Eccoci qua, è pronta la proposta di riforma degli organi collegiali, non ancora presentata in Parlamento. È cosa buona e giusta? Cerchiamo di capirlo.
Gli organi individuati sono quattro:
1. il consiglio di amministrazione
2. il collegio dei docenti
3. gli organi collegiali di valutazione degli alunni
4. il nucleo di valutazione
Il Consiglio di amministrazione è composto di 11 membri: il dirigente, che lo presiede, i rappresentanti di docenti, genitori e studenti, un rappresentante dell'ente che fornisce i locali della scuola, tre esperti in ambito educativo, tecnico o gestionale. È nel cda, poi, ma senza diritto di voto riguardo al bilancio, anche il direttore dei servizi generali e amministrativi, in qualità di segretario del consiglio.
È un organo con funzioni di indirizzo generale dell'attività di istruzione. In particolare delibera il proprio regolamento, approva il P.O.F. (piano di offerta formativa), approva il bilancio, delibera il regolamento di istituto, nomina i tre esperti che lo compongono. Resta in carica per tre anni.
Il collegio dei docenti "ha compiti di indirizzo, programmazione, coordinamento e monitoraggio delle attività didattiche ed educative". Sua competenza è anche l'elaborazione del P.O.F. E' presieduto e convocato dal dirigente scolastico e in base al regolamento di istituto, stabilito dal cda, si articola in dipartimenti disciplinari.
Gli organi collegiali di valutazione degli alunni sono composti dai docenti che, secondo le modalità stabilite nel regolamento di istituto, "valutano in sede collegiale gli alunni, periodicamente e alla fine dell'anno".
Il nucleo di valutazione ha il compito di valutare il funzionamento della scuola e la qualità del servizio reso. È composto perciò da esperti nel campo della valutazione ed ogni istituto deve dotarsene.
Tutto chiaro? Se si, vi sarà chiaro anche che manca un apposito organo di partecipazione studentesca. Ma andiamo per ordine.
Anche se in apertura del documento si dice che gli organi di governo dell'istituto valorizzano la partecipazione degli studenti, abbiamo dei seri dubbi e vi mostriamo il perché.
a. Riguardo al consiglio di amministrazione, il vecchio consiglio di istituto, la questione più importante si pone sulla componente studentesca: ogni singolo istituto stabilisce autonomamente l'entità della rappresentanza degli studenti (così come dei docenti e dei genitori). Per un totale di 11 membri potrebbero anche esserci più docenti che studenti, non credete? E allora addio equità.
b. L'istituzione degli organi collegiali di valutazione al posto del consiglio di classe non ci sembra voler facilitare la collaborazione degli studenti. Mentre il consiglio di classe, composto anche da due studenti, era un organo di raccordo fra prof, genitori e alunni, ora la valutazione degli alunni è compito esclusivo dei docenti.
c. La valutazione dello stato qualitativo e operativo dell'attività di istituto è affidata ad esperti. Ma chi sono? Il testo non chiarisce bene la loro identità. A nessuno è venuto in mente che andrebbero interpellati anche gli studenti, visto che sono l'oggetto diretto del regolamento e della didattica? A quanto pare no.
d. Nella proposta di riforma si legge che il regolamento di istituto "stabilisce le altre forme di partecipazione dei genitori e degli studenti, finanche attraverso la costituzione di comitati, commissioni e consigli". Ma mancando un'indicazione valida a livello nazionale, anche qui ogni istituto può decidere a suo piacimento.
Voi che idea vi siete fatti? L'Uds si è già espressa in merito e prevede di organizzare uno sciopero nazionale degli studenti per il 30 novembre.