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Liberi i due giovani arrestati a Milano

I due ventenni arrestati a Milano durante le manifestazioni contro la riforma di scuola e università sono stati processati oggi per direttissima e scarcerati dal giudice

di Barbara Leone 18 novembre 2009
protesta_tribunale_milanoDurante la giornata di mobilitazione studentesca contro la riforma della scuola e dell'università del ministro Gelmini, a Milano ci sono ci sono stati scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine in piazza San Babila. E due ragazzi sono stati arrestati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale: Matteo Tunesi e Giammarco Peterlongo, entrambi di 20 anni. Questa mattina i due giovani sono stati processati per direttissima. E sempre questa mattina gli amici dei ragazzi si sono ritrovati davanti al tribunale per protestare contro il loro arresto e per chiederne la liberazione, mostrando cartelloni con scritte come "E adesso manganellateci tutti" o "La vostra repressione non fermerà la nostra ribellione. Jimmy e Teino liberi subito".

Alla fine dell'udienza, il giudice Lacaita ha convalidato l'arresto, ma non ha previsto ulteriori misure cautelari, come l'obbligo di firma richiesto dal PM. Così i due ragazzi hanno potuto far ritorno a casa e sono stati accolti con applausi dagli amici che li aspettavano fuori. Il giudice ha stabilito che "l'esperienza è servita" ai due giovani e li ha invitati a comportarsi bene d'ora in avanti. Secondo l'accusa durante il corteo non autorizzato Peterlongo "avrebbe colpito al volto un poliziotto che cercava di fermarlo", mentre Tunesi avrebbe dato un calcio ad un agente di polizia. I due ragazzi si sono dichiarati "dispiaciuti se qualcuno si è fatto male" ed hanno dichiarato di non aver fatto nulla, di aver subito una carica e di essersi trovati in mezzo.

All'uscita dal Tribunale, Peterlongo, che è iscritto alla facoltà di Sociologia, ha dichiarato: "Ho avuto un po' di paura, non è stato piacevole. Il giudice ci ha detto che l’arresto già di per sé era stato eccessivo per quello che è successo". La madre invece ha sottolineato che "questi giovani hanno bisogno di persone di riferimento, carismatiche, di una società che li accolga". Tunesi invece ha dichiarato: "Il messaggio che lanciano il Comune, il Governo e le Forze dell’ordine è chiaro: ogni voce fuori dal coro deve essere chiusa. Loro provano a metterci paura ma noi andremo avanti perché la nostra è una battaglia di libertà, in un paese dove di libertà ce n’è sempre di meno". E nonostante l'arresto i due si dichiarano "pronti a nuove autogestioni e occupazioni nelle scuole. Non abbiamo fatto nulla e non siamo certo pericolosi, ma evidentemente sono pericolosi tutti quelli che scendono in piazza e portano avanti le loro idee".

Non tutti però sono d'accordo con la loro scarcerazione. Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, ha così commentato la decisione dei giudice: "Non avevamo dubbi che i due studenti arrestati sarebbero stati subito liberati. Una prassi, quella della scarcerazione facile e dei processi fissati a distanza, che accomuna il trattamento degli affiliati ai centri sociali ai clandestini, puntualmente rimessi in libertà. Sistema che finisce per rendere più difficile la tutela dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine. Che paradossalmente saranno messe sotto accusa, nel classico stravolgimento e deformazione della realtà cui siamo da tempo abituati. I 400 studenti che ieri hanno inscenato disordini non rappresentano nessuno perché equivalgono allo 0,2% dei 150 mila studenti della città ed erano quattro gatti che contano zero. Inoltre da anni il centro sociale Cantiere di via Monterosa fomenta tensioni in città pur occupando abusivamente uno stabile da otto anni. Si è messo in luce, tra l’altro, nel blocco dei treni per far viaggiare gratis i propri affiliati, imbrattamenti pure al consolato danese. Ed è sempre presente in occasione di cortei tesi a seminare disordini".

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Commenti

Giovanni giovedì, 19 novembre 2009

per pirrolo

Pirrolo, non sto dicendo di uccidere la polizia ma di continuare a manifestare e di non mollare!!!

n° 2
Giovanni mercoledì, 18 novembre 2009

Non ci fermerete!!

Non ci fermerà neanche la polizia, CONTINUEREMO A LOTTARE PER FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI!!!

n° 1
Pirrolo giovedì, 19 novembre 2009

R: Non ci fermerete!!

I diritti sono quelli che vi assicura la legge ed i tutori dell'ordine.
Violare le leggi di uno stato democratico dicendo di farlo "per i nostri diritti" è un non-senso.

.. giovedì, 19 novembre 2009

R: R: Non ci fermerete!!

> I diritti sono quelli che vi assicura la legge ed i tutori dell'ordine. Violare le leggi di uno stato democratico dicendo di farlo "per i nostri diritti" è un non-senso.
Stesso discorso che ti faccio sempre... Dobbiamo permettere che la democrazia si trasformi in dittatura per poi non avere possibilità di ribellarsi o dobbiamo agire quando ancora siamo in tempo? Infatti il giudice ha rilasciato i 2 arrestati, a quanto pare la giustizia è dalla parte del popolo che protesta, non delle forze del disordine e dei loro padroni che reprimono! Stavolta il torto ti è stato dato in pieno...

Pirrolo giovedì, 19 novembre 2009

stato di diritto

A) Essere rilasciati non significa essere assolti
B) Il fondamento indispensabile della democrazia è lo stato di diritto, che implica il rispetto della legge, la punizione per chi la viola ed il rispetto dei diritti essenziali.
Se ci sono elezioni ma manca lo stato di diritto le elezioni sono solo una burla, e si va verso il populismo.
Non è un caso che il berlusconismo sia attecchito qua in Italia dove per una ragione o per l'altra la legge non è rispettata da nessuno.

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