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Maturità 2009: è giusto prepararsi sul web?

Gli esami di maturità si avvicinano sempre di più e molti studenti preferiscono cercare aiuti su internet per prepararsi nel modo migliore: dal Cnr arrivano diversi commenti sulla possibilità di utilizzare la tecnologia per studiare

di Barbara Leone 20 maggio 2009

studentessa felice al pcManca poco più di un mese all'inizio degli esami di maturità e gli studenti si stanno dedicando alla preparazione necessaria per affrontare le prove scritte e l'orale. Molti studenti, per prepararsi nel miglior modo possibile, cercano aiuti dal web: appunti, idee per la tesina, informazioni di ogni genere sui principali argomenti scolastici. Dal Cnr arrivano diverse teorie sull'utilizzo di internet per studiare. Rosa Maria Bottino, direttore dell'Istituto di tecnologie didattiche (Itd) del Cnr di Genova, ha infatti dichiarato che "un esame richiede impegno e metodo e, naturalmente, una preparazione costante e meditata, che non può essere sostituito da nessuna tecnologia. Detto ciò, è chiaro che la rete e, più in generale, le nuove tecnologie sono una grande risorsa, se utilizzate con criterio, in modo critico. L'importante è che non diventino una scorciatoia per saltare la fase preliminare, quella dello studio e del ragionamento, che dà veramente la sicurezza delle conoscenze apprese".

Quindi va bene l'utilizzo delle tecnologie solo se avviene con criterio e non per trovare scorciatoie e passare meno tempi sui libri. Giorgio Olimpo, ricercatore associato dell'Itd-Cnr, ha dichiarato che per studiare meglio si possono utilizzare tecnologie apposite, "come i software didattici che possono aiutare nella preparazione. Si tratta di veri e proprio luoghi di apprendimento, per esempio i programmi interattivi per la matematica, la fisica, le lingue, la biologia e anche l'arte: possono essere di grande ausilio per approfondire conoscenze, effettuare simulazioni, esplorare ambienti virtuali e, quindi, colmare il gap fra sapere teorico e saper fare".

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Commenti

Carroll Quigley martedì, 4 ottobre 2011

UNcyclopedia

Per la maggior parte degli utenti è uno strumento utile per le ricerche online. Uno dei siti più visitati. Esiste la versione in quasi tutte le lingue del mondo,compresi alcuni dialetti regionali italiani. E’ Wikipedia, l’enciclopedia online redatta da autori volontari. Che, almeno per la versione italiana, sono però anche il suo anello debole. Così come il criterio di selezione delle voci.
Gli autori (che scrivono tutti sotto anonimato) non hanno competenze nelle materie trattate, spesso si tratta di giovani studenti che copiano da altri siti o libri. Per alcuni è quasi uno status symbol moderno esserci col proprio nome e cognome. Essere enciclopedico, come dicono loro. Peccato che siano presenti biografie di perfetti sconosciuti e altre non siano presenti perchè nessuno ha ancora creato quella voce.
Ma la casta speciale è quella degli amministratori del sito. Titolo “meritato” con oscure procedure, che decidono cosa e chi possa essere menzionato oppure no. Dalle discussioni online appaiono personaggi capricciosi e incompetenti, che a qualsiasi ora del giorno e della notte difendono sotto anonimato e con orgoglio spocchioso e arrogante l’unica cosa che dà loro un minimo di soddisfazione nella loro grigia esistenza. altrettanto anonima. Accreditare o smontare candidature di voci varie e di personaggi in cerca di visibilità online. E così troviamo calciatori di serie c1 accanto a grandi della letteratura. Presunte star del techno trash accanto a divi del cinema. A seconda dei gusti di chi gestisce il sito.
Abbiamo provato ad inserire uno scrittore dii un best seller di antropologia e di altri tre testi. E’ stato presto sollevato un dubbio di enciclopedicità e in seguito despoticamente cancellata (chiunque può segnalarlo e chiunque può agire sulle voci a piacimento, sempre sotto il controllo dei bizzosi amministratori, detentori di tutta la conoscenza universale). Le voci di persone non famose al grande pubblico vengono accettate o scartate con criteri totalmente aleatori, a seconda dell’umore e delle simpatie di questa casta autoproclamata.
Il direttore di questa testata avrebbe secondo i criteri ufficiali avuto il diritto di esserci, ad esempio, ma la voce viene eliminata per fare spazio al proprio idolo della serie cadetta c2 che ha giocato due partite da oratorio. Troviamo il “famoso” scrittore DJ Balli accanto ad Andrea Camilleri. Dai toni delle discussioni online si ha poi il sentore di avere a che fare con giovani incompetenti, orgogliosi del loro presunto potere di concedere o di cassare candidature delle voci più disparate. Processo che avviene con infuocati e arroganti blog dove emerge la loro proprompente frustrazione esistenziale. Ma anche questo è il web, bellezza. Meglio una buona ricerca in biblioteca.

n° 1
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