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Proteste studentesche: si prepara un nuovo autunno caldo in piazza

Gli studenti delle scuole e delle università sono pronti a scendere di nuovo in piazza il 6 settembre per manifestare contro il governo a fianco dei lavoratori CGIL

di Barbara Leone 5 settembre 2011
L'anno scolastico e le lezioni universitarie non sono ancora ricominciate, ma già si prospetta un nuovo autunno caldo per la lotta studentesca. Nelle scorse settimane, durante il campeggio studentesco organizzato dall'Unione degli Studenti, i ragazzi si sono confrontati sulle riforme di scuola e università del Ministro Gelmini ed hanno indetto una giornata di protesta per il prossimo 7 ottobre. Adesso arriva la decisione dell’Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti Medi di aderire allo sciopero indetto dalla CGIL per il 6 settembre, considerato come "l’inizio di un lungo autunno di lotta e opposizione".

protesta_studentesca_4Gli studenti sentono la necessità di muoversi "a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno convocato lo sciopero generale per il 6 settembre". Le due associazioni studentesche, "nonostante le scuole e le università siano ancora chiuse", hanno infatti comunicato di voler "dare un segnale di forte opposizione a questo governo, che pensa ancora una volta di poter varare una manovra inaccettabile nascondendosi dietro il dramma della crisi che non è stato in grado di affrontare e che sta sconvolgendo il mondo".

Le associazioni denunciano il fatto che "a pagare i costi della crisi siano stati fin ora soltanto i soggetti più deboli" e si oppongono alle decisioni della manovra economica che arrivano a "tagliare su servizi e welfare, schiacciare e penalizzare i più deboli e lasciare intatti i grandi patrimoni ed i guadagni di chi evade le tasse". Per le associazioni degli studenti la nuova manovra peserà anche sulla scuola e sull'università: "già senza ulteriori tagli le scuole e le università sono sul lastrico. Gli 8 miliardi di tagli hanno messo in discussione il carattere pubblico delle nostre scuole, rendendole inaccessibili per molti studenti che non hanno la possibilità economica di sostenere gli esorbitanti costi della scuola, necessari per supplire ai tagli del governo, per non parlare della chiusura o dell’accorpamento di molte scuole, della diminuzione delle ore e l’assenza di aggiornamenti per insegnanti e programmi".
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Commenti

¡NO PASARÁN! giovedì, 25 agosto 2011

La Consigna

¡ya nadie detiene la avalancha / de un pueblo che tomó su decisión!

n° 1
peco lunedì, 29 agosto 2011

R: La Consigna

dici che il dado è tratto?

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