Controllo utente in corso...

Ocse: buona la riforma sulla scuola italiana

Per l'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la riforma scolastica del governo Berlusconi è buona, ma c'è ancora molto lavoro da fare per migliorare la situazione del sistema educativo italiano

di Barbara Leone 17 giugno 2009

scuola italianaNella tradizionale statistica sulle scuole dell'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l'Italia è in fondo alla classifica, in quanto il sistema educativo italiano "produce risultati fra i più modesti dell'area, nonostante la spesa per studente sia molto elevata". Inoltre, secondo l'Ocse, "esistono forti differenze regionali che non possono essere semplicemente spiegate con la diversa quantità di risorse disponibili". Tuttavia l'Ocse ritiene che il governo Berlusconi stia cercando di realizzare "una riforma della scuola volta a razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti". Quindi ci sarebbero le basi per cercare di migliorare l'attuale situazione. Ma c'è ancora molto lavoro da fare.

Infatti mancherebbe ancora "un quadro complessivo e definitivo" nella riforma, necessario perché la scuola italiana possa risalire in classifica. E, a questo proposito, l'Ocse propone, "considerando la natura di queste riforme", di "realizzarle con un pacchetto onnicomprensivo, piuttosto che in modo parcellizzato". Mariastella Gelmini è soddisfatta delle considerazioni dell'Ocse ed ha dichiarato: "L'Ocse ci dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall'opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine".

L'indagine dell'Ocse è svolta sull'insegnamento e l'apprendimento in 23 paesi del mondo. Secondo i dati pubblicati, l'Italia è il paese con la percentuale più alta di docenti che hanno più di 50 anni: si arriva infatti al 52%. Mentre soltanto il 3% è rappresentato da insegnanti con meno di 30 anni. Tra i professori italiani c'è comunque soddisfazione per il lavoro svolto: il 95% degli insegnanti si è dichiarato soddisfatto del proprio lavoro e per il 98% il livello di efficienza dell'attività svolta è positivo. Invece per il 70% degli insegnanti delle scuole medie inferiori, la cattiva condotta degli studenti è un ostacolo al processo d'insegnamento. Per il 30% di questi docenti tra le principali cause di disturbo alle lezioni ci sono intimidazioni e aggressioni verbali di alcuni studenti verso altri compagni; per il 12,7% le aggressioni fisiche tra gli studenti; per il 10,4% le aggressioni agli insegnanti; per il 9,1% i furti e per il 4,5% la diffusione di droghe e alcol. 

Secondo l'Ocse, tuttavia, "l'assenza di chiare informazioni sulla valutazione degli studenti e dell'intero sistema, dai docenti all'amministrazione centrale, è stata la causa principale delle cattive performance". Per questo è necessario introdurre un "principio della responsabilità a diversi livelli: in primi luogo per i presidi e i direttori scolastici, ma anche per gli insegnanti, in modo tale che la scelta degli insegnanti stessi, la formazione delle classi e i metodi educativi abbiano un'adeguata informazione consentendo il giudizio sui risultati formativi e sul sistema di incentivi". Per poter attuare un simile sistema scolastico, è necessario che i presidi delle scuole ottengano "un'adeguata autonomia dei poteri di gestione, al contrario dell'attuale quasi completa assenza di autonomia". Quindi l'Italia deve essere pronta ad affrontare questa difficile sfida, per riuscire ad "elevare la performance del sistema educativo" e per "contenere il gap educativo fra Nord e Sud e ridurre le differenze economiche e sociali complessive". Per far questo l'Italia dovrebbe "incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono".

Per la Rete degli Studenti "i dati OCSE confermano che pur con una spesa per studente vicina a quella europea, ci sono differenze profonde tra le diverse zone del Paese e tra i diversi gradi di istruzione, con una forte diminuzione della spesa nei livelli superiori. Persistono sprechi notevoli, contro i quali i tagli indiscriminati di Gelmini-Tremonti, proprio per il fatto di non essere frutto di un’azione di riforma ma di una manovra di cassa, non hanno avuto effetto. C’è bisogno di un’azione riformatrice vera, che ponga il centro il ruolo della scuola e del sistema di istruzione, cosa che il governo non sta facendo. Le proposte di riforma sull’istruzione tecnica e professionale e sui licei sono infatti mancanti e carenti, ancora una volta dettate da esigenze di risparmio. La scuola della Gelmini è una scuola che non si colloca in una prospettiva europea, che investe poco e male, che non aiuterà il Paese a raggiungere i livelli di istruzione degli altri Paesi dell’OCSE in termini di numero di diplomati e laureati".

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

2
Commenti

Elettra mercoledì, 17 giugno 2009

non riportate informazioni corrette

mi dispiace che non leggiate i rapporti ma solo le veline stampa governative. Quello che riportate non è quello che viene detto veramente dall'OCSE, ma la lettura propagandistica governativa. Peccato...rimandati a settembre

n° 2
fa schifo mercoledì, 17 giugno 2009

schifoooo

il sistema scolastico italiano fa schifo è per questo ke gente come me viene ammessa e sicuramente promossa...
Io lo dimostrerò uscendo con 70 punti...

n° 1
Chiudi
Aggiungi un commento a Ocse: buona la riforma sulla scuola italiana...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori