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Codice fiscale per la Maturità? E' polemica

La nuova rilevazione servirà a fornire un quadro più preciso sull'andamento degli esami, i cui esiti saranno successivamente messi a disposizione delle singole istituzioni scolastiche. L'Associazione Nazionale dei Presidi: "Non vorremmo che fosse una forma implicita di discriminazione". Il ministro Gelmini: "La solita montatura della sinistra"

di Redazione Studenti 28 maggio 2009
L'ufficio di statistica del Ministero dell'istruzione ha comunicato che le scuole superiori dovranno controllare i codici fiscali degli studenti del quinto anno che si apprestano a sostenere la Maturità. E scoppia la polemica.

Nel documento ministeriale si sottolinea come la nuova rilevazione servirà a fornire un quadro più preciso sull'andamento degli esami, i cui esiti saranno successivamente messi a disposizione delle singole istituzioni scolastiche, anche per consentire una valutazione comparata all'interno delle singole realtà territoriali. Per la prima volta infatti la rilevazione degli esiti della Maturità avrà come unità di rilevazione il singolo studente e non l'intera scuola.

Con il nuovo sistema, i codici fiscali degli alunni, comunicati dalle scuole, saranno validati da parte dell'Agenzia delle Entrate e, in caso di mancata corrispondenza, si dovrà procedere alle necessarie rettifiche. Non è ben chiaro cosa succederebbe in caso di mancata validazione o di mancato possesso del codice.

La schedatura, che dovrebbe servire a semplificare le analisi complessive dei risultati, può essere interpretata anche in altro modo. Giorgio Rembado, il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi: "La richiesta del codice fiscale validato potrebbe essere una forma implicita di discriminazione nei confronti degli studenti extracomunitari privi di permesso. Se così fosse saremmo assolutamente contrari. Eventuali intenti di schedatura non ci troverebbero d'accordo".

I sindacati hanno assicurato che si impegneranno affinchè sia rispetatta la normativa attualmente in vigore che tutela il diritto all'istruzione e il diritto a portare a compimento il percorso di studi. Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil è categorico: "Non vedo la necessità di questa decisione. A meno che non si tratti di un modo per discriminare gli irregolari e per realizzare un controllo rispetto al quale siamo molto contrari".

Il Ministro Gelmini ha subito replicato: "Non c'è alcuna volontà di discriminare o censire gli studenti che siano immigrati non regolari. E' l'ennesima montatura della sinistra". C'è da scommettere che se ne parlerà ancora a lungo nei prossimi giorni.

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