2009: anno di creatività e innovazione

Spunti di riflessione della tipologia B, saggio breve o articolo di giornale, ambito socio-economico, per la prima prova della maturità 2009

di Redazione Studenti 25 giugno 2009
Da oltre cinquant'anni la parola creatività è considerata una parola-mito: viene usata per battere la concorrenza, vincere le sfide, convivere con l’incertezza, per garantirsi una risorsa inesauribile. Alcuni hanno definito la creatività come uno strumento per realizzare qualcosa di astratto, altri sostengono che esistano tanti modi per sviluppare la creatività quante sono le persone. Per capire come mettere in atto un processo creativo è innanzitutto importante che ci sia ben chiara l’idea di noi: come siamo, che cosa vogliamo fare, dove vogliamo arrivare. Tutti possiedono una base di  creatività nascosta perché la spinta a innovare è una capacità di tutti come la capacità di amare ed essere felici, basta solo risvegliarla e farla crescere; per fare questo ci vuole coraggio e sicurezza. Importante è, ad esempio, il significato che assume, per Erich Fromm, l’essere creativi: "considerare tutto il processo vitale come un processo della nascita e non interpretare ogni fase della vita come una fase finale. Molti muoiono senza essere mai nati completamente. Creatività significa aver portato a termine la propria nascita prima di morire".

Ognuno di noi ha sicuramente una qualche idea su che cosa sia la creatività ma in ambito scientifico (psicologia, sociologia, pedagogia) il suo significato è stato chiarito solo recentemente. Per analizzare a fondo questo argomento si può considerare la creatività secondo diversi punti di vista: come capacità di produrre idee nuove (aspetto intellettuale); come disposizione a farsi venire in mente qualcosa (aspetto motivazionale); come coraggio di pensare in modo nuovo, diverso da quello condiviso dai più (aspetto emozionale).

La creatività rappresenta la via d’uscita in tanti momenti, è importante per realizzare i propri sogni, arrivare a idee utili, uscire dal grigiore delle cose comuni, serve a scoprire le ricchezze che ognuno si porta dentro e a riprendersi la vita; inoltre, a volte, serve anche a risolvere in modo brillante situazioni di blocco emotivo; un tocco di creatività è utile anche nella vita di tutti i giorni, in famiglia, nel lavoro. Dando uno sguardo all’evolversi della storia si può notare che sono cambiate le tecnologie, le teorie scientifiche, i modi di vivere, i valori. Andando, per esempio, indietro di vent’anni, si trova un mondo diverso da quello di oggi: niente computer o telefonini. Tornando indietro di cent’anni si può pensare che non c’era la televisione, l’auto ecc. Si può facilmente capire che ci ritroviamo di fronte ad un cambiamento a ritmi sempre più veloci, che ci porta nuove idee, nuove sfide, ci sveglia dal torpore, ma porta anche incertezza e problemi che irrompono nella nostra vita mettendo in discussione tutto ciò che è giusto. Questo cambiamento ha in sé l’idea di sviluppo e crescita di nuovi modi di pensare le cose, tutto questo ci porta a liberare nuove energie, per questo motivo, per vivere abbiamo bisogno di tanta creatività.

Jean Piaget, uno psicologo francese, ricorda che la vena della nostra creatività deve essere continuamente alimentata: “Se volete essere creativi, rimanete in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti”. Questo è effettivamente un rischio che tutti corrono, perché tendono a soffocare la capacità di stupirsi o di fantasticare. In questo modo il potenziale creativo di ogni persona viene compresso dal conformismo. La creatività è una cosa quotidiana, per essere creativi non occorre essere artisti; anche nella vita di ogni giorno ci sono continuamente problemi che richiedono soluzioni originali (nel cucinare, nel lavorare, nello scrivere). Tutto questo è possibile ad una condizione: ci vuole coraggio e sicurezza che si acquistano solo con l’esercizio ed inoltre bisogna liberarsi dalla routine quotidiana e dai mille pregiudizi.

Vittorio Rubini, uno psicologo che ha studiato la creatività, sostiene che tutti noi possediamo qualunque genere di abilità, compresa la creatività, ma che c’è chi sviluppa questa attitudine ad un minimo e chi ad un massimo in base alle circostanze di vita in cui viene a trovarsi. Importante, sostiene lo psicologo, è sottolineare il fatto che alcuni degli atti creativi vengono riconosciuti e apprezzati nel contesto sociale, altri rimangono nel contesto privato ma non per questo sono meno importanti. E’ importante lasciar fluire la creatività nella propria vita e da questa nel mondo, per realizzare i propri sogni.

Un tempo, alcuni pensavano che la creatività si sviluppasse più facilmente nelle persone di estrazione socio-economica alta o medio-alta grazie al clima stimolante; in realtà si è successivamente capito che ciò che realmente conta è il clima psicologico in cui una persona cresce e l’educazione ricevuta. Si ha un maggiore sviluppo della creatività se si riceve un’educazione tesa ad incoraggiare l’autonomia, infatti i genitori che controllano i figli troppo da vicino o hanno aspettative troppo rigide sul loro sviluppo, non favoriscono per niente la creatività; è tuttavia molto importante intervenire solo in occasioni particolari, è importante un appoggio emotivo e incoraggiare i propri figli a regolarsi da soli, a tentare nuove strade facendogli comunque capire che potranno contare sul nostro aiuto. Nel corso degli anni si è cercato di dare varie definizioni alla parola creatività, grazie alle quali la creatività è apparsa come qualcosa di diverso dalle altre qualità umane con le quali si tende erroneamente a confonderla.
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Commenti

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alex sabato, 27 giugno 2009

Aiuto

Creare, significa propriamente produrre qualcosa(oggetto, idea, arte), che appaia alla collettivita come cosa nuova ed originale. La creatività si propone come dote particolarmente necessaria per l'organizzazione e il funzionamento delle attività e dei rapporti sociali, dal momento che, oltre ad essere una qualità insostituibile dei meccanismi intellettivi, si afferma come strumento irrinunciabile per la produzione di idee e, quindi , per i cambiamenti che riguarderanno il futuro. Essa come ambito dell'agire umano rinvia ad una complessa interazione di fattori individuali, sociali e culturali. Tali elementi, a vario titolo, contribuiscono a definire i confini della creatività come capacità umana....Come inizio potrebbe andar bene?o fatto cosi mi date un opinione ragazzi...vi prego grazie...
ho un ansia...

n° 9
Angelo venerdì, 26 giugno 2009

Spunti Personali

Io ho analizzato le differenze tra la nuova concezione di progresso e quella affermata nel manifesto futurista (di cui quest'anno cadeva il centenario)... dopo un escursus sulla creatività nelle varie ere (tra romanticismo, impressionismo fino all'art noveau) mi sono soffermato sulla nascita del design del prodotto e sulle teorie economiche della richiesta-offerta. Ho proposto spunti di riflessione sul boom economico del dopoguerra e sulla creatività consumista che ne deriva concludendo con una ripresa della tesi iniziale: le affinità (e sopratutto differenze) con la velocità del progresso.
Spero di non essere andato fuori tema

n° 8
Fade giovedì, 25 giugno 2009

alla fine

Comunque vada penso che l'aver scelto questa tipologia ci darà un minimo di vantaggio sugli altri, un prof dopo essersi letto 3/4 dei manoscritti sul social network penso che faccia piacere valutare qualcosa di diverso e anche più interessante..

In ogni caso bocca a lupo a tutti per domani! ;)

n° 7
cstefy46 giovedì, 25 giugno 2009

confusa

oddio anke da me in pochissimi qst traccia..ma le altre m sembravano troppo banali..e da poco avevamo fatto simulazioni simili e non avevo idee diverse da qll ke avevo già fatto..
cmq ehm io l'ho vista in maniera ankora diversa..ho fatto un articolo di giornale..e sono partita con la moltalcini e l'inventore del MP3, per dire ke l'innovazioni tcnologiche stanno cambiando la nostra società e cultura...poi ho citato velocemente le avanguardie storiche che cm pensiero base avevano il rinnovamento delle arti..e in particolare un piccolo cenno di 2 righe per il futurismo xkè in italia..e da qui ho fatto la tesi che riguardava la gente favorevole alle nuove creazioni e innovazioni e l'antitesi parlando delle persone crontarie e con una mentalità più ristretta..poi ho fatto una confutazione a mio parere personale in modo abbastanza critico sostenendo l'idea d'innovazione e creatività..e ho concluso citando le cose positive che c facilitano la vita sotto il profilo medico,economico,scintifico,e artistico(il design citanto l'art and craft)..e ribadendo che creatività e innovazione nella nostra epoca sono associate.

n° 6
Federica giovedì, 25 giugno 2009

un'altra

ecco un'altra folle!
L'ho scelto per esclusione, le tracce erano quasi banali, e in questo complicate. Troppo generalizzanti, con un tasso di problematicità della tesi dello 0.0001%. Come facevo ad inventare una tesi interessante?
Il tema l'ho strutturato sotto forma di intervista (quindi articolo di giornale) in cui, come ha consigliato il mio prof "dovete ribaltare l'opinione pubblica per non cadere nel banale". Dopo una introduzione in cui ho parlato di una mostra inventata, ho fatto sostenere la tesi che nel 2009 non ha più senso una creatività slegata dalla utilità, che per creatività si intende una novità che concili bello e utile. Nel nostro mondo non abbiamo più tempo per le cose fini a sè stesse, anche la creatività deve mettersi a disposizione dell'utile.
Non so!
Spero che il prof premi l'originalità più che il reale contenuto del testo, che mi sembra di averlo fatto un pò "leggerino".
In bocca al lupo per domani ;)

n° 5
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