La maturità 2009 si sta per concludere.
In questi giorni nelle varie scuole si stanno svolgendo i colloqui
orali. Alcuni studenti hanno già terminato il proprio esame
ed ora aspettano l'uscita dei quadri. Altri stanno ancora ripassando in
vista dell'orale, per poi godersi la meritata estate. Ma
quasi tutti già pensano al loro futuro. Che cosa
fare dopo la maturità? Per molti si
aprirà la strada dell'università, mentre altri
chiuderanno i libri e inizieranno a cercare lavoro.
C'è anche chi non ha ancora deciso la facoltà
universitaria alla quale iscriversi o chi non ha ancora scelto se
continuare gli studi oppure trovare lavoro e preferisce prendersi una
pausa. In collaborazione con SWG, abbiamo chiesto ai maturandi del 2009
che cosa hanno intenzione di fare dopo la maturità.

che grande novità!
E ci voleva un sondaggio per sapere che i soldi non ci sono e che si preferisce un ateneo pubblico??? Bah
Male
Già non abbiamo una media alta di universitari rispetto agli altri paesi europei, se questo sondaggio dicesse il vero vorrebbe dire che qualche speranza di redenzione (anzi, di ritorno ai bei tempi andati, com'erano 40 anni fa ai tempi delle lotte studentesche e della presa di coscienza dei giovani) ce l'abbiamo ancora... In bocca al lupo a tutti quelli che intraprenderanno la carriera universitaria!!!
Molto male!
> Già non abbiamo una media alta di universitari
> rispetto agli altri paesi europei, se questo
> sondaggio dicesse il vero vorrebbe dire che qualche
> speranza di redenzione (anzi, di ritorno ai bei
> tempi andati, com'erano 40 anni fa ai tempi delle
> lotte studentesche e della presa di coscienza dei
> giovani) ce l'abbiamo ancora... In bocca al lupo a
> tutti quelli che intraprenderanno la carriera
> universitaria!!!
Secondo me invece è molto male.
Noi in Italia abbiamo pochi laureati rispetto alla media europea, ma molti di più di quelli che servono al sistema paese.
Quando poi dopo cinque anni di studi universitari uno si trova con un contratto co.co.pro. in un call center, vuol dire che la sua laurea non è spendibile in questo paese, e a meno che non vada all'estero, si tratta di anni di spese e di studio buttati via (economicamente parlando).
All'Italia servirebbero meno laureati ma migliori diplomati.
Quanto ai "bei tempi andati" delle lotte studentesche, vorrei anche ricordare che quelli che nel '68 erano sulle barricate adesso sono nelle aule universitarie come professori e in parlamento come deputati: non mi pare che abbiano costruito un sistema migliore del precedente, anzi.