Gli
esami di maturità si stanno concludendo in tutta Italia e cominciano
ad arrivare nelle varie scuole i verdetti finali. In base ai
primi dati raccolti dal Ministero dell'Istruzione risulta che, rispetto
allo scorso anno scolastico, quest'anno sono stati bocciati
circa 3.000 studenti in più. La percentuale dei
maturandi che non sono riusciti a superare l'esame di stato
è di circa il 3%, mentre lo scorso anno si era fermata al
2,5%.
Questo significa che almeno 15.000 studenti (contro i 12.000
dell'anno scorso), che speravano di concludere la loro esperienza
scolastica, non sono riusciti a superare l'esame di stato e
dovranno quindi ripetere l'anno. L'aumento dei bocciati potrebbe essere
stato determinato da una piccola variazione nel conteggio del
voto: il colloquio all'esame poteva portare 30 punti,
rispetto ai 35 dello scorso anno, mentre il credito scolastico degli
anni precedenti è aumentato, passando da 20 punti a 25. A
questo ovviamente c'erano da aggiungere i massimo 15 punti per ogni
prova scritta.
L'aumento del credito scolastico ha facilitato chi
è sempre andato bene a scuola, mentre la
diminuzione dei voti all'orale ha svantaggiato chi contava proprio sul
colloquio per riuscire ad ottenere il minimo per raggiungere la
promozione. Calcolando anche gli studenti che non sono
proprio stati ammessi all'esame di maturità, si
parla quindi del 9% di tutti gli studenti dell'ultimo anno: circa
42:000 ragazzi che dovranno ripetere l'anno e sperare di
essere ammessi e riuscire a superare la maturità 2010. Lo
scorso anno invece la percentuale dei ripetenti si fermò al
6%.
Per il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, "una
scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene
del ragazzo. Io ho idee diverse. Non fa mai piacere quando il
ragazzo viene bocciato, ma la scuola deve assumere il compito di
educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi
premiare chi si impegna durante l'anno. Perché ci
deve essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no".
Per l'Unione degli Studenti sono "dati
significativi e
allarmanti quelli che stanno emergendo sul numero di bocciati alla
maturità. Le maggiori bocciature dimostrano che si
sono irrigiditi i parametri di valutazione ma, al tempo stesso, non
sono aumentate le possibilità per gli studenti di
recuperare: i corsi di recupero sono praticamente inesistenti e le
offerte didattiche e formative continuano ad essere ridotte
drasticamente a causa della politica di tagli. Il fallimento
scolastico degli studenti non è mai un successo per nessuno,
tantomeno per il ministero che da subito deve mettere in
campo risorse per far sì che questo oltre 9% di non ammessi
e
bocciati (sarà questa la percentuale se vengono confermati i
primi dati) non diventino abbandoni scolastici e particolare attenzione
deve essere posta proprio ai tecnici e professionali, dove si
registrano le maggiori bocciature".
Per la Rete degli Studenti Medi "l'arrivo dei dati
sulle bocciature all'esame di maturità si aggiunge ai dati
sulla non ammissione all'esame arrivati nelle scorse settimane e alle
indiscrezioni sullo spaventoso numero di bocciati e rimandati che,
secondo le prime stime, sarebbero quasi un milione. Un aumento
preoccupante di fronte al quale sarebbe utile evitare i trionfalismi
disordinati della Gelmini e degli altri esponenti della maggioranza, in
quanto una bocciatura corrisponde sempre a un fallimento
grave per il sistema formativo e molto spesso favorisce la
dispersione scolastica e l'abbandono degli studi. Come ci indicano le
ricerche internazionali, in ultima l'OCSE, l'Italia ha
bisogno di un sistema di istruzione maggiormente efficace, per
aumentare in generale i livelli di istruzione e dare slancio al nostro
sistema economico e sociale. Il governo sceglie
invece da una parte di tagliare i fondi all'istruzione in maniera
drastica e dall'altra di rispolverare vecchie ideologie secondo le
quali la scuola dovrebbe selezionare le persone come in una sorta di
corsa ad ostacoli, senza neppure curarsi dei caduti e dei dispersi. Una
ideologia pericolosissima perché ci restituisce una scuola
incapace di mettere a frutto le potenzialità di tutti gli
studenti e che di contro attua una selezione in base a
fattori molto diversi dal merito. Il rigore senza la
responsabilità da parte delle istituzioni scolastiche
diventa semplicemente abbandono di chi rimane indietro, e invece di
rigore sarebbe il caso di parlare del rigor mortis della scuola
italiana".
bocciature (gelmini vattene x sempre dalla scuola
madò quanti ragazzi che sono stati bocciati poverini mi dispiace tantissimo....la gelmini sta sterminando la scuola italiana x favore fatela andare xkè non è possibile alto di bocciature anche alle medie !!!!!via gelmini vattene !!!!
Forza Gelmini vai avanti così
makkè...ormai se si boccia si boccia solo perchè nn si studia...non perchè non si riescono a capire gli argomenti... e quindi è giusto premiare chi merita e bocciare chi non merita... La scuola deve essere il primo parametro per decidere chi deve accedere alle classi dirigenti e chi no...chi non è capace deve fare un lavoro adatto alle sue non capacità... e guadagnare quanto merita... basta con questo buonismo di facciata...e intanto l'italia diventa il paese dei fannulloni...Forza Gelmini Vai avanti così...
Re: Forza Gelmini vai avanti così
> makkè...ormai se si boccia si boccia solo perchè nn
> si studia...non perchè non si riescono a capire gli
> argomenti... e quindi è giusto premiare chi merita
> e bocciare chi non merita... La scuola deve essere
> il primo parametro per decidere chi deve accedere
> alle classi dirigenti e chi no...chi non è capace
> deve fare un lavoro adatto alle sue non capacità...
> e guadagnare quanto merita... basta con questo
> buonismo di facciata...e intanto l'italia diventa
> il paese dei fannulloni...Forza Gelmini Vai avanti
> così...
solo x quello ke hai scritto sei un poveraccio sfigato convinto della propria "onnipotenza" alla fine fai proprio ridere...
Re: Forza Gelmini vai avanti così
> makkè...ormai se si boccia si boccia solo perchè nn
> si studia...non perchè non si riescono a capire gli
> argomenti... e quindi è giusto premiare chi merita
> e bocciare chi non merita... La scuola deve essere
> il primo parametro per decidere chi deve accedere
> alle classi dirigenti e chi no...chi non è capace
> deve fare un lavoro adatto alle sue non capacità...
> e guadagnare quanto merita... basta con questo
> buonismo di facciata...e intanto l'italia diventa
> il paese dei fannulloni...Forza Gelmini Vai avanti
> così...
CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
p ubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008
CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!
• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!
TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)
PASSATEPAROLA!!!!!
Il boomerang.
Carissimi, ho festeggiato quest'anno le nozze d'argento con l'insegnamento. E' importante lo stipendio, perchè senza soldi non si cantano messe. Ma nel corso di questi miei 25 anni di carriera ne ho viste di tutti i colori. Ormai gli insegnanti hanno sempre torto per tutto. Sono diventati sociologi, psicologi, assistenti sociali...Ci doveva pur essere una chiarificazione dei ruoli finalmente!!! Che le famiglie comincino a dare l'esempio che in casa si deve leggere, ci si deve tenere informati e al passo con i tempi. Il Ministero della Pubblica Istruzione pensi anche ad un aggiornamento obbligatorio anche per gli altri enti che non siano solo la scuola. Perchè mentre per gli insegnanti gli orizzonti si allargano (il più delle volte, perchè potrei citare casi di eclatante ignoranza e non soltanto "del libro", ma anche dei contatti umani, da parte di molti egregi colleghi),per alunni e famiglie si restringono paurosamente. Sono d'accordo anche con la incentivazione dell'insegnamento perchè grazie ad una psicologia ormai obsoleta stiamo perdendo la migliore qualità in tutti i campi.La colpa di tanto è sicuramente anche di una certa parte del corpo insegnante che come molte altre categorie non sente il peso della propria missione. E quanti presidi, pur di non avere scocciature, dimostrano la loro ignoranza suprema grazie ad un accordo preventivo tra di loro, facendo ricadere sempre le colpe sugli insegnanti.Chi non è stato a qualche corso di aggiornamento fatto solo per impinguare le casse di questi signori che devono purtroppo tirare l'acqua al proprio mulino.Non è giusto che per qualche pecora nera si debba sacrificare l'intero gregge. A volte, poi, la pecora nera è anche super protetta da dirigenti che a loro volta erano pecore nere quando insegnavano ed erano della peggior specie anche quando erano miei colleghi.Che ci si potrebbe aspettare da loro? Chi nasce quadro non muore tondo. Come il ragazzoche non ha voglia di far niente, poi non sa far altro che vegetare con la certezza che "poi alla fine me la danno".Molti presidi, poi, grave ancor di più devono coprire qualche colpa (come le corna alle loro esimie consorti) e si devono servire di questi leccaculo che naturalmente poi fanno il bello e il cattivo tempo. La reazione è a catena. Se ci sono i casi in cui anche le pecore incominciano ad essere leoni, ben vengano. Siamo in tempi in cui ciascuno vuole il meglio e deve dare il meglio. Altrimenti il boomerang ritorna, come sempre e quando meno ce lo aspettiamo sotto forme e modi diversi.Mi avete provocato? L'argomento è vasto e significativamente sentito. Riparliamone un pò di più anche in televisione, sui giornali. Solo io ve ne potrei dire di cotte e di crude e non sono neanche il più indicato a farlo o il migliore per farlo.Semplicemente una volta ci tenevo. Oggi...ci devo pensare. Perdonatemi Max.
meno letterati, più idraulici
Troppe persone svogliate, incapaci di concentrarsi per 5 minuti, sono "parcheggiate" in licei dai genitori. Gente che magari sarebbe felice di fare l'elettricista o il falegname, la parrucchiera o l'estetista snobba le scuole professionali perché ritiene lavoro soltanto il lavoro impiegatizio, e considera da "miserabili" i lavori manuali.
Conosco molta gente per la quale la bocciatura al primo anno di liceo è stata una benedizione, gente che adesso guadagna, al contrario di tanti con lauree in scienze umanistiche costretti a campare di espedienti.
Viva la scuola
Questa è la scuola del futuro. Io ho preso 100 a questa bella maturità> Troppe persone svogliate, incapaci di concentrarsi > per 5 minuti, sono "parcheggiate" in licei dai > genitori. Gente che magari sarebbe felice di fare > l'elettricista o il falegname, la parrucchiera o > l'estetista snobba le scuole professionali perché > ritiene lavoro soltanto il lavoro impiegatizio, e > considera da "miserabili" i lavori manuali. > Conosco molta gente per la quale la bocciatura al > primo anno di liceo è stata una benedizione, gente > che adesso guadagna, al contrario di tanti con > lauree in scienze umanistiche costretti a campare > di espedienti.
Re: Viva la scuola
Nessuno mi fa gli auguri per il cento, comunque viva la gelmini
..
Uffi...io devo ancora passare!!! :(:( Che ansia che mi mettete..