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2010, per gli studenti finisce un anno di riforme

Riforma della scuola e dell'università. Il 2010 per gli studenti d'Italia è stato un anno tutt'altro che immobile. Facciamo il punto della situazione su quanto è successo

di Marta Ferrucci 28 dicembre 2010
Per gli studenti di scuola e università l'anno riformista si è inaugurato a settembre 2010 con l'entrata in vigore della riforma dei licei e si è chiuso in extremis con la riforma dell'università approvata lo scorso 23 dicembre in un iter al cardiopalma. Nuovi indirizzi alle scuole superiori, nuove regole per l'università ma in entrambi i casi le contestazioni non sono mancate ne' è mancata l'accusa che più di riforme si trattasse di tagli alle risorse per far fronte alle richieste del Ministro Tremonti. Tra chi ha applaudito alle riforme e chi le ha contestate, resta il fatto che il panorama scolastico e universitario che si affaccia al 2011 è molto diverso da quello che si prospettava un anno fa. Ecco come si è trasformata la scuola e come diventerà l'università.

RIFORMA DELLA SCUOLA
proteste-riforma-gelminiLa scuola secondaria superiore dal 1° SETTEMBRE 2010 è così organizzata: 6 licei; istituti tecnici suddivisi in 2 settori con 11 indirizzi; istituti professionali suddivisi in 2 settori con 6 indirizzi. 

Licei: come saranno con la riforma
Gli studenti che scelgono la formazione liceale possono scegliere tra 6 diversi percorsi:
- LICEO ARTISTICO (prevede 6 diversi indirizzi: Arti figurative, Architettura e ambiente, Design, Audiovisivo e multimediale, Grafica, Scenografia);
- LICEO CLASSICO;
- LICEO LINGUISTICO;
- LICEO MUSICALE E COREUTICO;
- LICEO SCIENTIFICO (è prevista l'opzione Scienze Applicate, che non prevede il latino ed è caratterizzata da un più alto numero di ore dedicate a biologia, chimica e scienze della terra. Inoltre prevede lo studio dell'informatica);
- LICEO DELLE SCIENZE UMANE (è prevista un'opzione economico-sociale, con lo studio delle seguenti materie: antropologia, metodologia della ricerca, psicologia e sociologia, seconda lingua straniera al posto del latino, diritto ed economia politica).

Istituti tecnici: come saranno con la riforma
Gli studenti che scelgono la formazione tecnica possono scegliere tra due diversi settori di studio:
- ISTITUTO TECNICO ECONOMICO, suddiviso in due indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing;Turismo;
- ISTITUTO TECNICO TECNOLOGICO, suddiviso in 9 indirizzi: Meccanica, meccatronica ed energia; Trasporti e logistica; Elettronica ed elettrotecnica; Informatica e telecomunicazioni; Grafica e comunicazione; Chimica, materiali e biotecnologie; Sistema moda; Agraria, agroalimentare e agroindustria; Costruzioni, ambiente e territorio.

Istituti professionali: come saranno con la riforma
Gli studenti che scelgono la formazione professionale possono scegliere tra due diversi settori di studio:
- ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA E ARTIGIANATO, suddiviso in due indirizzi: Produzioni industriali e artigianali; Manutenzione eassistenza tecnica;
- ISTUTITO PROFESSIONALE SERVIZI, suddiviso in quattro indirizzi: Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; Servizi socio-sanitari; Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; Servizi commerciali.

Lingua straniera nei licei e formazione scientifico-tecnologica negli istituti tecnici
Lo studio di una lingua straniera è introdotto per 5 anni in tutti i licei; nei licei delle scienze umane è aggiunto lo studio di una seconda lingua straniera; nel liceo linguistico vengono insegnate 3 lingue straniere.

Tetto alle ore settimanali e ore da 60 minuti
La riforma stabilisce un tetto massimo di 30/32 ore per l’orario settimanale (ad eccezione del liceo artistico dove sono previste 35 ore). Le scuole devono organizzare la propria attività scolastica con ore di 60 minuti. 
Maggiore libertà organizzativa alle Regioni
Le Regioni possono progettare una distribuzione equilibrata delle tipologie di scuole ed indirizzi per rispondere alle esigenze dell’utenza e del mondo produttivo.

RIFORMA DELL'UNIVERSITA'
Ecco i punti salienti della riforma:

- Adozione di un codice etico
 Si introdurrà un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del Ministero.

- Limite massimo complessivo di 6 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.

- Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.
Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese, anche delle sedi distaccate.

Il CdA non sarà elettivo ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno.

Gli studenti valuteranno i professori
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del Ministero.

- Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.

- Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).

RIORGANIZZAZIONE INTERNA DEGLI ATENEI
Forte riduzione delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo.

- Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita  da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

Accesso di giovani studiosi
Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l’accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica.

I punti salienti:

1. revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani;

2. revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele, con aumento degli importi;

3. abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti;

4. nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello;

5. riforma del reclutamento, con l’introduzione di un sistema di tenure-track: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3). Al termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’università maturando, però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre, il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università, da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100.

6. chiarificazione delle norme sul collocamento a riposo dei docenti;

7. valutazione complessiva delle politiche di reclutamento degli atenei ai fini della distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario.

GESTIONE FINANZIARIA

· Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro.

· Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario

VALUTAZIONE DEGLI ATENEI


- Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia.

- I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

SCATTI STIPENDIALI SOLO AI PROF MIGLIORI

DIRITTO ALLO STUDIO E AGLI STUDENTI MERITEVOLI
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità.

Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

MOBILITA' DI PERSONALE
Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei, perché un sistema senza mobilità interna non è un sistema moderno e dinamico. Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.


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Commenti

Luis Morago sabato, 5 febbraio 2011

Berlusconi è al di sopra della legge?

Wow! La nostra petizione è fra le notizie del giorno e il giornale di Berlusconi ci stronca: ci stanno ascoltando! Raddoppiamo i nostri numeri prima di giovedì. Firma e inoltra l'e-mail a tutti.
Incredibile! In 36 ore oltre 20.000 di noi si sono mobilitati in difesa della nostra democrazia. Clicca sotto e inoltra questo messaggio a tutti. Raddoppiamo i numeri prima della decisione!
La prossima settimana la Corte costituzionale deciderà se Berlusconi potrà ottenere l'immunità dai processi fintanto che avrà un incarico di governo: la prova del nove per la nostra democrazia.
Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, il Presidente insieme ai suoi alleati sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, fino ad arrivare a minacciarli, nel tentativo vergognoso d'influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge.
Questo è un assalto sfrontato al caposaldo della nostra democrazia: la separazione fra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo. Un enorme grido pubblico in sostegno della Corte costituzionale e della sua autonomia potrebbe respingere l'eccessiva intromissione della politica e garantire che la Corte costituzionale implementi lo stato di diritto. Costruiamo la più grande petizione on-line della storia italiana per proteggere la nostra democrazia:
Negli ultimi anni indagini e processi hanno screditato una grossa parte della classe politica, immischiata in affari di mafia, appalti truccati ed episodi di corruzione. I politici coinvolti si sono chiusi a riccio, promulgando leggi ad personam per evitare i processi e votando contro l'autorizzazione a procedere all'arresto dei parlamentari colpevoli.
Nel disperato tentativo di silenziare o ottenere sentenze favorevoli, gli stessi politici indagati o condannati hanno addirittura avviato una pericolosa propaganda contro i giudici, minacciando di avviare commissioni d'inchiesta sul loro lavoro, accusandoli di essere politicamente schierati e addirittura ipotizzando la loro insanità mentale.
Berlusconi, attualmente imputato in 3 processi, sta tentando nuovamente di ottenere l'immunità per essere al di sopra della legge. La Corte costituzionale, dopo aver bocciato due tentativi simili in passato, dovrà decidere sulla legittimità di una legge controversa che garantirebbe l'immunità di fatto al Presidente del Consiglio e a tutti i ministri. E la pressione sulla Corte sta raggiungendo il punto di ebollizione.
In questa guerra del potere esecutivo contro quello giudiziario, la vittima sacrificale è la salute della nostra democrazia. Costruiamo una petizione enorme per proteggere i giudici dagli attacchi dei politici in malafede, e difendiamo con forza la loro indipendenza dalle pressioni politiche! Firma subito e inoltra l'e-mail a tutti i tuoi amici:
Insieme abbiamo dimostrato che possiamo vincere: l'anno scorso abbiamo respinto la "legge bavaglio", promossa da Berlusconi per silenziare i media e rendere più difficili le indagini giudiziarie. Se i cittadini decidono di unire le forze per imporre un cambiamento nel mondo, non ci può essere politico di turno o grande azienda che possa fermarli: la nostra passione ci rende più uniti e più potenti.

n° 3
decadimento giovedì, 30 dicembre 2010

decadimento esami

Sentivo dire che alcune Università si stanno muovendo per fare decadere gli esami degli studenti fuori corso, questo è ingiusto, dopo aver pagato per tanti anni le tasse e dopo tanti sacrifici avendo superato spesso la metà degli esami vedersi azzerare tutto.Servirebbe una legge nazionale contro il decadimento degli esami, nel senso che non decadono mai se si pagano regolarmente le tasse.Invito tutti gli studenti a tenere gli occhi aperti su questo fatto e nel caso mobilitarsi tutti insieme contro una cosa così ingiusta che andrebbe a colpire i più deboli oltre a sottrarre qualcosa per cui si è fatta tanta fatica e tanti sacrifici.Ovviamente sapere anche nome e cognome di chi vuole una cosa di questo genere.Gli esami sostenuti non devono mai decadere devono restare sempre riconosciuti per chi li ha sostenuti per tutta la vita.

n° 2
decadimento giovedì, 30 dicembre 2010

R: decadimento esami

Ma dico io i sindacati degli studenti che fanno? devono tutelare gli interessi degli studenti.Magari per i ragazzi già iscritti si potrebbe prevedere di conteggiare i fuori corso solo fino al terzo anno fuori corso e dopo non conteggiarli più, togliendogli si tutti i servizi universitari, ma lasciando loro il diritto a sostenere gli esami senza mai fargli decadere gli esami sostenuti(non costerebbe niente a loro gestire così gli studenti già iscritti fino ad esaurimento,sarebbe solo buon senso senza spese perchè si tolgono i servizi).Bisogna porre all' attenzione del Ministro questa richiesta degli studenti già iscritti all' Università,il non decadimento degli esami sostenuti.

decadimento giovedì, 30 dicembre 2010

R: R: decadimento esami

sarebbe una beffa dopo aver protestato essere ripagati in questo modo dalle Università

Simond giovedì, 30 dicembre 2010

siamo sicuri?

Ma in quale modalità andrà al più meritevole studente la "borsa di studio" per l'università:
a numero chiuso (quindi alcuni non la potranno prendere)?

n° 1
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