Oggi 15 ottobre, sciopero generale. Uno stop congiunto che
coinvolgeil mondo della scuola, il settore del pubblico impiego e gli operai, secondo quanto annunciato dai Cobas. I lavoratori della scuola pubblica scendono in piazza per protestare
contro la soppressione di 140.000 posti di lavoro in tre anni e "l'espulsione di massa dei precari".
A Roma alle 9.30 Piazzale dei Partigiani era già gremito di studenti, nuovamente in piazza dopo la manifestazione di ieri contro il ddl Università. Da Porta San Paolo i manifestanti si sono spostati in Viale Trastevere dove mostrano slogan coloriti davanti al Ministero:
"Ridateci la gioia di insegnare, non più larve, vogliamo volare" recita uno striscione, mentre altri professori mostrano sederi di plastica con le toppe perchè
"la scuola ha le pezze al di dietro".
Manifestazioni sono previste in altre in 13 città italiane «per battere la scuola-miseria», si legge nel comunicato stampa del coordinamento dei comitati di base. Inoltre manifestazioni "più pecifiche" sono in programma a L'Aquila e ad Adro, in seguito alla vicenda dei simboli leghisti con cui è stata arredata la scuola locale.

I cobas fanno sapere che le proteste sono rivolte
contro i tagli di orario, materie e posti di lavoro, mentre tra le richieste al governo ci sono l'assunzione stabile dei precari, investimenti almeno ai livelli europei, il recupero degli scatti di anzianità, «e la restituzione del diritto di assemblea».
Così, accanto a studenti medi e universitari, si legge nel comunicato, «manifesteranno operai delle fabbriche chimiche e metalmeccaniche, a partire dalla FIAT, e i lavoratori del Pubblico impiego, che considerano l'istruzione pubblica un

cruciale bene comune; nonché quei
Comitati e Coordinamenti dei precari e dei genitori che si oppongono alla scuola-miseria di
Gelmini e Tremonti ma che non dimenticano il ruolo svolto, nell'impoverimento della scuola, da quei partiti di centrosinistra che furono in posizione dominante nei
governi Prodi».
Il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, ha inoltre aggiunto «Siamo molto lieti che a Torino saranno in piazza insieme a docenti, Ata e studenti,
anche i lavoratori della FIAT, in sciopero contro l'arroganza di Marchionne, che verranno al corteo con i
pullman da Mirafiori; e operai di altre fabbriche e
lavoratori del Pubblico Impiego». Ed è pure di grande rilievo che a L'Aquila tanti cittadini protesteranno con noi anche contro la gestione corrotta della "ricostruzione" che non ha restituito alla citta' martoriata nemmeno le scuole e l'università preesistente.