Da oltre cinquant'anni la parola creatività è
considerata una parola-mito: viene usata per battere la concorrenza,
vincere le sfide, convivere con l’incertezza, per garantirsi
una risorsa inesauribile.
Alcuni hanno definito la
creatività come uno strumento per realizzare qualcosa di
astratto, altri sostengono che esistano tanti modi per
sviluppare la creatività quante sono le persone. Per capire
come mettere in atto un processo creativo è innanzitutto
importante che ci sia ben chiara l’idea di noi: come siamo,
che cosa vogliamo fare, dove vogliamo arrivare.
Tutti possiedono
una base di creatività nascosta perché
la spinta a innovare è una capacità di tutti
come la capacità di amare ed essere felici, basta solo
risvegliarla e farla crescere; per fare questo ci vuole coraggio e
sicurezza. Importante è, ad esempio, il significato
che assume, per Erich Fromm, l’essere creativi: "considerare
tutto il processo vitale come un processo della nascita e non
interpretare ogni fase della vita come una fase finale. Molti muoiono
senza essere mai nati completamente.
Creatività
significa aver portato a termine la propria nascita prima di morire".
Ognuno di noi ha sicuramente una qualche idea su che cosa sia la
creatività ma in ambito scientifico (psicologia, sociologia,
pedagogia) il suo significato è stato chiarito solo
recentemente.
Per analizzare a fondo questo argomento si
può considerare la creatività secondo
diversi punti di vista: come capacità di
produrre idee nuove (aspetto intellettuale); come disposizione a farsi
venire in mente qualcosa (aspetto motivazionale); come coraggio di
pensare in modo nuovo, diverso da quello condiviso dai più
(aspetto emozionale).
La creatività rappresenta la via d’uscita
in tanti momenti, è importante per realizzare i
propri sogni, arrivare a idee utili, uscire dal grigiore delle
cose comuni, serve a scoprire le ricchezze che ognuno si porta dentro e
a riprendersi la vita; inoltre, a volte, serve anche a risolvere in
modo brillante situazioni di blocco emotivo;
un tocco di
creatività è utile anche nella vita di
tutti i giorni, in famiglia, nel lavoro.
Dando uno
sguardo all’evolversi della storia si
può notare che sono cambiate le tecnologie, le
teorie scientifiche, i modi di vivere, i valori. Andando, per
esempio, indietro di vent’anni, si trova un mondo diverso da
quello di oggi: niente computer o telefonini. Tornando indietro di
cent’anni si può pensare che non c’era
la televisione, l’auto ecc. Si
può facilmente capire che ci ritroviamo di fronte
ad un cambiamento a ritmi sempre più veloci, che ci porta
nuove idee, nuove sfide, ci sveglia dal torpore, ma porta anche
incertezza e problemi che irrompono nella nostra vita mettendo in
discussione tutto ciò che è giusto. Questo
cambiamento ha in sé l’idea di sviluppo e crescita
di nuovi modi di pensare le cose, tutto questo ci porta a liberare
nuove energie, per questo motivo, per vivere abbiamo bisogno di tanta
creatività.
Jean Piaget, uno psicologo francese, ricorda che la
vena della nostra creatività deve essere continuamente
alimentata: “Se volete essere creativi, rimanete in
parte bambini, con la creatività e la fantasia che
contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla
società degli adulti”. Questo è
effettivamente un rischio che tutti corrono,
perché tendono a soffocare
la capacità di stupirsi o di fantasticare. In
questo modo il potenziale creativo di ogni persona viene
compresso dal conformismo.
La creatività
è una cosa quotidiana, per essere creativi non occorre
essere artisti; anche nella vita di ogni giorno ci sono continuamente
problemi che richiedono soluzioni originali (nel cucinare,
nel lavorare, nello scrivere). Tutto questo è possibile ad
una condizione: ci vuole coraggio e sicurezza che si acquistano solo con
l’esercizio ed inoltre bisogna liberarsi dalla routine
quotidiana e dai mille pregiudizi.
Vittorio Rubini, uno psicologo che ha studiato la
creatività, sostiene che
tutti noi possediamo
qualunque genere di abilità, compresa la
creatività, ma che c’è chi sviluppa
questa attitudine ad un minimo e chi ad un massimo in base alle
circostanze di vita in cui viene a trovarsi. Importante,
sostiene lo psicologo, è sottolineare il fatto che alcuni
degli atti creativi vengono riconosciuti e apprezzati nel contesto
sociale, altri rimangono nel contesto privato ma non per questo sono
meno importanti. E’ importante lasciar fluire la
creatività nella propria vita e da questa nel mondo, per
realizzare i propri sogni.
Un tempo, alcuni pensavano che la creatività si sviluppasse
più facilmente nelle persone di estrazione socio-economica
alta o medio-alta grazie al clima stimolante; in realtà si
è successivamente capito che ciò che realmente
conta è il clima psicologico in cui una persona cresce e
l’educazione ricevuta.
Si ha un maggiore sviluppo
della creatività se si riceve un’educazione tesa
ad incoraggiare l’autonomia, infatti i genitori che
controllano i figli troppo da vicino o hanno aspettative troppo rigide
sul loro sviluppo, non favoriscono per niente la creatività;
è tuttavia molto importante intervenire solo in occasioni
particolari, è importante un appoggio emotivo e incoraggiare
i propri figli a regolarsi da soli, a tentare nuove strade facendogli
comunque capire che potranno contare sul nostro aiuto. Nel corso degli
anni si è cercato di dare varie definizioni alla parola
creatività, grazie alle quali
la
creatività è apparsa come qualcosa di diverso
dalle altre qualità umane con le quali si tende erroneamente
a confonderla.
Aiuto
Creare, significa propriamente produrre qualcosa(oggetto, idea, arte), che appaia alla collettivita come cosa nuova ed originale. La creatività si propone come dote particolarmente necessaria per l'organizzazione e il funzionamento delle attività e dei rapporti sociali, dal momento che, oltre ad essere una qualità insostituibile dei meccanismi intellettivi, si afferma come strumento irrinunciabile per la produzione di idee e, quindi , per i cambiamenti che riguarderanno il futuro. Essa come ambito dell'agire umano rinvia ad una complessa interazione di fattori individuali, sociali e culturali. Tali elementi, a vario titolo, contribuiscono a definire i confini della creatività come capacità umana....Come inizio potrebbe andar bene?o fatto cosi mi date un opinione ragazzi...vi prego grazie...
ho un ansia...
Spunti Personali
Io ho analizzato le differenze tra la nuova concezione di progresso e quella affermata nel manifesto futurista (di cui quest'anno cadeva il centenario)... dopo un escursus sulla creatività nelle varie ere (tra romanticismo, impressionismo fino all'art noveau) mi sono soffermato sulla nascita del design del prodotto e sulle teorie economiche della richiesta-offerta. Ho proposto spunti di riflessione sul boom economico del dopoguerra e sulla creatività consumista che ne deriva concludendo con una ripresa della tesi iniziale: le affinità (e sopratutto differenze) con la velocità del progresso.
Spero di non essere andato fuori tema
alla fine
Comunque vada penso che l'aver scelto questa tipologia ci darà un minimo di vantaggio sugli altri, un prof dopo essersi letto 3/4 dei manoscritti sul social network penso che faccia piacere valutare qualcosa di diverso e anche più interessante..
In ogni caso bocca a lupo a tutti per domani! ;)
confusa
oddio anke da me in pochissimi qst traccia..ma le altre m sembravano troppo banali..e da poco avevamo fatto simulazioni simili e non avevo idee diverse da qll ke avevo già fatto..
cmq ehm io l'ho vista in maniera ankora diversa..ho fatto un articolo di giornale..e sono partita con la moltalcini e l'inventore del MP3, per dire ke l'innovazioni tcnologiche stanno cambiando la nostra società e cultura...poi ho citato velocemente le avanguardie storiche che cm pensiero base avevano il rinnovamento delle arti..e in particolare un piccolo cenno di 2 righe per il futurismo xkè in italia..e da qui ho fatto la tesi che riguardava la gente favorevole alle nuove creazioni e innovazioni e l'antitesi parlando delle persone crontarie e con una mentalità più ristretta..poi ho fatto una confutazione a mio parere personale in modo abbastanza critico sostenendo l'idea d'innovazione e creatività..e ho concluso citando le cose positive che c facilitano la vita sotto il profilo medico,economico,scintifico,e artistico(il design citanto l'art and craft)..e ribadendo che creatività e innovazione nella nostra epoca sono associate.
un'altra
ecco un'altra folle!
L'ho scelto per esclusione, le tracce erano quasi banali, e in questo complicate. Troppo generalizzanti, con un tasso di problematicità della tesi dello 0.0001%. Come facevo ad inventare una tesi interessante?
Il tema l'ho strutturato sotto forma di intervista (quindi articolo di giornale) in cui, come ha consigliato il mio prof "dovete ribaltare l'opinione pubblica per non cadere nel banale". Dopo una introduzione in cui ho parlato di una mostra inventata, ho fatto sostenere la tesi che nel 2009 non ha più senso una creatività slegata dalla utilità, che per creatività si intende una novità che concili bello e utile. Nel nostro mondo non abbiamo più tempo per le cose fini a sè stesse, anche la creatività deve mettersi a disposizione dell'utile.
Non so!
Spero che il prof premi l'originalità più che il reale contenuto del testo, che mi sembra di averlo fatto un pò "leggerino".
In bocca al lupo per domani ;)