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Bullismo a scuola, un anno dopo

Un sito informativo, un numero verde per denunciare, osservatori regionali permanenti ed ora un accordo con le compagnie di telefonia mobile per promuovere un concorso per lo spot migliore. Tutto questo per contrastare un fenomeno da quasi 13.000 denunce l'anno

di Marta Ferrucci 28 dicembre 2007
Un anno fa, a fronte dell'emergenza bullismo, il Ministero dell'istruzione si mobilitava per contrastare il fenomeno. Accanto al sito informativo "Smonta il bullo" attivava un numero verde per raccogliere le denunce. A dieci mesi di distanza dall'adozione delle prime misure, il Ministero tira le somme

Il numero verde antibullismo del ministero della Pubblica Istruzione riceve una media di 70 telefonate al giorno: in dieci mesi (dal 5 febbraio al 30 novembre 2007) ne sono arrivate 12.874; a chiamare sono soprattutto genitori (36,1%) e insegnanti (21,2%), mentre gli studenti sono il 13,4%. Si chiama soprattutto per sapere cosa fare (53,1%), ma anche per essere semplicemente ascoltati (8,9%).
A quasi un anno dalla sua istituzione, dunque, il numero verde antibullismo del ministero non conosce soste, segno di un malessere diffuso nella scuola che ormai è diventato strutturale così come ormai “istituzionale” è diventato anche il team di esperti chiamati un anno fa dal ministro Fioroni.
E come il numero verde continuano a funzionare a pieno ritmo anche gli Osservatori regionali permanenti sul bullismo che operano sul territorio in sinergia con le diverse istituzioni locali.

Si tratta di numeri che devono far riflettere specialmente se si considera che oltre il 40% degli atti di bullismo denunciati al numero verde del Ministero hanno comportato violenze fisiche e che oltre il 54% di chi si è rivolto al numero verde ha percepito l’episodio di gravità elevata.

Oltre il 72% di chi ha denunciato il fenomeno si è rivolto ai dirigenti e ai docenti della scuola, mentre il 4,9% di chi ha subito atti di bullismo ha cambiato istituto.

Tra le azioni intraprese contro il bullismo e la violenza nelle scuole c’è anche la firma della dichiarazione di intenti tra Ministero e gestori della telefonia mobile per l’educazione ad un corretto uso dei telefoni cellulari a scuola e per la diffusione di una maggiore conoscenza delle regole della privacy a tutela dei minori.

La dichiarazione prevede una serie di iniziative che saranno realizzate dal Ministero della Pubblica Istruzione insieme alle compagnie telefoniche Telecom Italia, Wind, Vodafone Italia, 3 Italia: una campagna di comunicazione integrata, un premio per il miglior spot realizzato col telefono cellulare e un concorso per la migliore produzione di materiale informativo realizzato dagli studenti sul tema dell’educazione ad un corretto uso dei telefoni cellulari a scuola.

Per informazioni
www.smontailbullo.it

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