I quotidiani nazionali in questi giorni sono impegnati a parlare di euro e di Europa e così la questione scuola sembra messa da parte. Ma la stampa è vasta e chi cerca trova.
L'Espresso on line, 3 gennaio 2002, articolo firmato Eugenio Scalfari e intitolato "Letizia Moratti ministra fildiferro". Una chicca di inizio anno.
"Secondo me la signora Moratti ha uno scheletro di fil di ferro; non so se sia un complimento, forse per lei lo è; attraverso quella rete fatta di materia ferrigna passano impulsi elettrici e si formano campi magnetici. I sentimenti direi di no, col ferro sono incompatibili. Del resto per un perfetto manager - specie se donna - i sentimenti sono del tutto opzionali e piuttosto pericolosi da maneggiare; meglio escluderli dal proprio sistema psicofisico. Probabilmente esser costruiti col fil di ferro è causa e contemporaneamente effetto di una nevrosi, ma chi non ha una nevrosi? Napoleone, per dire, era un nevrotico all'ennesima; Letizia Moratti, probabilmente, anche".
Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica e del settimanale L'Espresso, parla dell'operato della Moratti dall'insediamento ad oggi con una schiettezza che ogni aspirante giornalista si aspetta da un grande firma. Pochi hanno parlato così di lei, per timore o chi lo sa, magari perché non è nel loro stile.
"Da qualche mese, per sua scelta come lei continua a ripetere, tra tanti incarichi prestigiosi offerti da Berlusconi ha deciso di fare il ministro dell'Istruzione. Come prima decisione ha preso quella di togliere l'aggettivo "pubblica" dall'intestazione del ministero, dimenticando che in Inghilterra chiamano pubbliche anche le scuole private. Ma lei è fatta così: l'azienda è l'azienda, gli aggettivi non la qualificano, quindi è meglio abolirli".
Sta di fatto che alla ministra fildiferro (appellativo impareggiabile!) non importa poi molto dell'opinione pubblica a cui la stampa dovrebbe dare voce. E come potrebbe essere diversamente, visto che ignora perfino il malumore del suo popolo, gli studenti?
Il detto preferito dalla Moratti: anno nuovo vita nuova. E infatti gli stati generali si sono svolti a fine anno, così che la befana tutte le feste portasse via e con esse i malumori.
"Roba da matti"