Il Tar del Lazio boccia le cosiddette "classi pollaio". E' stata accolta la prima class action italiana contro la Pubblica Amministrazione. Ma la Gelmini precisa:
"Le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale".La class actionIl
Codacons, che ha promosso l'
azione collettiva, evidenzia che
"l'azione è stata avviata contro il Ministero della Pubblica Istruzione, e fa riferimento alle cosiddette ''classi pollaio'', ossia quelle aule scolastiche (che il Codacons ha diligentemente enumerato in un elenco depositato al Tar) in cui il numero di alunni supera i limiti fissati dalla legge, con grave danno per la sicurezza di studenti e insegnanti".
Il Codacons racconta i dettagli della vicenda: "Dal punto di vista della giurisdizione il Tar ritiene immediatamente applicabile la legge sulla class action contro le amministrazioni pubbliche, e legittima il Codacons ad agire in nome e per conto dei cittadini danneggiati dalla Pubblica Amministrazione".120 giorni per metterci una pezza
Accogliendo in tal modo il
ricorso del Codacons, il Tar, dopo aver accertato
"la mancata emanazione del piano generale di edilizia scolastica previsto dall'art. 3 del DPR 81/09, ordina al Ministero dell'istruzione ed al Ministero dell'Economia l'emanazione, di concerto, del predetto piano generale, entro 120 giorni dalla notificazione della presente sentenza".
Carlo Rienzi, che è il presidente del Codacons, spiega cosa succederà:
"Ora il Ministro Gelmini ha 120 giorni di tempo per emettere un piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna. Se non lo farà - afferma
- saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al Ministro e ottemperi a quanto disposto dal Tar".Possibile un risarcimento?Ma non è tutto:
"Grazie a questa sentenza - dice sempre Rienzi -
docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in "aule pollaio", potranno anche chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro, in relazione al danno esistenziale subito".
Gelmini: "Ricorso privo di fondamento"Il ministro Gelmini non ci sta a precisa: "Il ricorso presentato al Tar del Lazio è destituito di qualsiasi fondamento perché le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale. Il sovraffollamento riguarda prevalentemente la scuola secondaria di II grado e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni"
"La questione della sicurezza e dell’edilizia scolastica - dice il ministro dell'istruzione
- è inoltre da sempre una delle priorità del ministero. E’ già stato stanziato infatti un miliardo di euro ed assegnata una prima tranche di 358 milioni per avviare gli interventi più urgenti.
Link sull'edilizia scolasticaVito Scafidi, due anni dopo
Lazio, 4 scuole su 10 sono a rischioProgetto Scuola S.P.A. per l'edilizia scolasticaInchiesta sull'edilizia scolastica di Studenti.it (2009)
No alle classi-pollaio!
No alle classi-pollaio! Se in una classe ci sono 30 o più alunni l'insegnante ha difficoltà a spiegare e l'attenzione da parte dei ragazzi si perde facilmente. In merito all'argomento ho trovato un simpatico sondaggio: http://dipen.de/sondaggi/AULA
in tanti si studia meno...
In una classe di 35 persone rischi molto meno di essere interrogato rispetto a una di 20. Giusto per dimostrare che tutto il rigore ostentato dalla meo-maestrina dalla penna rossa serve solo a coprire tagli alla spesa pubblica (hanno pure eliminato molte borse di studio destinate ai meritevoli).