraggiate
misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più
deboli, specialmente quelli a rischio abbandono".
Per la Rete degli Studenti "i dati OCSE confermano
che pur con una spesa per studente vicina a
quella europea, ci sono differenze profonde tra le diverse zone del
Paese e tra i diversi gradi di istruzione, con una forte diminuzione
della spesa nei livelli superiori. Persistono sprechi notevoli, contro
i quali i tagli indiscriminati di
Gelmini-Tremonti, proprio per il fatto di non essere frutto di
un’azione di riforma ma di una manovra di cassa, non hanno
avuto
effetto. C’è bisogno di
un’azione
riformatrice vera, che ponga il centro il ruolo della scuola e del
sistema di istruzione, cosa che il governo non sta facendo.
Le proposte
di riforma sull’istruzione tecnica e professionale e sui
licei sono
infatti mancanti e carenti, ancora una volta dettate da esigenze di
risparmio. La scuola della Gelmini è una scuola
che non si
colloca in una prospettiva europea, che investe poco e male,
che non
aiuterà il Paese a raggiungere i livelli di istruzione degli
altri
Paesi dell’OCSE in termini di numero di diplomati e laureati".
non riportate informazioni corrette
mi dispiace che non leggiate i rapporti ma solo le veline stampa governative. Quello che riportate non è quello che viene detto veramente dall'OCSE, ma la lettura propagandistica governativa. Peccato...rimandati a settembre
schifoooo
il sistema scolastico italiano fa schifo è per questo ke gente come me viene ammessa e sicuramente promossa...
Io lo dimostrerò uscendo con 70 punti...